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andrea
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domenica 29 aprile 2001
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"capolavoro senza tempo" 1
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Già un classico è la splendida scena d’apertura sui titoli di testa (rossi come il giacchetto di pelle di Jim Stark/James Dean) con Dean ubriaco steso a faccia in giù sul marciapiede di fronte alla m.d.p. anch’essa rasoterra, che gioca con un pupazzo meccanico e con della spazzatura (la fisicità con la quale è resa l’ubriacatura da Dean la rende degna del confronto con quella che valse a Stewart il primo Oscar nel capolavoro cukoriano “Scandalo a Filadelfia” facendolo vincere, sul filo di lana, sulle inarrivabili espressioni dell’altrettanto straordinario Grant). Ray sa rendere palpabile la claustrofobia nella sequenza iniziale al posto di polizia con riprese dal basso, un potentissimo uso della profondità di campo e un oppressivo montaggio alternato di primi piani e riprese dal basso.
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Già un classico è la splendida scena d’apertura sui titoli di testa (rossi come il giacchetto di pelle di Jim Stark/James Dean) con Dean ubriaco steso a faccia in giù sul marciapiede di fronte alla m.d.p. anch’essa rasoterra, che gioca con un pupazzo meccanico e con della spazzatura (la fisicità con la quale è resa l’ubriacatura da Dean la rende degna del confronto con quella che valse a Stewart il primo Oscar nel capolavoro cukoriano “Scandalo a Filadelfia” facendolo vincere, sul filo di lana, sulle inarrivabili espressioni dell’altrettanto straordinario Grant). Ray sa rendere palpabile la claustrofobia nella sequenza iniziale al posto di polizia con riprese dal basso, un potentissimo uso della profondità di campo e un oppressivo montaggio alternato di primi piani e riprese dal basso. Così pure molto efficace l’idea di inquadrare la Legge (simbolizzata attraverso i suoi rappresentanti) frontalmente, per suggerire la stabilità contrapposta all’in-stabilità non solo di Jim/Dean ma di tutti i personaggi della storia: Judy/Wood, Bus/Allen, i genitori di Dean in particolare ma anche quelli della Wood e infine il più instabile e tragico di tutti, il Plato di Sal Mineo. La sequenza nel planetario si inserisce come elemento unificante i destini di tutti (ed è, infatti, l’unico momento di quiete, di armonia del film) nel loro (e dell’umanità intera) ineluttabile destino di diventare un giorno “polvere di stelle” (quasi una sorta di messaggio rassicurante, finalmente il mondo si quieterà, si smetterà di soffrire!) e nel “non sapere accomunante” (da dove vengono [veniamo] e dove vanno [andiamo]). Ma all’esterno del planetario questa momentanea quiete viene spazzata via dalla scena che sarà la miccia che innescherà la “bomba” che già, sotterraneamente, aspettava di essere attivata in cui Dean si trova “con le spalle al parapetto” nel punto di osservazione/belvedere del complesso del planetario (anche qui, pur trattandosi di un luogo all’aperto, la claustrofobia è insistentemente suggerita dalle riprese dall’alto che schiacciano i personaggi e li costringono a seguire il loro cammino di morte). Per la compresenza di duplici significati e significanti nelle due distinte sequenze al planetario alle quali si è accennato, questo luogo non potrà che essere il teatro (del resto in esso si rappresenta “lo spettacolo dell’universo”) della celeberrima e disturbante scena finale che chiude circolarmente la corsa verso la morte proprio qui, appunto, iniziata.
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everbigod
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sabato 17 gennaio 2009
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indimenticabile james
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“Vorrei che ci fosse un solo giorno in cui io non debba sentirmi così confuso e non debba provare la sensazione di vergognarmi di tutto” è questa una delle frasi più memorabili pronunciate da James Dean in uno dei film più belli della storia del cinema. Il regista Nicholas Ray con questo film si confermò negli anni '50 come uno dei registi più sensibili controcorrente. Gioventù bruciata, interpretato da James Dean che non vide mai la sua uscita in sala perché morì prima, fa parte di una trilogia di film stupendi quali “La valle dell'Eden” e “Il gigante” che lo innalzarono a divo dal grande fascino e carisma, ieri come ancora oggi che sono passati molti decenni dalla sua morte .Egli in questo film interpreta un giovane ribelle senza causa (dal titolo originale del film) che vive un disagio interiore molto profondo con se stesso, la propria famiglia e il resto del mondo.
