frankmoovie
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domenica 23 ottobre 2022
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fermarsi o volare ...
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Ognuno, in ogni famiglia, ha sogni possibili e impossibili. Ognuno ha segreti che restano tali fino alla fine o vengono scoperti. Ognuno ha voglia di crescere e realizzarsi ma anche fermarsi a un certo punto a riflettere sul proprio futuro e sulla importanza e necessità della propria esistenza. Francesca Archibugi ha aperto il libro di Sandro Veronesi e lo ha raccontato a noi in maniera convincente, usando però un po' troppo i ritorni nel tempo, addirittura in ordine non consecutivo e lo spettatore inizialmente resta un po' confuso, poi entra nel gioco della storia drammatica e di personaggi complessi. Un cast di attori eccezionali: Smutniak, Bérénice Bejo, Laura Morante, Sergio Albelli, Alessandro Tedeschi, Benedetta Porcaroli, Massimo Ceccherini, Fotinì Peluso, Nanni Moretti, Francesca De Martini, Pietro Ragusa, Cristiano Piacenti e sopra tutti un eccezionale Pierfrancesco Favino che, da anni, attendo vedere sul palco degli Oscar.
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Ognuno, in ogni famiglia, ha sogni possibili e impossibili. Ognuno ha segreti che restano tali fino alla fine o vengono scoperti. Ognuno ha voglia di crescere e realizzarsi ma anche fermarsi a un certo punto a riflettere sul proprio futuro e sulla importanza e necessità della propria esistenza. Francesca Archibugi ha aperto il libro di Sandro Veronesi e lo ha raccontato a noi in maniera convincente, usando però un po' troppo i ritorni nel tempo, addirittura in ordine non consecutivo e lo spettatore inizialmente resta un po' confuso, poi entra nel gioco della storia drammatica e di personaggi complessi. Un cast di attori eccezionali: Smutniak, Bérénice Bejo, Laura Morante, Sergio Albelli, Alessandro Tedeschi, Benedetta Porcaroli, Massimo Ceccherini, Fotinì Peluso, Nanni Moretti, Francesca De Martini, Pietro Ragusa, Cristiano Piacenti e sopra tutti un eccezionale Pierfrancesco Favino che, da anni, attendo vedere sul palco degli Oscar. Ottima la fotografia, primi piani intensi, un applauso forte ai truccatori e colonna sonora adatta ai vari momenti. Da non perdere perché tutti possiamo essere dei colibrì e rimanere fermi anche a lungo ma poi dobbiamo usare le ali anche per volare ...
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giovanni morandi
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domenica 23 ottobre 2022
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una mascolinità positiva giovanni morandi
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"Il Colibrì" della Archibugi: ‘resilienza’, dialoghi urlati e struggimento,
Resilienza è una parola abusata, che negli ultimi anni abbiamo sentito e letto ovunque, in seguito all’ondata pandemica e dalle vicende economiche e sociali che sembrano a volte sopraffare l’essere umano. Il Colibrì con la sua strenua resistenza è capace di rimanere fermo e di non farsi trascinare dalla corrente. Nel caso della "metafora" utilizzata da Veronesi, il protagonista, nonostante i numerosi drammi, riesce a parare i colpi della vita, rimanendo ancorato alla speranza.
Ciò che può sembrare insostenibile, come il dolore più profondo, viene compensato dalle gioie della vita, che a volte si trovano nelle piccole cose, negli oggetti, nelle case.
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"Il Colibrì" della Archibugi: ‘resilienza’, dialoghi urlati e struggimento,
Resilienza è una parola abusata, che negli ultimi anni abbiamo sentito e letto ovunque, in seguito all’ondata pandemica e dalle vicende economiche e sociali che sembrano a volte sopraffare l’essere umano. Il Colibrì con la sua strenua resistenza è capace di rimanere fermo e di non farsi trascinare dalla corrente. Nel caso della "metafora" utilizzata da Veronesi, il protagonista, nonostante i numerosi drammi, riesce a parare i colpi della vita, rimanendo ancorato alla speranza.
Ciò che può sembrare insostenibile, come il dolore più profondo, viene compensato dalle gioie della vita, che a volte si trovano nelle piccole cose, negli oggetti, nelle case... Archibugi nella sua interpretazione del romanzo di Sandro Veronesi, pluri-celebato, non coglie a tratti questo tema,concentrandosi principalmente sui soliti "dialoghi urlati", sulla malinconia e lo struggimento del protagonista e sulle scenografie, che sono, anche in questo film, un elemento caratterizzante dello stile della regista.
