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clacson
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mercoledì 2 maggio 2012
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il film all'altezza del libro
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Chi già aveva letto il libro "Hunger Games" di Susanne Collins non rimarrà deluso dalla sua trasposizione cinematografica.
Scorrevole, la trama del film si attiene fedelmente alla versione cartacea ma fornendo anche punti di vista differenti e originali.
Buona la caraterizzazione psicologica dei personaggi, soprattutto della protagonista.
Le scene in rapido movimento, come a rappresentare quello che vede il personaggio stesso, appaiono inizialmente difficili da seguire ma con il proseguire del film danno un effetto anche più espressivo, azzeccato per il tema trattato.
Interessante il rapporto di Katniss con la madre.
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Chi già aveva letto il libro "Hunger Games" di Susanne Collins non rimarrà deluso dalla sua trasposizione cinematografica.
Scorrevole, la trama del film si attiene fedelmente alla versione cartacea ma fornendo anche punti di vista differenti e originali.
Buona la caraterizzazione psicologica dei personaggi, soprattutto della protagonista.
Le scene in rapido movimento, come a rappresentare quello che vede il personaggio stesso, appaiono inizialmente difficili da seguire ma con il proseguire del film danno un effetto anche più espressivo, azzeccato per il tema trattato.
Interessante il rapporto di Katniss con la madre. Chi ha già visto Winter's Bone (Film con Jennifer Lawrence, 2010) ne noterà un'interessante analogia.
Adatto sia ad un target adolescente che adulto.
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misssatine
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martedì 1 maggio 2012
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hungers games un film da 4*
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Può sembrare un film ideato per un pubblico più giovane,in realtà e un prodotto adatto ad ogni fascia d'età anche se alcune scene sono particolarmente crude e potrebbero colpire la sensibilità di un pubblico giovane. Molti gli spunti di riflessione, e tra le righe si evince una morale che da spunto a riflessioni sul piano etico, e la dice lunga sul filo sociopolitico.. Ambientato in un epoca indecifrabile ma ovviamete in un era tecnologicamente avanzata.
Hunger Games parte con delle inquadrature “sporche”,confuse, serrate..scene di povertà di natura selvaggia, dove la sopravvivenza mette a dura prova la vita di un distretto povero e disagiato, per poi arrivare ad un'escalations di colori e parodie del new mondo tecnologico.
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Può sembrare un film ideato per un pubblico più giovane,in realtà e un prodotto adatto ad ogni fascia d'età anche se alcune scene sono particolarmente crude e potrebbero colpire la sensibilità di un pubblico giovane. Molti gli spunti di riflessione, e tra le righe si evince una morale che da spunto a riflessioni sul piano etico, e la dice lunga sul filo sociopolitico.. Ambientato in un epoca indecifrabile ma ovviamete in un era tecnologicamente avanzata.
Hunger Games parte con delle inquadrature “sporche”,confuse, serrate..scene di povertà di natura selvaggia, dove la sopravvivenza mette a dura prova la vita di un distretto povero e disagiato, per poi arrivare ad un'escalations di colori e parodie del new mondo tecnologico. I protagonisti sono stati all'altezza dei loro ruoli ed hanno saputo trasmettere l'essenza del film.. una popolazione ex ribelle punita per delle scelte passate in cui hanno tentato di ribellarsi al sistema, provocando un periodo di lotte interne, puniti poi dal sistema che ha ripreso il controllo della situazione, e per imporre il proprio potere ha stabilito le regole di un duro gioco in cui i 12 " distretti inquisiti" ogni hanno da 74 anni sacrificano una coppia di giovani ragazzi (un ragazzo e una ragazza per distretto scelti dalla casualità di un'estrazione a sorte) chiamati giovani eroi. Trasportati in un mondo totalmente differente dal contesto in cui vivono. Divenuti dei veri e propri Eroi vengono immersi in un mondo patinato e lussuoso ma costretti ad un allenamento duro, spietato serrato,per poi essere sbattuti in un'arena virtuale dove la sopravvivenza sarà l'unico vero obbiettivo.Solo un giovane sarà il vincitore! Costretti ad assassinarsi a vicenda e a sacrificare ogni scrupolo morale.