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“Vorrei che ci fosse un solo giorno in cui io non debba sentirmi così confuso e non debba provare la sensazione di vergognarmi di tutto” è questa una delle frasi più memorabili pronunciate da James Dean in uno dei film più belli della storia del cinema. Il regista Nicholas Ray con questo film si confermò negli anni '50 come uno dei registi più sensibili controcorrente. Gioventù bruciata, interpretato da James Dean che non vide mai la sua uscita in sala perché morì prima, fa parte di una trilogia di film stupendi quali “La valle dell'Eden” e “Il gigante” che lo innalzarono a divo dal grande fascino e carisma, ieri come ancora oggi che sono passati molti decenni dalla sua morte .Egli in questo film interpreta un giovane ribelle senza causa (dal titolo originale del film) che vive un disagio interiore molto profondo con se stesso, la propria famiglia e il resto del mondo. Si ritrova a dover mantenere il proprio onore contro una banda di ragazzacci, ma tutto va storto. Jimmy Stark in realtà non è un vero ribelle. Semplicemente sta crescendo e sta cercando di capire cosa vuole diventare da grande. E si arrabbia con il padre, troppo assoggettato alla madre. Egli non odia il padre ma lo vorrebbe diverso e più forte. Cambiarlo sarebbe l'unico modo per amarlo. Nella scena memorabile in cui discute col padre e la madre, Jimmy non vuole fuggire da lui ma vuole un consiglio che però non gli viene dato e la parola emblematica di quella scena è “alzati!” quasi a voler dare uno scossone al padre per svegliarlo dall'intorpidimento. A James Dean viene affiancata l'allora giovanissima e promettente Natalie Wood che sarà candidata all'oscar insieme a Sal Mineo che per la prima volta nella storia di Hollywood impersona un minorenne gay. Gioventù bruciata è un film circolare per via della scena iniziale e quella finale in cui Jimmy mostra il suo lato protettivo con la scimmietta e il giovane amico. Il finale è drammatico e la circolarità del film ci fa capire che comunque il malessere non è andato via. Si può solo imparare a conviverci. Il malessere del protagonista è il malessere di ogni giovane, quel buco nero nello stomaco che risucchia tutto, quel vuoto che non si sa come riempire e che fa fare cose assurde. Quello stesso vuoto lasciato da James Dean, perché mentre guardiamo il film l'unica cosa che ci viene in mente di continuo è che ci ha lasciato solo tre film ed è un gran peccato.
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mak dela croix
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venerdì 27 agosto 2010
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gioventu' bruciata: film antico, dai temi attuali.
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Gioventù Bruciata: sicuramente uno dei più grandi film della storia del cinema; penultimo capolavoro che ha visto la partecipazione della stella nascente James Dean. Considerato da alcuni "il più grande film del cinema americano", da altri addirittura è ritenuto "il migliore a livello mondiale", sicuramente un cult per gli amanti dello schermo.
Nonostante ci siano dei dettagli chiaramente all'antica (come per esempio quando James bacia sul capo Judy, e lei si scandalizza per ciò), è un film estremamente attuale, dove ci viene offerta la tematica del ragazzo frustrato, alcolizzato e rissoso che cerca tranquillità.
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Gioventù Bruciata: sicuramente uno dei più grandi film della storia del cinema; penultimo capolavoro che ha visto la partecipazione della stella nascente James Dean. Considerato da alcuni "il più grande film del cinema americano", da altri addirittura è ritenuto "il migliore a livello mondiale", sicuramente un cult per gli amanti dello schermo.
Nonostante ci siano dei dettagli chiaramente all'antica (come per esempio quando James bacia sul capo Judy, e lei si scandalizza per ciò), è un film estremamente attuale, dove ci viene offerta la tematica del ragazzo frustrato, alcolizzato e rissoso che cerca tranquillità. Chi di noi non è mai inciampato in drammi simili? Drammi che vengono superati anche grazie ad amori e amicizie, come James. con Judy e Plato, nonostante un finale ricco di tragicità e malinconia.
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andrea
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domenica 29 aprile 2001
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"capolavoro senza tempo" 3
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Molto più terribile della conclusione della corsa è la calma irreale delle scene successive nelle quali Dean porta a casa la Wood e Mineo e beve la bottiglia di latte con la quale cerca di rinfrescarsi il viso (così pure irreale è la spensieratezza di Dean [braccato], Wood e Mineo nel “castello” abbandonato spezzata dall’arrivo dei braccatori e con la quale inizia la folle corsa personale di Plato/Mineo verso la morte) come se fosse un magico elisir capace di liberarlo dalle sue angosce. Ma la scena madre (anche nel senso “fetale” del termine) è il confronto/scontro con i genitori di Dean, con la madre/chioccia/dominatrice e il padre/colf/succube della moglie nella quale la vertigine della scelta giusta è espressa magistralmente dalla m.