Il Colibrì è ancorato ad uno stile della regista che ha creato grandi aspettative, anche solo per l’ottimo cast, con un Pierfrancesco Favino, che anche in questa occasione, dimostra la sua grande professionalità. L'Archibugi purtroppo non ci riesce e presenta un film che dovrebbe essere corale, ma che in realtà si concentra esclusivamente sulla figura del protagonista, in un susseguirsi di flashback e flashforward, "troppo veloci", che sembrano sconnessi tra di loro. Berenice Bejo, che interpreta il vero amore del protagonista, quello ideale e profondo, deve fronteggiare un personaggio poco caratterizzato, mentre il tema principale è sempre sulle relazioni melodrammatiche delle famiglie borghesi."
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alberto
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domenica 23 ottobre 2022
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una paradossale comicità involontaria…
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Forse uno fra i più inutili e soporiferi film di genere , la sequenza di una serie di disgrazie che diventano pretesto per cucirci intorno una trama mentre dovrebbe essere il contrario . Prima le idee, la narrazione che attraversa la vita è ciò che comporta e non la ricerca affannosa di affastellare fra loro lutti, silenzi ed un uso del flashback francamente imbarazzante, eccessivo, abusato. Manierismo che punta al drammatico , ma che se non hai da regista o sceneggiatore lo spessore dei grandi , ti porta a cadere nel prevedibilmente grottesco, oserei dire nel comico in quanto i lutti sono banalmente troppi ....li ho quasi indovinati tutti prima che si evidenziassero .
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Forse uno fra i più inutili e soporiferi film di genere , la sequenza di una serie di disgrazie che diventano pretesto per cucirci intorno una trama mentre dovrebbe essere il contrario . Prima le idee, la narrazione che attraversa la vita è ciò che comporta e non la ricerca affannosa di affastellare fra loro lutti, silenzi ed un uso del flashback francamente imbarazzante, eccessivo, abusato. Manierismo che punta al drammatico , ma che se non hai da regista o sceneggiatore lo spessore dei grandi , ti porta a cadere nel prevedibilmente grottesco, oserei dire nel comico in quanto i lutti sono banalmente troppi ....li ho quasi indovinati tutti prima che si evidenziassero . Colpo di scena finale ? Perché no ? L' eutanasia del protagonista , un "già visto" nel film " Le invasioni barbariche" qui condito da un simil party di sguardi persi . Attori bravi, ma non basta .
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flaw54
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domenica 23 ottobre 2022
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un film duro
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Un bel film fatto di tragedie e di sofferenze con il protagonista che resiste quasi a tutto. Bella l'immagine del colibrì che impegna tutte le sue forze per rimanere dov'è. Favino incarna perfettamente il personaggio capace di resistere alle profonde sofferenze della sua vita fino ad arrivare a prendere una decisione definitiva più per il bene degli altri che per se stesso. Ottimo il cast e pregevole la recitazione. Un film da vedere che lascia però una forte inquietudine interiore.
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lorenzina biagioli
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sabato 22 ottobre 2022
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un uomo resilente.
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Film delicato e commuovente .attori bravissimi . Finalmente la figura di un uomo protagonista che rimane coerente nonostante i drammi tutti provocati da donne .le uniche problematiche nel film . Troppo veloci i flashback durante il film . Non ci si può distrarre
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lorenzina biagioli
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sabato 22 ottobre 2022
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un uomo resilente.
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Film delicato e commuovente .attori bravissimi . Finalmente la figura di un uomo protagonista che rimane coerente nonostante i drammi tutti provocati da donne .le uniche problematiche nel film . Troppo veloci i flashback durante il film . Non ci si può distrarre
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lorenzina biagioli
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sabato 22 ottobre 2022
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un uomo resilente.
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Film delicato e commuovente .attori bravissimi . Finalmente la figura di un uomo protagonista che rimane coerente nonostante i drammi tutti provocati da donne .le uniche problematiche nel film . Troppo veloci i flashback durante il film . Non ci si può distrarre
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milli
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sabato 22 ottobre 2022
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di tutto di più....
