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domenica 27 ottobre 2024
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condoglianze
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Ho visto oggi, vent’anni dopo la sua uscita, questo splendido film dove Sorrentino e Servillo già davano prova di essere dei fuoriclasse, come poi hanno ampiamente confermato. Nel frattempo spero che lei, signor Zoppoli, abbia smesso di recensire i film dedicandosi alla campagna. Come diceva un grande, in un ambito a lei certamente sconosciuto: “le sacre mani rubate alla terra”. Condoglianze.
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sabato 12 ottobre 2024
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posa la penna e prendi la zappa
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Vergognati e commenta il cricket indonesiano. Ma sei del mestiere? Un cafone della scrittura sei, posa la.penna e prendi la zappa
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jonnylogan
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martedì 13 settembre 2022
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rossetto e cioccolato
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Le conseguenze del titolo sono quelle che faranno cambiare lentamente l'anonima esistenza di Titta Di Girolamo, uno splendido Toni Servillo che ancora una volta si pone al servizio dell'amico Paolo Sorrentino. Un Sorrentino annichilito dalla vita in albergo e dall'anonimato con il quale alcuni uomini di affari affrontano i loro viaggi di lavoro, e che per questo decise nel lontano 2004 di narrare, a modo suo, la storia di uno di loro. Immaginando la vita di un commercialista originario di Sorrento recluso da una decina di anni in un albergo svizzero. Non quindi un normale detenuto fra le sbarre di una cella ma bensì un recluso forzato, di una legge ben più subdola. L’uomo è infatti stato allontanato dagli affetti famigliari per una colpa commessa due lustri prima, un errore di valutazione durante un'operazione finanziaria che costò a "cosa nostra" la bellezza di duecentoventi miliardi di vecchie lire.
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Le conseguenze del titolo sono quelle che faranno cambiare lentamente l'anonima esistenza di Titta Di Girolamo, uno splendido Toni Servillo che ancora una volta si pone al servizio dell'amico Paolo Sorrentino. Un Sorrentino annichilito dalla vita in albergo e dall'anonimato con il quale alcuni uomini di affari affrontano i loro viaggi di lavoro, e che per questo decise nel lontano 2004 di narrare, a modo suo, la storia di uno di loro. Immaginando la vita di un commercialista originario di Sorrento recluso da una decina di anni in un albergo svizzero. Non quindi un normale detenuto fra le sbarre di una cella ma bensì un recluso forzato, di una legge ben più subdola. L’uomo è infatti stato allontanato dagli affetti famigliari per una colpa commessa due lustri prima, un errore di valutazione durante un'operazione finanziaria che costò a "cosa nostra" la bellezza di duecentoventi miliardi di vecchie lire. Riconosciuto innocente, per non essersi appropriato del denaro e aver commesso in buona fede l'errore, per Titta esiste però una sola via di salvezza: fungere da corriere, due volte la settimana, per il riciclaggio del "denaro sporco". Entriamo così con incredibile lentezza nella vita di un uomo vittima dell'insonnia e dedito all'eroina, Senza più una famiglia, lasciata in Italia e dalla quale ormai non riceve quasi più nemmeno un saluto. A voi scoprire come la vita di questo triste impiegato di cosa nostra possa improvvisamente cambiare per miracolo o forse per semplice voglia di dire basta di fronte a un’esistenza che in fondo vita non è. Completano il cast il caratterista Raffaele Pisu, ex - padrone d'albergo caduto in disgrazia e Adriano Giannini, nel ruolo del fratello di Titta, capace di far riaffiorare nella sua mente vecchi ricordi capaci di smuoverne le scelte. Se avete quindi voglia d’immergervi in un film dalla trama solo apparentemente scontata e da una interpretazione come sempre molto solida di Servillo, questo è decisamente il film che fa per voi.
