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Si dice di cose delle quali nessuno garantisce che esistano o che non esistano. Vi si indulge spesso ma con questo film evitate l'oziosità di chiedervi a che servano rinomati commedianti pure simpatici come Dustin Hoffman e Jean Reno.
Personaggi e interpreti. Uri, Lior Raz, anche nella vita dedito a punizioni, non faceva l'arbitro. Quello che convince di più, deve sentirlo, perfetto nel suo piglio criminal-manageriale: sfruttamento delle capacità altrui, intransigenza, e, quando ci vuole, crudeltà. Sapreste altrimenti far soldi veri?
Ruthie, un'Havana Rose Liu, formatasi a Brooklyn dove è nata, si dichiara pansessuale. Non è chiaro che voglia dire, propendo per una promiscuità arricchita da apporti multietnici ma non vorrei trarre conclusioni indebite. Per i Cinesi è del tutto ostico il concetto di libertà, sia pure dei propri costumi. Cercano un'armonia nel Tao, una disciplina intrinseca che per i vari accoppiamenti si rimette ad una saggezza millenaria, seguita in buona parte dell'Asia e penso dagli emigranti, la quale stabilisce le affinità secondo lo zodiace cinese, appunto.
Il belloccio Leo Woodall non ne avrebbe di bisogno ma è volenteroso, s'impegna. Con alterne fortune, il sergente Howie Triest prese botte ma passò quasi inosservato. Norimberga aveva altro per la testa. Al piano, la figlioletta dei Goering si cimentò in un Notturno di Chopin. Ecco, forse di cosa intende occuparsi il film, di pianoforti, di come trattarli, di come essere all'altezza di farlo. Non è che Roher non impieghi vari registri. Nicolino Bellerecchie fa una brutta fine con quelle frequentazioni. Auscultare i dentelli dell'ingranaggio che si cercano per accordarsi e ricomporre la combinazione è impressionismo puro, alla fine siete voi che aprite le casseforti. Ma quando nello scroscio di note che Niki vi rovescia addosso captai un fraseggio di Gershwin mi sovvenni di quando ascoltai dal vivo un non ancora famoso Lang Lang e pensai che il pianismo, o forse la stessa musica, s'incamminava per una strada poco battuta.
Detto nel film: putting in tune significa far passare un pianoforte dal caos all'armonia. Beh, un'esagerazione. Bach si contentava di temperare ossia aggiustare un clavicembalo stonacchiando appena un po' tutte le note.
Al torontano Roher frulla il cervello e su tante cose non sa più prendere partito. Oggi si assiste alla crescente inefficienza di tutti e 5 sensi e lui esemplifica un superiorità come l'iperacusia penso ormai immaginaria, per dimostrare la nostra dipendenza dalla corporeità. Avreste potuto desumerlo dalle partite che state guardando, con un briciolo di obiettività e liberi ancora una volta del patema di veder giocare la nostra nazionale. Oltre a un mucchio di fattori casuali, la differenza nei risultati non è solo data da tecnica, lucidità mentale, forza nelle gambe, riserva di fiato. Ne viene fuori un discorso antipatico, accuratamente evitato dai nostri commentatori: il valore di una squadra si soppesa esaminando la prestanza fisica, la muscolatura, la connotazione dello scheletro. Di tutto ciò si può prescindere con qualche disinvoltura come avviene nel film. Nel silenzio assoluto dei suoi timpani lacerati Niki si riscopre virtuoso. Ditemi che non è "metafisica".
Vedete, anzi ascoltate il film per la considerazioni che stimola anche per quelle che non mi sono permesse. Nelle more del Mondiale, si capisce.
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