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no_data
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venerdì 3 gennaio 2025
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uno dei migliori films dei fratelli coen.
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La violenza, tematica prevalente di questo ottimo film dei Coen, viene rivisitata e come alleggerita attraverso il tono impersonale che assumono le immagini fin dall'inizio, con quella automobile che ne traina un'altra in un paesaggio ghiacciato. E proprio il paesaggio sempre nevoso e freddissimo e' allusivo di un teatro allucinante in cui ogni azione e' dettata dalla disumanita' e dall'indifferenza. Ma c'e' di piu': gli autori adottano una sorta di contaminazione tra "generi" diversi, come il "thrilling" - il film e' basato su un rapimento concertato - e la "commedia comico-grottesca " - si veda la poliziotta in cinta e impicciona, il rapitore isterico di Buscemi e il venditore cui serve il rapimento, spesso in piena nevrosi.
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La violenza, tematica prevalente di questo ottimo film dei Coen, viene rivisitata e come alleggerita attraverso il tono impersonale che assumono le immagini fin dall'inizio, con quella automobile che ne traina un'altra in un paesaggio ghiacciato. E proprio il paesaggio sempre nevoso e freddissimo e' allusivo di un teatro allucinante in cui ogni azione e' dettata dalla disumanita' e dall'indifferenza. Ma c'e' di piu': gli autori adottano una sorta di contaminazione tra "generi" diversi, come il "thrilling" - il film e' basato su un rapimento concertato - e la "commedia comico-grottesca " - si veda la poliziotta in cinta e impicciona, il rapitore isterico di Buscemi e il venditore cui serve il rapimento, spesso in piena nevrosi. Cosi' il killer viene fermato dalla poliziotta Madge e arrestato come in una faccenda domestica. La realta' per i Coen e' appunto non solo una fiaba brutale, ma anche uno stimolo alle risate, data l'assurdita' degli eventi che essa presenta.
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patry58
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sabato 28 maggio 2022
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l''insostenibile leggerezza della normalita
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Come declinare la "normalità" o forse sarebbe meglio dire la "mediocrità". In una Provincia dura e ostile dove la neve ricopre tutto in paesaggi spettrali e bellissimi, non è facile vivere, o forse sopravvivere. Ci provano tutti, ognuno a modo loro. C'è la poliziotta palesemente incinta che si sveglia all'alba mangiando le uova che il premuroso, e un po' tardo marito, le prepara, e si appresta a combattere il male, il freddo, la stanchezza, senza un gesto di rabbia e di protesta. Ha le nausee ma dice "per fortuna poi passano'. c'è il genero di un ricco uomo d'affari cui è affidato il reparto vendite in una concessionaria ma non è contento del suo lavoro, quindi distoglie cifre importanti per improbabili affari o chissà quali altri misfatti (gioco? donne? Il film non ce lo dice).
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Come declinare la "normalità" o forse sarebbe meglio dire la "mediocrità". In una Provincia dura e ostile dove la neve ricopre tutto in paesaggi spettrali e bellissimi, non è facile vivere, o forse sopravvivere. Ci provano tutti, ognuno a modo loro. C'è la poliziotta palesemente incinta che si sveglia all'alba mangiando le uova che il premuroso, e un po' tardo marito, le prepara, e si appresta a combattere il male, il freddo, la stanchezza, senza un gesto di rabbia e di protesta. Ha le nausee ma dice "per fortuna poi passano'. c'è il genero di un ricco uomo d'affari cui è affidato il reparto vendite in una concessionaria ma non è contento del suo lavoro, quindi distoglie cifre importanti per improbabili affari o chissà quali altri misfatti (gioco? donne? Il film non ce lo dice). Sta di fatto che come ultima ratio per restituire una consistente somma di denaro a una finanziaria organizza il rapimento della moglie per ottenere un l'auto ricatto dal suocero. Assolda due improbabili criminali che trasformeranno il finto rapimento in un disastro totale. In tutto ciò si respira continuamente l'aria della mediocrità e dell'improvvisazione. Tutti gli interpreti del film sono persone semplici e a volte frustrate che vivono la loro semplicità in maniera molto diversa. Qualcuno la declina al male, altri (la poliziotta, il marito, gli altri agenti) al bene, che pur essendo un "piccolo" bene dimostra come si possa, con lo stesso materiale e con lo stesso q.i. non eccelso arrivare a risultati diversissimi. La poliziotta incinta segue tenace la pista anche se non brilla di intuizioni o acume. È il suo senso del dover fare le cose, e farle bene, con cura. Significativa la frase che ripete spesso "sa, ho un bel peso da portare" alludendo al pancione, ma anche a ciò che il lavoro le riserva. E alla fine vince lei, anche se non riesce ad evitare la tragedia, e si dispiace, quasi, per il fatto che il criminale superstite, non capisca l'illogicita di quel che ha fatto "per poche banconote, in un giorno così bello'. Anche lei ha una vita semplice e dura, ma la accetta con serenità, vuole bene (non ama) il marito un po' tontolone che passa il tempo a disegnare alzavole e farle da mangiare. Forse il segreto è proprio questo, accettare con grazia ciò che la vita ci propone, apprezzando la bellezza delle piccole cose. Ancora due mesi, ha detto il marito abbracciandola alla fine. Ancora due mesi. Ha ripetuto lei. E in quei "ancora due mesi" si percepiva tutta la gioiadi ciò che gli aspettava.
