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manux
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lunedì 25 settembre 2006
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l'arte di profumo
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Non avevo letto il romanzo da cui il film è tratto.
Ma giuro di aver sentito tutti gli odori uno per uno, e aver sentito dentro tutti i risvolti umani della vicenda e una viscerale simpatia per il protagonista.
Ho trovato la fotografia stupenda, a tratti addirittura certe scene mi ricordavano i miei quadri preferiti e la mano degli Impressionisti.
Reggere poi la storia e le emozioni senza praticamente l'ausilio di dialoghi è stata una prova ben superata dall'attore protagonista, che con gli occhi, con i gesti, con il fiato, è stato toccante e vero.
Ho ascoltato, proprio dietro di me, al cinema, commenti sull'assurdità di certi risvolti, ma io dico: cosa ci può essere di assurdo in un romanzo?
Consiglio questo film a tutti, anche ai deboli di stomaco, come non fa qualcuno.
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Non avevo letto il romanzo da cui il film è tratto.
Ma giuro di aver sentito tutti gli odori uno per uno, e aver sentito dentro tutti i risvolti umani della vicenda e una viscerale simpatia per il protagonista.
Ho trovato la fotografia stupenda, a tratti addirittura certe scene mi ricordavano i miei quadri preferiti e la mano degli Impressionisti.
Reggere poi la storia e le emozioni senza praticamente l'ausilio di dialoghi è stata una prova ben superata dall'attore protagonista, che con gli occhi, con i gesti, con il fiato, è stato toccante e vero.
Ho ascoltato, proprio dietro di me, al cinema, commenti sull'assurdità di certi risvolti, ma io dico: cosa ci può essere di assurdo in un romanzo?
Consiglio questo film a tutti, anche ai deboli di stomaco, come non fa qualcuno.
Non c'è alcuna carneficina, il profumiere del film non è un macellaio.
Ma un uomo che cerca di catturare l'anima delle cose, e a volte per farlo ha bisogno di sbucciarle, come un frutto maturo e guardare in profondità, dentro.
Forse lo scenario, l'ambientazione spesso sporca e grezza è poco piacevole, ma forse, e dico forse, ha senso in un film ambientato nella Francia del '700, e forse, dico forse, se con lo stomaco possiamo reggere C.S.I. e Maria de Filippi ogni settimana, vale la pena di mettersi alla prova con un pò d'arte.
Forse.
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piki3
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martedì 26 settembre 2006
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perfino meglio del libro!
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Avevo letto il libro, che mi era piaciuto moltissimo, ed ero alquanto perplesso circa la possibilità di tradurlo in immagini.
Ebbene, Tykwer supera la prova alla grandissima, riuscendo a comunicare perfettamente allo spettatore tutta la gamma di ineffabili emozioni già presenti sulla pagina scritta, attraverso una regia convenzionale ma di rara maestria. Efficace e dettagliatissima la ricostruzione della Francia del '700, centratissimo tutto il cast, personaggi secondari compresi, ed almeno una scena da Cineteca Universale, forse la migliore scena di massa che abbia mai visto, quella in cui il protagonista, salito sul patibolo, "seduce" il boia e tutti gli astanti.
Peccato solo che la distribuzione, forse per "acchiappare" più spettatori, abbia sottotitolato il film "Storia di un assassino" e lo stia spingendo definendolo un "thriller", mentre è mooolto di più.
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Avevo letto il libro, che mi era piaciuto moltissimo, ed ero alquanto perplesso circa la possibilità di tradurlo in immagini.
Ebbene, Tykwer supera la prova alla grandissima, riuscendo a comunicare perfettamente allo spettatore tutta la gamma di ineffabili emozioni già presenti sulla pagina scritta, attraverso una regia convenzionale ma di rara maestria. Efficace e dettagliatissima la ricostruzione della Francia del '700, centratissimo tutto il cast, personaggi secondari compresi, ed almeno una scena da Cineteca Universale, forse la migliore scena di massa che abbia mai visto, quella in cui il protagonista, salito sul patibolo, "seduce" il boia e tutti gli astanti.
