|
|
cristian
|
mercoledì 1 febbraio 2017
|
shyamalan è pronto a ricominciare!
|
|
|
|
Split è l’ultima opera scritta e diretta da M. Night Shyamalan (Il sesto senso; Unbreakable - Il predestinato; Signs; The Village; Lady in the Water; The Visit) che ancora una volta, dopo l’inquietante The Visit, dimostra di aver finalmente ritrovato se stesso dopo qualche film non proprio convincente (L’ultimo dominatore dell’aria; After Hearth). Fotografia di Mike Gioulakis (It Follows). Musiche di West Dylan Thordson (Joy). In Split James McAvoy è il vero mattatore. Interpreta con grande versatilità e credibilità le diverse personalità del terribile protagonista/antagonista.
[+]
Split è l’ultima opera scritta e diretta da M. Night Shyamalan (Il sesto senso; Unbreakable - Il predestinato; Signs; The Village; Lady in the Water; The Visit) che ancora una volta, dopo l’inquietante The Visit, dimostra di aver finalmente ritrovato se stesso dopo qualche film non proprio convincente (L’ultimo dominatore dell’aria; After Hearth). Fotografia di Mike Gioulakis (It Follows). Musiche di West Dylan Thordson (Joy). In Split James McAvoy è il vero mattatore. Interpreta con grande versatilità e credibilità le diverse personalità del terribile protagonista/antagonista. Brava anche la giovane Anya Taylor-Joy, perfetta nei panni dell’adolescente triste e problematica.
Claire (Haley Lu Richardson), Marcia (Jessica Sula) e Casey (Anya Taylor-Joy) vengono rapite e imprigionate in una sorta di cantina da Kevin “Wendell” Crumb (James McAvoy), un ragazzo affetto da disturbo dissociativo dell’identità. Le conseguenze? Kevin è “abitato” da 23 distinte personalità (chiamate “l’Orda”) di cui però soltanto alcune vengono alla luce e tengono sotto controllo le altre: uno stilista, un bambino di nove anni, un ossessivo compulsivo fissato con la pulizia e una donna. Le ragazze sequestrate vengono informate dal loro carceriere che presto faranno conoscenza con una terribile creatura che a quanto pare determinerà il loro destino. Intanto proveranno a scappare.
Shyamalan è tornato! Avviso per chi pensò che The Visit fu soltanto un fuoco di paglia, un “una tantum” che avrebbe poi visto ricadere il regista statunitense nel burrone in cui era finito a causa di qualche uscita cinematografica non proprio felice. E invece eccolo qui, pentito dei suoi peccati e finalmente rinsavito. Split rappresenta quindi la conferma della rinascita di Shyamalan che torna a quelle atmosfere che lo hanno reso apprezzabile rinunciando però, questa volta, ad un'altra peculiarità che nel suo cinema di solito non manca, ovvero la riproduzione di quella quotidianità così realisticamente espressa tanto da far entrare lo spettatore nell’intimo della vita dei personaggi presentati. Il regista ha, inoltre, una grande capacità di creare un legame profondo tra le ambientazioni (esempio banale: una casa) e i personaggi che vi agiscono all’interno. E’ comprensibile tuttavia che un regista coraggioso, che ama sperimentare cose nuove, come fa lui in ogni sua opera (per questi motivi gli giustifico anche i flop), possa accantonare, o meglio, concentrarsi anche su altri aspetti ugualmente propri del suo cinema. Addentrandoci in Split, James McAvoy si rivela in gran spolvero. Dimostra di essere poliedrico e di saperci fare davvero con personaggi affetti da “qualche problemino” psicologico. Il suo Kevin è, in fondo, il vero protagonista della storia, incentrata sulle drammatiche conseguenze causate dalle svariate personalità (23, più una nuova di zecca in arrivo) che agiscono dentro di lui. L’interpretazione di queste ultime, cui si fa carico McAvoy, è resa ottima e credibile dal fatto che riesca a suscitare nel pubblico differenti stati d’animo verso ognuna di esse, come se ci si trovasse di fronte a personaggi recitati da altrettanti attori. Non va tralasciata la prova di Anya Taylor-Joy, il cui personaggio è sicuramente adombrato da quello folle di McAvoy ma a cui comunque è dedicato un filone non secondario della storia (interpretato con buona intensità ed espressività), da seguire fino in fondo con la meritata attenzione. Se dunque Shyamalan rinuncia a qualche sua peculiarità, altre sono