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julien sorel
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martedì 9 febbraio 2010
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questa l'avevo già sentita
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Oramai è consuetudine, sciorinare esultanti apprezzamenti e innalzare scadenti pellicole a glorie immeritate. Troppo spesso, soprattutto quando si parla di horror, le lobby del mercato cinematografico anticipano e illustrano cose ben lontane dalla realtà oggettiva. Si sa come funzionano le mode, basta far credere a tutti che una cosa sia così, perchè tutti a loro volta ci credano veramente. Il film ha spopolato in America? Conosciamo il pubblico americano, attratto più dal fenomeno che dallo spessore, immemore di altre storie simili, ma ben presto dimenticate. Perchè quello che si vede in questo film è melenso e prevedibile, nulla di innovativo, storie già viste e riviste. L'orrore dovrebbe scaturire dall'immedesimazione dello spettatore, ma la parte dei due protagonisti è assai poco credibile, il realismo della vicenda ne intacca la qualità, rendendola noiosa e banale.
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Oramai è consuetudine, sciorinare esultanti apprezzamenti e innalzare scadenti pellicole a glorie immeritate. Troppo spesso, soprattutto quando si parla di horror, le lobby del mercato cinematografico anticipano e illustrano cose ben lontane dalla realtà oggettiva. Si sa come funzionano le mode, basta far credere a tutti che una cosa sia così, perchè tutti a loro volta ci credano veramente. Il film ha spopolato in America? Conosciamo il pubblico americano, attratto più dal fenomeno che dallo spessore, immemore di altre storie simili, ma ben presto dimenticate. Perchè quello che si vede in questo film è melenso e prevedibile, nulla di innovativo, storie già viste e riviste. L'orrore dovrebbe scaturire dall'immedesimazione dello spettatore, ma la parte dei due protagonisti è assai poco credibile, il realismo della vicenda ne intacca la qualità, rendendola noiosa e banale. Non basta la possessione e le scene shock, sappiamo già tutto. Dispiace pensare che prima e dopo questo film, troppo facilmente si sia gettato e si getterà il germe della curiosità negli animi fertili degli spettatori, affamati di sfide e prove di coraggio, capaci ogni volta di rimanere stupiti e scossi dinanzi a pellicole come questa. Sarà psicologia o istinto, il mercato comunque sa come muoversi e come annunciare ogni volta " ciò che nessuno aveva mai visto" . Dio benedica le menti deboli e le memorie brevi, avranno pensato questo i produttori e il regista. Ah, gli Americani!
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ricky1967
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sabato 13 febbraio 2010
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ci si spaventa con il nulla
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Con l'idea che i film girati in prima persona con la telecamera si faccia un successo è nato questa sottospecie di film di quinta serie, quando nei trailer lo hanno paragonato all'esorcista ho creduto subito che fosse un'esagerazione, vedendo il film ci si rende conto che pur di attrarti a questa bufala ci si inventano le peggiori panzane. Ebbene chi ha fatto questo paragone secondo me dell'esorcista non ha visto nemmeno il trailer. Inoltre il filone dei film girati con la telecamera ha secondo me un copione oramai scontato: muoiono tutti così poi qualcuno ritroverà i video girati facendolo diventare un caso. L'idea è stata geniale per blair witch project, è stato usato con sapienza in cloverfield, ma ad esempio in rec, già si dava per scontato l'esito finale del film.
