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lucaguar
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giovedì 18 dicembre 2025
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meno banale di come sembra
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"Il miele del diavolo" è uno dei film più particolari dell'ultima parte della carriera di Fulci, che qui si cala nell'ennesimo genere, l'erotico, che reinterpreta, al solito, con grande originalità. La trama è semplice: Cecilia e Gaetano sono due giovani ed appassionati amanti, che tuttavia sembrano nascondere le loro tensioni e i loro problemi sotto un erotismo sfrenato. Un giorno Gaetano cade dalla moto, batte la testa e poco tempo dopo entra in coma. Ad operarlo è chiamato lo stimato professor Dominici, che tuttavia sta vivendo un periodo turbolento e difficile della sua vita, tra la sua impotenza sessuale e il vizio di andare a prostitute per sfogare le sue strane e perverse brame sessuali, abitudine che lo porterà alla separazione dalla moglie.
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"Il miele del diavolo" è uno dei film più particolari dell'ultima parte della carriera di Fulci, che qui si cala nell'ennesimo genere, l'erotico, che reinterpreta, al solito, con grande originalità. La trama è semplice: Cecilia e Gaetano sono due giovani ed appassionati amanti, che tuttavia sembrano nascondere le loro tensioni e i loro problemi sotto un erotismo sfrenato. Un giorno Gaetano cade dalla moto, batte la testa e poco tempo dopo entra in coma. Ad operarlo è chiamato lo stimato professor Dominici, che tuttavia sta vivendo un periodo turbolento e difficile della sua vita, tra la sua impotenza sessuale e il vizio di andare a prostitute per sfogare le sue strane e perverse brame sessuali, abitudine che lo porterà alla separazione dalla moglie. Il giorno dell'operazione, distratto dai pensieri sul suo rapporto matrimoniale a pezzi, si presenta in sala operatoria fuori di sè e Gaetano muore sotto i ferri. Cecilia, disperata, individua nel professore il colpevole, e decide, in preda alla rabbia più folle, di rapirlo e di schiavizzarlo, sottoponendolo anche a torture, sia fisiche che psicologiche, ma alla fine mostrando anche un fascino per lui; la ragazza infatti, come viene mostrato in molti flash-back, inizia a reinterpretare il proprio passato e capisce che forse il rapporto che aveva con Gaetano non era sotto l'egida di un amore vero, ma soltanto di un erotismo vuoto ed edonistico, che non permetteva alla ragazza di realizzare il proprio desiderio di maternità.
"Il miele del diavolo" è un film, manco a dirlo, sottovalutato, come praticamente la maggioranza della filmografia di Fulci, ma se talvolta si può perlomeno capire tale approccio svalutante, in questo caso esso è particolarmente fuori luogo. Questo film è molto meno banale di quanto quasi sempre lo si consideri, forse accecati dal genere erotico (in altri casi era il genere horror-splatter il "problema") o forse influenzati dai bassi budget che Lucio ha sempre dovuto accettare, sta di fatto che quando si parla dei film del regista romano il pregiudizio sul fatto che ci possa presentare solo opere superficiali, violente e vuote è difficile da scardinare. Ad una visione onesta e non pregiudiziale invece "Il miele del diavolo" appare come un film molto interessante che, a guardare a fondo, riesce a trattare abbastanza bene il tema del sesso come fuga e come edonismo, come fonte di morte più che di vita, come deviazione che diventa vizio, che si oppone invece ad una sessualità diversa, cioè più legata all'autenticità dei sentimenti, come appunto il sentimento della ragazza che vorrebbe fare sesso, una volta tanto, per generare una nuova vita e che alla lunga si stanca e si scandalizza delle fantasie estreme e alla fine licenziose del compagno. Il desiderio di vendetta è un altro tema interessante: Cecilia vuole vendicarsi del professore: "decido io quando devi morire" ripeterà spesso, quasi a sottolineare la sua mancata accettazione dell'imprevedibilità della vita, che invece l'ha privata del fidanzato quando meno se l'aspettava. Questo punto è di difficile interpretazione: non sappiamo se il professore abbia effettivamente provato a salvare il ragazzo oppure no (non ci viene mostrato in effetti), e non sappiamo dunque come reagire, da spettatori, alla reazione della ragazza, se considerarla una legittima ritorsione oppure uno scatto di follia paranoide, conseguente ad una mancata elaborazione del lutto.
