Con Play Dirty - Triplo gioco abbiamo a che fare con un cinema che si accontenta, un prodotto industriale confezionato secondo formule collaudate, ma privo di anima.
Passino i contenuti, che in un titolo di genere possono anche venir meno, ma se manca l'ispirazione e la cattiveria necessaria in una storia a sfondo crime, pur a derivazione leggera, qualcosa non ha funzionato.
Mark Wahlberg veste per la prima volta i panni di Parker facendo rimpiangere i suoi predecessori e Shane Black sembra un lontano parente di colui che ci aveva regalato un grande cult neo-noir quale Kiss Kiss Bang Bang (2005), afflosciandosi in una narrazione e relativa messa in scena fin troppo prevedibili e rocambolescamente anonime.
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Con Play Dirty - Triplo gioco abbiamo a che fare con un cinema che si accontenta, un prodotto industriale confezionato secondo formule collaudate, ma privo di anima.
Passino i contenuti, che in un titolo di genere possono anche venir meno, ma se manca l'ispirazione e la cattiveria necessaria in una storia a sfondo crime, pur a derivazione leggera, qualcosa non ha funzionato.
Mark Wahlberg veste per la prima volta i panni di Parker facendo rimpiangere i suoi predecessori e Shane Black sembra un lontano parente di colui che ci aveva regalato un grande cult neo-noir quale Kiss Kiss Bang Bang (2005), afflosciandosi in una narrazione e relativa messa in scena fin troppo prevedibili e rocambolescamente anonime.
La sceneggiatura e i personaggi corrono a perdifiato verso il nulla e al giungere dei titoli di coda nulla rimane, se non un divertimento tanto innocuo quanto prestamente dimenticabile.
Play Dirty come heist movie è piuttosto derivativo e come action fa proprio schifo: un pasticcio di azione confusa e disconnessa da tutto il resto, affogata in quintali di pessima e non necessaria CGI.
Play Dirty si gioca le idee migliori nel primo quarto d’ora, dopodiché l’azione si trascina fiacca e standardizzata attraverso una serie di snodi prevedibili narrativamente e visivamente.
Wahlberg non è una star, non è un nome che porta la gente in sala, né una personalità carismatica che si carica sulle spalle un intero progetto. Ma ha una faccia abbastanza famosa e una carriera abbastanza rispettabile che se vedi un suo film in un cestone dici “beh, almeno questo ha Mark Wahlberg!”. Discount, ma di lusso.
Una roba che si dimentica mentre scorrono i titoli di coda.
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