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Molto più terribile della conclusione della corsa è la calma irreale delle scene successive nelle quali Dean porta a casa la Wood e Mineo e beve la bottiglia di latte con la quale cerca di rinfrescarsi il viso (così pure irreale è la spensieratezza di Dean [braccato], Wood e Mineo nel “castello” abbandonato spezzata dall’arrivo dei braccatori e con la quale inizia la folle corsa personale di Plato/Mineo verso la morte) come se fosse un magico elisir capace di liberarlo dalle sue angosce. Ma la scena madre (anche nel senso “fetale” del termine) è il confronto/scontro con i genitori di Dean, con la madre/chioccia/dominatrice e il padre/colf/succube della moglie nella quale la vertigine della scelta giusta è espressa magistralmente dalla m.d.p. di Ray che s’inclina quando Dean capisce che non vogliono che confessi la sua presenza alla tragica “Corsa del coniglio” chiudendogli a valle (il padre-inferiore) e a monte (la madre-superiore) la “strada” verso quello che deve fare per incominciare a rispettarsi, ad amarsi. Nel famoso finale da ricordare l’epitaffio di Dean verso l’amico Plato: “aveva sempre freddo” (“la mancanza di amore rende freddi come cadaveri”) e il giacchetto rosso (solo uno dei più appariscenti utilizzi magistralmente espressionisti del colore nel film) che si trasforma in “incerata” per il cadavere.
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andrea
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domenica 29 aprile 2001
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"capolavoro senza tempo" 2
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La corsa personale e incompiuta di Dean verso la morte incomincia già nella sequenza d’apertura sui titoli di testa ma si esplicita chiaramente nella successiva scena al posto di polizia dove Dean-coniglio Vuole essere arrestato perché è incapace, ha paura di confrontarsi col mondo, di viverci. L’inquietudine, la rabbia, la fragilità, lo stordimento (il bere è solo un modo per occultare alla società e a se stesso il suo vero stordimento) e lo smarrimento e così pure l’omogeneità di questi sentimenti contrastanti di Jim sono vissuti da Dean con profonda partecipazione e con capacità espressive ineguagliabili. Questa è solo la punta centrale della “trilogia deaniana” assieme al Cal di “La valle dell’Eden” di Kazan e al Jett di “Il Gigante” di Stevens (vero e proprio tentativo, parzialmente riuscito, di girare un grande film che richiama alla mente per ambiziosità e incompiutezza il progetto di Leone quasi trent’anni dopo con “C’era una volta in America”) nelle quali Dean ha mostrato di poter essere un altro Marlon Brando o un Clift (anche lui concessosi poco tempo per dimostrare le sue immense doti) e con la quale prosegue un lavoro di studio, di scavo anche fisico di questo “tipo psicologico” al quale dedicherà tutte le sue potenzialità ed energie di attore eccezionalmente dotato.
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La corsa personale e incompiuta di Dean verso la morte incomincia già nella sequenza d’apertura sui titoli di testa ma si esplicita chiaramente nella successiva scena al posto di polizia dove Dean-coniglio Vuole essere arrestato perché è incapace, ha paura di confrontarsi col mondo, di viverci. L’inquietudine, la rabbia, la fragilità, lo stordimento (il bere è solo un modo per occultare alla società e a se stesso il suo vero stordimento) e lo smarrimento e così pure l’omogeneità di questi sentimenti contrastanti di Jim sono vissuti da Dean con profonda partecipazione e con capacità espressive ineguagliabili. Questa è solo la punta centrale della “trilogia deaniana” assieme al Cal di “La valle dell’Eden” di Kazan e al Jett di “Il Gigante” di Stevens (vero e proprio tentativo, parzialmente riuscito, di girare un grande film che richiama alla mente per ambiziosità e incompiutezza il progetto di Leone quasi trent’anni dopo con “C’era una volta in America”) nelle quali Dean ha mostrato di poter essere un altro Marlon Brando o un Clift (anche lui concessosi poco tempo per dimostrare le sue immense doti) e con la quale prosegue un lavoro di studio, di scavo anche fisico di questo “tipo psicologico” al quale dedicherà tutte le sue potenzialità ed energie di attore eccezionalmente dotato. La celeberrima “Corsa del coniglio” assume valenze mitiche perché esemplare e riassuntiva di temi/sentimenti che permeano il film come la noia, la stupidità dell’eroismo fine a se stesso, il desiderio di superare i limiti che la società c’impone, l’elettrizzante gesto di giocare con la morte di chi sembra che della vita non sappia farsene molto, il fascino della fatalità, del dare spettacolo (“il cinema nel cinema”) e si chiude con “perfetto squilibrio” quando l’incapacità di affrontare il gioco diventato morte porta Dean a pronunciare la frettolosa frase “povero Bus”.
