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stop33
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domenica 5 febbraio 2017
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film perfetto
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Dopo il meraviglioso ritorno alla semplicità e all’essenzialità di The Visit, il film con cui questo regista così a lungo perduto è tornato tra noi, Split è ancora un film piccolo ed essenziale, il secondo frutto della collaborazione con il miglior produttore in circolazione, Jason Blum, l’unico che con la sua politica dei costi contenutissimi e del cinema di paura e di tensione (anche Whiplash è suo) riesce a far dare ai registi il meglio.
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cami92
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domenica 5 febbraio 2017
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tra i migliori del regista
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Bellissima opera del regista indo-americano, film mai banale e che trasmette sensaziono particolari.Da sottolineare la prova di James McAvoy.
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rq831
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domenica 5 febbraio 2017
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l'orda
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Film spaventoso è inquietante ,coinvolge e lascia il segno.
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pier delmonte
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domenica 5 febbraio 2017
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pochi sussulti thriller
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McAvoy e’ bravo, questo film sembra un one man show, ma forse troppo bravo, io ho avuto l’impressione che stava recitando, mi sbaglio? Insomma gli vedevo la steady li’ ad un palmo … lui e le tre ragazzine mi hanno annoiato … decapolare personalita’… thriller psicologico … nell’attesa del plot twist si ha tutto il tempo di sbadigliare.
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kinson
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sabato 4 febbraio 2017
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l'unicità di shayamalan
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Quando si parla di Shayamalan sono decisamente di parte, anche opere che alcuni hanno trovato poco ispirate, come Lady in The Water e The Village per me rimangono dei piccoli gioielli.Split è uno dei suoi film più riusciti, perché riesce a conciliare perfettamente la peculiare capacità del regista, di raccontare storie dove la realtà e la fasticheria si fondono in una realtà parallela. Dico fantasticheria perchè Shayamalan utilizza nelle sue storie, degli elementi soprannaturali che hanno quasi sempre sottintesi psicologici, e tendono a dare corpo ai sogni, alle visioni e alle paure irrazionali che ognuno di noi ha, declinando la superstizione e la mitologia nel mondo moderno.
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Quando si parla di Shayamalan sono decisamente di parte, anche opere che alcuni hanno trovato poco ispirate, come Lady in The Water e The Village per me rimangono dei piccoli gioielli.Split è uno dei suoi film più riusciti, perché riesce a conciliare perfettamente la peculiare capacità del regista, di raccontare storie dove la realtà e la fasticheria si fondono in una realtà parallela. Dico fantasticheria perchè Shayamalan utilizza nelle sue storie, degli elementi soprannaturali che hanno quasi sempre sottintesi psicologici, e tendono a dare corpo ai sogni, alle visioni e alle paure irrazionali che ognuno di noi ha, declinando la superstizione e la mitologia nel mondo moderno. Per quanto riguarda il film in questione la mia paura iniziale era che scadesse in alcune tipiche meccaniche del cinema per ragazzi odierno, con personaggi e situazioni che hanno l'unico scopo di arruffianarsi un pubblico giovane forse troppo coccolato; pericolo scampato: il film è coerente, non fa sconti e non ammicca come dovrebbe essere per ogni opera che vuole vivere di luce proprio e far riflettere, anzi forse in esso, si può vedere anche una sottile critica a questi meccanismi commerciali, che fanno scadere il valore di una pellicola.Ancora promosso!
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rq831
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sabato 4 febbraio 2017
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kevin e i 23
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Convincente ritorno di Shyamalan alla regia dopo il buon The Visit. Il film , con il suo spirito claustrofobico e ngosciante, prende lo spettatore e lo lascia trascinarsi tra le varie personalità del protagonista. Ottimi gli attori , rete la sceneggiatura, asciutta la regia.
film da vedere e rivedere per coglierne anche i messaggi e i significati più nascosti.
