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jonnylogan
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venerdì 3 aprile 2026
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la febbre del sabato sera
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John Belushi, Chevy Chase e Dan Aykroyd. Ma anche Eddie Murphy, Steve Martin, Andy Kaufman e Bill Murray, oltre a miriadi di altri comici, artisti, Stand-up comedian e musicisti che hanno allietato e fatto il successo di film comici e altri programmi simili, nati e cresciuti successivamente e in seguito a un’idea che prese forma concreta sulla metà di ottobre di un decennio, che al di qua dell’oceano, è tristemente noto come 'gli anni di piombo', e al di là come la decade che aveva da poco dato l’addio al conflitto del Vietnam, mentre la cultura hippie la faceva ancora e ampiamente da padrona.
In questo clima surreale, fatto di saltimbanchi e follia, il poco più che trentenne Lorne Michaels, impersonato dal poco più che ventenne Gabriel LaBelle, rappresenta il vero collante di uno show che incredibilmente ha potuto esordire; basti pensare che fino all’ultimo momento Jonnhy Carson, e il suo show, avrebbe potuto prendere il posto del non ancora nato SNL, questo a causa di problemi di ogni tipo: da incendi improvvisi, ad artisti che sgomitano per modificare la scaletta e ottenere più spazio, arrivando a litigi e stracci che volano da un capo all'altro dei camerini, con una particolare acredine fra Chase e Belushi.
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John Belushi, Chevy Chase e Dan Aykroyd. Ma anche Eddie Murphy, Steve Martin, Andy Kaufman e Bill Murray, oltre a miriadi di altri comici, artisti, Stand-up comedian e musicisti che hanno allietato e fatto il successo di film comici e altri programmi simili, nati e cresciuti successivamente e in seguito a un’idea che prese forma concreta sulla metà di ottobre di un decennio, che al di qua dell’oceano, è tristemente noto come 'gli anni di piombo', e al di là come la decade che aveva da poco dato l’addio al conflitto del Vietnam, mentre la cultura hippie la faceva ancora e ampiamente da padrona.
In questo clima surreale, fatto di saltimbanchi e follia, il poco più che trentenne Lorne Michaels, impersonato dal poco più che ventenne Gabriel LaBelle, rappresenta il vero collante di uno show che incredibilmente ha potuto esordire; basti pensare che fino all’ultimo momento Jonnhy Carson, e il suo show, avrebbe potuto prendere il posto del non ancora nato SNL, questo a causa di problemi di ogni tipo: da incendi improvvisi, ad artisti che sgomitano per modificare la scaletta e ottenere più spazio, arrivando a litigi e stracci che volano da un capo all'altro dei camerini, con una particolare acredine fra Chase e Belushi. Dai problemi di suono per assenza di tecnici, ingaggiati, solo all’ultimo momento, ad attori che si rifiutavano di firmare un contratto perché non convinti del proprio sketch di esordio; il riferimento al solito Belushi eclissatosi sino a pochi minuti dalla messa in onda, non è puramente casuale. Fino alla droga di ogni tipo e genere che non mancava nel backstage e che di certo non aiutava.
Jason Reitman, figlio di quell' Ivan Reitman che con buona parte degli artisti del SNL ha avuto il piacere di fraternizzare e lavorare, dando vita fra l'altro al franchise di The Ghostbusters, solo per citare uno dei successi mondiali usciti da questa fucina di idee, ci riporta agli albori di uno show che ha cambiato il volto dell’America e di come tutti noi conosciamo lo spettacolo TV.
Giunto al cinema solo per tre giorni (dal 21 al 23 ottobre 2024) il film diretto dal regista di Juno (id.; 2007) e Tra le nuvole (Up in the Air; 2009) è uno spaccato fedele del clima che si respirava in quegli anni folli. Confonderlo però con un film comico sarebbe sbagliato e purtroppo è difficile ricordarsene a posteriori e a film concluso. E questo nonostante la meticolosità con la quale è stato ricreato l’ambiente, il dietro le quinte e il mondo dei camerini di un’epoca d’oro del mondo dello spettacolo. Un peccato aver sprecato un’occasione di questo calibro, ma forse di meglio era difficile poter fare.
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felicity
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martedì 16 dicembre 2025
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la nascita del saturday night live
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La ragione per cui esiste Saturday Night è solo secondariamente raccontare la prima puntata e quindi l’origine e l’impresa che è stata creare Saturday Night Live, trasmissione comica americana che da cinquant'anni va in onda con le modalità, nel giorno e nel momento della giornata che il suo titolo spiega.
La prima ragione è in realtà il desiderio di catturare l’energia frenetica della creazione di qualcosa di diverso e imprevedibile. Tutto nel film, dalla scrittura alla messa in scena, è finalizzato a restituire quell’energia caotica che, in maniera un po’ banale e convenzionale, il film collega agli anni ’70, all’essere giovani e al talento, come se esistesse solo quel tipo di talento, quello impossibile da arginare nelle regole.
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La ragione per cui esiste Saturday Night è solo secondariamente raccontare la prima puntata e quindi l’origine e l’impresa che è stata creare Saturday Night Live, trasmissione comica americana che da cinquant'anni va in onda con le modalità, nel giorno e nel momento della giornata che il suo titolo spiega.
La prima ragione è in realtà il desiderio di catturare l’energia frenetica della creazione di qualcosa di diverso e imprevedibile. Tutto nel film, dalla scrittura alla messa in scena, è finalizzato a restituire quell’energia caotica che, in maniera un po’ banale e convenzionale, il film collega agli anni ’70, all’essere giovani e al talento, come se esistesse solo quel tipo di talento, quello impossibile da arginare nelle regole. Ripetendo alcuni luoghi comuni e senza osare niente.
Saturday Night è alla fine un crowd-pleaser, la cui missione è fare di tutto per accattivarsi gli spettatori. Ma lo sa fare, e ci riesce. Più volte durante il film ci si può trovare a desiderare che trovi un po’ più di gravitas, così che possa piacere di più, o almeno anche a un livello più serio invece di limitarsi a quello molto epidermico e divertente. Ma non accadrà. Saturday Night è un film da cui si esce con un sorriso, ma che non ha anche la capacità di rimanere impresso a lungo.
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