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Apocalypto
Un film di Mel Gibson.
Con Rudy Youngblood, Dalia Hernandez, Jonathan Brewer, Morris Birdyellowhead, Carlos Emilio Baez.
continua»
Azione,
durata 139 min.
- USA 2006.
- Eagle Pictures
uscita venerdì 5 gennaio 2007.
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![]() Un film importante per coraggio per estetica e per forza
Pino Farinotti
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La tesi del film è annunciata da una frase dello storico-scrittore Will Durant: una grande civiltà non viene conquistata fino a quando non si distrugge da sola dal di dentro. Così, quando nel 1518, gli spagnoli "conquistadores" sbarcarono per la prima volta su una spiaggia dello Yucatàn, per portare la nuova civiltà, i Maya avevano già compiuto buona parte del lavoro ed erano, diciamo così, predisposti. Gibson, creativo in modo allarmante, e anche furbo, corregge dunque la tesi del paradiso naturalistico: in quel tempo l'Europa aveva il Rinascimento, i codici civili e la polvere da sparo, i Maya "indietro" millenni rispetto a quei parametri, e al riparo da quel tipo di civiltà, non erano poi così felici. Un'idea scaltra e magari strumentale, comunque accettabile, che poi permette al regista di fare il cinema violento-etnico-primordiale-iperrealista, attraverso "interpretazioni impossibili", che tanto gli sono congeniali. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 4 |
1519: ma quali maya?
lunedì 8 gennaio 2007
di Pasagarde
E' un buon film d'avventura e d'azione, ben diretto e decisamente curato per quanto riguarda fotografia, scenografia e costumi, e con bravi attori (ottima la scelta di arruolare solo nativi americani; Rudy Youngblood a parer mio è perfetto per il ruolo, oltre che bello da vedere). Ma è un film anche molto superficiale riguardo alla rappresentazione della cultura e del popolo Maya, che vengono qui mostrati solo dal lato bellico e sanguinario. Questo però può essere compreso e in parte giustificato continua » |
Un film davvero potente, capolavoro!!!
domenica 7 gennaio 2007
di Carlito
Apocalypto, la quarta regia di Mel Gibson: un super film. Non trovo le parole di fronte a quest'opera immensa, che lascia senza fiato ad ogni inquadratura. Vorrei vedere ogni giorno dei film del genere, adrenalinici, spietati, violenti e soprattutto ambientati in un passato lontano e sconosciuto. Da anni assistiamo ad un continuo flusso di film epici, storici e fantasy, non tutti convincenti, anzi, quasi tutti da buttare salvo rare eccezioni. Questo processo di ritorno al passato è stato possibile continua » |
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La favola crudele di mel
domenica 7 gennaio 2007
di Dany
Già in passato il cinema aveva esplorato e tentato di portare sul grande schermo l'antica e affascinante civiltà dei maya ma mai nessuno prima di Gibson aveva dato una visione così realistica e cruda, un affresco convincente per estetica e costume con scrupolosa dovizia di particolari in uno scenario, la foresta tropicale dello Yucatan, crepuscolare e insidiosa, ma è anche la favola crudele di un uomo che lotta per la sopravvivenza della sua famiglia cercando di vincere la paura che non l'abbandona continua » |
Una corsa mozzafiato!