ben in vista. La voglia di esplorare aspetti dell’ignoto, in questo caso le potenzialità della mente umana, costituisce il filone principale della pellicola. Il mistero è presente all’appello, come sempre. La cantina/magazzino in cui le tre ragazze vengono imprigionate rappresenta quell’utilizzo, tanto caro al regista, di spazi e luoghi chiusi come sedi principali in cui far svolgere la storia. Split si lascia seguire facilmente e con attenzione per tutta la sua durata (2 ore ca.) perché offre diversi filoni narrativi che evitano di far soffrire il film di monotonia. I dialoghi sono ben costruiti mentre il prevalere dei primi piani ha come obiettivo quello di puntare sulle ottime capacità espressive e attoriali dei protagonisti su cui, ovviamente, spicca McAvoy. Durante la visione ci si pone inevitabilmente delle domande a cui si richiedono risposte ma sarà solo lo scorrere del film a chiarire le idee. I momenti di tensione si percepiscono ma non sono proprio palpabili. Come c’era da aspettarsi da Shyamalan, il confine tra thriller e soprannaturale si assottiglia col passare dei minuti fino ad arrivare, purtroppo, ad un finale non proprio apprezzabile e che probabilmente rappresenta il limite maggiore di questa pellicola. In questi frangenti Shyamalan sa stupire ma non stavolta. Con Split il regista statunitense non raggiunge il suo massimo che, per un estimatore come me, risulta lontano. Il film sicuramente rientra tra le sue opere meglio riuscite e rappresenta, soprattutto, un altro tassello che gli servirà a raggiungere le più alte vette, per lui tutt’altro che insormontabili, del genere di cui è maestro. Ah, dimenticavo. Preparatevi al solito sorprendente colpo di scena alla Shyamalan!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a cristian »
[ - ] lascia un commento a cristian »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
gdahlia
|
lunedì 30 gennaio 2017
|
un grande rischio per shyamalan
|
|
|
|
Rendere credibile un film che pretende inizialmente di raccontare una storia con rigore quasi scientifico per poi stravolgerla drasticamente non è cosa da poco. "Split" è un film da vedersi con mente aperta, altrimenti si rischia di rimanere smarriti e delusi. Shyamalan infatti non solo stravolge una storia realmente accaduta, ma si giostra abilmente tra un genere e l'altro spiazzando il pubblico. E' stato sorprendente vedere l'abilità di McAvoy nel riuscire ad immedesimarsi in ben 9 personalità diverse facendoci quasi dimenticare che si tratta sempre dello stesso personaggio, inoltre è riuscito a far risultare disturbanti delle scene che, se mal recitate, sarebbero cadute nel ridicolo.
[+]
Rendere credibile un film che pretende inizialmente di raccontare una storia con rigore quasi scientifico per poi stravolgerla drasticamente non è cosa da poco. "Split" è un film da vedersi con mente aperta, altrimenti si rischia di rimanere smarriti e delusi. Shyamalan infatti non solo stravolge una storia realmente accaduta, ma si giostra abilmente tra un genere e l'altro spiazzando il pubblico. E' stato sorprendente vedere l'abilità di McAvoy nel riuscire ad immedesimarsi in ben 9 personalità diverse facendoci quasi dimenticare che si tratta sempre dello stesso personaggio, inoltre è riuscito a far risultare disturbanti delle scene che, se mal recitate, sarebbero cadute nel ridicolo. Il rischio maggiore è il finale che non può essere facilmente compreso da chi non ha conoscenze pregresse sul regista, ma la suspance e la tensione sono tali da rendere il film apprezzabile anche agli occhi dello spettatore più inesperto
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a gdahlia »
[ - ] lascia un commento a gdahlia »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
elpanez
|
lunedì 30 gennaio 2017
|
storia intrigante, ma gestita male!
|
|
|
|
Split. Un thriller psicologico con il compito di rilanciare sulla cresta dell'onda Shyamalan dopo una carriera di alti e bassi.
I premessi per farlo ci sono tutti, la storia intriga, è interessante e originale per I thriller di oggi che si basano per la maggiorparte su storie surreali con demoni, mostri e figure tangibili che ormai non fanno più paura a nessuno.
