American Dreamz

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Un film di Paul Weitz. Con Hugh Grant, Dennis Quaid, Mandy Moore, Marcia Gay Harden, Willem Dafoe.
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Commedia, Ratings: Kids+13, durata 107 min. - USA 2006. uscita venerdì 9 giugno 2006. MYMONETRO American Dreamz * * 1/2 - - valutazione media: 2,95 su 34 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
2,95/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * * - -
 pubblico * * 1/2 - -
   
   
   
Una satira sugli americani e sulle loro manie di protagonismo. Tutto questo rappresentato in un concorso canoro: l'American Dreamz.
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primo piano
Manie e fobie della società americana
Marzia Gandolfi     * * * - -

American Dreamz è il reality show a cui tutti, ma proprio tutti, vorrebbero partecipare. Condotta dal cinico Martin Tweed, la trasmissione più famosa degli States fa incetta di concorrenti o aspiranti tali, ciascuno con un sogno che poi è sempre lo stesso: diventare famosi ad ogni costo. All'ultima edizione arrivano in finale un rapper ebreo, una barbie cantante del Sud e un rifugiato iracheno. Quest'ultimo introdotto negli Stati Uniti per svolgere una missione suicida. L'improvvisa popolarità come cantante melodico gli vale la finalissima e l'occasione per compiere un attentato. Alla trasmissione prenderà parte il presidente degli Stati Uniti in cerca di voti e di consensi perduti. La bomba, come il successo, non mancherà di esplodere ma niente andrà come previsto, tranne lo spettacolo che deve sempre continuare.
I ragazzi di American Pie sono cresciuti, domati gli impulsi pruriginosi dell'adolescenza, adesso sognano soltanto la fama, quella effimera del piccolo schermo e la gloria, quella militare dei reduci dall'Iraq. In tempo di disimpegno cinematografico estivo il regista Paul Weitz regala ai cinefili qualcosa su cui s-parlare. Perché la sua commedia, squisitamente e politicamente scorretta, mette in scena l'America del vaniloquio parafrasando il celeberrimo reality American Idol. Una versione esasperata degli "Amici" nostrani, quelli che il Martin Tweed in gonnella fa arrivare dall'Albania per farne dei casi umani prima che dei ballerini. Uno dei talenti scoperti, in tutti sensi, dal conduttore dei sogni americani è interpretato dalla cantante pop Mandy Moore, nei panni di una bellezza bionda arrivata al successo dopo anni di diete e al fianco di uno sprovveduto reduce del Golfo Persico. L'incisivo e graffiante Martin Tweed spetta invece al "boy" Hugh Grant, che il film di Weitz consacra principe delle canaglie. Nessuno riesce a risultare tanto insolente da diventare irresistibile come lui. Ma fascino e talento non difettano nemmeno al presidente degli Stati Uniti di Dennis Quaid, che all'indomani della sua rielezione scopre di essere disprezzato dai più. Rivelazione assai più grande sarà la lettura di libri e giornali (addirittura canadesi!) che denunciano una realtà lontana da quella confezionata nei briefing di stato da un irriconoscibile Willem Dafoe. Un'opera necessaria per il cinema e fatale (speriamo) per la televisione.

Premi e nomination American Dreamz MYmovies
American Dreamz recensione dal Dizionario Fumagalli - Cotta
Incassi American Dreamz
Primo Weekend Italia: € 167.000
Incasso Totale* Italia: € 390.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 23 luglio 2006
Primo Weekend Usa: $ 3.667.000
Incasso Totale* Usa: $ 7.157.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 14 maggio 2006
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Il funerale del sogno americano

lunedì 15 gennaio 2007 di lester burnham

American Dreamz è stato veramente un disastro al botteghino. Non so se lo meritasse ma, come disse William Munny a Little Bill: in questa storia i meriti non c’entrano. Cosa allora (posto che valga la pena chiederselo) non ha funzionato? Forse nulla. Forse il film ha funzionato benissimo. Pure troppo. Si perché forse American Dreamz è uno di quei film molto fastidiosi (in senso Altmaniano): forse distrugge davvero qualcosa. La gente non ama pagare il biglietto per capire di essere stupida e quanto continua »

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Il successo passa per gli show televisivi

venerdì 16 giugno 2006 di Antonello Villani

In un mondo dove "sei qualcuno solo se appari alla tv” si fanno carte false pur di arrivare alla notorietà. Lo sanno bene i protagonisti di “America Dreamz”, commedia satirica che analizza il fenomeno degli show televisivi passando per le stanze della Casa Bianca. Storie inventate per commuovere il pubblico, eppure questi dilettanti allo sbaraglio sacrificano gli affetti senza troppi complimenti: se vuoi diventare una star finisci per calpestare qualcuno, ma alla fine ti ritrovi ricco e famoso. continua »