Il numeroso pubblico si diverte ed assiste al crudele reality, alla ricerca dell'eroe di turno che per diventare tale dovrà sottrarsi alla morte usando ogni mezzo che ha a disposizione, accattivandosi l'approvazione dei così detti "sponsor" che offrono sorti di bonus come nei veri games. Non mancano colpi di scena, e momenti di commozione, come non mancano messaggi sociopolitici, moralmente discutibili.
Un film che ti lascia con il fiato sospeso per tutta la durata, mai noioso e quasi mai banale.
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lucblaks
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mercoledì 2 maggio 2012
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"may the odds be ever in your favor"
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Offertasi volantaria al posto della sorella per partecipare agli Hunger Games, giochi di violenza e crudeltà, Katniss Everdeen si ritroverà a combattere per la prorpia vita impegnandosi a rimanere se stessa e di non dare soddisfazione all'assurdo regime che da anni tiene Panem ( un'america alternativa divisa in dodici distretti) in reclusione.
Visto che gia sono sorte polemiche riguardanti questa cruda e meravigliosa pellicola, prima di iniziare vorrei pregare in ginocchio tutti coloro che non hanno visto il film di non giudicarlo o almeno di non ritenerlo il nuovo Twilight.
Perchè? Per il semplice motivo che Hunger Games è molto più che un fenomeno teen di serie B.
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Offertasi volantaria al posto della sorella per partecipare agli Hunger Games, giochi di violenza e crudeltà, Katniss Everdeen si ritroverà a combattere per la prorpia vita impegnandosi a rimanere se stessa e di non dare soddisfazione all'assurdo regime che da anni tiene Panem ( un'america alternativa divisa in dodici distretti) in reclusione.
Visto che gia sono sorte polemiche riguardanti questa cruda e meravigliosa pellicola, prima di iniziare vorrei pregare in ginocchio tutti coloro che non hanno visto il film di non giudicarlo o almeno di non ritenerlo il nuovo Twilight.
Perchè? Per il semplice motivo che Hunger Games è molto più che un fenomeno teen di serie B. Hunger Games è una vera e prorpia lezione di vita che ci fa capire a che punto l'uomo abbia alimentato la violenza con la sua arroganza.
Sotto forma di fantasy vero e prorpio, Hunger Games denuncia fatti terribilmente reali che mai nessuno era riuscito a trattare fino a questo punto ( neanche Battle Royale, al quale Hunger Games è stato associato più volte).
La pellicola di Gary Ross ha principalmente tre punti a suo favore. Il primo è senza dubbio la magnifica sceneggiatura nata dalla stessa scrittrice dei romanzi Suzanne Collins.
Il secondo è la curiosità che il publico prova nei confronti di questa pellicola data la sua intrigante trama originale e mai banale .
Il terzo è il cast. Sfido chiunque a dire che non è stato psicologicamnte colpito dall'interpretazione di Jennifer Lawrence che regala al publico una Katniss ( fedelissima al libro) fragile ma allo stesso tempo agguerrita e desiderosa di tornare vittoriosa per la sorella. Negli Stati Uniti Hunger Games è gia stato definito il film dell'anno con ben 373 milioni di dollari al botteghino ( superando come presenze persino l'ultimo capitolo di Harry Potter) qui in Italia ovviamente non può che passare inosservato contro i quattro supereroi di turno e questo credetemi è un vero peccato.
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donni romani
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martedì 1 maggio 2012
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film di azione e riflessione
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Tratto dal primo libro della trilogia di Suzanne Collins, saga adolescenziale metaforica e introspettiva, il film di Gary Ross (Pleasantville e Seabiscuit) è un potente affresco di una società futura (ma non troppo) di uno spirito giovane indomabile e fiero e di un cinema fatto di immagini e di suoni, ma anche di spunti riflessivi.
