|
|
fabrizio cirnigliaro
|
domenica 14 novembre 2010
|
il social network e il caso umano
|
|
|
|
La pellicola parte sulle note di Ball and Biscuit dei White Stripes, che fanno da sottofondo ad una lite fra Mark e la ragazza, Erica. Una scena con battute tagliente, dialoghi incalzanti, il tutto a ritmo di blues.
La rabbia per essere stato scaricato dalla ragazza Mark la sfoga su un post nel proprio Blog, in cui mette alla berlina Erica, e in un sito che riesce a creare in un paio d'ore, Facemash.
Fincher riesce a mantenere un ritmo elevato per tutta la durata del film, grazie soprattutto alla sceneggiatura di Aaron Sorkin, che trasforma il discreto libro di Mezrich in una sceneggiatura da premio Oscar.
Zuckerberg ha tutte le caratteristiche tipiche del Nerd, ma allo stesso tempo ha l'ambizione e il cinismo di Gordon Gekko.
[+]
La pellicola parte sulle note di Ball and Biscuit dei White Stripes, che fanno da sottofondo ad una lite fra Mark e la ragazza, Erica. Una scena con battute tagliente, dialoghi incalzanti, il tutto a ritmo di blues.
La rabbia per essere stato scaricato dalla ragazza Mark la sfoga su un post nel proprio Blog, in cui mette alla berlina Erica, e in un sito che riesce a creare in un paio d'ore, Facemash.
Fincher riesce a mantenere un ritmo elevato per tutta la durata del film, grazie soprattutto alla sceneggiatura di Aaron Sorkin, che trasforma il discreto libro di Mezrich in una sceneggiatura da premio Oscar.
Zuckerberg ha tutte le caratteristiche tipiche del Nerd, ma allo stesso tempo ha l'ambizione e il cinismo di Gordon Gekko. Non è motivato da nessun ideale, non appartiene ad un movimento politico, ma a differenza del magnate della finanza, per Mark non è solo una questione di soldi, per lui il denaro non è un'ossessione
Un ragazzo che praticamente non ha amici ha inventato l'amicizia sul web, piuttosto singolare come cosa.
L'invenzione di Facebook ha profondamente cambiato la sua vita e la società di oggi, il modo con cui tutti interagiamo con gli altri e l'utilizzo stesso della Rete nella vita di tutti i giorni
The Social Network non non parla di un uomo, ma dell'Uomo del nuovo millennio, di come i nuovi media hanno stravolto il modo di comunicare, i rapporti sociali.
Sicuramente Zuckerberg ha dei problemi a relazionarsi con gli altri, agisce istintivamente, dice sempre tutto quello che gli passa per la testa , senza nessun filtro, senza limite
Questo forse è il punto debole della persona e delle nuova tecnologie
Non ci sono più asticelle sui blog, forum , social network, dove non si scrive con la matita, ma con l'inchiostro della tastiera e non sempre basta aggiungere una faccina emoticon alla fine di un post per smussare la lama con cui si feriscono i sentimenti degli altri
Si deve sempre poter commentare tutto , anche se non hanno nessuna competenza sull'argomento trattato, quasi fosse obbligatorio avere un'opinione su tutto, sempre
Come se“Ogni pensiero che ti passa per la testa sia troppo intelligente e sarebbe un crimine non condividerlo con gli altri”
Zuckenberg si comporterà nella vita reale come se fosse in rete (non viceversa). Scrive un insulto nel suo biglietto da visita (io sono il Ceo, Stronzo), prende in giro i potenziali inserzionisti pubblicitari, ignora l'avvocato della pubblica accusa quando gli rivolge delle domande che lo annoiano.
Fincher però lascia che sia lo spettatore a stabilire se sia “stronzo o se si sforzi solo di esserlo a tutti i costi”
Facebook ha azzerato il concetto dei “sei gradi di separazione”, bastano pochi click per essere legato ad una persona fino ad un attimo prima sconosciuta.
In passato potevi incontrare una persona casualmente, era il “segno del destino”, adesso basta poco per imbattersi “casualmente” in una vecchia conoscenza che per qualche motivo si era persa di vista.
Puoi essere amico della tua vecchia maestra delle scuole elementari, del tabaccaio da cui acquistavi di nascosto le sigarette, dalla ragazza che ti ha prima tradito e poi mollato, del negozio da cui hai acquistato un paio di scarpe, del giornale che non acquisti più in edicola
Ma tutti questi amici rendono la tua vita migliore?
