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albert
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domenica 26 gennaio 2025
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nuovomondo vecchia storia
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È il terzo lungometraggio di Crialese parlato quasi esclusivamente in dialetto siciliano sottotitolato. Siamo agli inizi del '900 quando il fenomeno migratorio dal sud e dal Veneto agli Stati Uniti era parecchio diffuso. Crialese pone l'attenzione su una famiglia siciliana, quella dei Mancuso, che parte con un padre a cui è morta la moglie due figli e la nonna, interpretata da Aurora Quattrocchi, sempre molto espressiva, grazie anche alla particolarità del suo volto. Gli Stati Uniti per il migrante assumono una valenza mitologica che lascia spazio all'immaginazione e a momenti onirici dove si vedono ortaggi giganteschi e si fa il bagno nel latte. L'immaginazione porta a speranze illusorie, di forte impatto visivo.
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È il terzo lungometraggio di Crialese parlato quasi esclusivamente in dialetto siciliano sottotitolato. Siamo agli inizi del '900 quando il fenomeno migratorio dal sud e dal Veneto agli Stati Uniti era parecchio diffuso. Crialese pone l'attenzione su una famiglia siciliana, quella dei Mancuso, che parte con un padre a cui è morta la moglie due figli e la nonna, interpretata da Aurora Quattrocchi, sempre molto espressiva, grazie anche alla particolarità del suo volto. Gli Stati Uniti per il migrante assumono una valenza mitologica che lascia spazio all'immaginazione e a momenti onirici dove si vedono ortaggi giganteschi e si fa il bagno nel latte. L'immaginazione porta a speranze illusorie, di forte impatto visivo.In effetti il film racconta più attraverso le immagini che attraverso i dialoghi. Da rilevare la potenza visiva della folla divisa dalla partenza della nave che si stacca dal molo. Alcuni se ne vanno, mentre altri restano e lo iato è ottimamente raffigurato. Molto bella anche la scena finale dove vi è una coralità di persone immersa nel latte. Prima si vedono i protagonisti e poi il campo si allarga per far vedere che sono in tanti. Il viaggio è drammatico con corpi affastellati in condizioni disumane. Anche l'arrivo a Ellis Island negli Usa, rappresenta uno shock per i migranti che devono sottostare a test attitudinali, in base ai quali si decide chi far restare e chi far rimpatriare. Vi è anche l'obbligo di essere sposati, per cui una donna inglese, interpretata da Charlotte Gainsbourg, chiederà al capofamiglia Salvatore di sposarla per poter rimanere negli Usa. Salvatore era già rimasto ammaliato da questa donna così diversa da loro, perché colta e raffinata. Questa parte risulta piuttosto debole, perché poco aggiunge alla tematica dei migranti. Ad una cura formale encomiabile per un giovane cineasta, si contrappongono alcune scelte di compattezza narrativa perlomeno discutibili.
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luca scial�
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martedì 22 dicembre 2015
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quando gli immigrati eravamo noi
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Emanuele Crialese è uno dei registi più interessanti partoriti dal cinema italiano negli ultimi anni, per il modo da un lato rude e dall'altro onirico col quale affronta i problemi della sua Sicilia e dei siciliani. Ora emigranti verso la lontana america, ora accoglitori di immigrati stranieri.
In questa pellicola, affronta l'emigrazione di massa d'inizio 900 dei siciliani verso l'America. Da loro definita Nuovo mondo. Un Nuovo mondo che li accetta solo dopo averli sottoposti a test ed esami psico-fisici. E che va raggiunto solo con un'estenuante viaggio sull'oceano. Salvatore Mancuso, pastore che vive in un paesino di montagna, ci porta la famiglia e sulla nave viene anche adescato da un'americana che deve trovare un compagno per essere rimpatriata.
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Emanuele Crialese è uno dei registi più interessanti partoriti dal cinema italiano negli ultimi anni, per il modo da un lato rude e dall'altro onirico col quale affronta i problemi della sua Sicilia e dei siciliani. Ora emigranti verso la lontana america, ora accoglitori di immigrati stranieri.