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“deeds not words”

venerdì 15 aprile 2016 di RONGIU

Londra 1912-1913. E’ in questa città che tantissime “Everywoman”  al grido di “Deeds not Words”  \ Fatti non parole /, iniziano una lotta per vedere riconosciuto il loro diritto al voto e con esso una dignità mai riconosciuta. "Suffragette," ci mostra che come tale lotta è stata portata avanti. Maud Watts \ Carey Mulligan /, ha lavorato in una lavanderia industriale  fin da piccola. Nella stessa lavanderia ha perso la continua »

Jennifer Coolidge, Chris Klein
Sally non c'è, e a New York per un incontro con i suoi agenti.
Agenti?
Sì, sono persone che fanno gli avidi e i perfidi per conto tuo, così tu puoi sembrare una persona carina.
vota questa frase: 0 1 2 3 4 5
Jennifer Coolidge, Chris Klein
Sally non c'è, e a New York per un incontro con i suoi agenti.
Agenti?
Sì, sono persone che fanno gli avidi e i perfidi per conto tuo, così tu puoi sembrare una persona carina.
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Hugh Grant, Marley Shelton
Tu mi fai sentire come se fossi una persona migliore. E io non sono una persona migliore, sono come sono!
Mi dispiace molto per te
Perché? A me non dispiace affatto. Anzi, invidio profondamente me stesso!
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SOUNDTRACK | American Dreamz

La colonna sonora del film * * * - -

Cover CD American Dreamz È disponibile in tutti i negozi la colonna sonora del film American Dreamz del regista. Paul Weitz

Sogno americano alla rovescia

di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore

C'è qualcosa di spaventoso, in American Dreamz (Usa, 2006, 107'). E non si tratta dello stupore con cui Staton (Dennis Quaid) "scopre" che in Iraq le cose sono piuttosto complicate. Nel film scritto e diretto da Paul Weitz, Staton è il presidente appena rieletto degli Usa. La mattina successiva alla vittoria, preso da accidia e deciso a non alzarsi dal letto, si imbatte quasi per caso in una copia del «New York Times», e la legge. Da questa attività per lui inusuale nasce una sua nuova, attanagliante curiosità per lo stato della nazione e del mondo. »

«American Dreamz» la stupidità al potere

di Francesca Gentile L'Unità

Quanto farebbe ridere un paese che andasse in guerra senza una ragione plausibile, in cui la gente fosse molto più ben disposta a votare per un idolo pop in un reality show che per le politiche, in cui il presidente non leggesse nemmeno i giornali. Con queste premesse Paul Weitz, regista di American Pie e About a boy, ha fatto un'ironica e pungente descrizione dell'America contemporanea, che impazzisce per uno show televisivo in cui fanno a gara giovani cantanti di belle speranze e pochi ideali (American Idol, cui la pellicola fa il verso, è la trasmissione più vista negli Stati Uniti) e che, distratta dalla tv, non si arrabbia per le stupidaggini del suo comandante in capo. »

di Mauro Gervasini Film TV

Se pensate che Amici di Maria De Filippi sia il peggior programma Tv della storia, aspettate di vedere American Dreamz, ricalcato sulla falsariga di American Idol, a sua volta massacrato dall'allusione di American Idiot dei Green Day. La trasmissione è al centro della commedia di Paul Weitz, ultimo erede di una tradizione demenziale (sua la saga di American Pie) che fa del potere, della comunicazione, delle contraddizioni culturali e identitarie i bersagli favoriti. Il bravo presentatore Hugh Grant crede di essere senza scrupoli, ma noi sappiamo che la realtà supera sempre la finzione (pensate, senza - andare troppo lontano, a Mammucari o a Giletti). »

Che fa il Presidente in tv? Elegge l'«American Idol»

di Alessandra Levantesi La Stampa

Nella commedia di Paul Weitz che prende in giro i programmi televisivi e la politica, il Sogno Americano sempre inseguito da ogni cittadino degli Stati Uniti e del mondo è ironicamente scritto male, American Dreamz anziché Dreams. Il presidente americano Dennis Quaid è uno scemo che non sa né capisce nulla, che porta un apparecchio acustico attraverso il quale il suo Segretario di Stato Willem Dafoe gli suggerisce quanto deve dire, che è in testa nei sondaggi soltanto nella fascia d'età da zero a 5 anni, che dice di se stesso: «Mi sento un placebo». »

American Dreamz | Indice

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