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mlolli
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domenica 5 settembre 2021
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presuntuoso e fastidioso
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Le scene riprese al rallentatore con camera da presa in movimento. Altri virtuosismi che neanche Hitchcock e Tarantino saprebbero fare. Ma le emozioni, la trama, i dialoghi, la recitazione? Quando un film ha poco da trasmettere rimane solo la presunzione del regista. Titta colpito da inverosimile sfortuna con la camorra (ha perso 220 miliardi su 225 per un investimento sbagliato!) è relegato in un improbabile Canton Ticino (dove nessuno neanche una comparsa è minimamente credibile come Ticinese) dove vive una vita solitaria senza emozioni da riciclatore di milioni. Per quasi tutto il film i dialoghi ( o non dialoghi) prevedibili e noiosi di Titta ci ricordano questo fatto. Intollerabile poi la scena dove come un guitto di provincia costringe il direttore di banca a fingere di contare centomila euro in più.
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Le scene riprese al rallentatore con camera da presa in movimento. Altri virtuosismi che neanche Hitchcock e Tarantino saprebbero fare. Ma le emozioni, la trama, i dialoghi, la recitazione? Quando un film ha poco da trasmettere rimane solo la presunzione del regista. Titta colpito da inverosimile sfortuna con la camorra (ha perso 220 miliardi su 225 per un investimento sbagliato!) è relegato in un improbabile Canton Ticino (dove nessuno neanche una comparsa è minimamente credibile come Ticinese) dove vive una vita solitaria senza emozioni da riciclatore di milioni. Per quasi tutto il film i dialoghi ( o non dialoghi) prevedibili e noiosi di Titta ci ricordano questo fatto. Intollerabile poi la scena dove come un guitto di provincia costringe il direttore di banca a fingere di contare centomila euro in più. Ogni scena comunque sai già cosa dirà o non dirà. Si inietta eroina UNA volta la settimana da vent’anni. Unico caso al mondo a non cadere nella dipendenza quotidiana e nelle crisi d’astinenza dalla droga più subdola dell’universo ma vabbè! (Tra l’altro bel messaggio che viene trasmesso!) Poi viene smosso emotivamente dall’attrazione per la barista (Magnani bravissima) e quindi decide di rubare una valigia piena di milioni per darli ad una coppia di vecchi che lo truffavano a carte (tutto molto logico e credibile). Per tale motivo viene ucciso dalla camorra. Per me la visione è stata irritante.
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fabio.fioravanti3
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lunedì 11 gennaio 2021
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capolavoro di gran livello
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Film, a mio avviso di grandissimo spessore. Immaginifico, costruito su silenzi ed espressioni. Affronta temi di grandissimo spessore (amore ma soprattutto amicizia, seppur possa apparire tema a latere) con una stilistica e una sequenza degna dei migliori registi. Servillo mostruoso, si conferma uno degli attori migliori della sua generazione.
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mercoledì 8 aprile 2020
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assurdo!!!
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rob8
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venerdì 27 luglio 2018
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le estreme conseguenze dell’amore
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Il secondo lungometraggio del futuro premio Oscar Paolo Sorrentino si avvale, come all’esordio e come in altre significative prove successive, del notevole apporto attoriale di Toni Servillo. Il quale conferisce al personaggio principale del film, lo schivo commercialista finito in un ingranaggio criminale, una multiforme serie di sfaccettature ed una profondità psicologica non inferiore a quella più matura e premiata di Jep Gambardella de “La grande bellezza”.
A differenza dell’opera più nota, qui l’ambientazione prevalente è volutamente algida e claustrofobrica (un hotel nel Canton Ticino) e lo sviluppo narrativo è più lineare, pur nella spezzatura di alcuni flashback, e il riferimento ad un modello di genere – il film di mafia – è esplicito.
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Il secondo lungometraggio del futuro premio Oscar Paolo Sorrentino si avvale, come all’esordio e come in altre significative prove successive, del notevole apporto attoriale di Toni Servillo. Il quale conferisce al personaggio principale del film, lo schivo commercialista finito in un ingranaggio criminale, una multiforme serie di sfaccettature ed una profondità psicologica non inferiore a quella più matura e premiata di Jep Gambardella de “La grande bellezza”.