Insomma, personalmente ho trovato spunti davvero ricchi di sfaccettature, a testimoniare come questo film dovrebbe essere visto con una maggiore profondità e rivalutato secondo il mio modesto parere, come uno dei migliori di Fulci ( io lo metterei sicuramente nella top 10), anche se certamente non è uno dei suoi capolavori: la fotografia risente del basso budget, è ecccessivamtente patinata, anche se alcuni esterni (girati quasi interamente in Spagna) sono suggestivi; la recitazione di alcuni attori è rivedibile, ad esempio quella di Blanca Marsillach, che talvolta è troppo inespressiva e gioca troppo sulla sola avvenenza estetica. La prima parte del film è certamente un pochino troppo lenta e fiacca nella narrazione, che esplode letteralmente nella seconda parte, a partire dal rapimento del professore. Tuttavia, nonostante questi difetti, la regia del grande Fulci è come sempre notevole, meno appariscente che in altri film ma molto ben gestita, con le solite zoomate e movimenti di macchina originali e sempre funzionali ad gusto estetico deciso e senza compromessi. La sceneggiatura presenta, certo, dei limiti ma in alcuni momenti (pensiamo alla poesia recitata dal professore) è carica di pregnanza; il montaggio del solito Vincenzo Tomassi è ottimo e a mio parere le musiche di Claudio Natili sono uno dei punti più forti del film: davvero bellissime e adatte a creare le giuste atmosfere nelle scene più importanti. "Il miele del diavolo" è una piccola gemma da rivalutare nella filmografia del grande Fulci. Guardatelo.
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lunedì 10 marzo 2014
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softcore drammatico che punta sulla vendetta
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In "Il miele del diavolo" (1986), Fulci si scatena in erotismo a piene mani mostrando i corpi nudi delle attrici Corinne Cléry e Blanca Marsillach. Il film è una pellicola di genere erotico con un intreccio che si mescola nella seconda metà del film con il genere thriller e drammatico insieme all'eros. Ad esser sinceri, sì, sarà anche un bel film da vedere ma Fulci riesce a farlo censurare ai massimi livelli con scene erotiche che girano e rigirano sul film per ben 80 minuti (e col passare dei minuti ,diventano oscene e disgustose: come la scena dove una prostituta si masturba con il pennellino di una boccetta di smalto, oppure si vede una scena dove la protagonista del film sbatte violentemente la testa sanguinante di un uomo contro il suo ventre con i pantaloni abbassati, comprese le mutandine, e per finire la scena dove il protagonista suona appassionatamente il sassofono tra le gambe della sua amante) tra amplessi,orgasmi, masturbazioni ecc.
