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Avevo pensato in realtà ad un altro titolo per questo post: Dal Kolossal al "Molossal": ma perché Nolan mi vuole togliere il ruolo di spettatore?
E vi spiegherei anche la ratio di questo mio sconcerto di seguito.
E che ci posso fare? Questa ennesima fantasmagoria cinematografica di Nolan proprio non mi va giù. L’odissea di Nolan può risultare indigesta ai puristi e a tutti quelli che aborrono i kolossal o, come dice qualcuno in senso dispregiativo, i "molossal" — un'orrenda crasi tra molosso e colossal per indicare “una gran cagnara di film”, o un "film da cani", se volete. Mi scuso con gli amanti dei cani per l’indebito accostamento (indebito per i cani ovviamente) Una volta si diceva: "Ammirate questo film in tutto lo strabiliante sfavillio del Cinemascope". Oggi si dovrebbe dire: "Rifatevi gli occhi con le mirabilie dell'IMAX". E già, perché se non si ha la possibilità di visionare quest'opera nelle sale in grado di proiettarla nel formato originale IMAX 70mm su pellicola, il film perde gran parte del suo fascino. Diciamo che in questo genere di "molossal" l'immagine prevale nettamente sui contenuti, ma per chi ama questo tipo di cinema sarà di sicuro una gran goduria. Trattandosi di "cinema" qualcuno dirà che è l'immagine a dover prevalere su tutto il resto. Non sono d'accordo o meglio l'immagine non deve prevalere ma dovrebbe essere al servizio dei contenuti semmai.
Si dice che la pellicola coinvolga lo spettatore fino a farlo sentire dentro le immagini, dentro lo schermo; insomma, lo spettatore è sempre meno spettatore e si ritrova quasi protagonista del film. Ma può davvero essere questo il futuro del cinema? La distinzione tra attori e spettatori cadrà inesorabilmente e saremo tutti dentro il film? L'abbattimento definitivo della quarta parete sembra ormai alle porte.
Ma è davvero auspicabile una simile prospettiva? E l'assottigliamento sempre più marcato tra rappresentazione e realtà, tra fantasia e vita vera, è davvero da salutare con così grande entusiasmo?
Nessun "cinema" potrà mai rendere perfettamente una storia scritta. Le trasposizioni cinematografiche di un libro ma di un opera scritta in generale, sono fatalmente deludenti, e l'odissea di Nolan non fa eccezione. Dell'Odissea ciascuno di noi si è già fatto il proprio film nella testa, e da un pezzo ormai.
Consiglio invece l'ultimo film di Uberto Pasolini sul tema (Itaca - Il ritorno), dove almeno si può continuare a essere spettatori di un film, l'esame di realtà resiste alla fascinazione di certa tecnologia e la nostra identità è ancora al sicuro.
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finmat92
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martedì 21 luglio 2026
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e quindi?
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Tutta sta pappardella solo per lamentarsi? ok.
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elhen
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martedì 21 luglio 2026
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interessante
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Concordo con quanto hai scritto. Anzi, ho trovato la tua riflessione molto equilibrata. Certe rispostacce si giustificano soltanto se hai i paraocchi o non ci hai capito granché. L''umanità è varia....
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lucio9597
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martedì 21 luglio 2026
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ulisse come bambino
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A me è piaciuto il contenuto, ho apprezzato la fatica mentale di Ulisse per tornare a casa dopo aver visto le conseguenze della sua astuzia, come se volesse espiare la colpa di essere stato scaltro, e mi ha dato l''impressione che mano a mano che il viaggio continuava abbia deciso volontariamente di non usare la sua migliore qualità per cercare di cambiare la sua personalità sino all''abbandono finale sulla zattera rinunciando definitivamente al controllo.
Per quanto riguarda invece l''immagine sono rimasto deluso dalle scelte di Nolan, scarse le scene del gorgo di cariddi e del mostro di scilla degne rispettivamente di un b-movie e di un fantasy mal fatto, completamente fuori contesto le armature dei Lestrigoni, imbarazzante il costume da pescivendola di Calipso, incomprensibile la scelta di far navigare gli achei con le armature, anche la forma del corpo e del viso di Polifemo mi sono sembrate fastidiose e nella stessa scena la mancanza del dialogo in cui Ulisse dice di chiamarsi Nessuno è a mio parere una grave mancanza che si spiegherebbe solo con la volontà del regista di far abbandonare l''uso dell''astuzia da parte dell''eroe.
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A me è piaciuto il contenuto, ho apprezzato la fatica mentale di Ulisse per tornare a casa dopo aver visto le conseguenze della sua astuzia, come se volesse espiare la colpa di essere stato scaltro, e mi ha dato l''impressione che mano a mano che il viaggio continuava abbia deciso volontariamente di non usare la sua migliore qualità per cercare di cambiare la sua personalità sino all''abbandono finale sulla zattera rinunciando definitivamente al controllo.
Per quanto riguarda invece l''immagine sono rimasto deluso dalle scelte di Nolan, scarse le scene del gorgo di cariddi e del mostro di scilla degne rispettivamente di un b-movie e di un fantasy mal fatto, completamente fuori contesto le armature dei Lestrigoni, imbarazzante il costume da pescivendola di Calipso, incomprensibile la scelta di far navigare gli achei con le armature, anche la forma del corpo e del viso di Polifemo mi sono sembrate fastidiose e nella stessa scena la mancanza del dialogo in cui Ulisse dice di chiamarsi Nessuno è a mio parere una grave mancanza che si spiegherebbe solo con la volontà del regista di far abbandonare l''uso dell''astuzia da parte dell''eroe.
Continuando con le assurdità vorrei citare fra le tante almeno l''incomprensibile goffaggine di Telemaco che prende costantemente lezioni di lotta con la spada nella prima parte del film e quando si trova in una stanza piena zeppa di armi tira una caraffa da un quarto litro di vino della casa sulla schiena del pretendente che sta facendo arrivare le armi agli altri pretendenti per ammazzare suo padre.
Dulcis in fundo la scena della vendetta di Ulisse/Bud Spencer che da solo ammazza un ottantina di pretendenti senza che questi riescano in alcun modo a sopraffarlo grazie al loro numero e questa volta non c''era neanche Terence Hill a dargli una mano ma quell''imbranato di suo figlio che se fosse nato a Sparta certamente non sarebbe sopravvissuto.
Bello il cavallo, l''Ade, la scena un pò splatter di Circe e anche Elena nera che mi ha fatto ridere.
Peccato Dennis avrebbe fatto almeno due o tre film per raccontare questa storia in modo credibile evitando le imprecisioni e contraddizioni che qui abbondano.
Molto bella l''idea che l''epilogo di questa guerra abbia cambiato per sempre il modo onorevole di combattere e sia stata quindi l''inizio di una nuova era di cui adesso tutte le persone che non ascoltano i mass media stanno vedendo i risultati.
Concludo con la interessante frase finale che mi è sembrata una previsione che si avvererà nel breve termine, questo racconto potrà essere solo tramandato a voce perchè in futuro nessuno ( con la ella minuscola) sarà più in grado di scrivere.
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