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romulos
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martedì 24 aprile 2012
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nostalgico è decisamente triste!
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Il mio commento non è particolarmente tenero per questo film. Per la verità parte benino, girato con cura, si guarda con piacere all'inizio, per sprofondare successivamente nella melanconia, nel rimpianto continuo del passato, di ciò che fù, di ciò che non c'è più. L'andamento nostalgico e l'epilogo decisamente drammatico, ti lasciano un senso di tristezza e di incopiutezza.
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chaoki21
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sabato 31 marzo 2012
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l'inutile cattiveria di chi racconta
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Come distruggere una cosa bella? La risposta la conoscono perfettamente la Luchetti e compagnia bella divertendosi a creare una fiaba che si divertono poi a imbrattare di inutile dolore e per lo più senza nessun motivo. La lezione era già stata imparata non c'era nessun bisogno di incattivirsi se non quella, evidentemente, di scrollarsi di dosso qualche rifiuto amoroso di troppo. Ho trovato questo film di una disonestà intellettuale micidiale oltre che evidentemente ingenuo. Altrimenti sarebbe bastato il coraggio di mantenere la promessa e restare una piccola favola, magari nemmeno poi tanto originale, ma con la sua sacrosanta dignità. Sono davvero dispiaciuto perchè avrei voluto scrivere di un film la cui semplicità è lo avesse reso elegante e piacevole.
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Come distruggere una cosa bella? La risposta la conoscono perfettamente la Luchetti e compagnia bella divertendosi a creare una fiaba che si divertono poi a imbrattare di inutile dolore e per lo più senza nessun motivo. La lezione era già stata imparata non c'era nessun bisogno di incattivirsi se non quella, evidentemente, di scrollarsi di dosso qualche rifiuto amoroso di troppo. Ho trovato questo film di una disonestà intellettuale micidiale oltre che evidentemente ingenuo. Altrimenti sarebbe bastato il coraggio di mantenere la promessa e restare una piccola favola, magari nemmeno poi tanto originale, ma con la sua sacrosanta dignità. Sono davvero dispiaciuto perchè avrei voluto scrivere di un film la cui semplicità è lo avesse reso elegante e piacevole. Invece mi tocca stare qua a psicanalizzare gli autori per giustificare la loro stupida cattiveria. (Antonello Ponzio)
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laaly
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sabato 14 gennaio 2012
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semplice e ben fatto
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I film che trasmettono emozioni sono quelli che vale la pena di vedere
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costantino mieli
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lunedì 11 luglio 2011
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sorprendente
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Sorprendente Opera prima dal respiro fresco e stravagante che crea un mondo poco riconducibile ai film italiani.
Personaggi rarefatti in bilico fra sogno e realtà che affrontano i sentimenti in maniera a volte buffa a volte commovente.
Comicità mai volgare ma raffinata legata spesso alla situazione che alla semplicistica battuta. Bella la fotografia che osa "saturazioni" aliene al cinema nostrano, divertenti i costumi e notevole la scenografia che riesce a creare un mondo unico nel negozio di modernariato Twinkled dove i personaggi si perdono e cercano un'identità.
La colonna sonora è notevole sia nei brani scelti che nella musica originale.
L'occhio registico è attento e alla ricerca di una estetica ben precisa.
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Sorprendente Opera prima dal respiro fresco e stravagante che crea un mondo poco riconducibile ai film italiani.
Personaggi rarefatti in bilico fra sogno e realtà che affrontano i sentimenti in maniera a volte buffa a volte commovente.
Comicità mai volgare ma raffinata legata spesso alla situazione che alla semplicistica battuta. Bella la fotografia che osa "saturazioni" aliene al cinema nostrano, divertenti i costumi e notevole la scenografia che riesce a creare un mondo unico nel negozio di modernariato Twinkled dove i personaggi si perdono e cercano un'identità.
La colonna sonora è notevole sia nei brani scelti che nella musica originale.
L'occhio registico è attento e alla ricerca di una estetica ben precisa. Il film possiede una freschezza che conquista e che fa superare quelli che possono esser i difetti tipici da opera prima.
