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American Dreamz
Un film di Paul Weitz.
Con Hugh Grant, Dennis Quaid, Mandy Moore, Marcia Gay Harden, Willem Dafoe.
continua»
Commedia,
Ratings: Kids+13,
durata 107 min.
- USA 2006.
uscita venerdì 9 giugno 2006.
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![]() Manie e fobie della società americana
Marzia Gandolfi
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American Dreamz è il reality show a cui tutti, ma proprio tutti, vorrebbero partecipare. Condotta dal cinico Martin Tweed, la trasmissione più famosa degli States fa incetta di concorrenti o aspiranti tali, ciascuno con un sogno che poi è sempre lo stesso: diventare famosi ad ogni costo. All'ultima edizione arrivano in finale un rapper ebreo, una barbie cantante del Sud e un rifugiato iracheno. Quest'ultimo introdotto negli Stati Uniti per svolgere una missione suicida. L'improvvisa popolarità come cantante melodico gli vale la finalissima e l'occasione per compiere un attentato. Alla trasmissione prenderà parte il presidente degli Stati Uniti in cerca di voti e di consensi perduti. La bomba, come il successo, non mancherà di esplodere ma niente andrà come previsto, tranne lo spettacolo che deve sempre continuare. |
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Il successo passa per gli show televisivi
venerdì 16 giugno 2006
di Antonello Villani
In un mondo dove "sei qualcuno solo se appari alla tv” si fanno carte false pur di arrivare alla notorietà. Lo sanno bene i protagonisti di “America Dreamz”, commedia satirica che analizza il fenomeno degli show televisivi passando per le stanze della Casa Bianca. Storie inventate per commuovere il pubblico, eppure questi dilettanti allo sbaraglio sacrificano gli affetti senza troppi complimenti: se vuoi diventare una star finisci per calpestare qualcuno, ma alla fine ti ritrovi ricco e famoso. continua » |
Il funerale del sogno americano
lunedì 15 gennaio 2007
di lester burnham
American Dreamz è stato veramente un disastro al botteghino. Non so se lo meritasse ma, come disse William Munny a Little Bill: in questa storia i meriti non c’entrano. Cosa allora (posto che valga la pena chiederselo) non ha funzionato? Forse nulla. Forse il film ha funzionato benissimo. Pure troppo. Si perché forse American Dreamz è uno di quei film molto fastidiosi (in senso Altmaniano): forse distrugge davvero qualcosa. La gente non ama pagare il biglietto per capire di essere stupida e quanto continua » |
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| Sally quando decide di lasciare il suo fidanzato | |
| Non funzionava più, quando sorrideva mi veniva voglia di tirargli una scarpa in faccia! | |
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| Jennifer Coolidge, Chris Klein | |
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Sally non c'è, e a New York per un incontro con i suoi agenti. Agenti? Sì, sono persone che fanno gli avidi e i perfidi per conto tuo, così tu puoi sembrare una persona carina. |
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| Hugh Grant, Marley Shelton | |
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Tu mi fai sentire come se fossi una persona migliore.
E io non sono una persona migliore, sono come sono! Mi dispiace molto per te Perché? A me non dispiace affatto. Anzi, invidio profondamente me stesso! |
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Altre frasi celebri del film American Dreamz
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DVD | American DreamzUscita in DVD
Disponibile on line da lunedì 17 marzo 2008
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SOUNDTRACK | American Dreamz
La colonna sonora del film
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Satira sulla mala-tv con Hugh Grant
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Sogni storpiati con la «z», canta questa feroce, inquietante parodia dei media, dei grandi fratelli, dei sogni al silicone, della tv che regala scampoli di fama (Warhol, il primo Kazan, Ed tv). Mettete una biondina in lista d' attesa come star, con fidanzato ferito in Iraq, e l' arabo kamikaze che ama il musical e Sinatra ma alla fine dello show deve farsi saltare in aria col presidente. C' è di tutto, di più e di troppo in questa satira attuale sulla mala-tv che usa e getta strani tipi sul video: non gradito in patria (ridere sui terroristi), rimbalza in Europa a distanza grottesca e funziona. » |
Sogno americano alla rovescia
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
C'è qualcosa di spaventoso, in American Dreamz (Usa, 2006, 107'). E non si tratta dello stupore con cui Staton (Dennis Quaid) "scopre" che in Iraq le cose sono piuttosto complicate. Nel film scritto e diretto da Paul Weitz, Staton è il presidente appena rieletto degli Usa. La mattina successiva alla vittoria, preso da accidia e deciso a non alzarsi dal letto, si imbatte quasi per caso in una copia del «New York Times», e la legge. Da questa attività per lui inusuale nasce una sua nuova, attanagliante curiosità per lo stato della nazione e del mondo. » |
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«American Dreamz» la stupidità al potere
di Francesca Gentile L'Unità
Quanto farebbe ridere un paese che andasse in guerra senza una ragione plausibile, in cui la gente fosse molto più ben disposta a votare per un idolo pop in un reality show che per le politiche, in cui il presidente non leggesse nemmeno i giornali. Con queste premesse Paul Weitz, regista di American Pie e About a boy, ha fatto un'ironica e pungente descrizione dell'America contemporanea, che impazzisce per uno show televisivo in cui fanno a gara giovani cantanti di belle speranze e pochi ideali (American Idol, cui la pellicola fa il verso, è la trasmissione più vista negli Stati Uniti) e che, distratta dalla tv, non si arrabbia per le stupidaggini del suo comandante in capo. » |
di Mauro Gervasini Film TV
Se pensate che Amici di Maria De Filippi sia il peggior programma Tv della storia, aspettate di vedere American Dreamz, ricalcato sulla falsariga di American Idol, a sua volta massacrato dall'allusione di American Idiot dei Green Day. La trasmissione è al centro della commedia di Paul Weitz, ultimo erede di una tradizione demenziale (sua la saga di American Pie) che fa del potere, della comunicazione, delle contraddizioni culturali e identitarie i bersagli favoriti. Il bravo presentatore Hugh Grant crede di essere senza scrupoli, ma noi sappiamo che la realtà supera sempre la finzione (pensate, senza - andare troppo lontano, a Mammucari o a Giletti). » |
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