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francesco2
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venerdì 11 novembre 2011
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non indispensabile
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Negli ultimissimi anni, sono state diverse le pellicole che Hollywood ha dedicato al tema delle guerre "Altre", quelle che inseguono un nemico (Sino a poco tempo fa) non geograficamente localizzabile, tra il cosiddetto "Asse del bene" (L'Occidente cristiano e democratico, che mai come in questo film risulta non essere né l'uno nè l'altro), e quello "Del male (Quello islamico, anti-democratico, che costituirebbe un pericolo per la nostra civiltà).
"Syriana", con risultati estremamente diseguali, cercava di palesare -Ma non troppo, essendo cinema di spionaggio(!)- la (con) fusione tra la dimensione privata e quella pubblica, affidandosi a un non ineccepibile George Clooney. Il non indimenticabile ma forse più compatto "Green Zone" cercava un taglio un pò diverso, soffermandosi decisamente di meno sulla dimensione privata del protagonista.
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Negli ultimissimi anni, sono state diverse le pellicole che Hollywood ha dedicato al tema delle guerre "Altre", quelle che inseguono un nemico (Sino a poco tempo fa) non geograficamente localizzabile, tra il cosiddetto "Asse del bene" (L'Occidente cristiano e democratico, che mai come in questo film risulta non essere né l'uno nè l'altro), e quello "Del male (Quello islamico, anti-democratico, che costituirebbe un pericolo per la nostra civiltà).
"Syriana", con risultati estremamente diseguali, cercava di palesare -Ma non troppo, essendo cinema di spionaggio(!)- la (con) fusione tra la dimensione privata e quella pubblica, affidandosi a un non ineccepibile George Clooney. Il non indimenticabile ma forse più compatto "Green Zone" cercava un taglio un pò diverso, soffermandosi decisamente di meno sulla dimensione privata del protagonista.
Dei tre film -Tralasciando il bellisimo "The Hurt Locker"- quello di cui stiamo per parlare, secondo chi scrive, è il meno riuscito. L'attenzione viene , anche o soprattutto qui, focalizzata sul confine tra dimensione privata e pubblica. In realtà però argomenti come conflitto tra l'etica teorica e quella verso lo Stato -Riferendosi al trattamento riservato agli scienziati- vengono praticamente accennati, lasciando il sospetto di una retorica di fondo sull'-Autentica- ingiustizia del potere. Generi come la "Spy-stiry" e la denuncia sembrano confusi, molto più che amalgamati. E quello che vorrebbe apparire il paradosso di fondo -Lo Stato che perseguita il cittadino leale e "probo", anziché premiarlo- viene (rac)colto in situazioni troppo spesso banali, come la giornalista che aggredisce Penn al ristorante o le telefonate ricevute dalla Watts.
A proposito di Penn: non dubito molto che sia un attore eccellente, ma forse dovrebbe fare attenzione a non imitare gente come i nostri Castellitto E Proietti, che nella loro -Credo- grandezza finiscono per riprodurla sempre, quasi a scapito del personaggio. La Watts migliora man mano che il film procede, ma non è detto ciò sia sufficiente.
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erixon
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mercoledì 9 novembre 2011
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un film scomodo
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Interessante documentario. Ben Fatto. Non c'è da aspettarsi colpi di scena precotti o tempi sali-scendi da seneggiatura hollywoodiana: rappresenta puramente la versione dei fatti, la realtà. Per chi desidera più azione e contenuti simili, consiglio il "Codice Swordfish", prodotto e interpretato da John Travolta. Fair Game è un altro film per dire "Non credete alla TV. Non credete ai giornali. Non credete ai media". Per chi volesse capire perché un capo di stato si trova costretto a collaborare col Male, consiglio di ascoltare attentamente il monologo di Andreotti ne "Il divo" di Sorrentino. Voto 5 stelle per il gesto anti-televisivo.
