High Life

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Un film di Claire Denis. Con Robert Pattinson, Mia Goth, Juliette Binoche, Lars Eidinger, André Benjamin.
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Titolo originale High Life. Fantascienza, durata 110 min. - Gran Bretagna, Francia, Germania 2018. - Movies Inspired uscita giovedì 6 agosto 2020. MYMONETRO High Life * * * - - valutazione media: 3,27 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
duccio lunedì 12 aprile 2021
un buco nero di film - 2 Valutazione 1 stelle su cinque
75%
No
25%

II parte

Mi vengono in mente altre incongruenze di sceneggiatura per non dire di montaggio. Come mai ad un certo punto li vediamo allacciarsi le cinture per il passaggio nel buco nero per poi ritrovarli un secondo dopo normalmente in giro per i corridoi senza che si sia capito se sono passati o no ? (Evidentemente no). Ce ne sono tante altre di assurdità, anche senza entrare nel merito della ridicola stanza del piacere da cui percolano fuori liquidi irreali. Ma la perla, anzi le perle stanno nel finale. Dunque, fatemi capire, una volta morti tutti Monte si trova con risorse, prodotti alimentari e sanitari scarsissimi, a crescere una ragazzina di 14 anni, come se nulla fosse. [+]

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gianleo67 mercoledì 22 aprile 2020
low life, high gravity Valutazione 3 stelle su cinque
0%
No
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Il viaggio interstellare di un equipaggio di galeotti ha il duplice obiettivo di testare innovative tecniche di riproduzione assistita e raggiungere il buco nero più vicino da utilizzare come possibile sorgente energetica. Dopo la prematura scomparsa di tutti gli altri passeggeri, il giovane Monte rimane da solo ad allevare la figlioletta Willow, con la sola prospettiva dell'oscuro destino che li attende nelle prossimità dell'ormai incombente orizzonte degli eventi.
L'inesauribile curiosità dell'autrice francese Claire Denis per la proteiforme complessità della natura umana, risolta molto spesso con l'incursione nelle regioni inesplorate della psiche come in quelle altrettanto liminari a cavallo tra cultura e istinto, si arricchisce del un nuovo tassello di una speculazione antropologica che proietta conflitti sociali e problemi etici molto al di là dell'orbita terrestre, relegando i reietti di un innovativo esperimento carcerario nella galera di una deriva cosmica in cui la retroazione negativa di controllo sui reclusi è affidata all'obbligo di costanti rapporti da rilasciare al computer di bordo e la continuità della specie in costanza degli obiettivi da perseguire alla variabilità delle ricombinazioni genetiche che garantiscano una prole resistente alle radiazioni ionizzanti dell'ambiente spaziale. [+]

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carloalberto domenica 27 dicembre 2020
un parto travagliato Valutazione 2 stelle su cinque
50%
No
50%

 Claire Denis tenta, non riuscendovi, di imitare, pur innovando, due classici della fantascienza del passato e del presente ed anzi si può dire che, come la protagonista del suo film, crei in provetta un ibrido, frutto artificioso del connubio impossibile di 2001:Odissea nello spazio ed Interstellar, ma del primo non ha la forza icastica, visionaria e suggestiva dell’immaginifico Kubrick e del secondo gli manca la complessità del plot incentrato sul rapporto drammatico padre-figlia.
Il parto travagliato dà vita a un’opera claustrofobica, cupa, senza un senso logico dall’inizio alla fine con un soggetto, pretenziosamente originale, che naufraga in una sceneggiatura incongruente, fatta di scarni dialoghi e personaggi stereotipati, in cui gli spazi vuoti e siderali, in cui viaggia similmente il container astronave, sono riempiti forzosamente con le morbose inquadrature delle masturbazioni meccaniche della Binoche e con il pianto ininterrotto della neonata, che catalizza da subito l’attenzione guadagnando il centro della scena con estrema facilità, grazie all’assenza, senza colpe, di un cast, in cui anche Mia Goth avrebbe meritato un personaggio più complesso, ridotto all’automazione e dal quale emerge, giocoforza, l’unico personaggio, non semplicemente abbozzato come gli altri, il Pattinson, ex vampiro della saga dei Twilight, col suo volto di bel tenebroso perennemente imbronciato. [+]

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duccio lunedì 12 aprile 2021
un vero buco nero di film...
0%
No
0%

Da dove cominciare…? Cominciamo dai critici. I critici che mettono subito le mani avanti prendendosela con i gli esperti di fantascienza che si potrebbero inalberare per le incongruità tecnico scientifiche del film. Intendiamoci subito, la “sospensione della credulità” non è un sofismo da nerd. Se non funziona infatti fa crollare tutto il castello. Meglio avrebbe fatto la regista ad ambientarlo in un manicomio criminale in una specie di dopobomba piuttosto che nello spazio. Le incongruenze sono tali che rendono inesistente anche tutto il castello filosofico e psicologico che sarebbe stato nelle sue intenzioni. Dimentichiamoci pure del martello che cade a picco, dei cadaveri lasciati fuori il portello che piombano in verticale (per poi ritrovarli un secondo dopo fluttuare nel vuoto), di questa gravità interna all’astronave (assai piccola peraltro) molto tirata via, del fatto che non si capisce cosa mangino, dell’assurdità di un transistor rilevatore di segni vitali da inviare alla terra quando dalla terra tanto non possono rifarsi vivi ( e perché loro possono scrivere alla terra?), di questa velocità a 99 % della luce che crea distorsioni solo quando fa comodo, dimentichiamoci pure dell’ambientazione che sembra più un corridoio di una palestra, di portelli e strumentazioni degne di Plan 9 from Outer Space, tratteniamo il riso sulla strumentazione medica (?) in dotazione, fra cui si nota anche un macinapepe (ebbene si), sui tristi apparecchi appesi ai muri per dare l’aria di astronave, che ricordano invece più lo scantinato di un condominio. [+]

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ashtray_bliss domenica 9 giugno 2019
high life: perdizione e speranza dell'umanità. Valutazione 3 stelle su cinque
43%
No
57%

Il primo film anglofono di Claire Denis si presenta come un'opera dall'atmosfera suggestiva, ipnotica a tratti mistagogica e densa di riferimenti filosofici sulla natura dell'uomo ma, tuttavia, alla fine di questo viaggio interstellare gli interrogativi che si sono accomulati restano volutamente irrisolti lasciando ampio spazio all'interpretazione personale e rischiando di deludere chi si aspetta delle risposte concrete e definitive. Di conseguenza però tali elementi accrescono il fascino di questa pellicola soffocante e conturbante
High Life è un'opera che rifugge dai generi prestabiliti e canonici eppure risulta saldamente ancorata nella fantascienza più pura che si presta meglio di qualsiasi altro genere cinematografico a digressioni filosofiche sulla natura dell'uomo ponendo interrogativi atavici riguardo il destino dell'umanità e il senso della nostra intera esistenza. [+]

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High Life | Indice

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