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Letto il libro di Veronese ho trovato il romanzo un concentrato di tragedie e tristezza... Il film le amplifica ancora di più... Favino scelto perché grandioso interprete... Ma terminato il film... Mi sono sentita triste e abbacchiata ... Poi mi sono detta... Ma le sfighe nella vita... Ok.... Ma in un romanzo perché volere a tutti i costi metterle tutte?? E volerle rendere reali in un film.... Purtroppo non lo spoilero' a nessuno ma ho chiesto ad amici di andare a vederlo per poi... Commentarlo.
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goldy
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venerdì 21 ottobre 2022
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lo scempio della narrazione
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Cosa rimarrà nella mia memoria di questo film? Solo il titolo assolutamente perfetto per sintetizzare la difficoltà del vivere e l'equilibrio necessario per non soccombere. Altro, purtroppo non rimarrà. Perchè arruffare inutilmente la narrazione?
Come va raccontata una storia? Rispettando regole purtroppo rigide che molti registi fanno di tutto per non seguire alla ricerca di una originalità espressiva che solo i geni riescono a proporre. .. Se non si è Fellini, o Altman, si diano una regolata e si accontentino di scegliere una linearità narrativa che salvi il film e lo faccia apprezzare dal pubblico.
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Cosa rimarrà nella mia memoria di questo film? Solo il titolo assolutamente perfetto per sintetizzare la difficoltà del vivere e l'equilibrio necessario per non soccombere. Altro, purtroppo non rimarrà. Perchè arruffare inutilmente la narrazione?
Come va raccontata una storia? Rispettando regole purtroppo rigide che molti registi fanno di tutto per non seguire alla ricerca di una originalità espressiva che solo i geni riescono a proporre. .. Se non si è Fellini, o Altman, si diano una regolata e si accontentino di scegliere una linearità narrativa che salvi il film e lo faccia apprezzare dal pubblico. Rispettino le regole della narrazione che solo quelle che cadenzano la vita di ognuno di noi. Qui la noia prevale ed è solo nella parte finale , quando finalmernte gli eventi convergono verso un esito conclusivo che la noia lascia spazio a un a maggior coinvolgimento.
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[+] una ''palla''
(di bella1997)
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enzo70
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giovedì 20 ottobre 2022
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la forza di un uomo
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Il libro di Veronesi mi aveva colpito moltissimo. Con uno stile narrativo forte, inusuale ed asciutto emergeva la storia di un uomo, Marco, in grado di resistere ai tanti colpi della vita. Non basta essere benestanti, belli e affermati sul lavoro; perché durante la nostra esistenza il dolore è sempre dietro l’angolo e serve avere la forza del Colibrì che batte le ali velocissime per rimanere sempre allo stesso posto. E poi il racconto di quella telefonata…. Francesca Archibugi riesce nel più ingrato compito per un regista: rendere al meglio un libro importante sul grande schermo. Lo fa bene, benissimo con il solito Pierfrancesco Favino che dimostra per l’ennesima volta di essere un grandissimo e versatile interprete e con un cast importante.
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Il libro di Veronesi mi aveva colpito moltissimo. Con uno stile narrativo forte, inusuale ed asciutto emergeva la storia di un uomo, Marco, in grado di resistere ai tanti colpi della vita. Non basta essere benestanti, belli e affermati sul lavoro; perché durante la nostra esistenza il dolore è sempre dietro l’angolo e serve avere la forza del Colibrì che batte le ali velocissime per rimanere sempre allo stesso posto. E poi il racconto di quella telefonata…. Francesca Archibugi riesce nel più ingrato compito per un regista: rendere al meglio un libro importante sul grande schermo. Lo fa bene, benissimo con il solito Pierfrancesco Favino che dimostra per l’ennesima volta di essere un grandissimo e versatile interprete e con un cast importante. Nanni Moretti, il ruolo dello psicoterapeuta sembra immaginato da Veronesi per essere interpretato anni dopo da lui, Laura Morante, Kasia Suuniak tra gli altri. Un film duro che dimostra la capacità dell’uomo di trovare nel dolore la coerenza e la forza per andare avanti. Al termine della proiezione un piccolo applauso. Nota dolente, in questo periodo film molti belli nelle sale cinematografiche ma gli spettatori sono un ricordo del passato. Ai tanti che durante la pandemia lamentavano la mancanza del cinema come quella dell’ossigeno un solo invito: fate qualche post in meno e andate al cinema qualche volta in più.
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