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cinephilo
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mercoledì 21 novembre 2018
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tanta roba
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Filmone dei Coen. Deve piacere il genere ma è senza dubbio, insieme a Chinatown, il re dei Noir. Puro umorismo nero con quel pizzico di violenza coheniana in più (anche un po' eccessiva) che caratterizza quasi ogni film dei fratelli. Facile seguirlo con interesse e entusiasmo da cima a fondo. Un vero cult.
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rmarci05
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domenica 11 novembre 2018
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i coen riflettono sulla stupidità della violenza
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Fargo è forse il film dei fratelli Coen che rispecchia meglio il loro modo di fare cinema: si presenta come un intrigo complesso e insensato, dove tutto va come non dovrebbe andare, contornato da personaggi apparentemente stupidi e surreali, ma, se analizziamo bene questo film nei geniali e graffianti dialoghi, nel magistrale intreccio delle vicende e nelle straordinarie performance degli attori, si scopre un'opera complessa e ricca di sfumature: sotto l'humor tipico della black comedy, Fargo è una denuncia diretta e feroce da parte dei due registi verso la stupidità della violenza nel mondo contemporaneo e alla società odierna, raffigurata (giustamente) come un continuo ed inutile intrigo alimentato dai soldi, ormai unico elemento importante, secondo i Coen, per molte persone; la frase detta dalla poliziotta nella scena finale "Nella vita c'è molto altro oltre a quattro biglietti di banca" è un inno contro l'ignoranza di molte persone, che perdono la capacità di comprendere quali sono le cose importanti della vita (inutile sottolineare la straordinaria interpretazione di F.
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Fargo è forse il film dei fratelli Coen che rispecchia meglio il loro modo di fare cinema: si presenta come un intrigo complesso e insensato, dove tutto va come non dovrebbe andare, contornato da personaggi apparentemente stupidi e surreali, ma, se analizziamo bene questo film nei geniali e graffianti dialoghi, nel magistrale intreccio delle vicende e nelle straordinarie performance degli attori, si scopre un'opera complessa e ricca di sfumature: sotto l'humor tipico della black comedy, Fargo è una denuncia diretta e feroce da parte dei due registi verso la stupidità della violenza nel mondo contemporaneo e alla società odierna, raffigurata (giustamente) come un continuo ed inutile intrigo alimentato dai soldi, ormai unico elemento importante, secondo i Coen, per molte persone; la frase detta dalla poliziotta nella scena finale "Nella vita c'è molto altro oltre a quattro biglietti di banca" è un inno contro l'ignoranza di molte persone, che perdono la capacità di comprendere quali sono le cose importanti della vita (inutile sottolineare la straordinaria interpretazione di F. McDormand). Nel film inoltre i Coen si interrogano sulla stupidità della violenza, generata da una causa insignificante in proporzione alla strage che è destinata a compiere. L'intrigo della storia (magistralmente gestito dal genio narrativo dei due registi) simboleggia un mondo delirante e quasi fuori controllo, ma che ha ancora qualche speranza grazie alle poche brave persone (la poliziotta). Al di là del contenuto, Fargo è un film coinvolgente, girato benissimo e con un'ottima colonna sonora, animato da dialoghi e situazioni irresistibili grazie ad una sceneggiatura sublime e recitato ancora meglio da tutti gli attori. Una cosa che mi piace di tutti i film dei Coen è la modesta durata (tra l'ora e mezza e l'ora e cinquanta) che permette allo spettatore di seguire bene il film, senza l'aggiunta di scene inutili. Un eccellente film da non perdere. 4 stelle su 5.