A differenza dell’opera più nota, qui l’ambientazione prevalente è volutamente algida e claustrofobrica (un hotel nel Canton Ticino) e lo sviluppo narrativo è più lineare, pur nella spezzatura di alcuni flashback, e il riferimento ad un modello di genere – il film di mafia – è esplicito. Ma la bravura del regista, che firma altresì soggetto e sceneggiatura, sta nel miscelare gli ingredienti in modo originale e spesso spiazzante.
Il tutto sorretto da inquadrature di pulizia geometrica; sequenze “riflessive”, nell’abbondanza di specchi, vetrate, finestre e finestrini; ardite esibizioni di ripresa; uso sapiente della fotografia e della banda sonora, dove al silenzio ovattato si contrappongono rumori isolati e appropriati commenti musicali. Fino al drammatico finale, dove l’amore e la negazione d’amore approdano alle estreme conseguenze.
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jean marc georgel
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sabato 5 novembre 2016
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incredibile...
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...e pure firmato (da un critico?)..."così recitato da suonare falso". Sgomento, davanti a tale dimostrazione di insensibilità. Che si tratti di un film "minimalista" non fa una grinza, ma la trama è da tragedia greca e l'autenticità dei protagonisti è totale, Servillo perfetto e gli altri molto credibili. La storia di un uomo senza speranze che sceglie, in chiave faustiana, di buttare ciò che gli resta di vita in un amore impossibile: è questo che "suona falso"? Oppure la barista che si innamora di un uomo maturo perché già consapevole della futilità dei maschietti della sua generazione. Una coppia di bestie-killer molto rappresentativa della compagine tirapiedi della mafia, una coppia di ricconi decaduti pressoché mummificati, un direttore d'albergo esperto di sornione diplomazia e un direttore di banca agente scaltro e mellifluo specializzato nel riciclaggio di denaro sporco.
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...e pure firmato (da un critico?)..."così recitato da suonare falso". Sgomento, davanti a tale dimostrazione di insensibilità. Che si tratti di un film "minimalista" non fa una grinza, ma la trama è da tragedia greca e l'autenticità dei protagonisti è totale, Servillo perfetto e gli altri molto credibili. La storia di un uomo senza speranze che sceglie, in chiave faustiana, di buttare ciò che gli resta di vita in un amore impossibile: è questo che "suona falso"? Oppure la barista che si innamora di un uomo maturo perché già consapevole della futilità dei maschietti della sua generazione. Una coppia di bestie-killer molto rappresentativa della compagine tirapiedi della mafia, una coppia di ricconi decaduti pressoché mummificati, un direttore d'albergo esperto di sornione diplomazia e un direttore di banca agente scaltro e mellifluo specializzato nel riciclaggio di denaro sporco. Tutto questo sembra incredibile a qualcuno. A me questo film è sembrato tragico e pregno di verità eterne, e colgo non poca volgarità e xenofobia nel trito e ritrito pensiero "brutti stranieri che vedono gli italiani in termini di spaghetti pizza e mafia.
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daniela robberto
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mercoledì 5 ottobre 2016
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mai sottovalutare le conseguenze di un amore
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Le conseguenze dell'amore
In una regia caratterizzata da un applombe quasi britannico si muove il protagonista della storia. A prima vista sembra un uomo d’affari distaccato inavvicinabile non contaminato o contaminabile da alcuna passione; dietro le sue lenti sembra vivere quasi in uno sprezzante isolamento. Una volontaria solitudine, avallata dal suo dichiarare di non avere immaginazione e di non essere frivolo (tranne che per il suo nome) ma il buco nella maglia esiste e va allargandosi nella mente di chi segue la vicenda e ci si chiede perché telefoni ad una famiglia sentimentalmente già lontana che non lo vuole più, vedendolo nell’inimmaginabile azione di origliare con un fonendoscopio le stanze degli altri, nell’afflizione di un insonnia cronica o nella dose settimanale di eroina che da anni lo sostiene; e poi il macigno della frase “ogni essere umano ha un segreto inconfessabile”; ma qual è il suo segreto inconfessabile? Tutta la vicenda si svolge in un albergo dai toni di una prigione dove è normale che un tempo dilatato trascorra oziosamente tra il fumo di innumerevoli sigarette; una sorta di domicilio coatto alla Bunnuel che vede altri ospiti fissi, una coppia di anziani che giocano sempre a carte.
