Romanzo di un giovane povero |
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Un film di Ettore Scola.
Con Alberto Sordi, Isabella Ferrari, Mario Carotenuto, Rolando Ravello, Sara Franchetti.
continua»
Drammatico,
durata 110 min.
- Italia 1995.
- Cinecittà Luce
uscita venerdì 29 settembre 1995.
MYMONETRO
Romanzo di un giovane povero
valutazione media:
2,47
su
-1
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Un noir grottesco con un ottimo cast
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| giovedì 19 marzo 2026 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Il complesso residenziale “Federici”, l’imponente edificio romano di epoca fascista con oltre 400 appartamenti a destinazione popolare, fa da sfondo inquietante alla storia di Vincenzo, laureato trentenne disoccupato, nonostante svariati e inutili concorsi per l’abilitazione all’insegnamento. La soffocante esistenza in compagnia della madre pensionata, - ossessionata da non divulgare le difficoltà -, unica fonte di reddito per la famiglia, appare insostenibile ancor di più quando Andreina, coetanea benestante proprietaria di una lavanderia, si innamora di lui, rendendo evidente il disagio per la fallimentare condizione economica e lavorativa. Le cose sembrano migliorare quando un anziano tipografo, (ultimo cameo della carriera del grande Mario Carotenuto), vecchio amico del padre, offre a Vincenzo un posto di lavoro nella sua ditta. Qui si inserisce - anche se solo come spunto - il diabolico meccanismo del “delitto incrociato”, quando un altro abitante del palazzo l’anziano Bartoloni (il solito, superbo Alberto Sordi, Grolla d’oro 1995 per questo ruolo), esasperato per le vessazioni della moglie tedesca, ex diva del varietà, ormai afflitta da una obesità abnorme, propone a Vincenzo di ucciderla, spingendola dalla finestra in cambio di 30 milioni. Vincenzo, ubriaco per le grappe bevute con l’amico, ribatte chiedendo al vecchio, tra il serio e faceto, di uccidere in cambio l’asfissiante madre. Qualche tempo dopo, tornando a casa alla sera, Vincenzo vede che la moglie di Bartoloni è morta davvero cadendo dal balcone del suo appartamento e, dopo qualche giorno, viene arrestato per la denuncia del marito che, nel frattempo aveva voluto donare a Vincenzo i 30 milioni promessi. Non è il caso di rivelare il finale della vicenda, - che peraltro si può intuire -, va invece evidenziato il tentativo riuscito di Scola, di proporre un’altra storia popolare, dai toni volutamente grotteschi, questa volta però in chiave noir, grazie alle ottime prove attoriali di Rolando Ravello e Isabella Ferrari (il suo bel monologo davanti al procuratore le valse la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia per l’attrice non protagonista). Ottima anche la fotografia di Franco Di Giacomo che rende al meglio il fascino notturno e tenebroso del complesso Federici. Curiosamente è la stessa ambientazione usata da Scola circa 20 anni prima, in una versione diurna e solare, per il suo film più bello e famoso “Una giornata particolare”. “Romanzo di un giovane povero” non raggiunge quei livelli, ma è un’opera dignitosa che merita di essere rivista.
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