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eugenio
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giovedì 17 settembre 2026
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la vibrazione dell''anima
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È una coppia particolare quella di Tuner: Niki (Woodall), un virtuoso affetto da iperacusia, e Harry (Dustin Hoffman), proprietario di una piccola impresa di riparazione e accordatura di pianoforti, mezzo sordo e per lui quasi un secondo padre. Entrambi spiantati ma profondamente uniti, arrivano a un punto di rottura quando Niki, per reperire i soldi necessari ad appianare i debiti del malato Harry, decide di usare il suo “dono” per captare i movimenti impercettibili delle serrature delle casseforti, improvvisandosi ladro nelle ricche dimore. Un moderno Robin Hood, intenzionato a dare ai poveri russi ciò che non hanno. Nel frattempo, si innamora della compositrice Ruthie (Havana Rose Liu), contraltare del pianista che non è riuscito a diventare e trova in questo sentimento inatteso la spinta per rimettere in discussione ciò che la vita gli ha tolto attraverso quel dono-maledizione.
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È una coppia particolare quella di Tuner: Niki (Woodall), un virtuoso affetto da iperacusia, e Harry (Dustin Hoffman), proprietario di una piccola impresa di riparazione e accordatura di pianoforti, mezzo sordo e per lui quasi un secondo padre. Entrambi spiantati ma profondamente uniti, arrivano a un punto di rottura quando Niki, per reperire i soldi necessari ad appianare i debiti del malato Harry, decide di usare il suo “dono” per captare i movimenti impercettibili delle serrature delle casseforti, improvvisandosi ladro nelle ricche dimore. Un moderno Robin Hood, intenzionato a dare ai poveri russi ciò che non hanno. Nel frattempo, si innamora della compositrice Ruthie (Havana Rose Liu), contraltare del pianista che non è riuscito a diventare e trova in questo sentimento inatteso la spinta per rimettere in discussione ciò che la vita gli ha tolto attraverso quel dono-maledizione.
L’accordatoreè una commedia che, ricordando da vicino Baby Driver, sfrutta la musica come motore narrativo per amalgamare generi diversi — thriller, heist movie e romanticismo — in un insieme ben dosato, privo di violenza esplicita e attraversato da un lieve retrogusto da feel-good movie. Dopo due primi atti pieni di qualche inevitabile lungaggine, il film trova il proprio cuore più interessante in una svolta ambigua attorno alla figura di Niki, che in fondo non è poi così santo in un finale che ribalta in fondo la natura stessa del racconto iniziale.
Vedere per credere.
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gabriella
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mercoledì 3 giugno 2026
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quando il sound design non salva la trama
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Il film parte da un’ottima intuizione: prende un disturbo reale come l’iperacusia e lo trasforma in un heist movie dal ritmo serrato, anche se, quando l’effetto del sound design svanisce, la struttura narrativa mostra il fianco a parecchi problemi. Il protagonista, Niki, è un ex bambino prodigio del pianoforte, costretto ad abbandonare la musica e a girare con tappi e cuffie perché qualsiasi suono per lui diventa intollerabile; questa condizione lo ha portato a sviluppare un orecchio assoluto, che ora sfrutta lavorando come accordatore insieme al suo mentore Harry, ormai anziano e malandato. Della sua straordinaria sensibilità uditiva si accorge anche la malavita, che decide di sfruttare il suo orecchio per aprire casseforti blindate; Niki si vede costretto ad accettare perché nel frattempo Harry è stato ricoverato e lui non dispone dei mezzi per saldare le spese sanitarie.
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Il film parte da un’ottima intuizione: prende un disturbo reale come l’iperacusia e lo trasforma in un heist movie dal ritmo serrato, anche se, quando l’effetto del sound design svanisce, la struttura narrativa mostra il fianco a parecchi problemi. Il protagonista, Niki, è un ex bambino prodigio del pianoforte, costretto ad abbandonare la musica e a girare con tappi e cuffie perché qualsiasi suono per lui diventa intollerabile; questa condizione lo ha portato a sviluppare un orecchio assoluto, che ora sfrutta lavorando come accordatore insieme al suo mentore Harry, ormai anziano e malandato. Della sua straordinaria sensibilità uditiva si accorge anche la malavita, che decide di sfruttare il suo orecchio per aprire casseforti blindate; Niki si vede costretto ad accettare perché nel frattempo Harry è stato ricoverato e lui non dispone dei mezzi per saldare le spese sanitarie. Il modo in cui Niki viene “arruolato” dalla banda è fin troppo sbrigativo, per non dire ingenuo e semplicistico. C’è poi una sottotrama romantica con Ruth, una giovane e talentuosa pianista di cui Niki si innamora, ma anche qui tutto rimane in superficie: il personaggio femminile è poco approfondito a livello di sceneggiatura, così come le sue ambizioni di raggiungere l'olimpo della musica classica incarnato dal personaggio di Jean Reno che, anziché arricchire il film, finisce per rivelarsi un binario morto. È un film che va di corsa, dando l’impressione che la sceneggiatura faccia lo stesso pur di far quadrare i conti, lasciando così evidenti buchi di trama. Tanto per fare un esempio, è poco credibile che verso il finale l’organizzazione criminale – che fino a cinque minuti prima era dipinta come pericolosa e spietata – svanisca improvvisamente nel nulla, così come non è credibile che la restituzione di un orologio rubato basti a cancellare un reato. Il vero, grande e unico pregio della pellicola resta l’aspetto immersivo del comparto sonoro, che regala una vera e propria esperienza fisica, specie se vissuta in una sala dotata di un buon impianto audio. Il regista riesce magistralmente a farci entrare nella testa del protagonista, trasformando ogni rumore di fondo, sfregamento, ticchettio o respiro in un assalto per le orecchie; peccato, però, che non avesse la minima idea di come uscirne.