Gli attori sono bravi soprattutto se si considera il difficile lavoro nell'interpretare personaggi che comunicano più con i piani di ascolto che con i soliti lunghissimi dialoghi a cui siamo purtroppo abituati dalla nostra tv e dal nostro cinema. La regia sperimenta in direzioni nuove e questo è gia di per se un gran pregio, cerca di raccontare un mondo che non c'è in bilico fra sogno e realtà e strappandoci un sorriso durante il percorso riesce a commuoverci nel finale, giocando con grazia con i nostri sentimenti.
Questo film riesce in cio che ogni buon film dovrebbe riuscire a fare: provoca un'emozione.
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ilpareredelpubblico
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domenica 26 giugno 2011
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ce n'era proprio bisogno?
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Filmetto da famigliole..scontato,monotono,per tutti,privo di significato..il cinema è pieno di film così e siamo un po' stufi..la sceneggiatura è banale non dice nulla senza pretese come si fa a fare un buon film senza una storia convincente?Per il resto il film non è male bella fotografia recitazione sufficiente ma nulla di nuovo il solito filmetto per staccare la spina ma assolutamente inutile risparmiatevi i soldi del noleggio x qualcos'altro 2/5
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astromelia
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giovedì 16 giugno 2011
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inutile e mal recitato
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insegnassero a sti attorini la dizione perfetta anzichè la cadenza da bar allo sport,monotoni e cantilenanti,eppoi io questi film senza mordente e un pò fantastici proprio non li capisco,vengo dalla visione post'ultima di una notte blu cobalto,ammappete che accoppiata,neanche in coppia riescono ad esaltarmi.....
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mario argenti
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venerdì 3 giugno 2011
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questo film mi ha sorpreso !
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Febbre da Fieno. Forse a causa della Locandina,o forse a causa di una mia miopia (e non solo mia...) che fa pensare che film i cui protagonisti sono dei ventenni siano tutti dei teen movies mi sembrava un prodotto poco adatto ad un quarantenne come me..... A causa di una strana tentazione ho messo mano al portafoglio e l' ho comperato in edicola pochi giorni fa. Faccio ammenda dei miei preconcetti e faccio i complimenti a regista cast e tecnici per aver realizzato un piccolo film, diverso,fresco,senza facili retoriche e girato sorprendentemente bene soprattutto se si considera il fatto che si tratta di un' Opera Prima. Le immagini e la forte ( e rischiosa) estetica restano negli occhi.
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Febbre da Fieno. Forse a causa della Locandina,o forse a causa di una mia miopia (e non solo mia...) che fa pensare che film i cui protagonisti sono dei ventenni siano tutti dei teen movies mi sembrava un prodotto poco adatto ad un quarantenne come me..... A causa di una strana tentazione ho messo mano al portafoglio e l' ho comperato in edicola pochi giorni fa. Faccio ammenda dei miei preconcetti e faccio i complimenti a regista cast e tecnici per aver realizzato un piccolo film, diverso,fresco,senza facili retoriche e girato sorprendentemente bene soprattutto se si considera il fatto che si tratta di un' Opera Prima. Le immagini e la forte ( e rischiosa) estetica restano negli occhi. La malinconia e quella sensazione di ineluttabilita' di certe sensazioni, restano nel cuore.
E' un film che consiglio ai miei amici, a spettatori di tutte le eta'. Dietro questo film che parla di sentimenti c'e' un punto di vista Forte,originale,diverso da molti film italiani che si svolgono in "una camera e cucina". E' un film che osa, osa parlare di sentimenti in un mondo in cui se non si fanno film politicamente impegnati non si meritano riconoscimenti. E questo film ne ha avuti parecchi (dopo averlo visto ho fatto le mie ricerche...) ma solo all'estero ed in particolare negli Stati Uniti dove ha vinto quattro premi ed e' stato selezionato in concorso ad una ventina di festival internazionali di un certo rilievo (tra gli altri Palm Beach, Los Angeles International, il Fantasporto, Cleveland e il leggendario Seattle International Film Festival) e perche' qui questo piccolo gioiellino di originalita' e' stato snobbato ? Sono un amante del cinema da tantissimi anni e penso che i film di tutti i tipi debbano emozionare e questo lo fa.
