Bellissima

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Un film di Luchino Visconti. Con Anna Magnani, Walter Chiari, Gastone Renzelli, Tina Apicella, Tecla Scarano, Linda Sini.
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Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 113 min. - Italia 1951. MYMONETRO Bellissima * * * * - valutazione media: 4,03 su 15 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

il club delle megere di Luchino Visconti Valutazione 1 stelle su cinque

di il cinefilo


Feedback: 35069 | altri commenti e recensioni di il cinefilo
domenica 6 marzo 2011

Maddalena Cecconi vuole che la sua piccola figlia abbia un futuro nella cinematografia e perciò la trascina,letteralmente,a Cinecittà per il provino al cospetto di Alessandro Blasetti...è questa la trama di quello che,a mio giudizio,è uno dei peggiori film in assoluto del periodo neorealista e ,fino ad oggi,la più colossale delusione cinematografica della mia modesta esistenza.
L'obiettivo del regista L.Visconti e di cesare Zavattini(autore del soggetto)avrebbe dovuto essere quello di attaccare frontalmente i falsi miti del cinema e di coloro,i produttori,che fanno parte di quel mondo...e l'obiettivo sarebbe senz'altro nobilissimo...peccato per Visconti che,all'epoca e in tema di"falsi miti",egli non poteva avere il disonore di visionare quell'immondezzaio che oggi si chiama"televisione"e al cui confronto la presunta spietatezza di BELLISSIMA appare oggi come il delicatissimo cinguettio di un passerotto...peccato che il film non sia buono nemmeno in tal senso.
Mi aspettavo un operazione intensa e coinvolgente e per i primi cinque minuti di titoli di testa con,sullo sfondo,un orchestra all'completo ero ben disposto a crederci...poi mi sono dovuto ricredere dal momento in cui è ufficialmente entrata in scena Anna Magnani(che comunque era presente anche all'interno dell'orchestra)con la figlioletta...la bravura dell'attrice è innegabile ma vederla imprigionata in questo ruolo da madre perennemente isterica e deficiente che pur di vedere spiattellata la sua bambina sul grande schermo mi ha fatto una curiosa impressione...e poco c'è mancato che mi catapultassi all'indietro dalle risate per la completa imbecillità dell'immagine.
Il severo monito Viscontiano all'industria del cinema"made in Italy"sprofonda sotto un obbrobriosa e demenziale carrellata di stupide megere(nel vero senso della parola)che sembrano rappresentare,una per una,l'esatto opposto di quello che oggi ci viene propinato dalle televisioni,in maniera altrettanto ignobile e diseducativa,come l'immaginario della"donna sexy"e,peggio ancora,"donna oggetto".
La vicenda affonda a più riprese nel ridicolo involontario...così come quella stupida marmaglia di madri,zie e nonne alias le orripilanti megere che affollano gli studi di Cinecittà nella speranza di gettare le loro bambine in pasto all'avidità dei produttori e che qui,come fenomeno,non viene nemmeno spiegata bene e tutto a vantaggio di una Magnani arroccatasi nel suo apoplettico isterismo materno di bassa lega teso,per oltre novanta minuti di fila,solamente al futuro recitativo della bimba e rivisto adesso un personaggio simile fa soltanto ridere ancora prima di incutere pietà per la sua demenziale esistenza.
Si potrà legittimamente ribattere:"è una povera lavoratrice proletaria che desidera soltanto che la figlia abbia un futuro migliore e bisogna avere comprensione"e il ragionamento non farebbe una grinza se non fosse che la messa in scena appare talmente,sebbene velatamente,grottesca da rasentare l'insopportabilità.
Insopportabile come il personaggio di Walter Chiari,un povero smidollato...insopportabile come il piagnisteo finale della Magnani commovente e credibile quanto può esserlo Federico Moccia che tenta di riscrivere la divina commedia di Dante Alighieri...e,verso la fine,Visconti vorrebbe rendere evidente e palpabile la crudeltà etica del film con le apparizioni del regista(il regista Blasetti,nel ruolo di se stesso,è stato uno dei principali cineasti del ventennio fascista)e degni compari che,agli strilli piagnucolosi della piccola Cecconi nel provino,reagiscono con una sonora e interminabile risata sotto gli occhi attoniti dell'isterica protagonista.
In questa sequenza il regista vuol dire"guardate quanto sono spietati e crudeli questi alfieri immorali di Cinecittà"e la scena avrebbe potuto anche essere molto efficace se non fosse stato per i primi devastanti 90 minuti in cui l'unica cosa che mi sono dovuto sorbire è stata una sfilata di stupide mamme decerebrate e l'intera sequenza in cui W.Chiari tenta di abbordare la Magnani vicino al fiume di spaventosa inutilità.
Il vero cinema di questo grandissimo regista non ha nulla a che vedere con questo emerito club delle megere dove gli strilli pagliacceschi dello scontro tra Maddalena e Spartaco Cecconi simboleggiano la frenetica inutilità di questa falsa pietra miliare del nostro cinema.                   

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gabriella martedì 16 agosto 2011
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A presindere dal fatto che un film può piacere o meno nonostante i contenuti, mi sembra che le tue motivazioni a dissacrare il film di Visconti siano più per antipatia verso gli attori ( personaggi) che non un'analisi della vicenda. Maddalena è una donna del popolo, poco istruita, isterica e caciarona che si fa abbagliare da un sogno troppo grande; del resto è gente appena uscita da un conflitto mondiale, è lecito desiderare un futuro migliore per una vita che è stata troppo avara . E' anche una donna semplice, sempliciotta, rende di più l'idea) che le prende dal marito muratore e che ama il cinema ( come mi piace quell'attore, riferendosi a Burt Lancaster) ( Burt con la U).Quanto al personaggio di Annovazzi è si odioso, del resto è un trafficone uno che s'inventa un mestiere e che bazzica quel mondo. [+]

[+] rispetto e apprezzo la tua risposta (di il cinefilo)
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arthur29 domenica 23 ottobre 2011
l'ignoranza fatta critico
69%
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31%

Dalla tua recensione si capisce che di cinema tu...non capisci una mazza!Non dico altro...Ma si sa se uno fa il critico è perché non sa far altro ed è appunto capace sol di criticare senza cognizione di causa

[+] la tristezza fatta risposta(la tua) (di il cinefilo)
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kimkiduk martedì 18 dicembre 2012
anche io non condivido
86%
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14%

Che ci vuoi fare .... caro cinefilo. Meno male non si vede tutti uguali e non si ama tutti la stessa cosa.Per me è un capolavoro del REALISMO (NEO) e come tale è reale, quindi la Magnani è caciarona e urla per forza (non aveva nemmeno internet a quel tempo pensa).I personaggi mi sembrano vicini a quelli caciaroni di Pasolini, la Magnani è così anche lì (Mamma Roma e se critichi anche quello e Pasolini .......).Come vedo recitare Annarella anche con 25 chili di più, mi fa quasi piangere e pensando che ora Moccia fa la Divina Commedia e recita anche la Canalis, forse mi strappo anche i capelli, nel nome di un cinema perso tra cui metto anche questo capolavoro.Ah, a me il Gattopardo ed i film in costume mi sembrano finti . [+]

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