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Con l'idea che i film girati in prima persona con la telecamera si faccia un successo è nato questa sottospecie di film di quinta serie, quando nei trailer lo hanno paragonato all'esorcista ho creduto subito che fosse un'esagerazione, vedendo il film ci si rende conto che pur di attrarti a questa bufala ci si inventano le peggiori panzane. Ebbene chi ha fatto questo paragone secondo me dell'esorcista non ha visto nemmeno il trailer. Inoltre il filone dei film girati con la telecamera ha secondo me un copione oramai scontato: muoiono tutti così poi qualcuno ritroverà i video girati facendolo diventare un caso. L'idea è stata geniale per blair witch project, è stato usato con sapienza in cloverfield, ma ad esempio in rec, già si dava per scontato l'esito finale del film...ebbene da come inizia e per come prosegue si capisce che il finale sarà il solito...Ma a parte gli scherzi: pensiemo per un attimo davvero se in una situazione di panico ed estremo terrore, qualsiasi persona la prima cosa che gli viene in mente è quella di azionare la videocamera? inoltre in un finale come quello di cloverfield dove viene completamente rasa al suolo la città tramite bombardamento....si salva la videocassetta dalle fiamme dopo l'esplosione? In questo ultimo patetico film poi dove la via d'uscita di casa è sempre li a portata di mano...questi due stolti rimangono li ad avere a che fare col demone cattivo?!??! Se un film così girato deve rispecchiare la realtà per essere credibile....ebbene questo è l'ultimo dei comportamenti che una normale persona terrebbe....
Insomma questo film (ha spaventato spielberg???)avrebbe causato malori e stati catatonici? Allora un film come l'esorcista o l'esorcismo di Emily Rose cosa dovrebbe provocare?
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ace87
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giovedì 18 febbraio 2010
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fenomeno paranormale
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Dopo tutta la campagna pubblicitaria che l’ha preceduto, ecco arrivare nelle nostre sale Paranormal Activity, horror che si vanta di aver terrorizzato l’America, prendendo spunto dall’ormai proclamato genere a “presa diretta” propiziato dal cult “The Blair Witch Project”. I paragoni con quest’ultimo arrivano a vagonate, forse per avere lo stesso effetto una nuova volta, forse per attirare più amanti del genere, o forse per eludere il tema toccato che può spaventare più della trama.
Con mio grande dispiacere i presunti iniziali punti di forza del film, appena esposti, sono i suoi punti deboli. Ecco arrivato a mio avviso un caso in cui veramente la troppa, in tutti i sensi, pubblicità e sponsorizzazione del lungometraggio, anche troppo lungo, rischia di far uscire la gente pagante dalla sala a metà film.
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Dopo tutta la campagna pubblicitaria che l’ha preceduto, ecco arrivare nelle nostre sale Paranormal Activity, horror che si vanta di aver terrorizzato l’America, prendendo spunto dall’ormai proclamato genere a “presa diretta” propiziato dal cult “The Blair Witch Project”. I paragoni con quest’ultimo arrivano a vagonate, forse per avere lo stesso effetto una nuova volta, forse per attirare più amanti del genere, o forse per eludere il tema toccato che può spaventare più della trama.
Con mio grande dispiacere i presunti iniziali punti di forza del film, appena esposti, sono i suoi punti deboli. Ecco arrivato a mio avviso un caso in cui veramente la troppa, in tutti i sensi, pubblicità e sponsorizzazione del lungometraggio, anche troppo lungo, rischia di far uscire la gente pagante dalla sala a metà film. E non per la paura. Anche perché chi in questo film cercava la paura, rimane deluso perché è costantemente ed inesorabilmente accostata alla presenza di un Demonio. Già, proprio così, calca troppo su questo tasto. Il regista sembra dirci di non “giocare” con queste cose, di non sottovalutarle. Ma si permette di prendersi gioco di noi spettatori, propinandoci prima una porta che si sposta di 10 cm, poi una ragazza strappata dal suo letto, con nel bel mezzo, una tavola Wijah incendiata. In questo film si esagera, e si sceglie incredibilmente il metodo di regia più sbagliato per farlo, a mio avviso. L’Esorcista, ad esempio, inerente ai temi trattati, rimane un capolavoro di suspense proprio perché tratta con la giusta prospettiva lo svolgimento dei fatti. In altri esperimenti prima con Cloverfield, poi con Rec, l’eccessiva durata della batteria della telecamera portatile (perché di ciò si trattava), e del mantenimento emotivo e scenografico di alcune scene, hanno fatto perdere fiducia da parte mia al genere in sé, pur mostrando spunti più che interessanti. Ed anche nel film di Orren Peli questi spunti ci sono, ma, veramente, sono surclassati dall’ inverosimile di certe situazioni. Se vuoi fare un documentario, non puoi raccontare una storia lineare. Special modo per gli horror “live”. E con l’inserire scene prese di qua e di la, per fornire una ragione, si finisce per perdere il filo che nemmeno dovrebbe esistere. L’irrazionalità deve rimanere costante in questa tipologia di film. Lasciamo stare, per favore, i paragoni con la Strega di Blair.