Gli amici non dovrebbero essere una specie di merce per lo stato di una persona
Kyle Broflovski
[-]
[+] poiché commentare è un must...
(di andreadox)
[ - ] poiché commentare è un must...
[+] complimenti
(di il brandani)
[ - ] complimenti
|
|
|
[+] lascia un commento a fabrizio cirnigliaro »
[ - ] lascia un commento a fabrizio cirnigliaro »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
riccardo t.
|
domenica 14 novembre 2010
|
i nuovi re del mondo
|
|
|
|
film molto interessante, e da vedere sicuramente. Fincher offre una regia elegante e pulita, aiutato da un montaggio avvincente e che si alterna tra passato e presente della vicenda. attori molto convincenti, Eisneberg rende bene lo spirito del suo personaggio cinico,ambizioso,asociale,presunto bastardo, Garfield ha il personaggio più difficile da interpretare ma quello dove ci si può immedesimare di più il miglior amico tradito, Timberlake ha poco spazio ma gli basta per creare uno Sean Parker falso e ammaliatore. nota di merito alla fotografia molto bella, e alla colonna sonora. infine ottimi gli spunti che offre il film: i nuovi re del mondo sono dei nerd sociopatici e frustrati che combattono contro dei figli di papà per milioni di dollari.
[+]
film molto interessante, e da vedere sicuramente. Fincher offre una regia elegante e pulita, aiutato da un montaggio avvincente e che si alterna tra passato e presente della vicenda. attori molto convincenti, Eisneberg rende bene lo spirito del suo personaggio cinico,ambizioso,asociale,presunto bastardo, Garfield ha il personaggio più difficile da interpretare ma quello dove ci si può immedesimare di più il miglior amico tradito, Timberlake ha poco spazio ma gli basta per creare uno Sean Parker falso e ammaliatore. nota di merito alla fotografia molto bella, e alla colonna sonora. infine ottimi gli spunti che offre il film: i nuovi re del mondo sono dei nerd sociopatici e frustrati che combattono contro dei figli di papà per milioni di dollari.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a riccardo t. »
[ - ] lascia un commento a riccardo t. »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
member87
|
sabato 13 novembre 2010
|
sorkin...un fuoriclasse
|
|
|
|
Penso che "The Social Network" sia un ottimo film. Bella storia, che appassiona e fa discutere, bravissimi attori, e ancora più bravo chi ha scelto e diretto dei semi-sconosciuti per rendere i personaggi ancora più credibili, e soprattutto dialoghi eccellenti. Quando non hai star da far recitare (e non considero Justin Timberlake una star del cinema ovviamente..) il lavoro si complica, se non sono convincenti il film ne risente. Non può allora non colpire una sceneggiatura di un livello altissimo, l'ennesimo capolavoro di quel fuoriclasse della scrittura di Aaron Sorkin, e che accompagnato da un Fincher in gran spolvero, ci regala una storia abbastanza semplice come trama ma incredibilmente complessa a livello emotivo e affascinante nella sua struttura del ricordo, della quale sono certo si parlerà ancora a lungo.
[+]
Penso che "The Social Network" sia un ottimo film. Bella storia, che appassiona e fa discutere, bravissimi attori, e ancora più bravo chi ha scelto e diretto dei semi-sconosciuti per rendere i personaggi ancora più credibili, e soprattutto dialoghi eccellenti. Quando non hai star da far recitare (e non considero Justin Timberlake una star del cinema ovviamente..) il lavoro si complica, se non sono convincenti il film ne risente. Non può allora non colpire una sceneggiatura di un livello altissimo, l'ennesimo capolavoro di quel fuoriclasse della scrittura di Aaron Sorkin, e che accompagnato da un Fincher in gran spolvero, ci regala una storia abbastanza semplice come trama ma incredibilmente complessa a livello emotivo e affascinante nella sua struttura del ricordo, della quale sono certo si parlerà ancora a lungo. Scena memorabile: "Precisamente allo scoccare del milionesimo "amico" di facebook, Mark perdeva il suo vero e unico amico nella vita reale.."
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a member87 »
[ - ] lascia un commento a member87 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
alesya
|
giovedì 25 novembre 2010
|
il network della solitutine
|
|
|
|
Un ragazzo viene lasciato dalla fidanzata dopo una disastrosa e estenuante discussione : la sua lingua è tagliente come un coltello , non riesce a stare zitto per 5 secondi e dice sempre tutto quello che la mente gli suggerisce senza censurare gratuite cattiverie ; lei lo abbandona , e lui esce dal pub e inizia a camminare nella notte , attraversa a passo svelto il campus di Harvard brulicante di studenti , estraneo e insofferente a quell' ambiente come un insetto in un microcosmo a lui ostile , fino al dormitorio dove invece di sfogarsi con un amico in carne e ossa preferisce affidare la sua vendetta a un blog e a un sito internet di pessimo gusto , ignorando che quell' evento cambierà per sempre la sua grigia esistenza .