La regia funziona in parte, per tutto il film mantiene un tono piuttosto lineare, senza mai stupire in plot twist o scene davvero degne di nota.
[+]
Split. Un thriller psicologico con il compito di rilanciare sulla cresta dell'onda Shyamalan dopo una carriera di alti e bassi.
I premessi per farlo ci sono tutti, la storia intriga, è interessante e originale per I thriller di oggi che si basano per la maggiorparte su storie surreali con demoni, mostri e figure tangibili che ormai non fanno più paura a nessuno.
La regia funziona in parte, per tutto il film mantiene un tono piuttosto lineare, senza mai stupire in plot twist o scene davvero degne di nota. Una grande menzione va a certe inquadrature davvero belle grazie anche alla profonda fotografia. In altre scene, d'altronde, sembra che la cinepresa si perda e il soggetto della scena rimane nell'angolo non facendolo risaltare al meglio.
La sceneggiatura è la pecca del film, davvero confusa creando scene fini a se stesse che non vengono approfondite, tuttavia riesce a mantenere un tono piuttosto alto di suspence per tutto il film.
La fotografia è la componente più curata della pellicola rendendo gli spazi chiusi cupi, misteriosi e claustrofobici.
James McAvoy riesce a rendere il personaggio davvero verosimile e inquietante come dovrebbe essere, alternando le personalità in modo sublime e paurosamente reale. Il resto del cast funziona tranne per la ragazza di colore davvero piatta e per nulla emozionale.
Colonna sonora poco presente ma quando c è fa la sua bella figura.
Infine un film carino, una spanna sopra rispetto ai canoni del genere, ma che tuttavia non riesce a spiccare e rientrare fra I migliori di quest'ultimo per via di pecche evidenti.
Se solamente Shyamalan fosse riuscito a dare piu profondità allo stato psicologico dei personaggi in modo piu incisivo sarebbe riuscito a giocare le carte a disposizione in modo migliore. Non è una delusione, sia chiaro, ma neanche un film imperdibile!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a elpanez »
[ - ] lascia un commento a elpanez »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
flyanto
|
lunedì 30 gennaio 2017
|
23 individui in uno
|
|
|
|
Ritorna nelle sale cinematografiche il regista M. Night Shyamalan con il suo ultimo film "Split". La spaccatura" o, meglio, la "scissione" a cui si riferisce il titolo originale (e fortunatamente lasciato uguale anche nella versione italiana) è quella che vive quotidianamente il protagonista della storia (James McAvoy) in cui convivono ben 23 personalità diverse che si alternano, prevalendo una sull'altra. Ma ve n'è una, la più violenta e, cioè, quella provvista di un istinto animale primordiale e feroce, che sta per sovrapporsi preponderantemente e definitivamente sulle altre più "mansuete" e questo turba la psiche stessa del soggetto in questione.
[+]
Ritorna nelle sale cinematografiche il regista M. Night Shyamalan con il suo ultimo film "Split". La spaccatura" o, meglio, la "scissione" a cui si riferisce il titolo originale (e fortunatamente lasciato uguale anche nella versione italiana) è quella che vive quotidianamente il protagonista della storia (James McAvoy) in cui convivono ben 23 personalità diverse che si alternano, prevalendo una sull'altra. Ma ve n'è una, la più violenta e, cioè, quella provvista di un istinto animale primordiale e feroce, che sta per sovrapporsi preponderantemente e definitivamente sulle altre più "mansuete" e questo turba la psiche stessa del soggetto in questione. Nel frattempo questo giovane uomo, nonostante sia in cura presso una psichiatra al fine di riuscire, se non a guarire, a gestire i propri molteplici "individui" che gli dimorano dentro, rapisce tre ragazze e le tiene per giorni prigioniere nei sotterranei dove egli vive. Con il passare del tempo ovviamente la situazione degenera in maniera notevole in quanto l'uomo è sempre meno in grado, provocato anche dalle sue vittime che vogliono scappare a tutti i costi, di gestire il suo disturbo psichico e di giungere ad uno stato di esasperazione e di gravità tali da provocare un finale quanto mai violento e distruttorio....