Peccato solo che la distribuzione, forse per "acchiappare" più spettatori, abbia sottotitolato il film "Storia di un assassino" e lo stia spingendo definendolo un "thriller", mentre è mooolto di più.
Questo magari porterà più spettatori, ma credo rischi di attrarre quelli "sbagliati" allontanando quelli "giusti".
Ad ogni modo, uno dei rari films (mi vengono in mente "Il silenzio degli innocenti" e "Il Padrino") vedendo i quali anche (e forse soprattutto) chi ha letto i libri da cui sono tratti, non solo non rimane deluso, ma, al contrario, si sente ulteriormente arricchito.
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(di tromba daria)
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haveacigar
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sabato 14 ottobre 2006
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forse ho apprezzato più l'odore della carta.
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Avevo già letto il libro,innamorandomene.Ieri sera,in totale e voluta solitudine,mi son recata al cinema.L'entusiasmo non è mancato,le scene sono state riprodotte senza disilludere troppo la mia fantasia,ma,un piccolo ma c'è.E forse la spiegazione è iniziata già prima della pronuncia del "ma",e forse è più grande.Ci sono nel film,alcuni "tempi morti" che hanno rubato tempo,a mio avviso,ad alcuni dettagli fondamentali presenti nello scritto.Il libro descrive minuziosamente tutti i passaggi della crescita di Jean-Baptiste e delle sue scoperte,sui profumi e su se stesso. Nel film,i passaggi appaiono quasi repentini,nonostante abbia una durata superiore alle 2 ore.La cosa m'ha rattristata.La scena sul patibolo è forse interpretata male dalle comparse,non so,intanto,non mi soddisfa.
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Avevo già letto il libro,innamorandomene.Ieri sera,in totale e voluta solitudine,mi son recata al cinema.L'entusiasmo non è mancato,le scene sono state riprodotte senza disilludere troppo la mia fantasia,ma,un piccolo ma c'è.E forse la spiegazione è iniziata già prima della pronuncia del "ma",e forse è più grande.Ci sono nel film,alcuni "tempi morti" che hanno rubato tempo,a mio avviso,ad alcuni dettagli fondamentali presenti nello scritto.Il libro descrive minuziosamente tutti i passaggi della crescita di Jean-Baptiste e delle sue scoperte,sui profumi e su se stesso. Nel film,i passaggi appaiono quasi repentini,nonostante abbia una durata superiore alle 2 ore.La cosa m'ha rattristata.La scena sul patibolo è forse interpretata male dalle comparse,non so,intanto,non mi soddisfa.Non ne resto sbalordita,ma neanche troppo delusa.Il mio voto sarebbe tra la 2° e la 3° stella.La carta m'ha regalato più emozioni,ma,appunto,è carta,e l'interpretazione spetta all'immaginazione del lettore.
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[+] un libro dà di più
(di arien)
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bia
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domenica 24 settembre 2006
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sulla scia de il profumo
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Per chi ha letto il romanzo, un paragone è inevitabile e, pur riconoscendo che l'evocazione poetica del potere di un odore non ha lontanamente raggiunto i livelli sublimi del libro, lo trovo un esperimento abbastanza riuscito.
E' un film che lascia una forte impressione, e non sto parlando di raccapriccio o disgusto di fronte a certe immagini, ma del fatto che tutto quello che nel libro era lasciato alla voce interiore dei protagonisti viene affidato alla potenza evocatrice dell'immagine (per evitare che una voce narrante parlasse per quasi tutta la durata del film). E se nel libro, come per l'apprezzamento di un profumo, venivamo accompagnati lentamente alla percezione dell'odore per poi sentirne tutta la forza e ricordarne la sensazione, l'immagine ha una forza d’impatto più diretta; ciò può dare sensazioni diverse: a volte semplice stupore e meraviglia, altre volte orrore e raccapriccio (specie nella prima mezz'ora, quando viene mostrata quella specie di cloaca che era la Parigi del 700), talaltra il senso del ridicolo (onestamente la folla l'ho trovata comica più che inferocita e l'orgia piuttosto divertente invece che apocalittica.