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il cinefilo
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martedì 12 ottobre 2010
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gioventù bruciata
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TRAMA:Il giovane Jimmy(James Dean),figlio di buona famiglia,si ritrova invischiato nelle cialtronate di un gruppo di bulli(ma stringera una forte amicizia con un ragazzo tormentato e troverà l'amore)e la storia si concluderà con una tragedia...COMMENTO:Si tratta del film che ha consacrato James Dean come una delle principali icone cinematografiche americane di tutti i tempi(insieme ad altri"grandi"come Marylin Monroe)e contribuendo a trasformare il film stesso in un autentica pietra miliare assolutamente imperdibile.
Il regista Nicholas Ray,il produttore David Weisbart e lo sceneggiatore Stewart Stern erano interessati a concepire un dramma che trovasse il suo perno tematico su una vicenda di ribellismo giovanile destinato,inevitabilmente,a concludersi nel modo peggiore per almeno uno dei suoi tre giovani protagonisti e,in questo caso,del suo personaggio più"debole"psicologicamente(vedi il ragazzo chiamato Plato e interpretato da Sal Mineo).
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TRAMA:Il giovane Jimmy(James Dean),figlio di buona famiglia,si ritrova invischiato nelle cialtronate di un gruppo di bulli(ma stringera una forte amicizia con un ragazzo tormentato e troverà l'amore)e la storia si concluderà con una tragedia...COMMENTO:Si tratta del film che ha consacrato James Dean come una delle principali icone cinematografiche americane di tutti i tempi(insieme ad altri"grandi"come Marylin Monroe)e contribuendo a trasformare il film stesso in un autentica pietra miliare assolutamente imperdibile.
Il regista Nicholas Ray,il produttore David Weisbart e lo sceneggiatore Stewart Stern erano interessati a concepire un dramma che trovasse il suo perno tematico su una vicenda di ribellismo giovanile destinato,inevitabilmente,a concludersi nel modo peggiore per almeno uno dei suoi tre giovani protagonisti e,in questo caso,del suo personaggio più"debole"psicologicamente(vedi il ragazzo chiamato Plato e interpretato da Sal Mineo).
Questo classico immortale,pur correndo il rischio di essere(sotto alcuni aspetti)pesantemente datato,riesce comunque a mantenere intatta la sua intensità drammatica e alcune sequenze(come la"corsa del coniglio")restano indiscutibilmente leggendarie.
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luca scialò
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sabato 5 giugno 2010
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james dean diventa mito
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Jim Stark è un ragazzo dal carattere instabile, che patisce il carattere insicuro e succube della propria consorte del padre, quello invadente ed opprimente della madre e della nonna. Spesso, anche involontariamente, si caccia nei guai, anche nella nuova cittadina dove sono andati da poco ad abitare. Qui però, una delle tante bravate si trasforma in tragedia...
Gioventù bruciata consacra James Dean e lo issa a mito del cinema americano. Il film diventa il simbolo della gioventù sbandata e priva di valori di orientamento; in un'America in salute economica ma con le nuove generazioni in fermento.
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marco baldassarre
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sabato 1 settembre 2007
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capolavori e rimpianti!
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Il fato ha privato tutti noi appassionati di cinema di capolavori e interpretazioni memorabili.Non lo dico tanto per dire una frase fatta,lo dicono i soli tre film interpretati da James Dean: GIOVENTU' BRUCIATA,LA VALLE DELL'EDEN e IL GIGANTE.Tre capolavori rimasti nella storia del cinema con altrettante interpretazioni da oscar di Dean! Quale attore ha mai avuto un esordio così strabiliante per la sua carriera cinematografica,con riconoscimenti di critica e di pubblico così immediati ed entusiastici?......nessuno....e nessuno mai li avrà,credo io.Teniamoci stretti questi tre film insieme al rimpianto di non averne visti almeno altri quindici dello stesso livello! Grazie lo stesso James!
[+] toccante
(di maria luisa)
[ - ] toccante
[+] che verita'
(di carl)
[ - ] che verita'
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