[+]
Un ragazzo viene lasciato dalla fidanzata dopo una disastrosa e estenuante discussione : la sua lingua è tagliente come un coltello , non riesce a stare zitto per 5 secondi e dice sempre tutto quello che la mente gli suggerisce senza censurare gratuite cattiverie ; lei lo abbandona , e lui esce dal pub e inizia a camminare nella notte , attraversa a passo svelto il campus di Harvard brulicante di studenti , estraneo e insofferente a quell' ambiente come un insetto in un microcosmo a lui ostile , fino al dormitorio dove invece di sfogarsi con un amico in carne e ossa preferisce affidare la sua vendetta a un blog e a un sito internet di pessimo gusto , ignorando che quell' evento cambierà per sempre la sua grigia esistenza .Pochi frammenti delle prime scene di "the Social Network" rivelano già alcune delle caratteristiche che lo rendono uno dei più grandi e importanti film del 2010 : la potente ed entusiasmante sceneggiatura di Aaron Sorkin , i suoi dialoghi frenetici e duelli verbali estenuanti come una lezione di step ; l'ipnotica colonna sonora di Trent Reznor e Atticus Ross e il tema di apertura " Hands Covers Bruise " , dove tre solitarie note di un pianoforte cercano di farsi sentire in un campo sonoro dalle minacciose e inquietanti vibrazioni ; la fotografia di Jeff Cronenweth , che dipinge il campus di Harvard con colori caldi e autunnali descrivendo il mondo di un protagonista straniero a quell' universo di classi e privilegi .Il Mark Zuckerberg del giovane e incredibile Jesse Eisenberg è un antieroe ambiguo e negativo , privo di qualsiasi piacevolezza o simpatia , creatura oscura che non possiamo e non vogliamo amare : il suo desiderio di rivalsa sugli insopportabili gemelli Winklevoss e l'ambizione di entrare nella " rete " più esclusiva dei circoli universitari ( il titolo gioca volutamente sull'ambivalenza dei termine " network ") potrebbe anche suscitare le simpatie dello spettatore se il giovane non si rivelasse bugiardo e calcolatore , freddo come il ghiaccio e restio a offrire il suo sguardo alla telecamera , come se non volesse mai farci conoscere veramente il suo pensiero perchè tutto intorno a lui ha ormai poca o nulla importanza . Conteso fra l ' angelico migliore amico Eduardo di Andrew Garfield e il mefistofelico e tentatore Sean Parker del sorprendente Justin Timberlake (curioso che proprio lui interpreti uno dei responsabili dell'inizio della crisi del mercato discografico ) Mark li distrugge entrambi , restando forse con assoluta cognizione totalmente imprigionato nella nuova e apparentemente appagante "amicizia " della sua creatura .
Ciò che rende questa storia una GRANDE storia non è semplicemente il suo raccontare abilmente e e con passione una parabola di disagio e riscatto sociale , di vendetta ed ambizione , di genio ed egoismo , di amicizie e tradimenti come tante se ne possono trovare , ma riuscire a fotografare con inquietante verosimiglianza le speranze e le angoscie di un'intera generazione , quella degli anni 00', che non è mai stata più tecnologicamente all'avanguardia e più disperatamente avvezza alla solitudine .David Fincher ci costringe ancora una volta a fare i conti con i nostri peccati più oscuri , analizzando senza condannare nè assolvere la realtà odierna (che vi piaccia o no , Facebook ha cambiato prepotentemente il mondo della comunicazione e non solo ) , le sue paranoie ( la ragazza di Eduardo ossessionata dal fatto che lui non abbia cambiato lo stato di single nella sua pagina è profeticamente esemplificativa ) e la sua più ipocrita illusione : che il contatto umano possa essere sostituito da quello virtuale , laddove non si sappia o non si voglia costruirlo . Potremmo anche avere 500 milioni di amici su Facebook in ogni angolo del pianeta , ma davanti al computer rischiamo di rimanere completamente soli .