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maramaldo
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venerdì 3 luglio 2026
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metafisica
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Si dice di cose delle quali nessuno garantisce che esistano o che non esistano. Vi si indulge spesso ma con questo film evitate l'oziosità di chiedervi a che servano rinomati commedianti pure simpatici come Dustin Hoffman e Jean Reno.
Personaggi e interpreti. Uri, Lior Raz, anche nella vita dedito a punizioni, non faceva l'arbitro. Quello che convince di più, deve sentirlo, perfetto nel suo piglio criminal-manageriale: sfruttamento delle capacità altrui, intransigenza, e, quando ci vuole, crudeltà. Sapreste altrimenti far soldi veri?
Ruthie, un'Havana Rose Liu, formatasi a Brooklyn dove è nata, si dichiara pansessuale.
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Si dice di cose delle quali nessuno garantisce che esistano o che non esistano. Vi si indulge spesso ma con questo film evitate l'oziosità di chiedervi a che servano rinomati commedianti pure simpatici come Dustin Hoffman e Jean Reno.
Personaggi e interpreti. Uri, Lior Raz, anche nella vita dedito a punizioni, non faceva l'arbitro. Quello che convince di più, deve sentirlo, perfetto nel suo piglio criminal-manageriale: sfruttamento delle capacità altrui, intransigenza, e, quando ci vuole, crudeltà. Sapreste altrimenti far soldi veri?
Ruthie, un'Havana Rose Liu, formatasi a Brooklyn dove è nata, si dichiara pansessuale. Non è chiaro che voglia dire, propendo per una promiscuità arricchita da apporti multietnici ma non vorrei trarre conclusioni indebite. Per i Cinesi è del tutto ostico il concetto di libertà, sia pure dei propri costumi. Cercano un'armonia nel Tao, una disciplina intrinseca che per i vari accoppiamenti si rimette ad una saggezza millenaria, seguita in buona parte dell'Asia e penso dagli emigranti, la quale stabilisce le affinità secondo lo zodiace cinese, appunto.
Il belloccio Leo Woodall non ne avrebbe di bisogno ma è volenteroso, s'impegna. Con alterne fortune, il sergente Howie Triest prese botte ma passò quasi inosservato. Norimberga aveva altro per la testa. Al piano, la figlioletta dei Goering si cimentò in un Notturno di Chopin. Ecco, forse di cosa intende occuparsi il film, di pianoforti, di come trattarli, di come essere all'altezza di farlo. Non è che Roher non impieghi vari registri. Nicolino Bellerecchie fa una brutta fine con quelle frequentazioni. Auscultare i dentelli dell'ingranaggio che si cercano per accordarsi e ricomporre la combinazione è impressionismo puro, alla fine siete voi che aprite le casseforti. Ma quando nello scroscio di note che Niki vi rovescia addosso captai un fraseggio di Gershwin mi sovvenni di quando ascoltai dal vivo un non ancora famoso Lang Lang e pensai che il pianismo, o forse la stessa musica, s'incamminava per una strada poco battuta.
Detto nel film: putting in tune significa far passare un pianoforte dal caos all'armonia. Beh, un'esagerazione. Bach si contentava di temperare ossia aggiustare un clavicembalo stonacchiando appena un po' tutte le note.
Al torontano Roher frulla il cervello e su tante cose non sa più prendere partito. Oggi si assiste alla crescente inefficienza di tutti e 5 sensi e lui esemplifica un superiorità come l'iperacusia penso ormai immaginaria, per dimostrare la nostra dipendenza dalla corporeità. Avreste potuto desumerlo dalle partite che state guardando, con un briciolo di obiettività e liberi ancora una volta del patema di veder giocare la nostra nazionale. Oltre a un mucchio di fattori casuali, la differenza nei risultati non è solo data da tecnica, lucidità mentale, forza nelle gambe, riserva di fiato. Ne viene fuori un discorso antipatico, accuratamente evitato dai nostri commentatori: il valore di una squadra si soppesa esaminando la prestanza fisica, la muscolatura, la connotazione dello scheletro. Di tutto ciò si può prescindere con qualche disinvoltura come avviene nel film. Nel silenzio assoluto dei suoi timpani lacerati Niki si riscopre virtuoso. Ditemi che non è "metafisica".
Vedete, anzi ascoltate il film per la considerazioni che stimola anche per quelle che non mi sono permesse. Nelle more del Mondiale, si capisce.
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