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Tratto dal primo libro della trilogia di Suzanne Collins, saga adolescenziale metaforica e introspettiva, il film di Gary Ross (Pleasantville e Seabiscuit) è un potente affresco di una società futura (ma non troppo) di uno spirito giovane indomabile e fiero e di un cinema fatto di immagini e di suoni, ma anche di spunti riflessivi. Affascinante e potente l'idea di partenza: per ricordare una lontana ribellione di alcuni distretti in un futuro molto simile al nostro presente si organizzano da 70 anni gli "Hunger Games" dove due giovani di ogni distretto ribelle (24 in tutto) si sfideranno fino alla morte (ne resterà uno solo di Highlanderiana memoria) in una lotta senza pietà ambientata in una giungla ostile. Tutto questo sotto gli occhi delle telecamere, perchè Hunger Games è soprattutto un grande show televisivo, con sponsor, presentatori survoltati (un irresistibile Stanley Tucci), stilisti e mentori a suggerire strategie per risultare simpatici e catturare spettatori, voti ed aiuti nella lotta finale, perchè la giungla è disseminata di pericoli reali, avversari feroci pronti a tutto pur di sopravvivere ma soprattutto è piena di trucchi tecnici inventati dai maghi del reality per tenere alta l'attenzione, per conquistare audience, per favorire i beniamini del pubblico ed eliminare chi invece non buca lo schermo. E poco conta che l'"eliminazione" non sia solo puramente teorica come nei reality cui assistiamo nelle nostre televisioni ormai da anni ma che invece sia fisica e definitiva, nessun senso di colpa o remora morale assale gli organizzatori dei giochi, o il governatore supremo di Capitol dove tutto si svolge (un Donald Sutherland sempre molto incisivo anche nelle poche scene cui partecipa). Metafora potente di una società ormai alienata ed incapace di riconoscere la propria deriva disumana, dove solo la protagonista Katniss Everdeeen, la bellissima, matura ed intensa Jennifer Lawrence di "Un Gelido Inverno" per cui ebbe una nomination agli Oscar, oppone una resistenza fiera e appassionata, non rinunciando alla sua umanità, a proteggere una fra le bambine più piccole che partecipano ai Games, a sfidare apertamente le autorità violando le regole. Un'eroina a tutto tondo, forte proprio in virtù della sua fragilità, determinata non a diventare una primadonna televisiva come gli altri partecipanti ma solo a tornare a casa dalla propria famiglia, idealista e assolutista come ogni adolescente. Un film sui giovani, ma non solo per giovani, anzi, le tante metafore, anche politiche, ne fanno non solo un grandissimo film d'azione e di emozione, ma anche di riflessione e di ammonimento. Una trasposizione cinematografica che non ricalca le pagine del libro, sottrae ed aggiunge dove serve, ma che costruisce un universo terribile ed affascinante come pochi, disseminando la pellicola di semi che germoglieranno sicuramente nei prossimi episodi già in cantiere.
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peninsula.eu
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sabato 12 maggio 2012
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metafora della tv?
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A loro tempo, due giganti come Frank Zappa (I'm The Slime) e John Carpenter (They Live) avevano già chiarito il concetto: la TV (quella "commerciale" in special modo) è lo sterco dell'Occidente. Se intesa, dunque, come estrema metafora di un fenomeno che ha corrotto coscienze e costumi del (supposto) mondo civilizzato, la storia di "Hunger Games" funziona. Se, invece, cercaste solo due ore di svago al cinema, l’efficacia del film risulterà direttamente proporzionale al degrado intellettivo e culturale cui la visione assidua di "reality", "fiction" e telefilm scadenti vi ha ridotto. In sintesi: si può vedere, ma si può anche perdere. Convincente la giovane protagonista Jennifer Lawrence. Voto: 6
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(di flatout)
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evilnightmare 90
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sabato 12 maggio 2012
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the hunger games
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Panem, 74esima edizione degli "Hunger Games", come ogni anno vengono selezionati 24 adolescenti fra i 12 e i 18 anni per essere offerti come tributo. Katniss per salvare sua sorella, selezionata come tributo, si offre volontaria per partecipare ai giochi.
Breve incipit per uno dei migliori film degli ultimi tempi. Con un'ambientazione semi Orwelliana e con un cast di soli giovani, (già per questo motivo il film merita 4 stelle, quanto vale vedere tante facce nuove rispetto le solite ormai diventate stantie), il film è molto veloce, sia nella regia (Immagini brevi e coincise), sia nella narrativa. Condito da buona azione, tematiche coinvolgenti e un pizzico di umorismo, la pellicola è veramente piacevole.
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Panem, 74esima edizione degli "Hunger Games", come ogni anno vengono selezionati 24 adolescenti fra i 12 e i 18 anni per essere offerti come tributo. Katniss per salvare sua sorella, selezionata come tributo, si offre volontaria per partecipare ai giochi.