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a alesya »
[ - ] lascia un commento a alesya »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
variabiley
|
martedì 21 dicembre 2010
|
geniale amarezza
|
|
|
|
Un fallimento, una delusione, possono portare a reazioni che comportano delle responsabilità e conseguenze importanti. Se la fidanzata ti lascia e sei uno sfigato, la reazione è subire l'accaduto e cadere in depressione. Se sei un “figo sveglio”, fai finta di essere stato tu a decidere tutto. Se sei un programmatore di Harvard sveglio e sfigato, diventi il più giovane miliardario al mondo senza volerlo, diventi un Mark Zuckerberg. A lui viene offerta la possibilità con doppio vantaggio: vendicarsi con colei che l'ha appena lasciato, fregare quella categoria di collegiali sportivi e snob “prendendone in prestito” l'idea: (The) Facebook.
[+]
Un fallimento, una delusione, possono portare a reazioni che comportano delle responsabilità e conseguenze importanti. Se la fidanzata ti lascia e sei uno sfigato, la reazione è subire l'accaduto e cadere in depressione. Se sei un “figo sveglio”, fai finta di essere stato tu a decidere tutto. Se sei un programmatore di Harvard sveglio e sfigato, diventi il più giovane miliardario al mondo senza volerlo, diventi un Mark Zuckerberg. A lui viene offerta la possibilità con doppio vantaggio: vendicarsi con colei che l'ha appena lasciato, fregare quella categoria di collegiali sportivi e snob “prendendone in prestito” l'idea: (The) Facebook. Potrebbe sembrare la classica rivincita degli sfigati che, come vuole la commedia classica, diventano tutto a un tratto le persone più richieste e in voga del momento, cambiando, di conseguenza, il proprio modo di interagire con il mondo. Mark è coerente, il suo modo di rivolgersi al mondo, le sue risposte che non lasciano spazio agli altri, le sue ciabatte, restano le stesse dall'inizio alla fine del film, andando a sottolineare il suo cambiamento non riuscito (anche non cercato), in questa anomala rivincita dei Nerd.
Una sceneggiatura perfetta lascia che il giovane inventore di Facebook, intrepretato da un Jesse Eisenberg che veste inaspettatamente a pennello il personaggio, ristagni nelle sue piccole e inutili soddisfazioni, dove un passo avanti corrisponde a due passi indietro scanditi da battute fredde, veloci, geniali, ma che nascondono l'amarezza dell'insoddisfazione.
David Fincher (regia) e Trent Reznor (musiche) riescono a non deludere le altissime aspettative e si divertono di gusto quando nella sequenza della gara di canottaggio si concedono 1 minuto e 40 secondi di libertà per uno sfoggio di stile che da solo vale il prezzo del biglietto (supportati da un montaggio magistrale).
Sarebbero 5 stelline se Fincher non avesse fatto prima Fight Club e Se7en. Quindi 4 stelline con la speranza di tornare a 5 con una nuova collaborazione con Chuck Palahniuk.
Se il genio si approccia a un suo pari con modestia e libertà di pensiero, il risultato è un'idea comune.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a variabiley »
[ - ] lascia un commento a variabiley »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
mystyle.asso88
|
martedì 9 novembre 2010
|
entriamo tutti in the social network
|
|
|
|
Ormai un pò tutti conoscono Facebook,il social Network più popolare del mondo ma,non tutti sanno chi è il suo creatore e come sia nata l'idea.Il film di David Fincher ci porta proprio a conoscere la storia di Mark Zuckerberg,giovane studente all'università di Harvard e programmatore brillante che,dopo esser stato lasciato dalla ragazza, in una notte crea per gioco un sito dove vengono messe a confronto le ragazze di Harvard e gli utenti possono votare chi è la migliore.Il sito in poche ore diventa cliccatissimo,Zuckerberg(Jesse Eisenberg)seppur malvisto dall'università per quello che aveva fatto viene notato dai gemelli Winklevoss e il socio Divya Narendra che lo contattano per avere il suo aiuto nel creare un social network esclusivo per gli studenti di Harvard "HarvardConnection".
