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Le regole dell'attrazione
Un film di Roger Avary.
Con James Van Der Beek, Ian Somerhalder, Shannyn Sossamon, Jessica Biel, Faye Dunaway.
continua»
Titolo originale The Rules of Attraction.
Sentimentale,
durata 110 min.
- USA 2002.
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![]() Un triangolo "amoroso" tra eccessi e depravazione: oggi il college è così
Davide Morena
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Ad una festa in un campus universitario, Lauren perde la verginità nel peggior modo immaginabile. Scopriamo che avrebbe voluto farlo con Victor, che neanche si ricorda di lei, o magari con Sean Bateman, cinico spacciatore del college che stupisce tutti e sé stesso innamorandosi della pura Lauren. Senza sapere che non è a lei che ha spezzato il cuore e che non è lei che ogni giorno gli manda quelle misteriose lettere d’amore. C’è anche Paul, ex di Lauren che ora è gay ed è innamorato di Sean… Da Bret Easton Ellis un film oltremodo malvagio, cinico e nichilista. Eppure incredibilmente romantico. In mezzo alla confusione generale, nel film, alcune cose brillano di luce intensa: su tutte, la scena del suicidio, che è semplicemente sublime. Van Der Beek supera agilmente la prova “post-Dawson’s Creek”, facendo la parte del bastardo con risultati notevoli: i discorsi che fa con sé stesso sono perle di indimenticabile nonsense. Peccato che Avary si conceda un film al decennio, visti i risultati:Le regole dell’attrazione è un pugno nello stomaco, proprio come ogni amore non corrisposto. |
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Rock n roll!
venerdì 11 agosto 2006
di Vittorio
Romantico, spiazzante, ironico, scorretto, questo film di Roger Avary, tratto dall'omonimo romanzo di Bret Easton Ellis, è un cupo ritratto generazionale. Azzeccata la scelta degli attori, su tutti un ottimo James Van Der Beek, nella parte del violento e cinico Sean, e Shannyn Sossamon che interpeta benissimo la dolce e sensibile Lauren. Siamo al Camden college, New Hampshire, Stati Uniti, all'inizio degli anni novanta. Gli studenti del Camden sono tutti ricchi figli di papà, annoiati ed apparentemente continua » |
Le regole di dawson
mercoledì 7 aprile 2004
di ale
Interessante l'esperimento: lo dimostra il fatto che mi sia venuta voglia di leggere il romanzo da cui è stato tratto. La scelta del coprotagonista è azzeccatissima: ogni volta che appariva sullo schermo non si poteva fare a meno di pensare a Dawson Leery! Secondo me, era proprio intenzione del regista suscitare nello spettatore una sorta di schock nel vedere uno dei beniamini dei buoni sentimenti , novello Werther degli anni Novanta, a confronto con il suo alter ego Sean: davvero quando si dice continua » |
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Duro ma freddino ritratto generazionale
mercoledì 22 febbraio 2006
di alberto86
E'davvero anomalo e spiazzante questo film-scandalo di Roger Avary,il rinomato sceneggiatore del cult PULP FICTION! Un film azzardatissimo,forse non del tutto riuscito e un po'troppo scandalistico,ma che non lascia di sicuro indifferenti. E'anzi un film amarissimo e crudele che mette alla berlina una gioventù bruciata,ricca e schiava dei suoi vizi,delle sue incomprensioni,della sua superficialità e della sua totale assenza di valori.I personaggi del film,infatti,non riescono a comunicare tra loro:è continua » |
Non è poi così terribile...