“Caro regista, la prossima volta evita tutta questa propaganda pubblicitaria, se non chiarisci un po’ prima le tue, seppur preziose, idee. E, se toccando questi temi, volevi lanciare il messaggio di qualche riga sopra, non commettere l’errore del tuo stesso protagonista Micah. La vera Paura, è qualcos’altro.”
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kalvin87
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lunedì 15 febbraio 2010
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il film che ha terrorizzato steven spielberg?
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Se ha terrorizzato Steven Spielberg e l'America mi chiedo perchè mai non dovrebbe terrorizzare un po' tutti?
In realtà scopro la risposta non appena vengono proposti i primi momenti di suspence (che suspence appunto non è). Tutto sommato il film è ben confezionato; particolare (ma non creativo) il fatto che sia tutto ripreso da una videocamera amatoriale, astuta l'idea di seguire passo a passo l'evolversi delle manifestazioni demoniache e quindi di rendere lo spettatore partecipe e angosciato al pari degli attori, se non fosse per il fatto che manca di imprevedibilità. Tutte le scene in cui avviene qualcosa di paranormale sono (purtroppo) precedute da un timer che rallenta o da un suono di sottofondo diverso che preannuncia l'evento inspiegabile.
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Se ha terrorizzato Steven Spielberg e l'America mi chiedo perchè mai non dovrebbe terrorizzare un po' tutti?
In realtà scopro la risposta non appena vengono proposti i primi momenti di suspence (che suspence appunto non è). Tutto sommato il film è ben confezionato; particolare (ma non creativo) il fatto che sia tutto ripreso da una videocamera amatoriale, astuta l'idea di seguire passo a passo l'evolversi delle manifestazioni demoniache e quindi di rendere lo spettatore partecipe e angosciato al pari degli attori, se non fosse per il fatto che manca di imprevedibilità. Tutte le scene in cui avviene qualcosa di paranormale sono (purtroppo) precedute da un timer che rallenta o da un suono di sottofondo diverso che preannuncia l'evento inspiegabile. Ne viene da sé che l'unico motivo di angoscia e di ansia per lo spettatore è il non sapere come agirà il demone, non di certo quando. Un po' come quando ti aspetti che ti facciano uno scherzo e si rovina l'effetto sorpresa o come qualcuno che ti fa "BUH!" ancora prima di spaventarti.
Le locandine recitano "non riuscirete più a dormire" ma la verità è che purtroppo questo non è tra quei film che ti lasciano un senso di smarrimento e di paura da quando esci dalla sala del cinema fino a quando torni a casa e ti metti a letto: lo smarrimento non c'è proprio e la paura è limitata a quelle poche scene in cui il demone si manifesta.
Mi azzardo anche a dire che il finale è un po' deludente, forse meglio quello originale che quello proposto (sotto suggerimento di Spielberg?).
Voto: 5
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jimmylsanto
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domenica 22 agosto 2010
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spot della casa..
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di una ditta immobiliare + che un film horror... 2 miliardari che evidentemente non facendo niente tutto il giorno si trovano costretti ad inventarsi una storia per riuscire a vendere la casa per poter continuare a fare una vita oziosa... 3/4 camere con 2 bagni al piano superiore, mansarda (con dentro non si sà cosa.. giallo) tutto in parquet, soggiorno immenso (pare un loft) ampia cucina con isola.. aria condizionata, resede con piscina garage con 2 posti auto... cosa volete di più.. arredamento con bei divani in vera pelle nera e scermo gigante da 70". si evince che ormai sono a corto di liquidi dal fatto che il megascermo non venga mai acceso, la notte quando dei rumori terrifcanti!!! brr.
