Tutta la bellezza e il dolore

Film 2022 | Documentario, +13 113 min.

Titolo originaleAll the Beauty and the Bloodshed
Anno2022
GenereDocumentario,
ProduzioneUSA
Durata113 minuti
Regia diLaura Poitras
AttoriNan Goldin, Alfonse D'amato, Ed Koch, John Mearsheimer, Cookie Mueller Darryl Pinckney, David Wojnarowicz.
Uscitadomenica 12 febbraio 2023
TagDa vedere 2022
DistribuzioneI Wonder Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,45 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Laura Poitras. Un film Da vedere 2022 con Nan Goldin, Alfonse D'amato, Ed Koch, John Mearsheimer, Cookie Mueller. Cast completo Titolo originale: All the Beauty and the Bloodshed. Genere Documentario, - USA, 2022, durata 113 minuti. Uscita cinema domenica 12 febbraio 2023 distribuito da I Wonder Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,45 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 8 febbraio 2023

La storia intima ed emozionante di Nan Goldin una delle più influenti fotografe contemporanee e attivista di fama internazionale, a partire dalla sua battaglia contro la potente famiglia Sackler. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Il film è stato premiato a Venezia, 1 candidatura a BAFTA, 1 candidatura a British Independent, a National Board, ha vinto un premio ai Spirit Awards, 1 candidatura a Directors Guild, ha vinto un premio ai NSFC Awards, In Italia al Box Office Tutta la bellezza e il dolore ha incassato 119 mila euro .

Consigliato sì!
3,45/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,56
PUBBLICO 2,78
CONSIGLIATO SÌ
Un doc stratificato che associa, tramite la forza delle immagini, il fare artistico a una presa di posizione politica.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
sabato 3 settembre 2022
Recensione di Raffaella Giancristofaro
sabato 3 settembre 2022

Nel 2018, insieme all'associazione da lei fondata, PAIN (acronimo di Prescription Addiction Intervention Now), la nota fotografa Nan Goldin è protagonista di un'azione di protesta presso il MET di New York. È la prima di una serie di contestazioni plateali che puntano alla cancellazione del nome della famiglia Sackler (fondatrice e proprietaria di una delle più importanti case farmaceutiche statunitensi) dall'elenco dei nomi dei sostenitori e dalle sale o donazioni a loro intitolate. Il primo passo simbolico per denunciare le micidiali ricadute del fenomeno noto come "epidemia degli oppioidi", il consumo massiccio e indotto di farmaci a base di ossicodone (che provocano una forte dipendenza e portano a dipendenze maggiori): centosettemila morti per overdose negli Stati Uniti solo nel 2021, con tutte le conseguenze sociali ed economiche derivanti.

In quanto parte di una generazione che ha avuto grande familiarità con le droghe, sopravvissuta lei stessa a un'overdose e alla tragica sottovalutazione dell'AIDS, Goldin è particolarmente decisa a combattere la battaglia. E racconta senza filtri alla macchina da presa di Laura Poitras, che la segue per tre anni, molte questioni personali.

Quella originaria è strettamente legata a una concezione impropria e criminale della medicalizzazione, che ha portato al suicidio della sorella Barbara. Un trauma da sempre negato e censurato dalla famiglia.

La guerra americana in Iraq (My Country, My Country), il terrorismo islamico e Guantanamo (The Oath), Julian Assange e Wikileaks (Risk), Edward Snowden (Citizenfour): con la stessa intraprendenza e sprezzo del pericolo, per il suo ultimo film, in concorso a Venezia 2022, Laura Poitras continua a scegliere contesti e individui di eccezionale resistenza e anticonformismo. Ma in All the Beauty and the Bloodshed ("tutta la bellezza e lo spargimento di sangue", una citazione che ha a che fare con "Cuore di tenebra" di Joseph Conrad, il cui senso è svelato nel finale) la traccia investigativa, giornalistica, caratteristica suoi lavori precedenti, ha uno spazio meno preponderante, affidato in parte agli interventi di Patrick Radden Keefe (autore di "L'impero del dolore", libro inchiesta sulla dinastia Sackler, che finanzia anche università come Harvard, ed è costruito sulla fortuna del Valium).

