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Caruso, zero in condotta
Un film di Francesco Nuti.
Con Francesco Nuti, Remo Remotti, Cecilia Dazzi, Giulia Serafini, Massimo Salvianti, Lorenzo De Angelis.
continua»
Commedia,
durata 91 min.
- Italia 2000.
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![]() Se Caruso vuol farvi da padre è meglio essere orfani
Giancarlo Zappoli
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Lorenzo Caruso, vedovo da tredici anni, ha una figlia, Giulia, che ha allevato da solo sin dalla più tenera età. Caruso è uno psicologo, ha avuto una compagna, Olga, per tre anni e ora la vorrebbe lasciare, ma lei continua a interferire con la sua vita. Un giorno i carabinieri lo chiamano: Giulia fa parte di una baby gang. Caruso comincia a pedinarla e a immaginarsi le cose peggiori su di lei, anche perché le ha trovato nello zaino dei preservativi. Il dialogo tra i due langue, fino a che fa la comparsa sulla scena una pistola. Il problema di Nuti è che non ha assolutamente idea di come sviluppare il tema centrale del film, quello dal rapporto tra padri e figli. |
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Coincidenze: come Moretti nel suo nuovo film, in Caruso, zero in condotta Francesco Nuti fa di mestiere lo psicoanalista, abita in una piccola città di mare dell'Italia centrale (Viareggio, in mix con Forte dei Marmi), è angosciato dal destino della figlia quattordicenne. Ma qui non ci sono morte e dolore, anzi. Nuti, che è vedovo e adora la ragazzina, viene a sapere che la figlia fa parte d'una banda di coetanei che ruba nei supermercati, scopre che non va a scuola, la controlla, la pedina, le perquisisce lo zainetto trovandovi con raccapriccio una confezione di preservativi, litiga con lei, la immagina carcerata oppure prostituta, alla maniera di tanti padri non sa come comportarsi, si assume la responsabilità del possesso d'una pistola, finisce in prigione sino al lieto fine, al ritorno a casa, all'abbraccio della figlia riconciliata. » |
di Paolo Boschi Scanner
Va dato atto a Francesco Nuti, per una volta, di aver tentato di affrancarsi da quel singolare mix di donne e stecche da biliardo che negli anni Ottanta l'aveva portato al successo: con Caruso, zero in condotta, scritto da Nuti con Ugo Chiti e Carla Giulia Casalini, il popolare regista e attore toscano prova con la leggerezza che gli è consueta a proporre qualcosa di nuovo. Di positivo nel suo ultimo film è da segnalare uno stile di regia di marca sperimentale che conferma quanto di buono già si intravedeva in certe inquadrature anomale di Io amo Andrea, col quale era tornato alla ribalta un paio d'anni fa: inoltre una colonna sonora fresca e giovanilistica (opera, al solito, del fratello Giovanni) e, in particolare, la scelta di due tematiche neanche troppo facili da affrontare come il problema delle baby gangs e del rapporto tra padre e figlia. » |
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Nuti: porto al cinema la famiglia in crisi
di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
Da venerdì sugli schermi «Caruso, zero in condotta» diretto dall’attore toscano. «Denuncio i mali della provincia». «Nella mia commedia sono il padre di un’adolescente che fa parte di una baby gang». Diventato padre e giunto a 46 anni, il toscano Francesco Nuti, che ha fatto sin qui sorridere la platea con commedie sentimentali e con i toni da eterno Peter Pan dei suoi personaggi rubacuori, rimane vedovo in «Caruso, zero in condotta», da venerdì sugli schermi. Nel film deve vedersela con i problemi che gli procura l’adorata e unica figlia quattordicenne. » |
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