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di una ditta immobiliare + che un film horror... 2 miliardari che evidentemente non facendo niente tutto il giorno si trovano costretti ad inventarsi una storia per riuscire a vendere la casa per poter continuare a fare una vita oziosa... 3/4 camere con 2 bagni al piano superiore, mansarda (con dentro non si sà cosa.. giallo) tutto in parquet, soggiorno immenso (pare un loft) ampia cucina con isola.. aria condizionata, resede con piscina garage con 2 posti auto... cosa volete di più.. arredamento con bei divani in vera pelle nera e scermo gigante da 70". si evince che ormai sono a corto di liquidi dal fatto che il megascermo non venga mai acceso, la notte quando dei rumori terrifcanti!!! brr..che paura!!! li fanno scappare in soggiorno per vedere cosa c'e'.. neanche accendono le luci ma si limitano a (non)vedere con solo le luci della telecamera..
unica scena decente.. quella finale: per il resto la penso come il Rag. Fantozzi della Corrazzata Potiomkin o come si scrive!
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blanco
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giovedì 11 febbraio 2010
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una attesa (quasi) infinita. per raccogliere poche
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Pellicola dalle mille aspettative, mesi di annunci su ogni media, finalmente la sospirata visione.
Il film, per suo genere, deve essere paragonato a quel prodigio di "The Blair Witch Project", quindi ad un mostro sacro della ripresa in prima persona.
A prescindere comunque dal confronto, che impietoso fa rimpiangere la sopracitata pellicola del '99, Paranormal Activity non riesce nell' intento di creare paura allo stato puro, ma si limita ad artefatti sonori e visivi, rispettivamente accettabili i primi e quasi comici i secondi, che lasciano poco all' immaginazione.
Particolarmente imbarazzante la parte delle impronte in stile "animale da cortile" lasciate dalla presenza sul talco sparso sul pavimento.
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Pellicola dalle mille aspettative, mesi di annunci su ogni media, finalmente la sospirata visione.
Il film, per suo genere, deve essere paragonato a quel prodigio di "The Blair Witch Project", quindi ad un mostro sacro della ripresa in prima persona.
A prescindere comunque dal confronto, che impietoso fa rimpiangere la sopracitata pellicola del '99, Paranormal Activity non riesce nell' intento di creare paura allo stato puro, ma si limita ad artefatti sonori e visivi, rispettivamente accettabili i primi e quasi comici i secondi, che lasciano poco all' immaginazione.
Particolarmente imbarazzante la parte delle impronte in stile "animale da cortile" lasciate dalla presenza sul talco sparso sul pavimento.
Apprezzabile il senso di inquietudine che lascia allo spettatore la parte della protagonista in cui resta in piena notte per 2 ore in piedi davanti al letto fissando il marito, scena poi ripetuta e quindi forzata successivamente.
Dopo circa un' ora di visione ci si comincia a domandare se succederà mai qualcosa di terrificante, come promesso dagli abilissimi creatori dei trailer, ma nulla, o poco di ciò accade.
In definitiva, un grande plauso agli alchimisti del commercio che hanno trasformato in oro un semplice metallo, ovvero da un prodotto costato 15.000 dollari sono riusciti a tirarne fuori milioni.
Nessun plauso alle emozioni promesse e disattese dal film, che sulla scala graduata meriterebbe una stella e mezza.
Consigliato ai neofiti del genere, magari giovani e acerbi, sconsigliato ai puristi dell' horror, quelli per cui non bastano lampadari semoventi e porte sbattute per generare paura.
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horrorman
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lunedì 13 giugno 2011
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assolutamente...