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Le conseguenze dell'amore
In una regia caratterizzata da un applombe quasi britannico si muove il protagonista della storia. A prima vista sembra un uomo d’affari distaccato inavvicinabile non contaminato o contaminabile da alcuna passione; dietro le sue lenti sembra vivere quasi in uno sprezzante isolamento. Una volontaria solitudine, avallata dal suo dichiarare di non avere immaginazione e di non essere frivolo (tranne che per il suo nome) ma il buco nella maglia esiste e va allargandosi nella mente di chi segue la vicenda e ci si chiede perché telefoni ad una famiglia sentimentalmente già lontana che non lo vuole più, vedendolo nell’inimmaginabile azione di origliare con un fonendoscopio le stanze degli altri, nell’afflizione di un insonnia cronica o nella dose settimanale di eroina che da anni lo sostiene; e poi il macigno della frase “ogni essere umano ha un segreto inconfessabile”; ma qual è il suo segreto inconfessabile? Tutta la vicenda si svolge in un albergo dai toni di una prigione dove è normale che un tempo dilatato trascorra oziosamente tra il fumo di innumerevoli sigarette; una sorta di domicilio coatto alla Bunnuel che vede altri ospiti fissi, una coppia di anziani che giocano sempre a carte. Ma il marito è un baro, e la moglie elenca instancabilmente tutte le cose che hanno perso al gioco, rinfacciandogli la triste condizione di ex proprietari dell’albergo che avendo perso tutto, vivono ormai vecchi confinati in una stanza. Il solo elemento fresco è la giovane e bella barista che alla fine del suo lavoro saluta senza mai ricevere un cenno di risposta che equivoca il mancato saluto per sussiego per arroganza; e non sa, non può immaginare come lei sia invece il centro dell’attenzione, l’oggetto di un amore dissimulato, mai tradito neanche nello sguardo. Con l’amore ci si fa sempre male: e si finisce per morire. E così Titta un giorno prestigioso commercialista, rompe gli indugi e si siede al bancone ed alla barista dice che il sedersi al bancone è la cosa più pericolosa che abbia fatto ed ha ragione perché il voler riprendersi la sua dignità di uomo, il riconoscere nel sentimento per lei il fulcro della sua ribellione, lo porta a rompere i legami che lo avevano reso servo. Si rivolta così contro i padroni, contro quei criminali che da anni lo costringono a riciclare il denaro sporco; diventa protagonista degli eventi, egli stesso criminale , baro e tutto questo è la conseguenza dell’amore! E non ha importanza se questo non è un amore classico, romantico ricambiato vissuto unilateralmente ma è motivo di riscatto, l’ultimo atto di rivalsa, ultimo e vano tentativo di recupero dei valori sentimentali come l’amore e l’amicizia a cui dedica lo spazio di un ultimo pensiero che sono , come quello in cui affogherà vivo, il solo cemento delle relazioni umane.