Breve incipit per uno dei migliori film degli ultimi tempi. Con un'ambientazione semi Orwelliana e con un cast di soli giovani, (già per questo motivo il film merita 4 stelle, quanto vale vedere tante facce nuove rispetto le solite ormai diventate stantie), il film è molto veloce, sia nella regia (Immagini brevi e coincise), sia nella narrativa. Condito da buona azione, tematiche coinvolgenti e un pizzico di umorismo, la pellicola è veramente piacevole. L'unica pecca è, in alcuni casi, lo scaro approfondimento psicologico dei "Tributi", compensato però con quello abbondante effettuato su Katniss. Buona interpretazione per Jennifer Lawrence cmq sorretta dalle figure degli altri personaggi, (molto inquietante l'interpretazione di Isabelle Fuhrman, dopo Orphan conferma di avere realmente qualche rotella fuori posto). Cmq film che sa scavare nel profondo e che lascia il segno, come sempre c'è chi lo apprezza e chi no... Consigliato cmq a tutti, gusto soggettivo a parte...
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peppe2994
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martedì 15 maggio 2012
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un nuovo fenomeno mondiale
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Un nuovo fenomeno mondiale è sbarcato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo,si tratta di Hunger Games,tratto dal libro della fortunata scrittrice Suzan Collins.Quest'ultima e il film sono stati baciati da un enorme successo negli Stati Uniti(mentre in Italia ha ottenuto un incasso discreto,non particolarmente rilevante)dove ha conquiatato tutto l'affetto del pubblico,ottenendo un incasso pari alla cifra di 386.902.000.Persino più di Harry Potter e i doni della morte parte 2,con una differenza di tre milioni di euro e della Twilight saga,decisamente battuta non solo per incasso ma anche per popolarità di cast,tanto che Jennifer Lawrence è divenuta più famosa di Kristen Stewart,passata un tantino in secondo piano,mentre ancora il Trio Redcliffe,Grint e Watson lo ricorderemo sempre di grande successo.
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Un nuovo fenomeno mondiale è sbarcato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo,si tratta di Hunger Games,tratto dal libro della fortunata scrittrice Suzan Collins.Quest'ultima e il film sono stati baciati da un enorme successo negli Stati Uniti(mentre in Italia ha ottenuto un incasso discreto,non particolarmente rilevante)dove ha conquiatato tutto l'affetto del pubblico,ottenendo un incasso pari alla cifra di 386.902.000.Persino più di Harry Potter e i doni della morte parte 2,con una differenza di tre milioni di euro e della Twilight saga,decisamente battuta non solo per incasso ma anche per popolarità di cast,tanto che Jennifer Lawrence è divenuta più famosa di Kristen Stewart,passata un tantino in secondo piano,mentre ancora il Trio Redcliffe,Grint e Watson lo ricorderemo sempre di grande successo.Hunger Games è riuscito a farsi spazio tra giovani e adulti,raggiungendo risultati eccezzionali,probabilmente per il tema delicato ben affrontato,apparentemente sembra violento ma in realtà è la storia della condanna di 12 distretti governati da un governo autolitario,che per essersi ribellati adesso sono costretti a fornire in tributo un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni in una battaglia sino all'ultimo sangue per decretarne il vincitore.Il film non è affatto cruento e non si lascia in balìa della violenza,ma tutto viene affrontato con estrema cura dei dettagli e con estrema attenzione.Dietro 24 ragazzi che si uccidono a vicenda,si cela un ottimo stratega che controlla l'andatura dei giochi e la conduzione di un bravissimo conduttore adoperante in questo reality Show dove tutto il mondo starà a guardare.Bastano solo due parole per descrivere questa pellicola Capolavoro assoluto,che racchiude tutti gli aspetti eccezzionali che lo hanno reso tale come regia,recitazione,effetti speciali e un bellissimo finale che lasciacon la bocca aperta.Bellissimo sotto tutti ipunti di vista,complimenti a tutti non vedo l'ora di vedere il secondo.
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giacomo j.k.
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lunedì 26 marzo 2012
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hg, ovvero la riscrittura di un'opera (pt.1)
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Nel prossimo futuro, in una regione conosciuta oggi come Nord America, dodici distretti saranno governati e ridotti alla miseria dal duro giogo della loro ricca e spietata capitale, Capitol. In risposta ad una rivolta sedata nel sangue più di settant’anni prima, l’odiato tiranno organizza annualmente gli Hunger Games, per i quali ogni distretto è tenuto a sorteggiare due tributi, un maschio e una femmina, scelti tra i loro stessi figli, di età compresa tra i 12 e i 18 anni. I 24 tributi sono destinati a combattere fino alla morte in un vasto spazio aperto chiamato arena, pieno delle insidie preparate per loro da un ristretto gruppo di sadici “gamemakers”. Quando la sua sorellina Prim (Willow Shields) viene sorteggiata come tributo per la settantaquattresima edizione dei “giochi”, Katniss Everdeen (Jeniffer Lawrence) si offre volontaria per prendere il suo posto.
