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h�y luciz
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lunedì 30 aprile 2012
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amo tutto di questo film *.*
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Le fate ignoranti..titolo stupendo per un film attrettanto stupendo.Sì credo che questo sia uno dei più bèi film del cinema italiano..Il regista è il mio preferito ho visto tutti i sui film e sono tutti bellissimi..Ma LE FATE IGNORANTI è assolutamente il mio preferito,anche per gli attori,Stefano Accorsi è veramente un grade attore e anche bello!Credo che abbia una voce fantastica..e Margherita Buy anche lei molto brava! soprattutto nei film drammatici..
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ralphscott
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domenica 5 febbraio 2012
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tutte le tematiche di ferzan
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L'Almodovar di casa nostra centra con successo un film corale,ricco di umanità,colori,dove i sentimenti ed il destino la fanno da padroni. Il piacere della comunità trascina lo spettatore ad assaporare ogni gesto del variegato mondo nella casa di Michele. Bravissima la Buy,all'ennesima notevole prova. Accorsi e lo stesso regista arrivano con questa pellicola al primo grande successo di pubblico. Colonna sonora trascinante,complementare alla sceneggiatura
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gianni lucini
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martedì 27 settembre 2011
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un quadro e un poeta
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Un quadro intitolato “La fata ignorante” esiste davvero. L’ha dipinto René Magritte, il pittore belga considerato uno dei principali esponenti del surrealismo. Il quadro che si vede nel film e che dà inizio alle peregrinazioni di Antonia viene attribuito dalla sceneggiatura a Joseph Lanti, un autore inesistente inventato dalla fervida fantasia di Gianni Romoli. In realtà è stato dipinto dal regista Ferzan Ozpetek ai tempi del liceo. Nel film, però, compare davvero l’immagine di un’opera di Magritte. Accade quando Antonia riflette sull’attrazione che prova per Michele e nella sua mente si forma l’immagine vivida della grande rosa rossa dipinta dal pittore belga nel quadro "Le tombeau des lutteurs" ("La tomba dei lottatori").
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Un quadro intitolato “La fata ignorante” esiste davvero. L’ha dipinto René Magritte, il pittore belga considerato uno dei principali esponenti del surrealismo. Il quadro che si vede nel film e che dà inizio alle peregrinazioni di Antonia viene attribuito dalla sceneggiatura a Joseph Lanti, un autore inesistente inventato dalla fervida fantasia di Gianni Romoli. In realtà è stato dipinto dal regista Ferzan Ozpetek ai tempi del liceo. Nel film, però, compare davvero l’immagine di un’opera di Magritte. Accade quando Antonia riflette sull’attrazione che prova per Michele e nella sua mente si forma l’immagine vivida della grande rosa rossa dipinta dal pittore belga nel quadro "Le tombeau des lutteurs" ("La tomba dei lottatori"). Nel film Massimo e Michele si innamorano cercando un libro del poeta Nazim Hikmet e anche la fine dell’ostilità tra Michele e Antonia è in qualche modo favorita dalla comune passione per il poeta turco. Ma chi è davvero Nazim Hikmet? Nato a Salonicco nel 1902, anche se qualche biografia sostiene anticipa l’anno della sua nascita al 1901. Amico di Neruda, allievo di Majakovkij, marxista, denuncia il genocidio armeno. Tenace oppositore del regime instaurato nella sua patria da Kemal Ataturk, nel 1938 viene condannato a ventotto anni di carcere per aver letto un poema proibito ai cadetti della marina. Nel 1949 è ancora in carcere nonostante gli appelli alla sua liberazione firmati da migliaia di intellettuali e promossi da personaggi come Sartre e Picasso. Liberato nel 1950 è minacciato di morte e costretto a vagare per l’Europa mentre il suo paese gli revoca la cittadinanza. Muore esule a Mosca nel 1963.
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tiamaster
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lunedì 12 settembre 2011
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ozpetek in piena forma
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u film rifessivo,profondo,che ragiona su temi importanti,un film serio e attuale,che però fa anche in certi momenti fa anche sorridere,forse l'opera piu compiuta di ozpetek,piu profonda,piu perfetta,piu umana,un film da non perdere se si vuole vedere un ottimo film attuale e giusto.ozpetek in piena forma in un film indimenticabilee che non si scorderà facilmente,un cult.
