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Seabiscuit - Un mito senza tempo
Un film di Gary Ross.
Con Tobey Maguire, Jeff Bridges, Elizabeth Banks, Chris Cooper, William H. Macy.
continua»
Titolo originale Seabiscuit.
Drammatico,
durata 141 min.
- USA 2003.
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Le vite di tre uomini che avevano perso il gusto di vivere si ritrovano attorno a Seabiscuit, un brocco che divenne un grande campione delle corse, in America, negli anni della grande crisi.
![]() Vita e miracoli di un cavallo da corsa mito negli USA degli anni '30
Marco Cavalleri
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America, anni ’30. Sono gli anni della Grande depressione,e la crisi economica si riflette in quella personale dei tre protagonisti. Chris Howard, nonostante sia il maggior venditore di auto del Paese, ha perso ogni gioia di vivere dopo la morte del figlio in un incidente stradale. Tom Smith, ultimo cowboy in un mondo che è cambiato, non riesce ad adattarsi alla modernità. Red Pollard fa il pugile per tirare avanti, nonostante sia mezzo cieco, ma coltiva una profonda passione per i cavalli. A cambiare le loro vite arriva Seabiscuit, un cavallo figlio di un grande campione delle corse. Seabiscuit però, al contrario del padre, è un brocco, ha le gambe storte, non sembra avere altra sorte che il macello. Chris lo compra e lo fa allenare da Tom e cavalcare da Red: Seabiscuit diventa un campione contro ogni pronostico e rida un motivo per vivere ai tre. Basato su una storia vera (che ha già dato origine a una trasposizione cinematografica nel '49), Seabiscuit è stato uno dei successi a sorpresa della stagione americana, e appare un buon candidato agli Oscar. Troppa grazia, francamente. Non che il film sia inguardabile: ma, soprattutto a causa di una sceneggiatura troppo enfatica, l'impressione è quella di un Frank Capra fuori tempo massimo, oltretutto del tutto incapace della cattiveria sottesa a molta della produzione migliore del maestro. Negli occhi rimane qualche bella sequenza, un cast in parte, una ricostruzione iconografico/storica molto puntuale: in bocca, un sapore un po' troppo zuccheroso. Per famiglie. |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 5 |
Golden Globes 0 1 |
Un titolo alternativo: 'fly white the wind'!
sabato 21 aprile 2007
di Paolo Ciarpaglini
La stroia di Seabiscuit, è anche l'immagine riflessa di un'America messa in ginocchio ed appena risollevatasi, dalla 'Grande Depressione'. Come accade per ogni popolo che vede tutto andare alla deriva, il bisogno essenziale, ultimo che resta è l'aggrapparsi disperatamente a qualcosa che ridia speranza. Ed il protagonista di tutto ciò stavolta non è un 'bipede', ma un fenomenale, bistrattato cavallo che grazie anche all'amore di tre uomini, seppe riscattare i sogni di una generazione. Seabiscuit, continua » |
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| Tom Smith | |
| Non si prende una vita e si butta via in blocco solo perché ha un difettuccio… | |
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| Red | |
| La forza di Seabiscuit non è negli zoccoli ma nel suo cuore… | |
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| L'uomo di ghiaccio | |
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Sa che cosa le dico? Meglio spezzarsi una gamba che il cuore! |
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Altre frasi celebri del film Seabiscuit - Un mito senza tempo
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DVD | Seabiscuit - Un mito senza tempoUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 24 marzo 2004
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di Federico Calamante Duellanti
Nella storia (vera) di un cavallo e compagnia bella, Seabiscuit racconta pure la storia dell'America, nazione-continente da sempre alle prese con le distanze da coprire. Cavalli, macchine, treni (il tour promozionale del magnate anticipa quello che permise a Truman di vincere le elezioni): dentro c'è tutto il repertorio dell'America in movimento. E poi l'epica del self made man, mito fondante quanto la frontiera, l'esaltante impatto visivo di un cavallo al galoppo che esce dal gruppo e i vezzi stilistici di Ross (b/n e colore mescolati insieme). » |
di Luca Fraioli Il Venerdì di Repubblica
Nel 1938, con l’America ancora provata dalla Grande depressione, a monopolizzare le pagine dei quotidiani Usa non furono il presidente della riscossa Franklin Delano Roosevelt o i minacciosi dittatori europei Adolf Hitler e Benito Mussonlini, né star del cinema come Clark Gable. No, nel ‘38 sui quotidiani americani la maggior quantità di inchiostro fu versata per celebrare un cavallo. Si chiamava Seabiscuit, ed era stato scartato dai suoi allevatori perché considerato un “ronzino indolente”, a cui piaceva dormire e mangiare, ma che non aveva nessuna voglia di correre. » |
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di Carlo Bizio Film TV
Ci fu un periodo in america, negli anni della grande depressione, in cui un cavallo da corsa giunse a simboleggiare i sogni e le aspirazioni dei diseredati: Seabiscuit, cavallo vincente contro ogni pronostico, divenne prima un fenomeno populista e poi una leggenda americana. Il film ispirato alla sua storia, Seabiscuit, con Tobey Maguire nel ruolo del fantino Red Pollard e Jeff Bridges in quello del proprietario Charles Howard, è stato un fenomeno quasi analogo nei cinema americani la scorsa estate. » |
di Alessandra Levantesi La Stampa
Dicono che negli Stati Uniti era più famoso di Mussolini, Hitler e dello stesso Roosevelt; e che quando nel 1938 sfidò e vinse il campione in carica War Admiral, la gara venne seguita alla radio da un americano su tre. Stiamo parlando di Seabiscuit, un cavallo che il temperamento scorbutico, un pessimo addestramento e la statura minuscola sembravano aver messo fuori gioco. E invece divenne una leggenda che incanta anche il pubblico odierno a giudicare dal successo del bestseller di Laura Hillenbrand, “Seabiscuit - Un mito senza tempo” (edito da Equitare), su cui si basa il film scritto e diretto da Gary Ross. » |
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