In questa pellicola, affronta l'emigrazione di massa d'inizio 900 dei siciliani verso l'America. Da loro definita Nuovo mondo. Un Nuovo mondo che li accetta solo dopo averli sottoposti a test ed esami psico-fisici. E che va raggiunto solo con un'estenuante viaggio sull'oceano. Salvatore Mancuso, pastore che vive in un paesino di montagna, ci porta la famiglia e sulla nave viene anche adescato da un'americana che deve trovare un compagno per essere rimpatriata. L'anziana madre e il figlio muto vengono respinti. Le donne subiscono matrimoni con uomini sconosciuti.
L'avventura verso la ricca America sembra ben lontana da come Salvatore e altre due ragazze partite con lui e la sua famiglia l'avevano sognata. Corsi e ricorsi storici.
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alemrg
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venerdì 30 settembre 2011
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non mi è piaciuto
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Niente da fare, non mi è piaciuto. C'erano molti modi per raccontare questa storia, il modo scelto dal regista non lo capisco.
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pruoffc
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mercoledì 14 settembre 2011
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capolavoro
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[+] nuovo mondo
(di michele ferrau)
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fulvia
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domenica 7 marzo 2010
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interessante, ma manca qualcosa. voto 6+
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Per conoscere, studiare, assaporare, la vita degli emigranti italiani, alla fine del 900, è opportuno vedere questo film, che ci trasporta nel transatlantico diretto a New York, col suo carico di disperati. Anime derelitte, senza nemmeno un paio di scarpe, che viaggiano alla volta del "nuovo mondo" con abiti logori e un grande fardello di ignoranza e superstizione. Dovranno affrontare prove, fisiche e di intelletto, perchè la mancanza di intelligenza contagerebbe la popolazione americana, diffondendo la stupidità!!! Tutto sommato è un film molto interessante, però, a mio dire, manca qualcosa. Avrei gradito almeno qualche minuto in più dopo i titoli di coda, giusto per capire anche la trama, oltre che la fase"documentaristica".
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Per conoscere, studiare, assaporare, la vita degli emigranti italiani, alla fine del 900, è opportuno vedere questo film, che ci trasporta nel transatlantico diretto a New York, col suo carico di disperati. Anime derelitte, senza nemmeno un paio di scarpe, che viaggiano alla volta del "nuovo mondo" con abiti logori e un grande fardello di ignoranza e superstizione. Dovranno affrontare prove, fisiche e di intelletto, perchè la mancanza di intelligenza contagerebbe la popolazione americana, diffondendo la stupidità!!! Tutto sommato è un film molto interessante, però, a mio dire, manca qualcosa. Avrei gradito almeno qualche minuto in più dopo i titoli di coda, giusto per capire anche la trama, oltre che la fase"documentaristica".Voto 6+
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dony 64
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venerdì 16 gennaio 2009
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immigrazione in america
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Film drammatico sul tema immigrazione dalla Sicilia della classe povera verso gli Stati Uniti.Il film e' schivo di argomenti,poche le verita' realistiche dell'epoca, la recitazione e' mediocre ed inconsueta la trama.Piu' che discreta e' la sceneggiatura e l'ambientazione all'epoca.Voto 6/6+
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bascojoe
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martedì 9 settembre 2008
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memorabile la scena della foto di luce....!!!
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Bellissimo film, con musica appropriata: peccato non averne una traccia in televisione, benchè perderebbe molto per le inquadrature paesaggitiche.
Grazie per dare voce a cose che sembrano passare inosservate, ma sono semplicemente lezioni da far valere in scuola!
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renato pistone
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mercoledì 6 agosto 2008
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benardin de tavela (il nonno)
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Il film è bellissimo
Ho una bella storia che potrebbe interessare a Crialese ma non so come contattarlo.
mi potete aiutare?
Saluti Renato Pistone
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paride
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venerdì 20 giugno 2008
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i nostri emigranti
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Film delicato, descrittivo e introspettivo. Peccato che non abbia avuto il successo che meritava.
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carlo - 34anni
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sabato 7 giugno 2008
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per me e' inguardabile!
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Trattera' buoni argomenti, sara' fatto bene, ma e' stato totalmente inguardabile! :(:(
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