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In "Il miele del diavolo" (1986), Fulci si scatena in erotismo a piene mani mostrando i corpi nudi delle attrici Corinne Cléry e Blanca Marsillach. Il film è una pellicola di genere erotico con un intreccio che si mescola nella seconda metà del film con il genere thriller e drammatico insieme all'eros. Ad esser sinceri, sì, sarà anche un bel film da vedere ma Fulci riesce a farlo censurare ai massimi livelli con scene erotiche che girano e rigirano sul film per ben 80 minuti (e col passare dei minuti ,diventano oscene e disgustose: come la scena dove una prostituta si masturba con il pennellino di una boccetta di smalto, oppure si vede una scena dove la protagonista del film sbatte violentemente la testa sanguinante di un uomo contro il suo ventre con i pantaloni abbassati, comprese le mutandine, e per finire la scena dove il protagonista suona appassionatamente il sassofono tra le gambe della sua amante) tra amplessi,orgasmi, masturbazioni ecc. Quel che rende il film disgustoso è la scena finale dove ci siamo quasi a un'orgia in un cinema. La scena mostra il bacio passionale tra i due protagonisti del film (uomo e donna ) e una pratica di sesso orale che un amico dei due svolge all'altro uomo. Nonostante tutto resta un film bello da vedere e fantastico per gli amanti del cinema erotico. Il film racconta la passionale storia d'amore sfrenata tra i due protagoniosti del film (Blanca Marsillach, Cecilia, e Stefano Madia, Gaetano,). Lui è un sassofonista e lei è una donna desiderosa di essere madre. I due si amano ma a volte hanno dei litigi, perchè Gaetano è un ragazzo isodisfatto e sempre ansioso di nuove emozioni sessuali. Cecilia, la sua fidanzata, a volte lo asseconda nelle sue pazzie sfrenate ma a volte vorrebbe tirarsi indietro. L'uomo però riesce sempre ad averla vinta. Un giorno avviene un litigio tra i due per colpa di un amplesso malato ,a sfavore di lei. L'uomo durante il litigio batte violentemente la testa e durante le prove musicali di sassofono sviene e viene portato in ospedale, curato dal dott.Dominici. Anche il dott. ha sempre fantasie erotiche ansiose ,ma non con la moglie : con delle prostitute che si porta in albergo. La sera dello svenimento di Gaetano il dott. è inrt macchina con la moglie, Carol con la quale è in crisi coniugale. La moglie stufa delle assenze del marito confessa ad esso di voler divorziare. L'uomo, sconvolto da tale sentito, quando opera il giovane in coma ha la testa tra la sua crisi coniugale e accidentalmente fa morire il povero Gaetano. Da qui il film prende la svolta dell'intreccio thriller/drammatico, con sfondo la vendetta e l'erotismo. Cecilia ,disperata e piena di vendetta, fà telefonate e invia poste di minaccia al dottore , creandogli problemi, fino alla mattina dove la ragazza lo cattura e lo porta su una casetta affacciata al mare e lì cattura e sottopone il povero malcapitato (legato ad un muro come un animale) alle più terribili sevizie immaginabli fino a che i due scoppiano nell'amore e nell'erotismo. Il film resterà sempre nella storia del cinema trash. Un flm bello,con personaggi delineati, tensione, dramma, amore e con una fantastica poesia recitata nel film. Un grande eros di Fulci che con qualche zoppicata se la cava. Molto belle ed esplosive le scene erotiche. Sconsigliato a chi odia la pornografia e l'oscenità e per coloro che sono di merce buona. Ultra V.M.18. Bravo Brett Halsey. PS C'è una cosa che penso del film ,non che voglio criticarlo negativamente perchè l'ho trovato un film bellissimo, e di Fulci : In questo film erotico , il regista credo che abbia fatto qualche piccola scopiazzatura da un altro bellissimo thriller/erotico di Patroni Griffi "La gabbia" (1985), sul quale ho scritto una recensione. Lo penso perchè in "La gabbia" (1985)(anche se quest'ultima pellicola era più fatale e più intensa) esso ha scritto la sceneggiatura insieme ad Alberto Silvestri e Concha Hombria e perchè nel film di Griffi la storia, rispetto al film di Lucio ,cambia un'pò ma comunque il personaggio del film di Griffi, Tony Musante, viene ugualmente legato ,incatenato, tenuto prigioniero e seviziato come nel film di Fulci. Inoltre altri elementi piccoli che me lo fanno pensare sono: la presenza protagonista dell'attrice Blanca Marsillach sia nel film di Griffi che in quello di Fulci e la produzione Fulciana avvenuta un anno dopo rispetto a quella di Griffi. Non voglio accusare il nostro grande Lucio di copia ma è solo una mia idea. Resta comunque ,secondo me, una delle pellicole più riuscite del regista.
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