Nonostante le premesse della storia nel suo insieme siano buone ed interessanti, il film in realtà si dimostra assai deludente in quanto scontato, poco approfondito psicologicamente e basato tutto principalmente sugli effetti "speciali" che vengono mostrati a seguito dei vari cambi di personalità del protagonista. Volendo presentarsi come un thriller terrifico la pellicola non raggiunge affatto questo obiettivo e si presenta come telefilm televisivo mal costruito ed in cui manca la suspense incalzante man mano che la vicenda si svolge e, pertanto, poco avvincente e quanto mai prevedibile nel suo finale. Un vero peccato perchè, come ripeto, le potenzialità per essere un'opera suggestiva e coinvolgente c'erano tutte, ma Shyamalan non è riuscito a renderla tale e non è bastata a sollevarla nemmeno la innegabile ed evidente bravura di James McAvoy, che a questo punto rimane l'unica nota di encomio del film, nel presentarsi fisicamente e caratterialmente con molteplici sfaccettature proprie di una personalità poliedricamente disturbata nella psiche. Altro non vi è da aggiunge, purtroppo!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a flyanto »
[ - ] lascia un commento a flyanto »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
gufetta76
|
domenica 29 gennaio 2017
|
una storia sprecata
|
|
|
|
Film lento e noioso. Nulla a che vedere con il sesto senso. Il regista aveva una gran storia fra le mani e non è riuscito a renderla interessante e scabrosa come in realtà è. Il protagonista è bravissimo degno di un premio oscar, quello che salva in parte il film. Uno spreco veramente. Dopo quasi due ore di pura noia e pedanteria il finale è ancora più stupido con il sottinteso del sequel. Per favore no.
|
|
|
[+] lascia un commento a gufetta76 »
[ - ] lascia un commento a gufetta76 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
gustibus
|
domenica 29 gennaio 2017
|
ce'solo il tocco del regista!
|
|
|
|
Mi chiedo se questo film l'avesse fatto "Dario Argento" avrebbe fatto 40 milioni in un week end?...no sicuramente 1milione sarebbe stato il traguardo.Che dire FILM senza un CHE....sembra costato poco...visto la sceneggiatura molto ferma X decine di minuti....coraggio da vendere a Shamalan che finisce con la certezza che ci sia Split 1-2-3....non CE'NULLA che incanta...non E'UN FILM per bimbi e qui in Italia e'gia'un problema...purtroppo.
|
|
|
[+] lascia un commento a gustibus »
[ - ] lascia un commento a gustibus »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
eugenio
|
domenica 29 gennaio 2017
|
shyamalan e le personalità multiple
|
|
|
|
Shyamalan torna al thriller-horror. Percorre le sinuose vie del male, sottende il filone dello splatter e sorprende lo spettatore ancora una volta regalandogli un particolare cameo al termine del film.
Si muove lungo i binari della psicologia, Split, nelle insondabili capacità che una mente malata, dotata di ben ventitrè personalità (con tanto di spazzolino) sa gestire e nella movenza espressiva, quasi tutta sulle spalle del bravo attore protagonista James McAvoy, di rendere impresso al pubblico immagini cariche di inquietudine e disturbante dissociazione grazie soprattutto a un movimento claustrofobico della macchina da presa.
Splitnel volto squilibrato e animalesco del protagonista farebbe impallidire Norman Bates di Pyscho.
[+]
Shyamalan torna al thriller-horror. Percorre le sinuose vie del male, sottende il filone dello splatter e sorprende lo spettatore ancora una volta regalandogli un particolare cameo al termine del film.
Si muove lungo i binari della psicologia, Split, nelle insondabili capacità che una mente malata, dotata di ben ventitrè personalità (con tanto di spazzolino) sa gestire e nella movenza espressiva, quasi tutta sulle spalle del bravo attore protagonista James McAvoy, di rendere impresso al pubblico immagini cariche di inquietudine e disturbante dissociazione grazie soprattutto a un movimento claustrofobico della macchina da presa.
Splitnel volto squilibrato e animalesco del protagonista farebbe impallidire Norman Bates di Pyscho. Altro che singola personalità: qui Shyamalan non ci fa mancare nulla. Tra di esse si nascondono comportamenti effeminati, tormentati, infantili (forse la migliore interpretazione è quella del bambino di nove anni), che emergono malauguratamente alla luce dinanzi agli occhi sconvolti delle tre giovani donne, Casey, Claire e Marcia sequestrate all’uscita da una festa, dallo psicopatico individuo.
