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goldy
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venerdì 21 ottobre 2022
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lo scempio della narrazione
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Cosa rimarrà nella mia memoria di questo film? Solo il titolo assolutamente perfetto per sintetizzare la difficoltà del vivere e l'equilibrio necessario per non soccombere. Altro, purtroppo non rimarrà. Perchè arruffare inutilmente la narrazione?
Come va raccontata una storia? Rispettando regole purtroppo rigide che molti registi fanno di tutto per non seguire alla ricerca di una originalità espressiva che solo i geni riescono a proporre. .. Se non si è Fellini, o Altman, si diano una regolata e si accontentino di scegliere una linearità narrativa che salvi il film e lo faccia apprezzare dal pubblico.
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Cosa rimarrà nella mia memoria di questo film? Solo il titolo assolutamente perfetto per sintetizzare la difficoltà del vivere e l'equilibrio necessario per non soccombere. Altro, purtroppo non rimarrà. Perchè arruffare inutilmente la narrazione?
Come va raccontata una storia? Rispettando regole purtroppo rigide che molti registi fanno di tutto per non seguire alla ricerca di una originalità espressiva che solo i geni riescono a proporre. .. Se non si è Fellini, o Altman, si diano una regolata e si accontentino di scegliere una linearità narrativa che salvi il film e lo faccia apprezzare dal pubblico. Rispettino le regole della narrazione che solo quelle che cadenzano la vita di ognuno di noi. Qui la noia prevale ed è solo nella parte finale , quando finalmernte gli eventi convergono verso un esito conclusivo che la noia lascia spazio a un a maggior coinvolgimento.
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[+] una ''palla''
(di bella1997)
[ - ] una ''palla''
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enzo70
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giovedì 20 ottobre 2022
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la forza di un uomo
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Il libro di Veronesi mi aveva colpito moltissimo. Con uno stile narrativo forte, inusuale ed asciutto emergeva la storia di un uomo, Marco, in grado di resistere ai tanti colpi della vita. Non basta essere benestanti, belli e affermati sul lavoro; perché durante la nostra esistenza il dolore è sempre dietro l’angolo e serve avere la forza del Colibrì che batte le ali velocissime per rimanere sempre allo stesso posto. E poi il racconto di quella telefonata…. Francesca Archibugi riesce nel più ingrato compito per un regista: rendere al meglio un libro importante sul grande schermo. Lo fa bene, benissimo con il solito Pierfrancesco Favino che dimostra per l’ennesima volta di essere un grandissimo e versatile interprete e con un cast importante.
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Il libro di Veronesi mi aveva colpito moltissimo. Con uno stile narrativo forte, inusuale ed asciutto emergeva la storia di un uomo, Marco, in grado di resistere ai tanti colpi della vita. Non basta essere benestanti, belli e affermati sul lavoro; perché durante la nostra esistenza il dolore è sempre dietro l’angolo e serve avere la forza del Colibrì che batte le ali velocissime per rimanere sempre allo stesso posto. E poi il racconto di quella telefonata…. Francesca Archibugi riesce nel più ingrato compito per un regista: rendere al meglio un libro importante sul grande schermo. Lo fa bene, benissimo con il solito Pierfrancesco Favino che dimostra per l’ennesima volta di essere un grandissimo e versatile interprete e con un cast importante. Nanni Moretti, il ruolo dello psicoterapeuta sembra immaginato da Veronesi per essere interpretato anni dopo da lui, Laura Morante, Kasia Suuniak tra gli altri. Un film duro che dimostra la capacità dell’uomo di trovare nel dolore la coerenza e la forza per andare avanti. Al termine della proiezione un piccolo applauso. Nota dolente, in questo periodo film molti belli nelle sale cinematografiche ma gli spettatori sono un ricordo del passato. Ai tanti che durante la pandemia lamentavano la mancanza del cinema come quella dell’ossigeno un solo invito: fate qualche post in meno e andate al cinema qualche volta in più.
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enzo70
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giovedì 20 ottobre 2022
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la forza di un uomo
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Il libro di Veronesi mi aveva colpito moltissimo. Con uno stile narrativo forte, inusuale ed asciutto emergeva la storia di un uomo, Marco, in grado di resistere ai tanti colpi della vita. Non basta essere benestanti, belli e affermati sul lavoro; perché durante la nostra esistenza il dolore è sempre dietro l’angolo e serve avere la forza del Colibrì che batte le ali velocissime per rimanere sempre allo stesso posto. E poi il racconto di quella telefonata…. Francesca Archibugi riesce nel più ingrato compito per un regista: rendere al meglio un libro importante sul grande schermo. Lo fa bene, benissimo con il solito Pierfrancesco Favino che dimostra per l’ennesima volta di essere un grandissimo e versatile interprete e con un cast importante.