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si è parlato tanto di questo film, le aspettative di assistere a un horror con i fiocchi sono svaniti in un lampo. la tensione iniziale, nata dalle aspettative sul film, sparisce in pochi minuti. la tensione rimane costante ma eccessivamente bassa. solo gli ultimi 5-10 minuti sono di discreto livello ma ciò non compensa la gran parte del film in cui regna la noia.
VOTO: 4
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the_end
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venerdì 12 febbraio 2010
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fa davvero paura?
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La trama è semplicissima: una ragazza è tormentata sin da piccola da fenomeni paranormali ed il ragazzo-patito-di-tecnologia con cui convive decide di filmare ogni cosa per fare luce sul mistero. Cos’è che rende questo horror così blasonato e così intrigante? Fa davvero così paura? Certamente si tratta di un film di successo: non occorrerà molto tempo affinché gli venga data l’etichetta “cult”. È un horror, il classico horror a budget ridotto: non ci troviamo, per intenderci (qualora ce ne fosse bisogno), davanti ad un capolavoro come Shining, in grado di riscrivere e ridefinire un genere. È tuttavia un film che adopera magistralmente gli studi e le teorie sulla suspense: il non visibile è più suggestivo del visibile e i long-take riescono bene ad aumentare l’immedesimazione spettatoriale; l’audio, poi, è fondamentalmente il fulcro da cui si diramano i suggestivi inviti ad immaginare.
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La trama è semplicissima: una ragazza è tormentata sin da piccola da fenomeni paranormali ed il ragazzo-patito-di-tecnologia con cui convive decide di filmare ogni cosa per fare luce sul mistero. Cos’è che rende questo horror così blasonato e così intrigante? Fa davvero così paura? Certamente si tratta di un film di successo: non occorrerà molto tempo affinché gli venga data l’etichetta “cult”. È un horror, il classico horror a budget ridotto: non ci troviamo, per intenderci (qualora ce ne fosse bisogno), davanti ad un capolavoro come Shining, in grado di riscrivere e ridefinire un genere. È tuttavia un film che adopera magistralmente gli studi e le teorie sulla suspense: il non visibile è più suggestivo del visibile e i long-take riescono bene ad aumentare l’immedesimazione spettatoriale; l’audio, poi, è fondamentalmente il fulcro da cui si diramano i suggestivi inviti ad immaginare. D’altro canto la scadente recitazione degli attori ed alcuni comportamenti dei personaggi (come – tra i tanti – quello di non accendere la luce in situazioni in cui chiunque l’avrebbe fatto) palesano la finzione facendo vacillare l’ostentato realismo. Ad ogni modo, si dimostra sicuramente vincente la tecnica adoperata del falso documentario che contribuisce in maniera decisiva a sostenere l’idea che ci si trovi davanti a qualcosa di realmente accaduto; questo stile decretò il successo di un altro cult da cui – chiaramente – Paranormal Activity trae ispirazione: The Blair witch project. In definitiva, cos’è che lo rende pauroso? Beh, probabilmente questa è una pellicola che riesce ad impressionare ancor più dell’altro citato film sulla strega poiché ruota intorno a temi più prossimi alla possibilità che alla mera probabilità. In sostanza, è capitato a chiunque di chiedersi “da dove arriva quel rumore” oppure “cos’era quell’ombra” e provare quella sensazione di tetro mistero. Personalmente, credo sia più efficace come esempio di potere della curiosità e del passaparola che come horror. Valutazione sopra la media del genere e decisamente sotto la media generale. Comunque c'è chi lo trova davvero terrificante! A proposito, un consiglio: se siete ossessionati da strane presenze, da oscuri misteri, o se avete paura del buio, fareste meglio a scegliere un altro film.
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lorenzo romano
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giovedì 1 dicembre 2011
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quando i mostri non si vedono...