Certamente non e' privo di difetti, che lo rendono unico, come tutti i buoni debutti.
Auguro al team dietro questo film molta fortuna, hanno gettato ottime basi per un grande futuro, aiutiamoli pero' ad affinare i mezzi per esprimersi al meglio. Gia dal primo film si sente che c'e' molto da raccontare.
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franco asavasa
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lunedì 14 febbraio 2011
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"ma questo è un film francese?"
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Febbre da Fieno, film d'esordio di Laura Luchetti (già autrice del visionario episodio Indian Dream in Feisbum) è un'opera che si può inserire in un genere che gli inglesi definirebbero "dramedy", termine che racchiude l'unione tra il sorriso e lacrima, tra il divertimento e un pensiero finale quando si esce dal cinema. Ed è proprio questa la forza del film, la sua capacità di farti uscire dalla sala con nella mente i personaggi, il negozio e quello che accade. Questo succede quando si trattano temi importanti, in questo caso l'amore e le possibilità nella vita, con un'enorme apertura mentale senza implodere nella solita italietta mafiosa, berlusconiana, sessantottina o da crisi economica ma esplodendo verso qualcosa di più grande e, a mio modesto parere, interessante.
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Febbre da Fieno, film d'esordio di Laura Luchetti (già autrice del visionario episodio Indian Dream in Feisbum) è un'opera che si può inserire in un genere che gli inglesi definirebbero "dramedy", termine che racchiude l'unione tra il sorriso e lacrima, tra il divertimento e un pensiero finale quando si esce dal cinema. Ed è proprio questa la forza del film, la sua capacità di farti uscire dalla sala con nella mente i personaggi, il negozio e quello che accade. Questo succede quando si trattano temi importanti, in questo caso l'amore e le possibilità nella vita, con un'enorme apertura mentale senza implodere nella solita italietta mafiosa, berlusconiana, sessantottina o da crisi economica ma esplodendo verso qualcosa di più grande e, a mio modesto parere, interessante.
Il tutto è ripreso da una regia intensa, piena di dettagli curati, di costumi e scenografie con un preciso indirizzo (a volte troppo colorati ma l'amore è colore, no?), da una fotografia molto bella. La storia ti prende dal ventesimo minuto in poi, ma concediamo alla Luchetti questo errore di gioventù. Bravi gli attori principali, standing ovation per Mauro Ursella, e i clienti del negozio, grande Pietro Ragusa, caratterista di razza.
Una coppia di quarantenni, di fronte alla locandina del film in un multiplex (come dice la Dell'Olio "Vergogna alla Disney per questo piazzamento, non si tratta così il cinema italiano", ndr): "Ma questo è un film francese?". In questo definirlo francese credo ci sia l'essenza Febbre da Fieno: è un film diverso, che prova finalmente a portare lo spettatore in un mondo nuovo e diverso, con un gusto internazionale piuttosto che italiocentrico. Se il nostro cinema vuole diventare nuovamente esportabile, deve tornare a raccontare le proprie storie con una spinta nuova. Gli errori si commettono, le ingenuità pure, ma finchè non ci si prova non si riuscirà mai.
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(di ilpareredelpubblico)
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manfredi 4ever
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lunedì 7 febbraio 2011
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film semplice ma delizioso...
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Matteo, ragazzo che lavora in un negozio di modernariato, non riesce a dimenticare un amore che lo ha ferito.
Il negozio in cui lavora necessita di aiuti per uscire dalla crisi dovuto alla disorganizzazione del proprietario.
A ridare luce al negozio ci pensa Camilla, la quale tenta anche di conquistare Matteo però troppo preso dal ricordo della precedente storia ma la presenza di questa ragazza sarà ogni giorno sempre più importante.
Una favola e non la solita commediola sentimentale...un film privo di volgarità da consigliare a tutte le famiglie anche se a causa di una distribuzione davvero povera nelle sale italiane non tutte le famiglie avranno la possibilità di vederlo !!!!
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