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L'estate del mio primo bacio
Un film di Carlo Virzì.
Con Gigio Alberti, Laura Morante, Andrea Renzi, Gabriella Belisario, Jacopo Petrini.
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Commedia,
durata 84 min.
- Italia 2006.
uscita giovedì 1 giugno 2006.
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![]() Opera prima di Carlo Virzì: recupero degli anni '80 poco efficace e coinvolgente emotivamente
Mattia Nicoletti
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Avere tredici anni
domenica 12 agosto 2007
di Anny Baggins
I miei tredici anni li ricordo benissimo... Ero bruttina, goffa e imbranata (e non è detto che non lo sia rimasta...). Anch'io sognavo un ragazzo più grande di me, che aveva il motorino e chissà quante ne aveva già baciate... Ma mai, mai e dico mai, neanche per un istante mi è saltato per la testa di raccontargli balle grandi come una casa pur di avvicinarmi a lui e scatenare così l'invidia delle amiche (detto per inciso, molto più belle di me)! Mai mi è venuto in mente che lui dovesse per forza continua » |
Quello ke penso io
sabato 28 luglio 2007
di stefania
sn stefy prima avevo scritto un piccolo commento perkè nn avevo visto questo file...ke scema....cmq quello ke volevo aggiungere è ke il ragazzo della piscina è orrendo e nn sa recitare....molto più fighi Antonello saporito e Giuseppe Siracusa...quelli si ke sn belli ...a proposito...com'è ke si kiamano??cmq ripetendo il mio commento precedente per ki nn l'avesse letto ho detto ke è un film stupendamenrte stupendo...anke se il bacio nn c'è stato...ki lo dice ke un bacio sognato debba diventare realtà...si continua » |
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| camilla | |
| "... perché tu, ragazzo povero, per me sei come un ragazzo normale" | |
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| camilla | |
| ti comunico ufficialmente che io quest'estate bacierò | |
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| Camilla (Gabriella Belisario) | |
| Ho soltanto 13 anni anche se ne dimostro di più con tutte le esperienze che ho avuto. | |
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DVD | L'estate del mio primo bacioUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 12 marzo 2008
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Il primo bacio non arriva mai nella stinta favoletta di Virzì II
di Massimo Bertarelli Il Giornale
Prima o poi ci provano tutti. In fondo per dirigere un film basta mettersi dietro la macchina da presa e tuonare ciak. L'ultimo dell'interminabile lista è il fratello d'arte Carlo Virzì, anche lui livornese, nato come cantante e musicista, tanto da comporre le colonne sonore di svariate pellicole del più famoso Paolo (Ovosodo, Baci e abbracci, My name is Tanino, Caterina va in città). Colto dalla smania di allargarsi ha dunque deciso di debuttare nella regia. Con un'operina fragile e risaputa, che sarebbe passata quasi inosservata se non fosse stato per quel cognome ingombrante. » |
di Michele Anselmi Ciak
A occhio, L'estate del mio primo bacio non sarà il nuovo Notte prima degli esami. L'esordiente Carlo Virzì, fratello di Paolo e musicista di talento, retrodata la storia al 1987, cioè di un lustro rispetto al romanzo Adelmo, torna da me di Teresa Ciabatti, per introdurre una serie di riferimenti cari: Dallas, le merendine, i Duran Duran e i Culture Club, i Fantic Motor, Mentana da giovane e via rimembrando. Sicché l'educazione sentimentale di Camilla, tredicenne romana ospite in villa all'Argentario è raccontata in una chiave di leggerezza nostalgica, con qualche punta di ironia sociale (da un lato i ricchi in vacanza annoiati e fresconi; dall'altro, la gente del posto, generosa e concreta). » |
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"L'estate del mio primo bacio" una tredicenne in cerca d'amore
di Roberto Nepoti La Repubblica
Dalla serie "Sapore di mare" in giù, ogni generazione ha diritto al suo filone adolescenzial-rétro, con cui esercitarsi nell'arte della nostalgia (che il poeta paragona alla custodia di un cimitero). Da un po' ci risiamo: vedi il fortunatissimo La notte prima degli esami e questo L'estate del mio primo bacio, debutto di Carlo Virzì, fratello minore di Paolo, ambientato - come l'altro - alla fine degli anni '80. La storiella, tratta da un romanzo di Teresa Ciabatti, racconta l'estate a Orbetello della tredicenne Camilla, petulante narratrice in voice-over dei fatti propri. » |
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
Il film di Virzì junior si riesce a vedere fino alla fine perché la protagonista è antipatica. Antipatica alla grande, cosa rara in un cinema dove gli sceneggiatori guardano i personaggi con occhi amorosi, reazione inevitabile quando uno parla del proprio ombelico, e degli amici del quartiere. Antipatica per il birignao, antipatica per le arie da femme fatale che si dà a tredici anni, antipatica perché come Laura Morante (sua madre nel film, indecisa tra gli psicofarmaci e la scrittura di un romanzo autobiografico, per curare l'ansia e le crisi di panico) ha già imparato a trattare la servitù con la condiscendenza di un'incallita radical chic. » |
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