Abile nel tratteggiare tematiche assai delicate come il disturbo di personalità multipla, spingendolo all’eccesso verso aree di pseudo-scienza, Split segue i dettami del precedente The visit a livello di troupe (fatta eccezione di McAvoy) di quasi-esordienti, in un prodotto da B movies che sconvolge e inorridisce.
Nulla può la dottoressa Fletcher che ha in cura appunto l’individuo, nulla potranno le tre donne (di cui una socialmente solitaria a causa di un trauma che l’ha segnata nella sua infanzia come vedremo in sapienti flash-back) imprigionate in un’atmosfera da Silenzio degli innocenti, le segrete di uno zoo, nulla potrà lo spettatore che avvinghiato alla poltrona, è costretto a seguire l’evoluzione delle ventitrè personalità sino alla metamorfosi finale, totalizzante e distruttiva dalla quale non pare esserci via di ritorno o redenzione.
Animali e uomini, uno dei temi della pellicola, una delle metamorfosi di Split, verso il cambio pelle definitivo, evidenzia un male socialmente insito nell’umanità, come il disturbo mentale accompagnandolo alla tesi suffragata dalle parole della dottoressa (e del cineasta) secondo cui tale disturbo non sia da combattere ma possa diventare nel tempo uno strumento eletto per andare oltre i limiti del pensiero e conoscenza umani. Attraverso rabbia e sacrificio, il “mostro” si rivela nella sua insana mole di violenza, riconoscendo in altri suoi simili violentati e tormentati, la sua ragione di essere e di salvarsi, in un’anti-prometeica visione che nega l’afflato della conoscenza a favore di una società di “esseri speciali”.
Shyamalan è da ammirare: dopo molte cadute che gli costarono fischi e delusioni nelle sue recenti pellicole, dimostra di sapersi rialzare, ispirandosi al filone di molte serie truculente americane ma riuscendo a elaborare una sua personale teoria di pseudo-scienza che fa tanto Unbreakable (non a caso citato). Peccato che le cartucce a disposizione vengano tutte consumate dopo la prima ora e che il paventato colpo di scena (ad eccezione dell’ultimissimo fotogramma finale) appartenga per molti versi al filone del già visto. Ma va bene così. Bentornato Shyamalan!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a eugenio »
[ - ] lascia un commento a eugenio »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
alex62
|
domenica 29 gennaio 2017
|
macché personalità multipla!!!
|
|
|
|
Shyamalan si smarrì.
Era partito dal mondo dei fumetti per ritrovarsi fra le mani - quasi per caso - due piccoli capolavori, grazie soprattutto ad alcuni attori fantastici: Il sesto senso, con il migliore Bruce Willis e un bambino favoloso!, H.J. Osment; Signs, con Mel Gibson, in stato di grazia, e Joaquin Phoenix, al top, ma non dimentichiamo la perfetta bimba Abigail Breslin, all'epoca debuttante. Indimenticabile la scena di quest'ultimo film con i due bambini e lo zio con la testa protetta dagli influssi degli ET cattivi, con la carta stagnola!!! Fantastico!
Ebbene, l'indiano (non pellerossa, ma del Subcontinente) americano Shyamalan, dopo aver totalizzato milioni di punti (e dollaroni) con questi due exploit si smarrì…e ancora non è tornato.
[+]
Shyamalan si smarrì.
Era partito dal mondo dei fumetti per ritrovarsi fra le mani - quasi per caso - due piccoli capolavori, grazie soprattutto ad alcuni attori fantastici: Il sesto senso, con il migliore Bruce Willis e un bambino favoloso!, H.J. Osment; Signs, con Mel Gibson, in stato di grazia, e Joaquin Phoenix, al top, ma non dimentichiamo la perfetta bimba Abigail Breslin, all'epoca debuttante. Indimenticabile la scena di quest'ultimo film con i due bambini e lo zio con la testa protetta dagli influssi degli ET cattivi, con la carta stagnola!!! Fantastico!
Ebbene, l'indiano (non pellerossa, ma del Subcontinente) americano Shyamalan, dopo aver totalizzato milioni di punti (e dollaroni) con questi due exploit si smarrì…e ancora non è tornato.
Sì, è vero, il mestiere ce l'ha: non è che il cinema non sappia farlo, però, dài, c'è una (troppo) grande differenza!