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Per chi ha letto il romanzo, un paragone è inevitabile e, pur riconoscendo che l'evocazione poetica del potere di un odore non ha lontanamente raggiunto i livelli sublimi del libro, lo trovo un esperimento abbastanza riuscito.
E' un film che lascia una forte impressione, e non sto parlando di raccapriccio o disgusto di fronte a certe immagini, ma del fatto che tutto quello che nel libro era lasciato alla voce interiore dei protagonisti viene affidato alla potenza evocatrice dell'immagine (per evitare che una voce narrante parlasse per quasi tutta la durata del film). E se nel libro, come per l'apprezzamento di un profumo, venivamo accompagnati lentamente alla percezione dell'odore per poi sentirne tutta la forza e ricordarne la sensazione, l'immagine ha una forza d’impatto più diretta; ciò può dare sensazioni diverse: a volte semplice stupore e meraviglia, altre volte orrore e raccapriccio (specie nella prima mezz'ora, quando viene mostrata quella specie di cloaca che era la Parigi del 700), talaltra il senso del ridicolo (onestamente la folla l'ho trovata comica più che inferocita e l'orgia piuttosto divertente invece che apocalittica...). Lasciare che lo spettatore riesca a percepire, senza l'aiuto di dialoghi, i sentimenti del protagonista è la sfida ed il limite di questo film.
Il ritmo, e anche la cronologia degli eventi, sono, per ragioni di tempo, leggermente mutati ed accelerati rispetto al testo originale. Il secondo tempo ha i ritmi frenetici del thriller.
Devo dire che, superata la prima mezz'ora non convenzionale (Tykwer lascia sempre la sua impronta d’originalità), ci si lascia trasportare agevolmente nella storia anche se, all'inizio, si può avere l'impressione che sia più morbosa di quello che in realtà è: solo alla fine riusciamo a comprendere a pieno quella che era la vera aspirazione ed il cuore di Grenouille.
Il protagonista (quel Ben Whishaw che, ancora giovanissimo, aveva regalato alle scene di Londra un Amleto memorabile) è bravissimo, si è calato perfettamente nell'avvilimento e degradazione del suo personaggio (buono anche il doppiaggio) ed è riuscito a rimediare, con l’interpretazione muta ma efficace, a punti in cui la sola immagine poteva lasciare lo spettatore basito.
Nel primo tempo Dustin Hoffman è un'oasi di leggerezza in un'atmosfera altrimenti molto greve. Il personaggio più divertente del film ed è, come di consueto, un gran professionista: non esito a dire che sembra il profumiere Baldini uscito dal libro.
Alan Rickman (per una volta affrancato da ruoli d’ambiguo cattivo) giganteggia, sia fisicamente che per interpretazione, nel secondo tempo. E' l'antagonista dichiarato del protagonista, quello che intuisce la ragione dietro ai crimini.
Il personaggio è meno sfaccettato che nel libro: é un padre teneramente affezionato alla figlia (l'eterea Rachel Hurd-Wood) che vede, con disperazione, il pericolo farsi sempre più prossimo alla fanciulla.
E' un ruolo che non gli offre grandi battute (tranne un paio veramente meravigliose) e che, per lo più, lo vede esprimersi più con gesti contenuti ed intensi primi piani.
Un thriller atipico, con interpreti di classe e una regia originale. Non un film memorabile, forse, ma sicuramente uno dei più apprezzabili esperimenti cinematografici degli ultimi tempi.
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[+] profumo di bufala
(di citto)
[ - ] profumo di bufala
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milena
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giovedì 12 ottobre 2006
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sopra ogni mia più ottimistica previsione...
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Un uomo,nato nell'angolo più buio,tra il puzzo nauseante e la putrefazione del mercato del pesce della Parigi del 700,abbandonato dalla madre,con un singolare e spiccato senso dell'olfatto,si accompagna alla propria vita spinto da un'ossessione:la ricerca sfrenata del "profumo perfetto".