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halloween91
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venerdì 3 febbraio 2017
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gran film, con un finale in crescendo
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Film che cupo e macabro che riesce addirittura ad essere emozionante in alcuni frangenti. Interessantissima la "relazione" che si crea tra la il protagonista maschile e quello femminile, film che si candida a diventare uno dei migliori del 2017. Orrime fotografia e regia, bravissimi gli attori.
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iksiks508@gmail.com
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venerdì 3 febbraio 2017
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la bestia è vera
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Ispirandosi a un personaggio realmente esistito, Billy Milligan, che rapì tre ragazze negli anni 80 e fu assolto proprio per questo disturbo, il regista indoamericano costruisce una storia di sottile suspense, claustrofobica, con collegamenti con i film del suo inizio di carriera e in modo esplicito con Unbreakable", citato nel finale caratterizzato dal twist tipico del suo cinema. Forse non piacerà a tutti, ma il talento d questo regista è indiscutibile e il suo è vero Cinema.
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casd51
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venerdì 3 febbraio 2017
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bellissimo thriller fantascientifico
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Ritorno ad alti livelli del regista , il film è a suo modo originale e denso di significati, sempre crudo e oscuro, non lascia scampo allo spettatore. Girato con maestria, perfetta la fotografia e bravissimi i 2 protagonisti.
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rq831
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giovedì 2 febbraio 2017
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il sovranaturale come condanna
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Uscire pieno di entusiasmo da una sala cinematografica mi capita raramente, se va bene una volta l'anno; il 2017 è appena cominciato e questa carta me la sono appena giocata. Sì, perchè dopo il soprendente The Visit, M.
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Uscire pieno di entusiasmo da una sala cinematografica mi capita raramente, se va bene una volta l'anno; il 2017 è appena cominciato e questa carta me la sono appena giocata. Sì, perchè dopo il soprendente The Visit, M. Night Shyamalan torna ai suoi massimi livelli. Ritengo The Visitsorprendente perchè dopo aver assistito al declino (solo di ispirazione, sia chiaro) di questo grande talento di origine indiana, basse erano le mie aspettative di rivederlo dirigere un film alle sue effettive potenzialità, invece il mokumentary horror di un paio d'anni fa ha avuto la portata di uno scossone, un segnale evidente che il signore della fantascienza nella scienza, ovvero del sovranaturale nel mondo reale era tornato. Ma questo Split è qualcosa di più di una conferma del suo ritorno, siamo di nuovo ai livelli di Unbreakable (suo capolavoro e uno dei migliori film degli anni 2000), e non solo in merito alla qualità ma anche all'ambientazione.
Kevin rapisce 3 adolescenti, le rinchiude in un seminterrato, o a meglio dire "delle stanze senza finestre", per dare ancora più forte il senso di chiuso e l'impossibilità di fuga. James McAvoy offre un'interpretazione davvero convincente, risulta credibile nel modellare tutte le personalità che, tra le 23 esistenti in Kevin, riescono ad "andare nella luce". Da evidenziare anche la prova di Anya Taylor Joy ,già apprezzata in The Witch, e che qui conferma il suo talento rappresentando una ragazza difficile, diversa dalle sue coetanee, e dal passato oscuro , proprio come quello di Kevin. Il suo personaggio ,Casey Cook , dimostra perciò una maturità superiore alle altre due ragazze rapite, e quando loro pensano di potersi salvare usando la forza, lei si affida all'astuzia.
Nell'ultima mezz'ora il film ha un forte sussulto, oltre le 23 personalità presenti in Kevin se ne forma una 24°, come non credeva la Dott.ssa Fletcher , interpretata da Betty Buckley. Ed è proprio qui che si apre il ponte con Unbreakable,quando si palesa la 24° personalità, Il Mostro, un superuomo dotato di poteri fuori dal comune, ma questi doti , proprio come per Mr. Glass e Unbreakable, non sono un dono , sono una condanna.
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