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Nel prossimo futuro, in una regione conosciuta oggi come Nord America, dodici distretti saranno governati e ridotti alla miseria dal duro giogo della loro ricca e spietata capitale, Capitol. In risposta ad una rivolta sedata nel sangue più di settant’anni prima, l’odiato tiranno organizza annualmente gli Hunger Games, per i quali ogni distretto è tenuto a sorteggiare due tributi, un maschio e una femmina, scelti tra i loro stessi figli, di età compresa tra i 12 e i 18 anni. I 24 tributi sono destinati a combattere fino alla morte in un vasto spazio aperto chiamato arena, pieno delle insidie preparate per loro da un ristretto gruppo di sadici “gamemakers”. Quando la sua sorellina Prim (Willow Shields) viene sorteggiata come tributo per la settantaquattresima edizione dei “giochi”, Katniss Everdeen (Jeniffer Lawrence) si offre volontaria per prendere il suo posto.
Premessa. Gli “Hunger Games” sono prima di tutto un romanzo – anzi, il primo libro dell’omonima trilogia nata dalla penna di Suzanne Collins – dal carattere estremamente introspettivo: tutta la storia è narrata in prima persona, al tempo presente; il punto di vista è costantemente quello della giovane protagonista, cacciatrice di frodo per sopravvivenza e combattente suo malgrado nell’arena, e il testo lascia ampi spazi al monologo interiore. La domanda che sorge spontanea quindi è: “Chi è quel pazzo che ha scelto di trarvi una sceneggiatura?”. Ora, tralasciando il fatto che, se ormai un’opera per ragazzi, a prescindere dal mezzo di comunicazione per il quale è stata originariamente concepita, pare destinata a diventare inesorabilmente una sceneggiatura, tanto più questa sorte doveva toccare agli “Hunger Games” (che qualcuno negli Stati Uniti è già pronto a chiamare “il nuovo Harry Potter”, cfr. Washington Post); si rimane di stucco scoprendo che la sceneggiatura porta anche la firma della stessa autrice.
È un caso più unico che raro che un autore decida di trasportare egli stesso su schermo la propria opera. Guardando il film, tuttavia, è facile capire le probabili motivazioni dietro la scelta di Suzanne Collins: con la sua produzione cinematografica, infatti, Collins non solo ha compiuto un immenso investimento di marketing rilanciando la lettura della saga, ma ha di fatto riscritto la sua opera: in-fatti, non potendo trasportare sullo schermo ciò che avviene in Katniss, il film ci porta il più lontano possibile da lei, direttamente nella sala dei bottoni dei “giochi”, o nelle piazze, tra gli spettatori. As-secondando questa necessità, Collins gioca forse anche la sua carta più vincente, accostando il pub-blico pagante in sala al pubblico sadico e assetato di spettacolo di Capitol, un concetto a cui nel libro si poteva solo alludere: non è forse questo che abbiamo pagato per vedere?
Gli equilibri ne risultano nettamente cambiati, e alcuni personaggi devono essere inventati partendo da zero o, nel migliore dei casi, da un nome; come nel caso di Seneca Crane, il capo dei “gamema-kers”, per il quale va dato il merito agli sceneggiatori per la citazione classica nel finale, che va ad aggiungersi alle varie altre peraltro già presenti nel libro. L’intero punto di vista ne esce modificato, nonostante Katniss rimanga sempre la vera protagonista della vicenda. Ovviamente, la trasposizione da un mezzo all’altro implica anche lasciare qualcosa indietro: i tagli ci sono – i fan ve li potranno elencare uno ad uno all’uscita dal cinema – ma per la maggior parte sono giustificati. (...)
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cannedcat
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mercoledì 2 maggio 2012
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ma il pubblico guarda!
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The Hunger Games, i giochi della fame, fa venire in mente la battuta di Roberto D'Agostino sui partecipanti all'Isola dei Famosi: "l'isola dei morti di fama" .