Questa necessità nasce dalla sua mancanza di odore personale rappresentativa del suo vuoto interiore,dell'inconsistenza della sua personalità,della sua privazione dell'esistenza.Egli infatti è un morto nel mondo dei vivi,non interagisce con gli altri,con la società,vive di odori,per gli odori,attraverso gli odori.Il suo olfatto è il mezzo per conoscere ed esplorare il mondo,un mondo che lo circonda ma ignora la sua esistenza,un mondo che lo avvolge ma gli è estraneo.
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Un uomo,nato nell'angolo più buio,tra il puzzo nauseante e la putrefazione del mercato del pesce della Parigi del 700,abbandonato dalla madre,con un singolare e spiccato senso dell'olfatto,si accompagna alla propria vita spinto da un'ossessione:la ricerca sfrenata del "profumo perfetto".
Questa necessità nasce dalla sua mancanza di odore personale rappresentativa del suo vuoto interiore,dell'inconsistenza della sua personalità,della sua privazione dell'esistenza.Egli infatti è un morto nel mondo dei vivi,non interagisce con gli altri,con la società,vive di odori,per gli odori,attraverso gli odori.Il suo olfatto è il mezzo per conoscere ed esplorare il mondo,un mondo che lo circonda ma ignora la sua esistenza,un mondo che lo avvolge ma gli è estraneo.
Riesce,utilizzando il suo dono,ad ottenere il profumo da lui ricercato,estratto dagli odori dei corpi di ben 12giovani donne,bellissime e illibate,da lui uccise senza malvagità nè perfidia ma con la freddezza di un uomo privo di emozioni,drammaticamente inumano.
Ciò che crea però non è l'ampolla dell'amore,nè il profumo divino ed etero bensì un afrodisiaco,l'essenza del piacere sessuale,l'aphros,il desiderio carnale,la libido guidata dal piacere che sconvolge i sensi di ogni essere umano,uomo o donna che sia privandoli di ogni forma di raziocinio.Questo è presente nell'orgia finale come a rappresentare l'edonismo che caratterizza la Francia di quel tempo ma anche la società di oggi che fa del piacere e delle soddisfazioni materiali il fine supremo della vita umana.Lì,di fronte al Paese che lo stava condannando a morte per i reati commessi,ma che una volta inebriato dall'essenza,finisce per acclamarlo e osannarlo come fosse un Dio creatore del profumo perfetto,egli diventa concio della propria imperfezione di uomo privo di sentimenti.Egli avrebbe potuto dominare il mondo intero ma nè il potere,nè la gloria avrebbero potuto offrirgli l'essenza del proprio essere,solo l'AMORE,tanto agognato,poteva farlo.Così ritorna al luogo in cui nacque,capovolge l'ampolla,versa goccia a goccia quel profumo che si confonde con le sue lacrime e si lascia morire "sbranato"dalle pulsioni cannibalesche di uomini e donne presenti.
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[+] scusa... ma??
(di federica)
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(di arien)
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counterfeit
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lunedì 5 marzo 2007
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profumo. storia di un esteta.
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Un film estremamente curato, reso realistico attraverso l'ossessione di Jean-Baptiste Grenouille. E' spettacolare il modo in cui il regista riesce a cogliere la morbosa ricerca del bello e del perfetto.
In questo capolavoro viene rappresentata la bassezza e la crudeltà del mondo parigino settecentesco. L'ingenua fede del protagonista, brutalmente calpestata, spinge a commetterlo i "crimini" dal punto di vista umanistico imperdonabili.
Jean-Baptiste, però, non è un assassino che gode a vedere la propria vittima, è un esteta, un artista che non ha altro modo per arrivare al fine supremo, al sublime.