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biso 93
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mercoledì 16 novembre 2016
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fargo,buscemi,violenza,stupidità
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Questi prima citati, sono i quattro cardini di questo noir in salsa Coen. Fargo e' un film del 1996, scritto e diretto dai fratelli Coen ed interpretato tra gli altri da William H.Macy, Francis Mcdormand, Steve Buscemi e Peter Stornare. Fargo e' un noir tratto da eventi realmente accaduti, velato della solita ironia sottile e nera dei registi, i quali grazie a Fargo ottennero fama e oscar. Fargo non e' solo condito di ironia ma ciò che lo contraddistingue sono le improvvise scene di forte violenza, inaspettate e cruente. Le interpretazioni degli attori sono eccellenti, e i personaggi sono tutti approfonditi e ben caratterizzati. Ottima la regia, cosi come la sceneggiatura poiché' il film scorre rimanendo sempre sul pezzo.
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Questi prima citati, sono i quattro cardini di questo noir in salsa Coen. Fargo e' un film del 1996, scritto e diretto dai fratelli Coen ed interpretato tra gli altri da William H.Macy, Francis Mcdormand, Steve Buscemi e Peter Stornare. Fargo e' un noir tratto da eventi realmente accaduti, velato della solita ironia sottile e nera dei registi, i quali grazie a Fargo ottennero fama e oscar. Fargo non e' solo condito di ironia ma ciò che lo contraddistingue sono le improvvise scene di forte violenza, inaspettate e cruente. Le interpretazioni degli attori sono eccellenti, e i personaggi sono tutti approfonditi e ben caratterizzati. Ottima la regia, cosi come la sceneggiatura poiché' il film scorre rimanendo sempre sul pezzo. Gli avvenimenti che qui vengono raccontati sono tragici e assurdi ed è proprio questo a rendere il tutto piuttosto malinconico. Nessuno sarà mai padrone del proprio destino e nessuno avrà' mai la possibilità di controllare il flusso degli eventi. Almeno secondo i Coen. Vivamente consigliato!!
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alexmanfrex
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lunedì 11 luglio 2016
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innovazione nella normalità
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Ho sempre sentito parlare tanto di questo film in ambiente cinefilo.
Convinto dalla curiosità, mi sono deciso a vederlo.
Si sente pesante la mano del cinema dei fratelli Coen, che vogliono raccontare di una storia drammatica ma volutamente surreale e a tratti comica. Non c'è il mistero e l'atmosfera dei film di Hitchock, ma ci sono le location e alcuni topos: il rapimento inscenato, i desolati spazi della provincia americana, la noiosa normalità che si fa thrilling ... Solo che tutto avviene in maniera grottesca e farsesca !!
A partire dagli intenti di Jerry: impegato medio nella concessionaria del ricco e ingombrante suocero, che lo tiene lì solo perchè marito di sua figlia, disposto a fornire alla famigliola il giusto necessario per vivere e condurre una vita dignitosa, senza ulteriori pretese.
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Ho sempre sentito parlare tanto di questo film in ambiente cinefilo.
Convinto dalla curiosità, mi sono deciso a vederlo.
Si sente pesante la mano del cinema dei fratelli Coen, che vogliono raccontare di una storia drammatica ma volutamente surreale e a tratti comica. Non c'è il mistero e l'atmosfera dei film di Hitchock, ma ci sono le location e alcuni topos: il rapimento inscenato, i desolati spazi della provincia americana, la noiosa normalità che si fa thrilling ... Solo che tutto avviene in maniera grottesca e farsesca !!
A partire dagli intenti di Jerry: impegato medio nella concessionaria del ricco e ingombrante suocero, che lo tiene lì solo perchè marito di sua figlia, disposto a fornire alla famigliola il giusto necessario per vivere e condurre una vita dignitosa, senza ulteriori pretese. Una frustrazione che lo porta a inscenare il rapimento della moglie per poter racimolare i soldi necessari a coprire improbabili investimenti già avviati ...
E come da stile Coen, ecco entrare in scena la strana coppia di mediocri balordi senza scrupoli, capace di complicare ulteriormente le cose. C'è il chiacchierone e furbacchione, c'è lo psicopatico asociale ...
Insomma, questo film per molti ha rappresentato un qualcosa di innovativo: il segreto dei Coen è quello di tirare fuori questa innovazione da vicende e personaggi semplici, da schemi tutto sommato già ben consolidati.
E proprio il trionfo finale della normalità ne è il tema principale: chi cerca di scostarsi un po'dal normale scorrere di un'esistenza già segnata, finisce solo per combinare guai, o finire in prigione o peggio morire !!