giovedì 26 marzo 2009
di Frankie86
Film che fa di tutto per essere eccessivo, volgare, squallido e ci riesce perfettamente, non risparmiando anche un paio di scene del tutto demenziali...bisogna dire che tutto questo eccesso risulta quasi poco verosimile ma in fondo è più realistico questo film di uno dei tanti di Moccia o delle commedie adolescenziali americane (tipo "Kiss me")...il cast non recita male e se James Van Der Beek risulta un po' troppo sopra le righe (e un po ridicolo quando fa la faccia da duro), la Sossamon e Somerhalder continua » |
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| Oscar Wilde | |
| Le cose belle o sono proibite o fanno male. | |
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| Paul | |
| Credo che la mia vita manchi di slancio positivo, sapete? È come se tutto si muovesse talmente in fretta che il tempo sembra fermarsi. | |
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| Sean | |
| L'ho fatto con lei perché sono innamorato di te! | |
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Altre frasi celebri del film Le regole dell'attrazione
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DVD | Le regole dell'attrazioneUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 6 ottobre 2004
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di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Tornano gli studenti edonisti del college secondo la poetica esistenziale del minimalista Bret Easton Ellis, autore del romanzo dell’87 cui si è ispirato Roger Avary per Le regole dell’attrazione. Il regista del celebrato Killing Zoe e sceneggiatore di Pulp fiction, racconta con sguardo impietoso e morale questi young Werther reaganiani, con una gran voglia d’amore, la maglietta di masturbation is not a crime e l'infelicità a portata di mano. Ragazzi che praticano una vita spericolata tra sesso, droga, suicidi e rock 'n roll, fra professori che interrogano le ragazze in orale, pusher vicini al campus e genitori borghesi pietrificati (irriconoscibile Dunaway, apparizione cult). » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Gioventù perduta, gioventù drogata, gioventù viziosa e oziosa, gioventù ricca e bella: dal romanzo di Breat Easton Ellis pubblicato nel 1987 dopo Meno di zero» il regista Roger Avary, trentottenne canadese cresciuto in Arizona, ha scritto e diretto «Le regole dell'attrazione», un film ambientato nell'oggi che si ispira a un classico, La regola del gioco di Jean Renoir,1939. Come in un'interminabile giornata sempre uguale, tra gli studenti privilegiati del Camden College nel New England si susseguono senza sosta: alcool, chitarra, droghe, discoteca, sonni comatosi eppure inquieti, coiti, vomito, masturbazione (anche davanti al computer), turpiloquio, iniezioni tra le dita dei piedi, risate inconsulte, suicidi nella vasca da bagno, amori gay, compagni di stanza che si sentono male, oscurità notturna, servizi sessuali orali resi ai professori, dementi con la pistola, viaggi in Europa (sintetizzati in pochi secondi), musica, contemplazione del manifesto dei Chiapas attaccato alla parete. » |
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di Francesco Alò Il Messaggero
È “resuscitato” Roger Avary, cosceneggiatore di Pulp Fiction che ha litigato con Tarantino e ha cercato per anni di filmare un biopic su Jean Vigo dopo la prima regia Killing Zoe . Adesso ha stretto un forte sodalizio artistico con lo scrittore Bret Easton Ellis ( American Psycho ) il cantore della video generation affermatosi imberbe con Meno di zero , diventato film nel 1987. Anno in cui Ellis pubblicò Le regole dell'attrazione , che Avary ha tradotto per lo schermo con perfida ironia kubrickiana, incastri temporali perfetti, utilizzo geniale dello split-screen e grande capacità narrativa (c’è un viaggio in Europa raccontato in pochi secondi che vale da solo il film). » |
di Mauro Gervasini Film TV
Dopo un’attesa di due anni, Le regole dell’attrazione esce in Italia conciato malissimo, come neppure un film di quart’ordine visto a ferragosto. Già i titoli di testa tradotti” in italiano sono una vergogna: Roger Avary, regista del cult movie Killing Zoe e co-sceneggiatore di Pulp Fiction premiato con ‘Oscar, è stato trasformato in Roqer Avery, che non sappiamo chi sia Poi, andando avanti, le cose se è possibile peggiorano, perché scopriamo tagli grossolani come quello nella scena in cui Sean Bateman (James Van Der Beek) si masturba Anche nelle edizioni distribuite in altri paesi, come nel Regno Unito, qualche taglio comunque criticabile è stato fatto (per esempio nella sequenza del suicidio in vasca da bagno), ma si trattava di situazioni molto dure (quindi ‘censurabili”) scelte con cognizione di causa. » |
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