Battuta feroce a denotare però la ferocia di un pubblico della TV (e di internet) che si diverte a vedere (e a commentare via Twitter e FB) le disavventure di questi poveracci che si battono in giochi idioti per una tazza di riso in più, mostrando ogni giorno le loro patetiche nudità, patetici come quegli altri poveri cristi che venivano fatti a pezzi nelle arene che i romani avevano costruito in ogni parte dell'impero per alimentare la ferocia di un popolo che grazie alla sua enorme ferocia aveva costruito un impero senza pari.
The hunger games non è un film sul futuro.
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The Hunger Games, i giochi della fame, fa venire in mente la battuta di Roberto D'Agostino sui partecipanti all'Isola dei Famosi: "l'isola dei morti di fama" .
Battuta feroce a denotare però la ferocia di un pubblico della TV (e di internet) che si diverte a vedere (e a commentare via Twitter e FB) le disavventure di questi poveracci che si battono in giochi idioti per una tazza di riso in più, mostrando ogni giorno le loro patetiche nudità, patetici come quegli altri poveri cristi che venivano fatti a pezzi nelle arene che i romani avevano costruito in ogni parte dell'impero per alimentare la ferocia di un popolo che grazie alla sua enorme ferocia aveva costruito un impero senza pari.
The hunger games non è un film sul futuro.
E' un film sulla TV.
E' un film sulla pubblicità.
La TV che mostra c'è già oggi: è il GF, è la Fattoria, è Amici, è l'Isola dei morti di fama, etc. etc. etc.
Certo, non muore ancora nessuno...per il momento.
Ma prima o poi... gli sponsor forse vorrano anche il morto in diretta quando il pomiciamento ad infrarossi non basterà ad un pubblico di guardoni-soft.
The Hunger Games non è un film sui "rimedi" alla crescita demografica come "La fuga di Logan".
Non è un film politico.
Non c'è nessun messaggio di avvertimento di un futuro distopico, e per la semplice ragione che ci siamo già dentro tutti.
La storia "politica" è un pretesto, l'amore è un pretesto, il cambio delle regole è un pretesto.
Lo scopo è uno ed uno soltanto: uno spettacolo per tenere buona la gente.
Come al tempo di Diocleziano o Caracalla.
E si vede bene che la stella di questo film, Jennifer Lawrence se la gode tanto a fare la gladiatrice.
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cenox
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domenica 20 maggio 2012
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l'intrattenimento del futuro: un gioco mortale
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Come è già stato per gli antichi romani, che si intrattenevano con spettacoli all'ultimo sangue in arene gremite di gente, in un futuro non ben precisato, 12 distretti, tra i più poveri, devono donare due ragazzi (maschi o femmine che siano, ci penserà il caso..) che combattano fino all'ultimo sangue, ripresi costantemente dalle telecamere, in un campo di battaglia totalmente ricostruito in digitale con le più moderne tecnologie. Molte le similitudini con film come the truman show, gamer o death race, ma ciò che rende particolarmente interessante questo, oltre ai bravi attori protagonisti (molte le star fra l'altro), son le scenografie ed i costumi (stranissimi i vestiti di qualsiasi persona in pratica, compresi i look!) e la trama, che non regalerà ampi colpi di scena è vero, ma riesce a conquistare veramente lo spettatore.
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Come è già stato per gli antichi romani, che si intrattenevano con spettacoli all'ultimo sangue in arene gremite di gente, in un futuro non ben precisato, 12 distretti, tra i più poveri, devono donare due ragazzi (maschi o femmine che siano, ci penserà il caso..) che combattano fino all'ultimo sangue, ripresi costantemente dalle telecamere, in un campo di battaglia totalmente ricostruito in digitale con le più moderne tecnologie. Molte le similitudini con film come the truman show, gamer o death race, ma ciò che rende particolarmente interessante questo, oltre ai bravi attori protagonisti (molte le star fra l'altro), son le scenografie ed i costumi (stranissimi i vestiti di qualsiasi persona in pratica, compresi i look!) e la trama, che non regalerà ampi colpi di scena è vero, ma riesce a conquistare veramente lo spettatore. Sapendo poi che questo è solo il primo film di una serie, la curiosità raddoppia, e magari si potrà migliorare ulteriormente i pochi punti deboli di questo primo capitolo.
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