Rabbit Hole

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Un film di John Cameron Mitchell. Con Nicole Kidman, Aaron Eckhart, Dianne Wiest, Tammy Blanchard, Miles Teller.
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Drammatico, durata 90 min. - USA 2010. - Videa uscita venerdì 11 febbraio 2011. MYMONETRO Rabbit Hole * * * - - valutazione media: 3,35 su 65 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

La convivenza quotidiana con il dolore Valutazione 3 stelle su cinque

di sarettajan


Feedback: 468 | altri commenti e recensioni di sarettajan
venerdì 18 febbraio 2011


Il primo merito del film è che ha il coraggio di affrontare un tema estremamente delicato come la morte di un figlio; non affronta la vicenda nel momento tragico dell'accaduto bensì 8 mesi dopo l'incidente che ha causato la morte del figlio dei protagonisti della storia, Becca (Nicole Kidman) e Howie (Aaron Eckart); questa distanza temporale permette al regista di evitare quella drammaticità, quel pathos strappalacrime che tanto piace a noi italiani e che fa si che proprio in Italia il film non venga molto apprezzato; ad eccezione di alcune scene infatti il dolore vissuto da Becca e Howie è un dolore sommesso, espresso nei silenzi come ad esempio nel momento in cui Becca scopre il marito a guardare i video del figlio durante la notte ma non fa né dice niente per consolarlo o comunque per condividere quell'angoscia insieme a lui oppure quando Howie si accorge che la moglie ha tolto i disegni del bimbo dal frigorifero nel suo disperato tentativo di cancellarne ogni traccia ma, nonostante ne sia ferito, non le dice; entrambi stanno elaborando un lutto che ha scavato un vuoto profondo tra loro, un lutto che sembra allontanarli, che fa sì che si mentano a vicenda e che forse li porterà alla separazione, a quella che Gaby, amica fortuita e per poco non amante di lui, pensa essere un'inevitabile conclusione. Il tono sommesso del film, che serve a rappresentare la lentezza di un processo di guarigione interminabile, non impedisce però l'insinuarsi di momenti di forte dramma, momenti in cui il tormento interiore esplode con rabbia, vedi quando Howie si impone per il ritorno a casa del cane, complice involontario della morte del bimbo, o quando Becca, che dei due è quella che appare più gelida e distante, in un momento di folle nevrosi colpisce una donna che in un supermercato non voleva acquistare delle merendine per suo figlio. Il regista sa perfettamente gestire questa alternanza di dolore inespresso e collera furiosamente esternata e anche gli attori, nonostante il mio giudizio personale non sia del tutto positivo, risultano convincenti; in particolar modo Aaron Eckart, sul quale non avevo grandi aspettative, mi ha sorpreso per la capacità di esprimere la profonda frustrazione di uomo che ama sua moglie e vuole credere ancora nel suo matrimonio, ma nello stesso tempo è debole e insicuro dinanzi al muro eretto dalla moglie; la Kidman è perfetta nell'esprimere distacco e imperturbabilità, come nelle scene in cui quasi ossessivamente è intenta a cucinare o a fare giardinaggio, ma forse meno esemplare nelle scene più toccanti che non riescono, a mio avviso, a coinvolgere e commuovere veramente. Come sempre meravigliosa Dianne Wiest nei panni dell'amorevole madre che in tutti i modi tenta di aiutare la figlia Becca con la quale tra l'altro condivide la medesima disgrazia della perdita di un figlio, concetto questo che forse poteva essere meglio approfondito; il tema della morte del fratello di Becca viene infatti preso in considerazione solo come motivo di scontro tra Becca e sua madre ma non si fa cenno per nulla al rapporto tra la stessa Becca e il fratello morto e a quanto questa perdita possa aver pesato sulla sua vita. Altro argomento che a mio parere poteva essere approfondito ulteriormente è il rapporto tra Becca e il ragazzo responsabile accidentalmente della morte del figlio di lei (Miles Teller); non sono infatti sviscerate a pieno le ragioni che spingono Becca a cercarlo quasi morbosamente anche se possiamo immaginare che per lei rappresenti una sorta di ultimo legame con il figlio scomparso. Sembra lui l'unico a dare conforto alla donna con le loro molto significative e a volte tenere conversazioni in cui emerge il tema romantico degli universi paralleli che permette a Becca di sognare altri luoghi in cui lei può condurre una vita migliore. Bellissimo dal mio punto di vista il concetto della tana del coniglio, dal quale il film prende il titolo, come accesso a quei molteplici universi. E' qui che, secondo la mia opinione, il regista riesce a non essere scontato: in un film infatti la cui trama esclude a priori un quasivoglia happy end ma anche un' eventuale risoluzione definitiva (una separazione decisiva o un altrettanto decisiva riappacificazione)  l'unica soluzione reale per i protagonisti è quella di trovare consolazione nell'immaginazione, credere in altre possibilità e alternative, e trovare in quelle la voglia di andare avanti, proprio come accade a Becca che nell'ultima parte del film ritrova un minimo di speranza nel futuro, rappresentata dai continui interrogativi sottoposti al marito "e dopo, e dopo ancora?" come se volesse accertarsi che un futuro per loro, seppur incognito e a volte insopportabile, in fondo ci sia. E il film ci lascia così, com'è giusto che sia, con un'incognita su come convivranno tutti i giorni della loro vita con quel dolore che neanche il tempo riuscirà a risanare mai.



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il sindaco sabato 19 febbraio 2011
film un pò lento....la kidman non convince.
0%
No
100%

Intanto complimenti per la bella recensione!Concordo pienamente su tutto, il film non è un film scontato, tratta un argomento importante e lo fa in maniera diversa rispetto al solito dramma struggente...questo è dato anche dal fatto che viene descritto un percorso, da parte della coppia protagonista, fatto di tentativi di ripresa dopo un dolore così grande, non nell'immediato ma dopo circa 8 mesi dal fatto.Purtroppo il mio parere non è positivissimo sul film, bella l'idea ma un pò lento, si aspetta sempre quell'accelerata che non arriverà mai.Non mi è piaciuta affatto l'interpretazione della Kidman, concordo sul fatto che sia molto fredda specie in alcune scene clou e che non trasmetta il pathos necessario. [+]

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rapanui sabato 19 febbraio 2011
film chiuso e statico
50%
No
50%

Il film non mi è piaciuto! Ruota tutto intorno alla coppia. Vedo il tutto un pò troppo chiuso e a volte statico. Ammirevole e coraggioso il tentativo del regista di affrontare in modo del tutto originale il tema della perdita di un figlio. Per me la Kidman è troppo rigida e non esprime il dolore che invece mi aspettavo di vedere. Non credo riesca a vincere l'Oscar.

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