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Il libro di Veronesi mi aveva colpito moltissimo. Con uno stile narrativo forte, inusuale ed asciutto emergeva la storia di un uomo, Marco, in grado di resistere ai tanti colpi della vita. Non basta essere benestanti, belli e affermati sul lavoro; perché durante la nostra esistenza il dolore è sempre dietro l’angolo e serve avere la forza del Colibrì che batte le ali velocissime per rimanere sempre allo stesso posto. E poi il racconto di quella telefonata…. Francesca Archibugi riesce nel più ingrato compito per un regista: rendere al meglio un libro importante sul grande schermo. Lo fa bene, benissimo con il solito Pierfrancesco Favino che dimostra per l’ennesima volta di essere un grandissimo e versatile interprete e con un cast importante. Nanni Moretti, il ruolo dello psicoterapeuta sembra immaginato da Veronesi per essere interpretato anni dopo da lui, Laura Morante, Kasia Suuniak tra gli altri. Un film duro che dimostra la capacità dell’uomo di trovare nel dolore la coerenza e la forza per andare avanti. Al termine della proiezione un piccolo applauso. Nota dolente, in questo periodo film molti belli nelle sale cinematografiche ma gli spettatori sono un ricordo del passato. Ai tanti che durante la pandemia lamentavano la mancanza del cinema come quella dell’ossigeno un solo invito: fate qualche post in meno e andate al cinema qualche volta in più.
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alessandro
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giovedì 20 ottobre 2022
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dramma e problemi di marco...
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Viene riavvolta la vita del protagonista Marco Carrera, il colibrì, dall'infanzia alla vecchiaia tra amori giovanili, liti familiari, drammi e qualche breve periodo di tranquillità. Ritorna alla recitazione Nanni Moretti,nei panni dello psicoterapeuta della problematica moglie del colibrì, e lo fa alla grande, rappresentando una delle pochissime note positive di un film grigio e cupo. Non è proprio da una stella, ma nemmeno da due. Alcuni episodi drammatici, per un film già di per sè drammatico, potevano essere tagliati.
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giovedì 20 ottobre 2022
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il colibrì
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Non mi trovo d'accordo. Mi sembra che la regista sia stata bravissima a scavare nell'animo e nei sentimenti dei personaggi dove il destino, l'imprevidibilità della vita portano a fare scelte non sempre coerenti e volute dalle persone. Sicuramente un primo tempo più emozionante e meno scontato.
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temat825
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giovedì 20 ottobre 2022
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esorcismi di quartiere
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Condivido l'analisi di Marco Giusti, ennesimo esorcismo di buona parte (mancano tossicodipendenza e devianze) dei terrori del pubblico del quadrante Prati-Pinciano-Salario-Parioli-Nomentano, l'unico mondo che il cinema italiano conosce e che poi andrà a costituire la quota prevalente del box office.
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stefano73
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mercoledì 19 ottobre 2022
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favino bravo ma troppi drammi famigliari
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Anche se apprezzo la bravura di Pierfrancesco Favino si tratta dell'ennesima delusione. Non è la prima volta che vedo un film di Francesca Archibugi e nelle buone intenzioni mi sembra che spesso si perda in toni troppo accesi, forti e discutibili. Film triste e cosparso di complessità psicologiche e drammi famigliari. Anche se la bravura degli attori è robusta la trama è improbabile e deprimente. Voto:5
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mercoledì 19 ottobre 2022
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favino bravo ma troppi drammi famigliari
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Anche se apprezzo la bravura di Pierfrancesco Favino si tratta dell'ennesima delusione. Non è la prima volta che vedo un film di Francesca Archibugi e nelle buone intenzioni mi sembra che spesso si perda in toni troppo accesi, forti e discutibili. Film triste e cosparso di complessità psicologiche e drammi famigliari. Anche se la bravura degli attori è robusta la trama è improbabile e deprimente. Voto:5
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mercoledì 19 ottobre 2022
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per nulla d'accordo
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Mi permetta dal dissentire sull'interpretazione che ha dato vita a questa recensione (tra l'altro scritta molto bene). Trovo che i salti temporali del film siano molto più dolci di quelli netti e divisi in capitoli del libro. È più facile entrare in empatia con Favino e Smutiniak che con i personaggi di Veronesi. Forzature non ne vedo e trovo che la presenza di Nanni Moretti dia al film quel quid in più.
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plebe gianfranc o
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domenica 16 ottobre 2022
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stupendo
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Film stupendo sotto tutti i punti di vista
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