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daniela robberto
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mercoledì 5 ottobre 2016
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mai sottovalutare le conseguenze di un amore
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Le conseguenze dell'amore
In una regia caratterizzata da un applombe quasi britannico si muove il protagonista della storia. A prima vista sembra un uomo d’affari distaccato inavvicinabile non contaminato o contaminabile da alcuna passione; dietro le sue lenti sembra vivere quasi in uno sprezzante isolamento. Una volontaria solitudine, avallata dal suo dichiarare di non avere immaginazione e di non essere frivolo (tranne che per il suo nome) ma il buco nella maglia esiste e va allargandosi nella mente di chi segue la vicenda e ci si chiede perché telefoni ad una famiglia sentimentalmente già lontana che non lo vuole più, vedendolo nell’inimmaginabile azione di origliare con un fonendoscopio le stanze degli altri, nell’afflizione di un insonnia cronica o nella dose settimanale di eroina che da anni lo sostiene; e poi il macigno della frase “ogni essere umano ha un segreto inconfessabile”; ma qual è il suo segreto inconfessabile? Tutta la vicenda si svolge in un albergo dai toni di una prigione dove è normale che un tempo dilatato trascorra oziosamente tra il fumo di innumerevoli sigarette; una sorta di domicilio coatto alla Bunnuel che vede altri ospiti fissi, una coppia di anziani che giocano sempre a carte.
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Le conseguenze dell'amore
In una regia caratterizzata da un applombe quasi britannico si muove il protagonista della storia. A prima vista sembra un uomo d’affari distaccato inavvicinabile non contaminato o contaminabile da alcuna passione; dietro le sue lenti sembra vivere quasi in uno sprezzante isolamento. Una volontaria solitudine, avallata dal suo dichiarare di non avere immaginazione e di non essere frivolo (tranne che per il suo nome) ma il buco nella maglia esiste e va allargandosi nella mente di chi segue la vicenda e ci si chiede perché telefoni ad una famiglia sentimentalmente già lontana che non lo vuole più, vedendolo nell’inimmaginabile azione di origliare con un fonendoscopio le stanze degli altri, nell’afflizione di un insonnia cronica o nella dose settimanale di eroina che da anni lo sostiene; e poi il macigno della frase “ogni essere umano ha un segreto inconfessabile”; ma qual è il suo segreto inconfessabile? Tutta la vicenda si svolge in un albergo dai toni di una prigione dove è normale che un tempo dilatato trascorra oziosamente tra il fumo di innumerevoli sigarette; una sorta di domicilio coatto alla Bunnuel che vede altri ospiti fissi, una coppia di anziani che giocano sempre a carte. Ma il marito è un baro, e la moglie elenca instancabilmente tutte le cose che hanno perso al gioco, rinfacciandogli la triste condizione di ex proprietari dell’albergo che avendo perso tutto, vivono ormai vecchi confinati in una stanza. Il solo elemento fresco è la giovane e bella barista che alla fine del suo lavoro saluta senza mai ricevere un cenno di risposta che equivoca il mancato saluto per sussiego per arroganza; e non sa, non può immaginare come lei sia invece il centro dell’attenzione, l’oggetto di un amore dissimulato, mai tradito neanche nello sguardo. Con l’amore ci si fa sempre male: e si finisce per morire. E così Titta un giorno prestigioso commercialista, rompe gli indugi e si siede al bancone ed alla barista dice che il sedersi al bancone è la cosa più pericolosa che abbia fatto ed ha ragione perché il voler riprendersi la sua dignità di uomo, il riconoscere nel sentimento per lei il fulcro della sua ribellione, lo porta a rompere i legami che lo avevano reso servo. Si rivolta così contro i padroni, contro quei criminali che da anni lo costringono a riciclare il denaro sporco; diventa protagonista degli eventi, egli stesso criminale , baro e tutto questo è la conseguenza dell’amore! E non ha importanza se questo non è un amore classico, romantico ricambiato vissuto unilateralmente ma è motivo di riscatto, l’ultimo atto di rivalsa, ultimo e vano tentativo di recupero dei valori sentimentali come l’amore e l’amicizia a cui dedica lo spazio di un ultimo pensiero che sono , come quello in cui affogherà vivo, il solo cemento delle relazioni umane.
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