martedì 16 gennaio 2007
di Emanuele
Coraggioso e realistico l'ultimo lavoro di Gibson che ci mostra la carne nuda per tutta la durata del film trasmettendo in ogni scena un senso di "palpabilità dei corpi". E' una ricerca di avvicinare lo spettatore alla terra e alla crudezza di un mondo selvaggio al quale non possiamo far altro che affezionarci durante la proiezione. Il film è una molla che si carica e che finalmente si rilascia in una corsa finale mozzafiato del protagonista verso la libertà e verso un "nuovo inizio". Dall'avanzare continua » |
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| Padre di Zampa di Giaguaro | |
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Villaggio distrutto. Donne stuprate. Uomini prigionieri. Zampa di giaguaro assiste all'esecuzione del padre. "NON AVERE PAURA" |
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| Indigeno | |
| Ho visto un buco profondo nell'uomo. È come una fame che non verrà mai saziata… | |
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| Sette e Zampa di giaguaro | |
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Sette: Credi che dovremmo andare là? Zampa di Giaguaro: Credo che dovremmo andare nella foresta. Per tentare un nuovo inizio. |
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Altre frasi celebri del film Apocalypto
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DVD | ApocalyptoUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 23 maggio 2007
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SOUNDTRACK | Apocalypto
La colonna sonora del film
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di Massimo Lastrucci Ciak
Ma che eccessi di polemica per un "normale", anzi: piuttosto bello, film di genere! Si è quasi invocata la censura, si sono confusi giaguari e tapiri. E poi ancora: discussioni sulla disgustosa e compiaciuta - in quanto gibsoniana - violenza (eppure qualsiasi horror di oggi lo supera disinvoltamente per efferatezza e truculenza), lamenti sarcastici sul linguaggio assai poco Maya e sulla scarsa esattezza storica (come se tutti i "sandaloni" del passato fossero dei prodigi di verosimiglianza). Apocalypto, piuttosto, appare ineccepibile nel suo rispetto dei meccanismi dell'action movie contemporaneo, un entusiasmante produttore di adrenalina, una pericolosa partita esasperata dagli effetti speciali. » |
di Claudio Carabba Il Corriere della Sera
Corre, Zampa di Giaguaro, corre, per non fare la fine del tapiro, trafitto e sventrato vivo. I guerrieri maya, che hanno distrutto la sua tribù, vogliono prenderlo e strappargli il cuore. Ma il giovane cacciatore deve salvarsi, anche perché la dolce moglie e un tiglio bambino lo aspettano nella foresta oscura. Parabola incalzante, da strage e fuga continua, Apocalypto conferma la vena allucinata e cruenta di Mel Gibson. Reazionario sfrontato e impavido, l'energico Mel non crede nel progresso umano, anzi ogni civiltà più evoluta è, per lui, più feroce della precedente. » |
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Un "survival" romanzato
di Roberto Nepoti La Repubblica
Yucatan, 500 anni fa. Pacifica tribù massacrata da guerrieri predatori, che riducono i superstiti in schiavitù. Un prigioniero fugge per salvare moglie e figlio. Apocalypto non è un referto storico sul declino della civiltà Maya, non è una metafora su quello dell'Impero Americano, né un catalogo di sadiche efferatezze come The Passion. È una storia d'avventura adrenalinica, totalmente romanzesca ad onta dello stile semi-documentario. Appartiene al "survival", filone in cui l'eroe deve riuscire a sopravvivere. » |
Rambo pre-colombiano in fuga dalla paura
di Roberta Ronconi Liberazione
Tanto per continuare nel controcanto, diciamo subito che a noi Apocalypto non è dispiaciuto. Nel senso che ci ha infastidito, ci ha saturato, ci ha fatto anche incazzare, perché Gibson è un dittatore dello schermo, non permette a nessuno di distogliere gli occhi dalla "sua" visione, non ti lascia nemmeno il tempo di un pensiero, di un accento personale. E' tutto suo, è tutto lui, ovunque. Ma vogliamo dire che una visione così assoluta, folle, ossessiva, ubriaca, estrema (forse fascista, anzi sicuramente, visto il personaggio) non è cinema? Vogliamo dire che se lo fa quel fico di Tarantino va bene ma quell'ubriacone di Gibson no? Vogliamo dire che Von Trier ci può torturare con le sue masturbazioni (a nostro avviso, geniali) per ore e invece Gibson è meglio che se ne sta a a casa? O che Scorsese è un maestro (e lo è) perché è tanto grande da portarci oltre le immagini e Gibson non ha diritto nemmeno di provarci? E non è solo questo il nostro controcanto, rispetto ad Apocalypto. » |
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