[+]
Ormai un pò tutti conoscono Facebook,il social Network più popolare del mondo ma,non tutti sanno chi è il suo creatore e come sia nata l'idea.Il film di David Fincher ci porta proprio a conoscere la storia di Mark Zuckerberg,giovane studente all'università di Harvard e programmatore brillante che,dopo esser stato lasciato dalla ragazza, in una notte crea per gioco un sito dove vengono messe a confronto le ragazze di Harvard e gli utenti possono votare chi è la migliore.Il sito in poche ore diventa cliccatissimo,Zuckerberg(Jesse Eisenberg)seppur malvisto dall'università per quello che aveva fatto viene notato dai gemelli Winklevoss e il socio Divya Narendra che lo contattano per avere il suo aiuto nel creare un social network esclusivo per gli studenti di Harvard "HarvardConnection".Zuckerberg accetta di collaborare ma,ha in mente ben oltre il semplice progetto commissionato così,coinvolge l'amico Eduardo Saverin(Andrew Garfield) al quale chiede un finanziamento per il suo progetto "Thefacebook".Così mentre i gemelli Winklevoss fanno causa a Zuckerberg perchè sostengono che gli abbia rubato la loro idea, inizia l'acesca di Thefacebook che,una volta lanciato si espande a macchia d'olio non solo ad Harvard ma anche in altre grandi università.Tutto ciò arriva a colpire anche il il cofondatore di Napster,Sean Parker(Justin Timberlake) che si unirà al team di Zuckerberg e Saverin portando scompiglio ed innovazione.Un bel film molto interessante che mantiene sempre un buon ritmo ed appassionerà sicuramente il pubblico,sia amante dell'informatica o meno.Molto bravo Jesse Eisenberg(Mark Zuckerberg) che rende il suo personaggio molto credibile dando più spessore al film.Già leggendo la locandina del film non si può rimanere indifferenti "Non arrivi a 500 milioni d'amici senza farti qualche nemico" perciò per qualche ora spegnete i pc e andate al cinema a scoprire The Social Network!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a mystyle.asso88 »
[ - ] lascia un commento a mystyle.asso88 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
siper
|
venerdì 12 novembre 2010
|
l'amicizia dei giorni nostri
|
|
|
|
Uno dei film più attesi del 2010 era senza dubbio “The social network”, basato sulla storia della creazione di Facebook. Il film, per la regia di David Fincher, narra le vicende del creatore del social network, Mark Zuckerberg (Jesse Eisenberg) destinato a diventare il più giovane miliardario al mondo. Questi è un brillante studente di Harvard che assieme al suo unico amico, Eduardo (Andrew Garfield), a partire da un’idea di altri due studenti della prestigiosa università, crea un sito di condivisione di informazioni personali e non solo, insomma Facebook. La trama si sviluppa su due livelli: da un lato quello contemporaneo dei processi giudiziari che vedono coinvolto Zuckerberg e, dall’altro, la storia della creazione del sito che viene spiegata attraverso l’utilizzo di un costante flashback.
[+]
Uno dei film più attesi del 2010 era senza dubbio “The social network”, basato sulla storia della creazione di Facebook. Il film, per la regia di David Fincher, narra le vicende del creatore del social network, Mark Zuckerberg (Jesse Eisenberg) destinato a diventare il più giovane miliardario al mondo. Questi è un brillante studente di Harvard che assieme al suo unico amico, Eduardo (Andrew Garfield), a partire da un’idea di altri due studenti della prestigiosa università, crea un sito di condivisione di informazioni personali e non solo, insomma Facebook. La trama si sviluppa su due livelli: da un lato quello contemporaneo dei processi giudiziari che vedono coinvolto Zuckerberg e, dall’altro, la storia della creazione del sito che viene spiegata attraverso l’utilizzo di un costante flashback. Il rischio per un film come “The social network” era quello di proporre una semplice biografia celebrativa del protagonista Zuckerberg e della sua creazione. Tale pericolo viene scampato alla grande da Fincher il quale si limita a esporre i fatti mettendo in risalto pregi e difetti del giovane genio. Interessante anche la tematica dell’amicizia, un termine ambiguo in un film come questo, dove per amico si intende chiunque si iscriva al sito. Fincher pone l’accento proprio su questo aspetto,cioè sul tradimento da parte di Mark nei confronti del suo unico vero amico, Eduardo, pur di allargare sempre di più il bacino di utenza di Facebook. Il regista però dosa con le giuste quantità questa ambivalenza di Zuckerberg criticandolo o giustificandolo con accortezza. Ottimo il dipanarsi della trama e la linearità del film, aiutata probabilmente anche dalla modernità del tema, la quale però poteva rivelarsi una lama a doppio taglio per l’eccessiva preparazione sul tema dello spettatore. Nel complesso si trattava di un esame non facile per David Fincher, che però lo supera con una pellicola asciutta e senza fronzoli: complimenti.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a siper »
[ - ] lascia un commento a siper »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
claudus
|
lunedì 15 novembre 2010
|
la spada che unisce gli uomini
|
|
|
|
Non conosco Mark Zuckerberg di persona ma ho conosciuto ieri sera il sig. Jesse Eisenberg e devo dire che è una delle persone più ambiguamente affascinanti che abbia mai visto .
