Volevo nascondermi

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Un film di Giorgio Diritti. Con Elio Germano, Oliver Ewy, Leonardo Carrozzo, Pietro Traldi, Orietta Notari.
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Biografico, Ratings: Kids+13, durata 120 min. - Italia 2020. - 01 Distribution uscita sabato 15 agosto 2020. MYMONETRO Volevo nascondermi * * * 1/2 - valutazione media: 3,70 su 52 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
sergio dal maso giovedì 29 ottobre 2020
volevo nascondermi Valutazione 5 stelle su cinque
92%
No
8%

«Il rimpianto del suo spirito, che tanto seppe creare attraverso la solitudine e il dolore, è rimasto in quelli che compresero come sino all'ultimo giorno della sua vita egli desiderasse soltanto libertà e amore»
(Epitaffio sulla tomba di Antonio Ligabue a Gualtieri)
  
Un occhio guardingo e spaurito spunta dalla fessura di un mantello calato sulla testa. Con uno sguardo diffidente spia cosa c’è fuori, sembra osservarci.
L’uomo rannicchiato sul pavimento della stanza dell’ospedale psichiatrico è Antonio Ligabue, Toni el mattper i compaesani di Gualtieri, piccolo borgo vicino a Reggio Emilia. [+]

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arsenio domenica 30 agosto 2020
‘ritratto elementare’ Valutazione 2 stelle su cinque
67%
No
33%

Di Pacifico Arsenio

 

Volevo Nascondermi è cervellotico solo per il gusto di essere cervellotico: ritmo contorto, sceneggiatura complicata e monotona, un po' di bella fotografia minimalista che non guasta. [+]

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luciano sibio lunedì 17 agosto 2020
film a tratti ruffiano Valutazione 3 stelle su cinque
82%
No
18%

Film che ha tutti gli ingredienti del film dell'anno sia a lato della sceneggiatura che delle scenografia.Purtroppo cala di livello per un eccesso di cedimento a lato del pubblico e della parte commerciale.Che succede ? che l'assetto teorico del film consiste nella evidenziazione di un principio di cui la storia del pittore ne è vivida espressione.E cioè che oguno al mondo,anche il più malmesso e disfunzionale,può occupare un posto sociale,recitare cioè una parte,senza quindi doversi in nessuno modo nascondere.
Il fatto poi che il nostro Ligabue con la compiacenza di qualche luminare del campo e per simpatia sia asceso a singolari livelli di qualità artistica è un fatto secondario rispetto al contenuto generale per cui il riscatto vero e proprio è poter dire in giro che io sono un artista,cioè io so fare qualcosa che serve e nel cotesto sociale d'appartenenza, punto e basta, indipendentemente dal successo o da altre genericiità che possono in qualche modo implicare discorsi un pò affrettati sull'arte e sul compito degli artisti. [+]

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angelo umana martedì 25 agosto 2020
gli abbracci negati Valutazione 5 stelle su cinque
63%
No
37%

 Volevo nascondermi mi piacerebbe nominarlo “volevo gli abbracci mancati”. Potrebbe dirsi, se vi pare, il film sugli abbracci negati al bambino Ligabue o Laccabue, e sulle conseguenze che questa mancanza ebbe. In una scena ad inizio film compare la sua mamma che lo consegna ad una coppia adottiva a Zurigo e l'immagine di lui che piange mentre la mamma va via rimane forte in mente. Questo abbandono pare produrgli un rifiuto della realtà circostante e di questi genitori adottivi, è rifiutato e deriso a sua volta dall'ambiente e dagli altri bambini, un insubordinato per la scuola e per il lavoro, un disadattato che soggiornerà in manicomi quando verrà mandato a Gualtieri in Emilia, il padre naturale era di colà. [+]

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vanessa zarastro domenica 23 agosto 2020
diversità e arte Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
0%

Il vero protagonista del film “Volevo nascondermi” è senza dubbio Elio Germano nel ruolo del pittore e scultore italiano Antonio Ligabue. Ormai Germano è andato a specializzarsi in questi ruoli che coniugano malattia fisica, sofferenza psicologica e creatività artistica. Basti pensare alla sua interpretazione di Giacomo Leopardi ne “Il giovane favoloso” di Mario Martone del 2014, solo che qui, come se non bastasse, c’è anche la fame e la povertà. La biografia di Ligabue infatti è di per sé struggente: Toni nasce a Zurigo nel 1899 figlio di immigrati italiani, ma viene affidato subito a una coppia svizzera senza figli e adottato dopo la morte della madre. [+]