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tabakis
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giovedì 19 marzo 2009
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dietro ad ogni vita si nasconde un universo...
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Film coloratissimo d'aspetto e di contenuti, uno dei pochi che rivedrei altre 100 volte. Grande Margherita Buy.
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tiberiano
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mercoledì 11 marzo 2009
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una fiaba gay popolar-borghese
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Film riuscito a livello di cassetta, che ha consacrato Ozpetek come un astro nascente dei registi italiani (per adozione). Poco convincente, quasi disneyano, lo spaccato sociale della corte dei miracoli 'rainbow' della Garbatella ante-Cesaroni (girava la voce che fosse il quartire gay di Roma...ma dove ?), poco realistica la parabola della vedova che si innamora dell'amante gay del marito morto (e qui Povia taceva ancora a proposito di 'Luca', ma tant'è...), tutt'altro che rivoluzionario, anzi politically correct (la coppia gay finisce già all'inizio del film...ovvero: è una cosa che 'non può durare,' il messaggio è sottinteso, per questo è piaciuto anche agli etero).
Ozpetek non è certamente un maestro dell'eros, nè un regista 'arrabbiato ed impegnato'.
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Film riuscito a livello di cassetta, che ha consacrato Ozpetek come un astro nascente dei registi italiani (per adozione). Poco convincente, quasi disneyano, lo spaccato sociale della corte dei miracoli 'rainbow' della Garbatella ante-Cesaroni (girava la voce che fosse il quartire gay di Roma...ma dove ?), poco realistica la parabola della vedova che si innamora dell'amante gay del marito morto (e qui Povia taceva ancora a proposito di 'Luca', ma tant'è...), tutt'altro che rivoluzionario, anzi politically correct (la coppia gay finisce già all'inizio del film...ovvero: è una cosa che 'non può durare,' il messaggio è sottinteso, per questo è piaciuto anche agli etero).
Ozpetek non è certamente un maestro dell'eros, nè un regista 'arrabbiato ed impegnato'. Il film è una fiaba gay, nazional-popolare. I gay ricchi ma infelici li ritroveremo in 'Saturno contro', dove manco a dirlo, anche lì la coppia gay dura poco...
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nino p.
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domenica 8 marzo 2009
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uno difficile spaccato di vita
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Ozpetek a suo modo si può, senza dubbio, definire un regista rivoluzionario di questi ultimi anni di Cinema italiano, capace cioè di analizzare certa realtà sociale e di mostrarcela sullo schermo con arte, direi genuinamente artigianale. Al Cinema non si va solo per distrarsi e per ridere, ma anche per riflettere su certi spaccati di vita che magari nella nostra vita quotidiana non possiamo o non vogliamo notare. Il film in questione è semplicemente un atto di poesia allo stato puro, uno specchio di una società arrivista, perfezionista eppure in certe sue profonde insenature piena di screpolature o di problematiche esistenziali spesso lasciate morire in se stesse.
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missparker
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domenica 28 settembre 2008
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ozpetek: un vero capolavoro
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credo , senza pericolo di smentite, che ozpetek in questa pellicola tratti il mondo gay in maniera molto pulita senza quelle morbosità che, a volte, caratterezza i film italiani che guardano il mondo gay. la storia è la storia che puo essere di ognuno di noi perche isentimenti troopo spesso ci dimentichimo che non hanno sesso e che si puo amare liberamente svincolati da tutte quelle catene che ci opprimono.
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marvelman
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domenica 28 settembre 2008
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altro che philadelphia !!!
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Questo è un vero film che parla di un argomento che mi tocca molto da vicino anche se non in maniera così drammatica : Grande Ozpetek e tutti gli attori !!!
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markis
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lunedì 8 settembre 2008
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ozpetek, il maestro del drammatico...
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Ferzan Ozpetek è oramai un maestro del Drammatico... Italiano regista pieno di talento, meno male che è italiano! Un grande regista, che racconta storie di vita quotidiana, il suo primo capolavoro che lo porteranno a fare film sempre piu' belli. Ferzan tienamocelo stretto!
Accorsi e Buy come sempre i migliori! Molto bravi! INTERPRETAZIONI: 9 REGIA: 8 STORIA: 9 SCENEGGIATURA: 8
VOTO 4/5
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