Si sa è l'attore che inventa il personaggio , l'attore deve possedere il talento di avere un volto ... E con quel volto ci deve nascere.
Allora questo straordinario vampiro rosso merita immediatamente il premio oscar, non c'è bisogno di vedere altri film ...
Inespressivo, algido, intelligente fino alla noia , silenziosamente autoritario, si è visto annuire due volte ( e questo gesto era certamente per lui un sorriso ! ) a Shawn Parker e a Bill Gates.
[+]
Non conosco Mark Zuckerberg di persona ma ho conosciuto ieri sera il sig. Jesse Eisenberg e devo dire che è una delle persone più ambiguamente affascinanti che abbia mai visto .
Si sa è l'attore che inventa il personaggio , l'attore deve possedere il talento di avere un volto ... E con quel volto ci deve nascere.
Allora questo straordinario vampiro rosso merita immediatamente il premio oscar, non c'è bisogno di vedere altri film ...
Inespressivo, algido, intelligente fino alla noia , silenziosamente autoritario, si è visto annuire due volte ( e questo gesto era certamente per lui un sorriso ! ) a Shawn Parker e a Bill Gates.
Per il resto , era felicemente retorico solo con la sua bellissima ex .
Che dire del film ?
Basterà dire David Fincher e poi David Fincher : Attori bravissimi , regia asciutta , scura , notturna e vuota , una resa brillante e asettica del mondo.
Anche Fincher è tuttavia un grande esperto di colore, come Nolan , infatti questi due registi discendono da Ridley Scott, soprattutto per i chiari, Ridley ha letteralmente inventato un certo CHIARO nel cinema .
E tutto questo è dovuto a chi sa maneggiare la luce come la vedesse infinitamente attraverso i diamanti...
Il film, splendido, è la storia di amicizie che si rompono frontalmente , cioè in senso fisicamente classico e altre che si aprono alla fantasmatica presenza nella rete.
L'era della vecchia amicizia viene distrutta da questo genio che re- inventa i rapporti sociali, dove si gioca una letteratura al buio ,o dove,al buio si gioca uno strip poker , come nel film ( metafora del film ) .
Non possiamo dire , alla luce di un'attenta analisi se siano peggiori o migliori i rapporti, dobbiamo dire che sono semplicemente (!?) diversi, tutto si trasforma , il computer ,è una realtà della vita ed è reale tanto quanto il cruscotto di un auto, piuttosto, dovremmo dire se è reale l'amore... tanto è astratto, se è reale la matematica, la filosofia... Che cosa è reale ..." Che vuol dire reale ?" si diceva in Matrix ...
Facebook, è molto semplice,un curriculum barato di se stessi per farsi pregio totale e oscurare i difetti con il rossetto cieco della rete. ( ma non lo si fa più meschinamente anche nella vita classica?).
Probabilmente si tratta dell'idea più rivoluzionaria e al tempo stesso più semplice dai tempi dell'invenzione della ruota o del pallone...
Ci pensate che genio colui che ha inventato la palla per giocare, quanti miliardi di persone la utilizzano, così semplice, così leggermente volatile, bella come una bolla di sapone , eppure veloce ,roteante , lentamente o un pò più forte.... Così da uno spunto di due canottieri , mark s'illumina e pensa già al mondo intero, per quello accetta... Perde la sua ragazza , perde il suo amico, (altro straordinario interprete)
Trova la ricchezza ,le donne, potere, rispetto, stima, cetramente leccapiedi ...Tutto quel che vuole ...
Eppure ci restano le ciabatte nella neve ,uno sguardo perso, un computer in una sala vuota e l'attesa , davanti allo specchio del suo facebook, di un amore (probabilmente) venuto con una fantasia meravigliosa e perduto per l'idea che lo ha reso un Re .
