La torta del Presidente |
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Un film di Hasan Hadi.
Con Baneen Ahmad Nayyef, Waheed Thabet Khreibat, Sajad Mohamad Qasem, Muthanna Malaghi.
continua»
Titolo originale Mamlaket al-Qasab.
Drammatico,
durata 102 min.
- Iraq, USA, Qatar 2025.
- Lucky Red
uscita giovedì 19 marzo 2026.
MYMONETRO
La torta del Presidente
valutazione media:
3,83
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Il gioco degli sguardi
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| martedì 24 marzo 2026 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Intensa opera d' esordio del regista iracheno Hasan Haidi vincitore della Camere d'or del festival di Cannes 2025.Il regista si basa su ricordi d'infanzia, in Iraq quando il culto della personalità di Saddam Hussein, rendeva ogni compleanno del presidente, un momento di ansia collettiva per le famiglie. Siamo nell'aprile degli anni 90 in un villaggio iracheno, due giorni prima del compleanno del presidente, Lamie, una bambina di 9 anni viene sorteggiata a scuola per l' "onorevole " compito di preparare la torta per festeggiare il compleanno del leader- In un paese, piegato dalle sanzioni internazionali, dove farina, uova e zucchero sono diventati beni introvabili a causa dell'embargo, la missione di Lamia, che vive con la nonna anziana e malata e un gallo di nome Hindi, si trasforma in una disperata odissea tra le strade di Baghdad. Per sottrarla all'ingrato compito, nonna Bibi cerca di portare la nipote da un'amica , perchè si ritiene troppo stanca per provvedere a lei, ma la ragazzina scappa per le strade della capitale alla ricerca del suo amico Saeed e una volta trovato, insieme cercano di recuperare in qualche modo gli ingredienti per la torta. Da dire che Haidi riesce a mantenere un equilibrio incredibile attraverso la dolcezza dello sguardo infantile e la tensione costante di un sistema totalitario che arma anche i gesti più banali. L’amicizia tra Lamie e Saeed è commovente, il ragazzino, che pur avendo lui stesso paura , sente il dovere istintivo di rassicurare la sua compagna di sventura, scena che culmina nel sorprendente finale, che non chiude sulla violenza esplicita o sul successo della missione, ma sulla connessione umana, il silenzio degli sguardi, unica cosa a rimanere intatta. La guerra è un affare dei “ grandi” che si mangiano anche il futuro dei piccoli e per questo motivo Lamie e Saeed mi hanno ricordato Carmine e Celestina di Salvatores, entrambi i film giocano sulla sproporzione, gli adulti con le loro guerre , i loro confini, le torte di regime e dall’altra i bambini che cercano di sopravvivere e restare uniti, sono storie ambientate in tempi e luoghi distanti, L’Iraq di Saddam e la Napoli del dopoguerra, che finiscono per parlare la stessa lingua perché mettono al centro il cuore dell’infanzia. I bambini riescono a creare una bolla di protezione tra il mondo fuori fatto di fame e macerie , ma dentro la loro relazione c’è un codice fatto di giochi , di sguardi e reciproco soccorso. Per tutto il film , i ragazzini sono stati costretti a comportarsi da adulti, caricati di una responsabilità troppo forte e pericolosa, ma sotto quel banco riaffermano la loro natura di vittime innocenti, in quel momento conta solo la persona che hai di fronte.
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giovedì 19 marzo 2026 Distribuzione Il film è oggi distribuito in 67 sale cinematografiche: |