L'acqua, l'insegna la sete - Storia di classe

Film 2020 | Documentario, +13 76 min.

Anno2020
GenereDocumentario,
ProduzioneItalia, Svizzera
Durata76 minuti
Regia diValerio Jalongo
Uscitalunedì 22 novembre 2021
TagDa vedere 2020
DistribuzioneDesir
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,50 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Valerio Jalongo. Un film Da vedere 2020 Genere Documentario, - Italia, Svizzera, 2020, durata 76 minuti. Uscita cinema lunedì 22 novembre 2021 distribuito da Desir. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,50 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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15 anni dopo aver realizzato un video diario insieme ai ragazzi della 1E, un vecchio professore, ormai in pensione, va alla ricerca dei suoi ex studenti. Quello che scoprirà su di loro diventa un emozionante racconto. In Italia al Box Office L'acqua, l'insegna la sete - Storia di classe ha incassato 7,4 mila euro .

Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,50
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Lo smarrimento del sistema Scuola nei percorsi di vita di un ex docente e dei suoi alunni.
Recensione di Paola Casella
domenica 26 aprile 2020
Recensione di Paola Casella
domenica 26 aprile 2020

Nel 2004 Gianclaudio Lopez era insegnante presso l'Istituto Roberto Rossellini di Roma. Quell'anno la sua classe ha aderito ad un progetto consono ad un istituto di formazione tecnica per l'audiovisivo: la creazione di un video-diario che, per tre anni, avrebbe consentito agli studenti di raccontarsi attraverso l'uso di una telecamerina. Il regista Valerio Jalongo e alcuni dei docenti hanno accompagnato il progetto effettuando riprese aggiuntive, coadiuvati da una piccola troupe di ragazzi della classe. 15 anni dopo Jalongo è tornato a trovare il Professor Lopez e alcuni suoi ex studenti, insieme al direttore della fotografia Massimo Franchi che era professore di ripresa durante gli anni del video-diario, e da una troupe di studenti attuali o diplomati al Rossellini.

L'acqua, l'insegna la sete è il percorso di un docente ora in pensione e dei suoi ex alunni, ma anche lo smarrimento di un'istituzione scolastica, e di un Paese, che si vedono sfuggire di mano molte vite giovani.

Per ognuno degli ex alunni al centro della storia la vita ha riservato sorprese e delusioni, e il percorso lavorativo non è stato conseguente alla preparazione scolastica: Lorenzo è diventato un prestigiatore e animatore; Jessica assiste gli anziani in una casa di cura "pretombale"; Gianluca pota gli alberi della Capitale; Corinna tiene a pensione un gruppetto di cani; Yari fa il cuoco in una tavola calda; Alessio, che sognava di diventare calciatore, sbarca il lunario come magazziniere e ha scoperto un talento per il poker.

Jalongo segue il loro percorso accostando le riprese degli anni 2004-2007 a quelle del presente, leggendo insieme al loro professore i temi in classe con cui i ragazzi confessavano paure e fragilità, alcuni già bocciati e destinati ad ulteriori bocciature, alcuni abbandonati da genitori che non hanno saputo prendersene cura. C'è anche una ragazza che non ce l'ha fatta e resterà per sempre in quel passato scolastico, mentre la madre accompagna oggi il Professor Lopez davanti alla sua tomba.

Ma non c'è solo disappunto in questa storia di classe (intesa in tutti i sensi: scolastica, anagrafica, economica e sociale). C'è anche la scelta di molti degli ex alunni di relazionarsi non con un sistema Paese collassato e con quella che Corinna definisce la cattiveria degli esseri umani adulti, ma con i bambini, gli animali, gli anziani, gli alberi - tutto ciò che, come loro, resta a margine e cui la quotidiana corsa all'accaparramento non lascia spazio. Ognuno di loro in qualche modo trova una sua dimensione, un suo "gancio in mezzo al cielo", lontano da una preparazione scolastica spesso non portata a termine ma vicino alle proprie sensibilità individuali.

La vicenda più commovente è quella di Yari, il ragazzo "senza pelle" che viene da una storia famigliare complicata e trova la sua redenzione in una figlia di cui si prende cura come nessuno si è preso cura di lui. Jalongo non indugia mai sulle sue lacrime, né su quelle della timidissima Corinna o della tenera Jessica, occhi pieni di cielo nonostante le delusioni subìte; né censura i dettagli meno lusinghieri della loro vita scolastica: le svastiche sui banchi, i graffiti sui muri, le botte nei corridoi, le droghe, la frustrazione che aleggia nei consigli docenti e nelle riunioni con i genitori.