[+] recitazione non esaltante ma sensuale, intenso
(di nikita)
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angela
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mercoledì 4 ottobre 2006
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l'importanza della forma
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In sé stesso è un film che potrebbe convincere. Bella fotografia, immagini che restano impresse nella mente, il grigio di una Parigi favolistica contrapposto al colore intenso dei fiori (il rosso acceso delle rose, il giallo primaverile dei narcisi, il blu dei campi di lavanda. Peccato che non si possa considerare e giudicare ignorando il romanzo di Suskind da cui è tratto, libro bellissimo, intenso, che fa vibrare il corpo per le molte sensazioni che evoca: odori, paura, repulsione...
Il film resta formalmente apprezzabile, ma è privo della forza del racconto da cui è tratto. Ed in questo confronto nulla resta dei profumi e degli odori intensi e formidabili che quelle pagine ci hanno fatto annusare.
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In sé stesso è un film che potrebbe convincere. Bella fotografia, immagini che restano impresse nella mente, il grigio di una Parigi favolistica contrapposto al colore intenso dei fiori (il rosso acceso delle rose, il giallo primaverile dei narcisi, il blu dei campi di lavanda. Peccato che non si possa considerare e giudicare ignorando il romanzo di Suskind da cui è tratto, libro bellissimo, intenso, che fa vibrare il corpo per le molte sensazioni che evoca: odori, paura, repulsione...
Il film resta formalmente apprezzabile, ma è privo della forza del racconto da cui è tratto. Ed in questo confronto nulla resta dei profumi e degli odori intensi e formidabili che quelle pagine ci hanno fatto annusare.
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[+] si poteva fare di più?
(di arien)
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[+] il libro è un'altra cosa
(di maximus leo)
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tabula rasa elettrificata
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mercoledì 24 dicembre 2008
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accostamenti arditi
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Esiste un'estetismo della perversione ? Se lo riteniamo possibile allora diverrà tollerabile anche l'incredibile soggetto che sta alla base di questo film ; un bravissimo , a mio parere almeno , interprete riesce a incarnare il male rendendolo dionisiaco pur nella sua efferata e paranoica azione criminale . Una regia a tratti magistrale , servita da una fotografia sensazionale , confeziona una chicca per cinefili dotati di stomaco forte . Un commento musicale estremamente coinvolgente ed appropriato , pur senza mai risultare invadente , completa l'opera di un regista che non conoscevo minimamente . Avrei preferito qualche particolare nauseabondo in meno , specie all'inizio , ma a quanto pare non esiste rosa senza spina ; è l'unica nosta stonata in un'opera al limite del capolavoro .
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Esiste un'estetismo della perversione ? Se lo riteniamo possibile allora diverrà tollerabile anche l'incredibile soggetto che sta alla base di questo film ; un bravissimo , a mio parere almeno , interprete riesce a incarnare il male rendendolo dionisiaco pur nella sua efferata e paranoica azione criminale . Una regia a tratti magistrale , servita da una fotografia sensazionale , confeziona una chicca per cinefili dotati di stomaco forte . Un commento musicale estremamente coinvolgente ed appropriato , pur senza mai risultare invadente , completa l'opera di un regista che non conoscevo minimamente . Avrei preferito qualche particolare nauseabondo in meno , specie all'inizio , ma a quanto pare non esiste rosa senza spina ; è l'unica nosta stonata in un'opera al limite del capolavoro . Ciao a tutti .
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fra
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lunedì 12 novembre 2007
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un profumo stonato
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Partendo dal presupposto che gia` il sottotitolo "storia di un assassino" contribuisce di per se ad intaccare la bellezza di uno dei pochi Romanzi (con la R maiuscola) veramente degni di nota della letteratura contemporanea, per il resto la pellicola, sebbene sontuosa nelle ambientazioni e con una piu` che apprezzabile fotografia, si esaurisce in un nulla di fatto. Il film e` senza dubbio godibile, anche se a tratti troppo noioso per chi non ha letto il libro carpendone l`eccezionalita` "sensoriale" e la genialita` narrativa; niente di piu`. Mentre chi legge con attenzione e trasporto le pagine dello scrittore tedesco puo`, soprattutto attraverso le minuziose descrizioni della cittadina di Grasse e dei suoi profumi, sentirsi veramente al centro di un`orgia sensoriale, il povero spettatore si trova troppo spesso catapultato in situazioni al limite del delirante.