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... Non c'è modo di affrontarli. Tuttavia, Katie (Katie Featherston) e Micah (Micah Sloat) non la pensano in questo modo ed armati di una telecamera con visore notturno si accingono ad affrontarlo, in un'epopea composta da sinistri rumori ed invisibili presenze. Paranormal Activity si presenta, quindi, come uno dei tanti prodotti cinematografici americani sui fantasmi. La linearità del film viene solo in parte spezzata da lugubri passi e scricchiolii provenienti dalle fondamenta della casa dei due protagonisti, teatro della tragedia. Tra urla e tensione sempre crescenti, la misteriosa entità non risparmierà colpi: danneggiamento delle fotografie della coppia, incubi, sussurri incomprensibili e tonfi sordi sono solo alcuni degli assi nella manica di questo sinistro nemico.
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... Non c'è modo di affrontarli. Tuttavia, Katie (Katie Featherston) e Micah (Micah Sloat) non la pensano in questo modo ed armati di una telecamera con visore notturno si accingono ad affrontarlo, in un'epopea composta da sinistri rumori ed invisibili presenze. Paranormal Activity si presenta, quindi, come uno dei tanti prodotti cinematografici americani sui fantasmi. La linearità del film viene solo in parte spezzata da lugubri passi e scricchiolii provenienti dalle fondamenta della casa dei due protagonisti, teatro della tragedia. Tra urla e tensione sempre crescenti, la misteriosa entità non risparmierà colpi: danneggiamento delle fotografie della coppia, incubi, sussurri incomprensibili e tonfi sordi sono solo alcuni degli assi nella manica di questo sinistro nemico. Con un intuibile finale a sorpresa, Paranormal Activity rimane un modesto film horror, in grado di strappare qualche urlo e far compiere qualche sobbalzo anche allo spettatore più impassibile. Effettivamente i due protagonisti non sono più riusciti a dormire.
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giu/da(g)
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lunedì 17 gennaio 2011
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la paura è semplice
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Paradossalmente quando si applica la targhetta di film horror "più spaventoso di tutti i tempi" si intuisce che la fregatura sia dietro l'angolo. Sebbene, appunto, questo Paranormal Activity sia stato lanciato sul mercato in tal modo da Spielberg è tuttavia un film apprezzabile per molti aspetti. Ripercorrendo la scia di The Blair Witch Project si attinge a piene mani dall'illusione della realtà attraverso la finta ingenuità del cineoperatore amatoriale, ma soprattutto nella comprensione che l'orrore è spesso più banale di quanto immaginiamo e che è ben distinto dalla repulsione o dallo schifo, che sono altra cosa.
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Paradossalmente quando si applica la targhetta di film horror "più spaventoso di tutti i tempi" si intuisce che la fregatura sia dietro l'angolo. Sebbene, appunto, questo Paranormal Activity sia stato lanciato sul mercato in tal modo da Spielberg è tuttavia un film apprezzabile per molti aspetti. Ripercorrendo la scia di The Blair Witch Project si attinge a piene mani dall'illusione della realtà attraverso la finta ingenuità del cineoperatore amatoriale, ma soprattutto nella comprensione che l'orrore è spesso più banale di quanto immaginiamo e che è ben distinto dalla repulsione o dallo schifo, che sono altra cosa. Infatti quello su cui si insiste è proprio l'ordinarietà: una coppia normale, una casa come tante, eppure la paura scaturisce da gesti semplici come un lampadario che oscilla da solo, la torcia puntata nel buio delle scale (che assieme al corridoio sono gli elementi più inquietanti di una casa), la paura di salire in soffitta, lunghissimi silenzi. Insomma la percezione di non essere sicuri nemmeno a casa propria. Il fatto poi che questo film low cost abbia spopolato dovrebbe far riflettere su cosa deve puntare il genere horror. Tuttavia a rovinarlo bastano alcune ingenuità di troppo, un uso smodato dell'effetto "amatoriale", una volontà eccessiva di rendere per forza la normalità fino sforare l'ovvietà ed una stereotipazione dei protagonisti: non si può non avere in odio il boyfriend macho Micah, la cui demenza rende estremamente piacevole la sua dipartita finale. Il successo ha spinta alla realizzazione di un sequel.
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