Si consoli Sig. Zuckerberg... Tanti amori verranno da quell' idea con cui lei l'ha perso
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a claudus »
[ - ] lascia un commento a claudus »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
edwood87
|
sabato 4 dicembre 2010
|
"the social network": mi piace!
|
|
|
|
Cominciamo: un ragazzo e una ragazza, seduti in un pub, due birre, tanti dialoghi che catturano l'attenzione dello spettatore nonostante l'elevato tempo di conversazione. E' questo l'inizio di "The Social Network" che ci induce a pensare se si tratta di amicizia o qualcosa di più tra i due personaggi. Il ragazzo è colui che possiamo identificare come una delle figure più importanti dell'ultimo decennio: Mark Zuckerberg (inventore di Facebook). Avevamo lasciato Fincher col suo Benjamin Button che maturava divenendo sempre più piccolo, in questo caso il protagonista col passare del tempo sembra maturare sempre meno lasciandosi trasportare dagli eventi e non considerando altri aspetti importanti della vita (vedi, la sua amicizia con il co-fondatore Edoardo).
[+]
Cominciamo: un ragazzo e una ragazza, seduti in un pub, due birre, tanti dialoghi che catturano l'attenzione dello spettatore nonostante l'elevato tempo di conversazione. E' questo l'inizio di "The Social Network" che ci induce a pensare se si tratta di amicizia o qualcosa di più tra i due personaggi. Il ragazzo è colui che possiamo identificare come una delle figure più importanti dell'ultimo decennio: Mark Zuckerberg (inventore di Facebook). Avevamo lasciato Fincher col suo Benjamin Button che maturava divenendo sempre più piccolo, in questo caso il protagonista col passare del tempo sembra maturare sempre meno lasciandosi trasportare dagli eventi e non considerando altri aspetti importanti della vita (vedi, la sua amicizia con il co-fondatore Edoardo). In questo viaggio di controversie illegali, il giovane Mark incontrerà persone pronte ad appoggiare ogni sua iniziativa pur di ricavarne profitti economici e questo lo condurrà alla fama e alla ricchezza, ciò nonostante il protagonista non si sentirà mai del tutto soddisfatto della sua vita cercando più volte di "chiedere amicizia" alla persona che più gli sta a cuore e che lui stesso ha allontanato. Un film decisamente riuscito questo di Fincher, che raccoglie: una fantastica colonna sonora (che sembra a tratti far alzare gli spettatori dalle sedie e cominciare a ballare a ritmo di musica), un cast azzardato ma decisamente convincente, ma soprattutto ottima la scelta del soggetto. Una storia assolutamente attuale che non solo informa gli spettatori su quanto accaduto al protagonista e su come nasce il fenomeno mondiale di Facebook, ma dobbiamo aggiungere che a questi elementi si affianca anche l'impegno di Fincher a dover affrontare qualcosa di completamente innovativo.Infatti, viviamo in un'era dove ormai si cerca la citazione e il rifacimento, per questo motivo dobbiamo rendere merito a questo ottimo regista che non si lascia trasportare dalla massa ed è riuscito in questo caso a sfornare un capolavoro originale e senza precedenti. "Non si può andare in giro con un cartello mostrando il proprio stato sentimentale". L'idea di Mark di inserire tutte le motivazioni per cui la gente si iscrive in rete è a dir poco geniale. Ed è proprio il genio del protagonista che si collega al nostro autore: storie attuali, che tutti noi vogliamo conoscere e vivere in prima persona. "A cosa stai pensando Fincher?" forse a portare al cinema ciò che Zuckerberg ha portato sul web. A questo punto metto il "mi piace".
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a edwood87 »
[ - ] lascia un commento a edwood87 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
dario carta
|
lunedì 15 novembre 2010
|
indagine intima e sociale
|
|
|
|
Quando il cinema affronta e sviluppa i termini che regolano i rapporti di una società in crescita lineare con l’evoluzione tecnologica,corre il rischio di lambire la misura dell’ovvietà o di una retorica malcelata dall’indagine su una condizione umana stento in grado di recuperare la strada dietro a quella realtà in continuo movimento che è il progresso.
Non è difficile imbattersi in luoghi comuni o dejà vu tematici quando in scena entrano etica o elementi di morale alla deriva nel moto perpetuo della ricerca all’interesse e la speculazione.
L’ultimo lavoro di David Fincher,”The Social Network” non è storia di software,di quelli che se ne sono fatti creatori o di guadagni impensabili.
[+]
Quando il cinema affronta e sviluppa i termini che regolano i rapporti di una società in crescita lineare con l’evoluzione tecnologica,corre il rischio di lambire la misura dell’ovvietà o di una retorica malcelata dall’indagine su una condizione umana stento in grado di recuperare la strada dietro a quella realtà in continuo movimento che è il progresso.
Non è difficile imbattersi in luoghi comuni o dejà vu tematici quando in scena entrano etica o elementi di morale alla deriva nel moto perpetuo della ricerca all’interesse e la speculazione.