Un trionfo dell'assurdo che viene messo a posto dalla normalissima Marge, poliziotto di periferia, che vince su tutto con la sua sconvolgente serenità, tutta racchiusa in un paio di occhioni grandi così (sufficienti a fane vincere un Oscar però !!).
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aabbaa
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mercoledì 4 maggio 2016
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capolavoro in tutto e per tutto
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Capolavoro da vedere e rivedere firmato Coen.
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stephcurry30
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lunedì 22 febbraio 2016
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buon film ma non un capolavoro
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L'idea di base del film è ottima, così come l'ambientazione e i personaggi surreali, peró i Coen hanno secondo me una pecca che si ripete costantemente ed è la sceneggiatura. Insomma bel film, ma non ti prende a tal punto da catturare la tua curiosità (finale abbastanza scontato) e si sarebbe potuto lavorare di più sui dialoghi perchè i personaggi surreali, goffi e diciamo anche discretamente antipatici sono la parte più importante del film.
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gino64
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lunedì 11 gennaio 2016
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capolavoro dei fratelli coen
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Trama riportata da mymovies: "Jerry Lundegaard gestisce una concessionaria d'auto e ha un impellente bisogno di denaro liquido. Escogita il rapimento della moglie per ottenere un cospicuo riscatto dal suocero ostile". Già da qui si capisce che è un film dei due fratelli di Minneapolis. Fargo è infatti la storia di un perdente (Jerry) che per dare una svolta alla propria vita prende una decisione irreversibile. Vicino al noir, è un film estremamente lineare che nella sua apparente semplicità nasconde una riflessione sull'insensatezza della violenza, come testimoniato da Marge (la poliziotta a cui viene affidato il caso, incinta, tra l'altro, di sette mesi).
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Trama riportata da mymovies: "Jerry Lundegaard gestisce una concessionaria d'auto e ha un impellente bisogno di denaro liquido. Escogita il rapimento della moglie per ottenere un cospicuo riscatto dal suocero ostile". Già da qui si capisce che è un film dei due fratelli di Minneapolis. Fargo è infatti la storia di un perdente (Jerry) che per dare una svolta alla propria vita prende una decisione irreversibile. Vicino al noir, è un film estremamente lineare che nella sua apparente semplicità nasconde una riflessione sull'insensatezza della violenza, come testimoniato da Marge (la poliziotta a cui viene affidato il caso, incinta, tra l'altro, di sette mesi). Alla vicenda, inizialmente grottesca, poi tragica, si accompagna un humor nero che è il marchio di fabbrica dei fratelli Coen e che rende ancora più tragiche le vicende dei protagonisti. Fargo è, infatti, un compendio del cinema dei Coen: dalla fotografia gelida del fidato Roger Deakins, alla scenggiatura in bilico tra il tragico ed il comico, passando per la colonna sonora, diventata un classico, che ci accompagna tra le nevi del Minnesota.
Per quanto si possa discutere sui vari significati del film, forse, la chiave di lettura ci viene data prima dei titoli di testa. Il film, infatti, dice di essere tratto da una storia vera, e nonostante i Coen abbiano detto che eventi simili siano realmente accaduti, ma non in Minnesota, si è arrivati alla conclusione che sia tutto frutto dell'immaginazione dei due cineasti. Allora perchè dire di essersi basati su una storia vera? La risposta è molto semplice (per stessa ammissione dei Coen): senza questo questo escamotage la storia sarebbe risultata inverosimile. La verità è che la vita è molto più folle ed insensata di qualsiasi film ed è esattamente questo che i Coen vogliono trasmettere: la follia umana. D'altra parte, è proprio questa la riflessione di Marge, che alla fine del film diventa l'alter ego dei registi, i quali elogiano, invece, la normalità della vita. Fargo è quindi un inno alla normalità, messa in risalto dalla follia di un perdente, il quale si aggiunge alla galleria degli strambi e i falliti dei fratelli Coen.
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zeruel97
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giovedì 19 novembre 2015
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steve buscemi per fargo
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Solitamente steve buscemi si ritaglia ruoli marginali e spesso molto strani nei suoi film. In Fargo però la capacità esperssiva particolare dell'attore gli permetee in qualche modo di diventare il simbolo del film .Buscemi interpreta un criminale nevrotico sempre in agitazione e molto scapestrato che però risulta essere quella parte di comicità che i coen inseriscono in ogni loro film anche drammatico.
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