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Interessante documentario. Ben Fatto. Non c'è da aspettarsi colpi di scena precotti o tempi sali-scendi da seneggiatura hollywoodiana: rappresenta puramente la versione dei fatti, la realtà. Per chi desidera più azione e contenuti simili, consiglio il "Codice Swordfish", prodotto e interpretato da John Travolta. Fair Game è un altro film per dire "Non credete alla TV. Non credete ai giornali. Non credete ai media". Per chi volesse capire perché un capo di stato si trova costretto a collaborare col Male, consiglio di ascoltare attentamente il monologo di Andreotti ne "Il divo" di Sorrentino. Voto 5 stelle per il gesto anti-televisivo.
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dadobillo
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domenica 21 agosto 2011
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perché' sotto silenzio ?
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Strana stroncatura critica per un film che ha molti pregi,pochi difetti e soprattutto fa conoscere una vicenda poco nota ed esemplare.E pensare che credevo in fondo giusto l'intervento.Dopo questo film me ne vergogno.
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dadobillo
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domenica 21 agosto 2011
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perche' sotto silenzio?
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Il film ha pregi ,molti,e difetti,pochi.Ma quello che sorprende e' che sia passato nel silenzio e con una sostanziale stroncatura.un gran film degno di altri che hanno fatto storia e progresso dell'occidente.aggiungo solo che ero favorevole all'intervento e dopo il film me ne vergogno
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liuk©
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martedì 12 aprile 2011
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piatto
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Film non particolarmente emozionante, piuttosto piatto e a tratti scontato come spesso accade alle storie vere. Bravina la Watts, sottotono Penn.
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(di erixon)
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ipno74
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venerdì 25 marzo 2011
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una piccola scusa per fare la guerra
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Il film è girato molto bene, e sean penn diventa sempre più bravo.
Finalmente un film che richiede un pò di concentrazione per seguirlo.
La storia che l'iraq avesse armi nucleari ma non era vero la sappiamo, il problema è stato dopo la guerra, i complotti per difendere le cazzate che fece la casa bianca.
Tratto da una storia vera, la vicenda si snocciola di fronte a noi con un pò di difficoltà in quanto la nostra attenzione è messa alla prova, ma vi assicuro che se ci riuscite, il film si segue in modo molto tranquillo.
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angelo umana
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giovedì 4 novembre 2010
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americanata
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Film per pentirsi di andare al cinema. Ottima l'idea che stava dietro al film, tratto da fatti veri, le famose armi inesistenti di distruzione di massa che Bush e Blair denunciarono per invadere l'Iraq. Però che mezzucci da thriller usati, come i rumori e le voci a tutto volume di una scena successiva che spuntano prima ancora che la scena precedente sia dissolta (della serie "ora vedrete cosa succede"), che intelligenti questi agenti CIA con le loro dichiarazioni a raffica, stai pensando al significato di una frase mentre ne sparano subito un'altra, proprio come le battute "sottili" (?) recitate una dopo l'altra di Woody Allen, americanate.
Faccia intelligente quella di Sean Penn ma su un'interpretazione da scordare presto, inespressiva quella di Naomi Watts, ma forse è il suo sedere ad esprimere di più, nella prima scena quando la sua gonna sembra voler scoppiare (non c'entra, appunto).
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renato volpone
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domenica 31 ottobre 2010
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assolutamente da vedere
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visto il trailer ero molto indeciso se andarlo vedere, poi mi è capitata l'occasione. Il film parte un po' lento con immagini un po' sfocate, poi piano piano cresce la tensione e il racconto diventa molto interessante, decisamente coinvolgente e convincente. Ottimi gli attori. Ho visto il film in lingua originale e consiglio di vederlo in tal modo per non perdere la tensione recitativa degli interpreti. Applauso in sala al termine della proiezione
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ostoale
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mercoledì 27 ottobre 2010
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sean penn è veramente bravo
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Sean Penn e Naomi Watts recitano con grande intensità e maestria.storia avvincente.per me è un si.
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fefo95
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lunedì 25 ottobre 2010
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da action a thriller politico!
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dilm molto interessante per il creatore di Jason Bourne, un film che a mio parere coinvolge molto, coppia perfetta per i finti coniugi Watts e Pean che recitano perfettamente la loro parte soprattutto quella della Watts. Questo film non è per niente banale, un film molto complesso che a mio parere il regista Doug Liman (Jumper) e lo ha superato alla grande. A me è piaciuto moltissimo 8/10!
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