The Evidence of the Film

Un film di Edwin Thanhouser, Lawrence Marston. Con William Garwood, Marie Eline, Florence La Badie, Riley Chamberlin Muto, durata 14'30" min. - USA 1913.
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Le giornate del cinema muto

Una ragazza impiegata al giuntaggio in uno stabilimento cinematografico aveva un fratellino cui era molto affezionata: un giorno quest'ultimo visitò la fabbrica e vide dal “di dentro” come venivano realizzati i film. Il ragazzo, un fattorino, convocato in seguito nell'ufficio di un mediatore di borsa, si vide consegnare un pacco da portare ad una ricca signora dei quartieri alti. Fu la donna in persona a ricevere il pacco e ad aprirlo in presenza del giovane, per trovarvi però, al posto delle obbligazioni che si aspettava, solo pezzetti di carta bianchi. Dapprima sospettò del mediatore, che però dimostrò con chiarezza, in presenza di due testimoni, di aver messo le obbligazioni in una busta e di averle poi accuratamente sigillate. Il fattorino protestò la propria innocenza, ma sia la donna sia il mediatore insistettero per farlo incriminare, così il ragazzino, piangente, si ritrovò chiuso in cella. La sorella implorò l'accusatore, ma invano, e per vari giorni non sembrò esserci via d'uscita per il ragazzo. Una mattina, mentre stava giuntando una pellicola, la ragazza guardò per caso una scena con particolare attenzione. Le era sembrato di aver visto il fratello, e un controllo col microscopio le dimostrò che aveva ragione.Con un grido di gioia corse alla stazione di polizia annunciando ai poliziotti di turno di avere prove importanti. Due investigatori la riaccompagnarono allo stabilimento e videro sullo schermo la scena di un film. Questa scena mostrava il fattorino, col pacco in mano, che svoltava l'angolo fischiettando allegramente. Un uomo proprio dietro di lui, andandogli a sbattere contro e facendolo ribaltare, sostituiva con destrezza un pacco che aveva con sé con quello che il ragazzo aveva lasciato cadere e poi si allontanava per la via così rapidamente da non notare nemmeno la macchina da presa. “Non riconoscete quell'uomo?”, strillò la ragazza. “È il mediatore che ha fatto mandare in galera mio fratello.” Il mediatore fu arrestato: davanti alla prova costituita dal film crollò e confessò; aveva sperato, facendo incolpare il ragazzo, di tenere le obbligazioni per sé. La punizione per lui fu un lungo periodo in prigione, mentre l'ardimentosa ragazza ricevette molti complimenti per il modo astuto in cui aveva scagionato il fratellino. (Moving Picture World, 11 gennaio 1913)La copia superstite di The Evidence of the Film è stata rinvenuta nel 1999 nella cabina di proiezione di un cinema del Montana; due anni più tardi il National Film Preservation Board l'ha inclusa nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso. L'idea di un misfatto registrato e reso noto dalla cinepresa non era nuova: The Tell-Tale Film di Hepworth (1908) ed Erreur Tragique di Feuillade (1912) narravano entrambi - con i toni rispettivamente della farsa e del dramma - le vicende di coniugi filmati in circostanze compromettenti. Nel film animato di Starewitch La vendetta del cineoperatore (Mest Kinematograficheskogo Operatora, 1913) il marito tradito filma personalmente l'infedeltà della moglie; titoli come Indiscretions of the Kinematograph (1908) e Indiscretion of Moving Picture (1909) fanno pensare a storie analoghe. La stessa idea di utilizzare la tecnologia visiva come trappola era tutt'altro che nuova: alcune caricature degli anni tra il 1840 e il 1850 ci mostrano già i convegni amorosi di coppie clandestine smascherati dal dagherrotipo.The Evidence of the Film è tuttavia interessante anche per altri motivi. È un film di pregevole fattura, che rivela (come ha fatto notare Edwin W. Thanhouser) l'influenza esercitata in questo periodo sui registi della Thanhouser da D.W. Griffith: tra i vari incarichi che quest'ultimo si assunse al momento di lasciare la Biograph nel 1913 ci fu quello di consulente della Thanhouser. L'argomento consentiva alla società di farsi un bel po' di pubblicità occasionale, sfruttando l'influenza evidentemente positiva del film su cui si impernia la trama. Se ci fosse rimasto qualche dubbio sull'identità della troupe cinematografica che si trova opportunamente a girare una scena in esterni proprio sul luogo del misfatto, a dissolverlo interviene l'inserimento di vistosi primi piani dei fotogrammi incriminanti, che recano orgogliosamente sul margine il nome “Thanhouser”. Inoltre, la scena cruciale del film è ambientata nelle sale di montaggio (il cui personale, particolare non trascurabile, è esclusivamente femminile). Nella sua monumentale storia della Thanhouser, Q. David Bowers riferisce che, originariamente, la scena iniziale del film mostrava una ragazzina che guida il fratellino minore in un giro didattico dello studio.Un altro punto di contatto con la Biograph è la figura della protagonista, Florence LaBadie (1888-1917), che era stata diretta da Griffith in più di 30 film prima di passare alla Thanhouser nel settembre 1911; con questa casa di produzione ella girò quasi 150 film prima di morire tragicamente a 29 anni in un incidente stradale. Il ragazzino messaggero è interpretato da Marie Eline (1902-1981), che fu la star in erba della Thanhouser (talvolta col soprannome di “The Thanhouser Kid”) in circa 120 film realizzati tra il 1910 e il 1914, anno del suo ritiro; in quasi la metà di queste pellicole ella interpretò ruoli di maschietto. Il 10 gennaio 1913, tre giorni dopo l'uscita di The Evidence of the Film, lo studio Thanhouser fu devastato da un incendio; ma persino questa catastrofe fu messa a profitto, e Marie Eline e James Cruze, non ancora promosso regista, interpretarono se stessi in When the Studio Burned (uscito il 4 febbraio 1913), diretto anch'esso da Lawrence Marston. The Evidence of the Film è il secondo film di Marston: il primo, The Star of Bethlehem, era uscito due settimane prima. Dopo aver girato altri quattro film per la Thanhouser, egli passò nell'ordine a Biograph, Selig, Universal, e Mirror, per diventare alla fine un produttore di Broadway. - DAVID ROBINSON

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