L’ultimo lavoro di David Fincher,”The Social Network” non è storia di software,di quelli che se ne sono fatti creatori o di guadagni impensabili.
Non è neanche una storia sul potere e sull’avidità.
“The Social Network” parla di una realtà così profondamente radicata nell’animo di un uomo,da condizionarne la vita intera,al punto di farsi elemento discriminante per le scelte esistenziali di ogni essere umano.
Fincher affronta e vince una sfida con la banalità mettendo sullo schermo il disperato bisogno di accettazione che si agita nell’intimo di Mark Zuckerberg (Jesse Eisenberg),complessato quanto dotato studente dell’università di Harvard.
Seduto in un bar davanti alla sua ragazza (Rooney Mara) una sera dell’autunno del 2003,Mark espone alla ragazza i motivi che conducono all’importanza di appartenere ai prestigiosi Final Clubs universitari,in ragione della loro natura esclusiva,termine che scandirà il ritmo dei dialoghi di Zuckerberg per tutta la durata del film.
Di fatto,quello di Mark è un soliloquio rivolto a sé stesso,fattosi oggetto della sua propria attenzione e del microcosmo sociale di cui si circonda,ponendosi su un piano di superiorità rispetto al prossimo,condizione che grava sul senso di rifiuto che il ragazzo avverte da parte degli altri.
Mark soffre di un evidente disturbo della personalità,che lo dequalifica di fronte alle persone dalle quali il ragazzo avverte il bisogno di un cenno di accettazione.
Fincher mira con precisione l’equilibrio instabile che regola il meccanismo comportamentale del ragazzo,alimentato dal senso di frustrazione che lo assilla e dalla tensione ad eccellere in una società che lo respinge,a suo vedere perché dotato di quello che altri gli invidiano,il genio.
Il suo incontro con i gemelli Winklevoss (Armie Hammer) concretizza le aspirazioni di Mark di essere notato da chi egli considera essere l’ideale suo interlocutore:membri del Final Club,futuri campioni di canottaggio ed ereditieri di una fortuna invidiabile.
I server di Harvard sono in collasso per il pesante traffico nel website che il ragazzo ha appena ultimato,FaceMash.com,il che spinge i Winklevoss a proporgli una copartecipazione nella creazione di un network sociale esclusivo,dove le ragazze possono contattare i ragazzi di Harvard.
L’ambizione di Zuckerberg,la sua presunzione ed il distacco emotivo umano che condizionano le sue azioni, portano il ragazzo a recare sofferenze al suo prossimo.
Alla perdita della ragazza,effetto naturale dell’autoelezione di cui Mark si incensa,fanno seguito prima la rottura con i gemelli,poi con Eduardo Saverin (Andrew Garfield),il migliore amico di Mark,con il quale questi entrò in società per dar vita a Facebook.
Il ritmo del film è scandito dai continui flashback e forward,che si alternano nello sviluppo degli avvenimenti in una complessa dinamica dell’impianto narrativo che allinea antefatti ed epilogo nei consigli di amministrazione universitari nei quali Mark è trascinato dai suoi ex soci per violazioni agli accordi contrattuali,ai copyright ed alle normative che regolano la privacy.
The Social network si disallinea totalmente dalla banale biografia.
Criticato per l’assenza di elogi al femminile,di fatto il film manca di lusinghe in assoluto,soffermandosi invece sulla povertà delle elìte sociali (Harvard,l’emancipazione commerciale della Silicon Valley,lo status sociale di una borghesia arrivista,i falsi modelli comunitari).
La pellicola di Fincher non racconta Facebook,ma coglie i termini di un’analisi dei moti di un uomo fratturato e confuso che fa della propria solitudine un mezzo di accesso alla società allargata ad uno spazio esterno alle sue realtà virtuali,rifugi per le proprie debolezze ed affanni esistenziali.
Fincher non prende posizioni e si limita a dipingere un ritratto inquietante di un mondo dove la struttura sociale è tutto ciò che conta per qualificare il peso di una persona.
Ma il film chiude le tende sulle immagini di un ragazzo rimasto solo con il suo strumento,del quale si serve per chiedere un’amicizia virtuale,unico ponte fra le proprie ossessioni e la realtà che gli respira intorno.
Mentre Paul,John e George cantano la ricchezza.
[-]
[+] complimenti davvero!
(di ta-ti)
[ - ] complimenti davvero!
|
|
|
[+] lascia un commento a dario carta »
[ - ] lascia un commento a dario carta »
|
|
d'accordo? |
|
|
|