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brunopepi martedì 10 novembre 2020
ligabue è germano e germano è tutto il film Valutazione 2 stelle su cinque
70%
No
30%

La vita dell'acclamato pittore, tra i più importanti artisti naif del xx secolo viene riportata nel lungometraggio attraverso flashback della sua infanzia e gioventù nonché lungo la sua complessa e poco salubre esistenza. Il regista e sceneggiatore ha mosso i suoi primi passi nel mondo del cinema lavorando a fianco di autori come Pupi Avati del quale si percepisce quello stile narrativo poetico e delicato senza qui però, riuscire ad introdurre emotività ed esaltazione in un soggetto dal quale, riguardo ciò, si sarebbe potuto fare di più. [+]

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fabiofeli lunedì 9 marzo 2020
mi è piaciuto di mondi ! Valutazione 4 stelle su cinque
56%
No
44%

Un occhio spalancato guarda da un buco in un sacco nero un dottore, uno psichiatra, che parla in tedesco e che vediamo in controcampo. Non vuole essere visto, vuole restare nascosto“Toni al Matt” (Elio Germano), che ha già sofferto due abbandoni: dai genitori di Gualtieri  (vicino Reggio Emilia) e da quelli adottivi. Nella sua infanzia è stato perseguitato dai coetanei che lo spaventavano a morte ansimando rumorosamente davanti a lui. Quando dalla Svizzera tedesca viene rispedito a Gualtieri, lo chiamano “il tedesco”. [+]

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frankmoovie lunedì 7 settembre 2020
volevo nascondermi: film da ... scoprire. Valutazione 0 stelle su cinque
67%
No
33%

 Il personaggio di Ligabue, il suo carattere e le sue stranezze, sono abbastanza conosciute anche per uno sceneggiato TV fatto per il grande pubblico e ben interpretato da Flavio Bucci e questo film poteva correre il rischio di ripetere cose già viste, sotto l'influenza del successo di pubblico televisivo. Ma il regista Giorgio Diritti ormai ha esperienza e animo poetico per cui, conoscendo anche le zone in cui visse l'artista e la gente, ci regala un film da non dimenticare, che punta sulla scalata sociale di una persona problematica, mostrando come nella società ognuno può trovare il suo ruolo, e sulla ascesa e decadenza di un'artista spesso preso in giro, poi anche sfruttato. [+]

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eugenio venerdì 13 novembre 2020
natura, arte e cultura nel segno di diritti Valutazione 4 stelle su cinque
67%
No
33%

La coperta, un occhio, uno sguardo che si nasconde dietro un buco. E che da quel buco guarda, come porta, il mondo che davanti a lui gli appare crudele, freddo e meschino, senza scampo.
Antonio è un prigioniero che tramite l’arte ha saputo liberarsi dalla gabbia: della malattia di gozzo e rachitismo; della famiglia di contadini svizzeri in un’infanzia non propriamente felice, frutto di violenza e abusi; degli studi, frammentari e superficiali; delle percosse subite dai coetanei che lo pestavano per il gusto di vederlo andare in crisi; dell’espulsione dalle scuole sino all’approdo tutt’altro che felice in Italia, in un paese di cui non conosceva nemmeno la lingua, una Romagna di lambruschi e felicità negate. [+]

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maria f. mercoledì 23 settembre 2020
evviva i buoni flim! Valutazione 5 stelle su cinque
60%
No
40%

 Quando si sceglie un film, la preferenza è dovuta comunemente alla fiducia che si dà al regista, al protagonista, alla storia, si cerca insomma di ottimizzare quelle due ore che si trascorreranno per assistere a un buon lavoro, e all’ uscita dalla sala potere dire: “Non ho perso tempo, sono soddisfatta!”.
Questa volta sono stata accompagnata più che dentro una storia, nei meandri infiniti della sofferenza di un uomo, fin da bambino incapace di esprimersi e quindi di difendersi, abbandonato ai confini fra Italia e Svizzera perché povero e ritenuto deficiente, consegnato al paese d’origine Gualtieri dove vivrà come senza tetto in una miope Italia fascista. [+]

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