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Spanglish - Quando in famiglia sono troppi a parlare
Un film di James L. Brooks.
Con Adam Sandler, Téa Leoni, Paz Vega, Cloris Leachman, Thomas Haden Church
Titolo originale Spanglish.
Commedia,
Ratings: Kids+13,
durata 130 min.
- USA 2005.
uscita venerdì 15 aprile 2005.
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![]() Un film sulle differenze culturali dall'intreccio poco fluido
Mattia Nicoletti
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Confuso
sabato 19 luglio 2008
di Carlo
mah... un film che finisce come comincia, i protagonisti passano due ore a parlare, parlare, parlare e alla fine, da tutto quello che dicono non apprendono nulla. I temi trattati sono a mio parere troppi da gestire anche i due ore di film e benche' si tiri alla lunga per poter fare chiarezza, non si arriva da nessuna parte e alla fine dopo due ore la situazione torna all'inizio con un nulla di fatto. L'unico messaggio utile e' a mio parere mostrare come facendo affidamento solo sul tempo i problemi continua » |
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DVD | Spanglish - Quando in famiglia sono troppi a parlareUscita in DVD
Disponibile on line da giovedì 27 ottobre 2005
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SOUNDTRACK | Spanglish - Quando in famiglia sono troppi a parlareLa colonna sonora del film
Disponibile on line da lunedì 7 febbraio 2005
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di Fabio Ferzetti Il Messaggero
In America c’è un regista che gira un film ogni sei-sette anni e ogni volta lascia il segno anche se pochi se ne accorgono perché non fa “arte”, non cerca lo stile, non lavora su materiali insoliti ma usa una forma vicinissima a uno dei gradini più bassi (e potenti) della cultura popolare: la sit-com. Parliamo di Albert L. Brooks, l’autore di Voglia di tenerezza , di Broadcast News, di Qualcosa è cambiato . Prima di darsi al cinema Brooks sfornava pietre miliari della tv, da Taxi fino ai Simpsons . » |
Una famiglia che sembra un reality
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Americani brava gente. Questo sembra, a tutta prima, il messaggio di Spanglish , dove la messicana Flor ( l’affascinante spagnola Paz Vega) trova impiego come colf presso una famiglia « bianca » di Los Angeles. Per la verità quando si presenta in casa Clasky la nuova cameriera non vede il vetro che la separa dai padroni e ci sbatte il naso; il che potrebbe essere una metafora dell’incomunicabilità e dei guai che ne derivano. Ma le cose non vanno poi tanto male proprio perché i datori di lavoro sono degne persone: Deborah ( Tea Leoni) parla a mitraglia e fa sesso ululando, ma non è cattiva; mentre a sua madre Evelyn ( Cloris Leachman) basta il bicchiere per non creare problemi. » |
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di Alessandra Levantesi La Stampa
Parlare «Spanglish», come recita il titolo del film di James L. Brooks, vuol dire esprimersi mezzo in spagnolo e mezzo in inglese; o, più esattamente, non riuscire a padroneggiare né l'una né l'altra lingua. E’il caso della messicana Flor (Paz Vega), in servizio presso la famiglia Clasky di Los Angeles: una situazione in cui tutti cercano di venirsi incontro l'un l'altro. Ma non è affatto facile: problemi di diplomazia domestica, fraintendimenti, buone intenzioni interpretate male, sensi di superiorità o inferiorità, attrazioni fatali da respingere o meno. » |
di Enrico Magrelli Film TV
James L. Brooks, per età ed evoluzione professionale, persegue, anche quando si limita a produrre, un cinema di tradizione (non è un aggettivo svalutativo: i ristoranti con una cucina tradizionale sono tra i migliori in assoluto) ben scritto, ben diretto e bene interpretato da cast costruiti, quasi sempre, con oculatezza. Esperto di voglie di tenerezze e di quei particolari (che non sono poi mai così irrilevanti) che rivelano che qualcosa è cambiato, in questo film entra con discrezione e idee chiare in una famiglia sbalestrata. » |
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