Veniamo al plot: se parlate con uno psicanalista serio vi dirà che la cosiddetta “doppia personalità” o addirittura “multipla” è un'enorme “bufala” semi-internettiana, che come le manda internet, nessuno! Ma lo era già prima di Internet. Insoma un'ipotesi di scuola, di quelle che hanno poco o niente a che fare con la realtà.
Qui poi, non solo il protagonista, matto come un cavallo, ne sfoggia un numero impressionante - ok, bella prova d'attore, ma non proprio convincente - ma addirittura si trasforma fisicamente, al punto che una delle personalità è malata di diabete ed è quindi l'unica ad aver bisogno d'iniezioni quotidiane d'insulina. E dài, su, un po' di realismo in più non guasterebbe.
Tre ragazzine, molto procaci, vengono rapite per due ragioni, perché una delle personalità è quella di un pervertito che ama vedre ballare le ragazze nude. Che già questo fa veramente sorridere oggi come oggi. Una perversione amare veder ballare?!? E dài, su, siamo un po' coerenti. Il secondo scopo è quello di far da pasto alla “Bestia”.
E qui abbiamo già abbondantemente superato la soglia del ridicolo e abbiamo sconfinato nel territorio della pura farsa involontaria!
Insomma per farla breve: Povero McAvoy, che pure ci aveva impressionato in Redenption (con Keira Knightly). Avrà penssato che gli venisse offerto il ruolo della vita, ben 21 personaggi diversi in uno, pacchetto completo, ma si è ritrovato davvero dentro un fumetto weird!
Poi, c'è un altro film, ben più dotato, che disse la parola fine sull'argomento multiple personality, anzi tre - se vogliamo essere sinceri, e restare nel tema -. Il piccolo capolavoro di serie B è Identity, con un protagonista fantastico, ve lo ricorderete certamente, l'attore obeso e pelato che ha gli occhietti che non possono stare mai fermi, Pruitt Taylor Vince. Lì si parla di 10 persone che si ritrovano in un Motel, in una notte di tregenda e si eliminano fra loro, fino alla redductio ad unum del finale. Ottimo. Anche nella divertita parodia a “Dieci piccoli Indiani”, racconto-capolavoro di Agatha Christie.
Il secondo è il capolavoro Fight Club, con Brad Pitt, finalmente convincente (forse solo lì e in Thelma e Louise -con Susan Sarandon e Geena Davis al top-, capolavorissimo di Ridley Scott), ma soprattutto e tutti Edward Norton.
Il terzo è il capolavoro dei capolavori, creatore del genere, Psycho, del sommo e inarrivabile Alfred Hitchcock!
Menzione di merito per la semi-debuttante Anya Taylor-Joy. L'unica presenza veramente “disturbante” in tutto il film.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a alex62 »
[ - ] lascia un commento a alex62 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
flaw54
|
sabato 28 gennaio 2017
|
peccato il finale
|
|
|
|
Shyamalan riesce per buona parte del film a creare la giusta tensione e sembra riavvicinarsi al tempo che fu del Sesto senso. Il finale però rovina tutto : la bestia così innaturale e truculenta sfocia inconsapevolmente nel ridicolo e limita l'incredibile performance di un Macavoy da Oscar. Inutile e banale nel complesso il flashback della giovane protagonista che sembra preannunciare un colpo di scena che non c'è. La conclusione sembra lasciare spazio ad un inevitabile sequel.
|
|
|
[+] lascia un commento a flaw54 »
[ - ] lascia un commento a flaw54 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
ralphscott
|
sabato 28 gennaio 2017
|
lo stilista,la signora,il bambino e tanti altri.
|
|
|
|
Da subito il livello della fotografia ci porta in un thriller di alta qualità,dove la vicenda entra immediatamente nel vivo. La schiva Casey,un viso molto cinematografico,dimostra presto di avere marce in più delle sue compagne di classe e tiene testa al folle carceriere con intelligenza e intuizione. Buone prove di James Mc Avoy,in un ruolo impegnativo,e di Betty Buckley,la carismatica dottoressa Fletcher. Anche questa volta Shyamalan,mai banale,fa centro.
|
|
|
[+] lascia un commento a ralphscott »
[ - ] lascia un commento a ralphscott »
|
|
d'accordo? |
|
|
|