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Partendo dal presupposto che gia` il sottotitolo "storia di un assassino" contribuisce di per se ad intaccare la bellezza di uno dei pochi Romanzi (con la R maiuscola) veramente degni di nota della letteratura contemporanea, per il resto la pellicola, sebbene sontuosa nelle ambientazioni e con una piu` che apprezzabile fotografia, si esaurisce in un nulla di fatto. Il film e` senza dubbio godibile, anche se a tratti troppo noioso per chi non ha letto il libro carpendone l`eccezionalita` "sensoriale" e la genialita` narrativa; niente di piu`. Mentre chi legge con attenzione e trasporto le pagine dello scrittore tedesco puo`, soprattutto attraverso le minuziose descrizioni della cittadina di Grasse e dei suoi profumi, sentirsi veramente al centro di un`orgia sensoriale, il povero spettatore si trova troppo spesso catapultato in situazioni al limite del delirante. Il resto non serve certo a ricreare quella magica atmosfera che solo il profumo della letteratura cartacea sa trasmettere alla mente e, mai come in questo caso, ai "sensi" del lettore. La sceneggiatura ha comunque il merito di essere calzante con la trama letteraria e questo, in un cinema che tende a stravolgere quanto pubblicato, e` senza dubbio un grande pregio. Per il resto, come gia` detto, un film godibile...ma quel nome signori!!
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roby
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mercoledì 7 marzo 2007
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il "profumo" che pochi al cinema hanno sentito...
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Una fedele trasposizione del romanzo "Il profumo" di Suskind, curata in tutti i particolari; non vedevo un lavoro così ben fatto e preciso dai tempi de "Il Signore degli anelli". La cosa più riuscita del film, e la più importante, è la sensazione degli odori che riesce a trasmettere, quella sensazione di sentirli che le immagini riescono a dare in maniera piuttosto suggestiva, brutale, reale e, alle volte, sinistra. Ottima la scelta del protagonista, rende bene con la propria recitazione un personaggio affascinante ed enigmatico, che divide veramente il giudizio che lo spettatore può dare riguardo alle sue azioni. E' anche grazie alla fotografia che le immagini sanno comunicare ciò che deve essere comunicato, e nel film tutto questo si nota ed è molto apprezzabile; le scene sono girate proprio con la luce giusta, una luce calda e quotidiana, che rende vivo l'ambiente.
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Una fedele trasposizione del romanzo "Il profumo" di Suskind, curata in tutti i particolari; non vedevo un lavoro così ben fatto e preciso dai tempi de "Il Signore degli anelli". La cosa più riuscita del film, e la più importante, è la sensazione degli odori che riesce a trasmettere, quella sensazione di sentirli che le immagini riescono a dare in maniera piuttosto suggestiva, brutale, reale e, alle volte, sinistra. Ottima la scelta del protagonista, rende bene con la propria recitazione un personaggio affascinante ed enigmatico, che divide veramente il giudizio che lo spettatore può dare riguardo alle sue azioni. E' anche grazie alla fotografia che le immagini sanno comunicare ciò che deve essere comunicato, e nel film tutto questo si nota ed è molto apprezzabile; le scene sono girate proprio con la luce giusta, una luce calda e quotidiana, che rende vivo l'ambiente. Ogni evento del libro è fedelmente riportato nel film (compresa la mistica e travolgente orgia del finale) e, nonostante la lunghezza, risulta piuttosto scorrevole. Certo, è il massimo che potesse fare il regista mettendo in immagini ciò che era solamente sulla carta; il libro, ovviamente, riesce a dare con le parole sempre qualcosa in più che un film difficilmente può rendere nella stessa maniera. Comunque, resta un film ottimo e, secondo me, poco apprezzato.
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[+] ciaoooo
(di roby!)
[ - ] ciaoooo
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