In primo piano sta invece quasi sempre l'insieme dell'opera di Nan Goldin, intrecciata a una biografia selvaggia, ai margini. Classe 1953, cresciuta in un sobborgo borghese per poi essere data in affido e aver vissuto nel nomadismo ribelle tra varie sottoculture, Goldin è nota per le sue sequenze di diapositive proiettate come film prima nei locali underground e poi nelle gallerie, la più nota delle quali è "The Ballad of Sexual Dependency".

Una serie di scatti realizzati tra fine anni '70 e anni '80, nella comunità artistica libera e trasgressiva di New York, dove Goldin ha trovato la sua famiglia d'elezione. Quella che ritrae in foto intime, spesso di nudo, in interni ordinari quando non squallidi, a messinscena zero. Una costellazione di dropout da discografia dei Velvet Underground, un'umanità di drag queen, prostitute, performer, punk, persone amate. Molte decimate dall'HIV, identificato come malattia degli omosessuali maschi e anche questo, proprio come l'abuso di farmaci oppioidi, sottovalutato dalla politica.

Arte e vita si rincorrono e si nutrono l'una dell'altra, lo sentiamo direttamente dalla voce rauca di Goldin, che riflette con lucidità sulle proprie immagini, la loro risonanza nel tempo, il loro odore, le esperienze collegate. È questo - molto oltre la denuncia dell'avidità del gruppo farmaceutico, clamorosamente scampato a processo penale, o la cronaca degli attivisti di PAIN - il solido pregio di un film stratificato e compatto: associare, tramite la forza delle immagini, il fare artistico a una presa di posizione politica. Identificare cioè nell'ipocrisia di famiglia e società le radici del suicidio di una nazione che censura, vittimizza e stigmatizza chi diventa dipendente e non chi vive del profitto di quella dipendenza.

Dinamiche di negazione distruttive che Goldin ha cercato per tutta la vita di esplicitare, cercando di smascherare i rapporti di potere, sottomissione, assuefazione. Anche in veste di contestatrice, il gesto di Goldin, ripreso da Poitras, è artistico: alla tentata riabilitazione del marchio con attività culturali e filantropiche ribatte col lancio dei (finti) flaconi di OxyContin nella vasca del Metropolitan Museum of Art di New York. Un'altra immagine che è lì per restare.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 16 febbraio 2023
Ludovico Morandi

Tutta la Bellezza e il Dolore è un documentario che, guidato dal racconto della fotografa Nan Golden, ci illustra come una famiglia miliardaria di nome Sackler abbia venduto l'ossicodone tramite la loro casa farmaucetica tenendo all'oscuro e ed anzi dichiarando il contrario su il suo effetto di facile dipendenza, tenendosi in buona luce con donazioni ai maggiori musei d'arte e  [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 24 marzo 2023
Marco Vanelli
Toscana Oggi

La macchina da presa di Laura Poitras (già premio Oscar nel 2015 per Citizenfour) sposa la causa di Nan Goldin, principalmente per la battaglia civile da lei intrapresa contro una grossa industria farmaceutica, ma anche per il suo percorso artistico e personale. Procediamo con ordine. Il film parte con una delle tante dimostrazioni dell'associazione PAIN (Prescription Addiction Intervention Now - [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
giovedì 9 febbraio 2023
 

La storia intima di Nan Goldin. Candidato ai Premi Oscar come miglior doc, uscirà al cinema il 12, 13 e 14 febbraio. Guarda la clip »

NEWS
martedì 7 febbraio 2023
 

In programma dal 12 febbraio il doc della regista premio Oscar Laura Poitras. Vai all'articolo »

NEWS
mercoledì 25 gennaio 2023
 

Un ritratto di Nan Goldin e del suo impegno alla lotta contro gli oppiacei in medicina. Vai all'articolo »

TRAILER
mercoledì 25 gennaio 2023
 

Il film vincitore del Leone d'Oro alla Mostra di Venezia 2022 sarà al cinema come evento dal 12 al 14 febbraio. Guarda il trailer »

PREMI
sabato 10 settembre 2022
 

Il film di Laura Poitras dedicato alla nota fotografa e attivista Nan Goldin si aggiudica il riconoscimento più importante della 79. Mostra. Vai all'articolo »

winner
leone d'oro
Venezia
2022
winner
migliori documentari
National Board
2022
winner
nbr freedom of expression
National Board
2022
winner
miglior doc.
Spirit Awards
2023
winner
miglior doc.
NSFC Awards
2023
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