Il suo non è mai compiacimento della desolazione, o ritratto sociologico da intellettuale. È un'aderenza narrativa ed empatica nei confronti di un gruppetto di esseri umani che hanno provato e ancora provano a trovare il proprio posto nel mondo, e a quel Professor Lopez che non molla mai, che tiene da parte i temi dei suoi ex alunni, che allunga la mano a toccare una spalla nei momenti di sconforto: il docente che ogni alunno (e ogni genitore) vorrebbe accanto.

"La rabbia c'è", come dice Alessio, e c'è una misura di denuncia sociale. Ma c'è anche tanta tenerezza, ci sono le risate dei ragazzi, gli scherzi ai professori, l'afflato poetico (il titolo del documentario viene da una poesia di Emily Dickinson), l'accompagnamento musicale di Mario Tronco che, come il regista, sottolinea ma non invade, con quel pudore che era l'unica chiave di lettura possibile per raccontare questa storia proteggendo la dignità dei suoi protagonisti. Il film di Jalongo è una pièce in due atti che attende (e ci fa attendere) il terzo. E il rapporto d'affetto che lega il professore alla sua classe è lo stesso che lega il regista ai suoi soggetti, e noi spettatori a loro.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 19 settembre 2020
Eleonora Iori

Ragazzi che compongono una classe, i quali, rassicurati dalla fiducia verso l'insegnante Gianclaudio Lopez, si dichiarano attraverso i loro temi e durante le riprese. Tornare sui "luogo del delitto" dopo alcuni anni, è stato un impegno coraggioso e generoso. Un lavoro che sollecita emotivià e per certi versi stupore. Un film che lascia la bocca amara con il pregio di [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
lunedì 22 novembre 2021
Pedro Armocida

L’acqua, la insegna la sete.
La terra, gli oceani trascorsi.
Lo slancio, l’angoscia,
La pace, la raccontano le battaglie,
L’amore, i tumuli della memoria,
Gli uccelli, la neve.


Vale la pena riprodurre tutta la poesia di Emily Dickinson che dà il titolo al bel film di Valerio Jalongo che torna a raccontare il mondo della scuola, questa volta in maniera documentaristica, dieci anni dopo La scuola è finita con Valeria Golino e Vincenzo Amato.

L’acqua, l’insegna la sete - Storia di classe si apre proprio con il prof. di lettere Lopez che cerca di trasmettere quella poesia ai suoi studenti. E lo fa quasi interpretandola, da attore, veicolo naturale per arrivare a quel gruppo di ragazzi che lo interrompe in continuazione ma che pure lo videoriprende, incuriosito. È la 1ª E dell’Istituto Rossellini per la cinematografia e la televisione di Roma, anno 2004, dove Jalongo insegnava in quegli anni. Riprendendo il materiale realizzato per un progetto di videodiario collettivo degli studenti, grazie al prof. Lopez che ha conservato tutto di quella classe, compiti e temi compresi, il regista vuole scoprire che adulti sono diventati quei ragazzi, quindici anni dopo.

Nel farlo il racconto si trasforma, in maniera automatica, in una radiografia che, anno dopo anno, non fa altro che registrare le stesse problematiche di cui però in genere si fatica a parlare, molti ragazzi di quella classe sono stati bocciati e molti hanno abbandonato la scuola prima del tempo, senza quindi prendere alcun diploma. Il prof. Lopez scopre che nessuno di quei ragazzi fa il mestiere per il quale aveva studiato. Questo può essere pure un fatto casuale e, alla fine, poco significativo mentre è la direzione, diversa e imprevedibile, che ognuno di loro ha preso a interrogare lo spettatore sui diversi destini che poi sono anche quelli nostri, compagni di scuola inclusi.

Nel film, il prof. Lopez, ora in pensione, fa rileggere ad alcuni dei suoi studenti i temi che avevano scritto quindici anni prima. Ed è un passaggio struggente perché mette a confronto le diverse età di una persona, la memoria obbliga al confronto, al riconoscimento del tempo, di cose che potevano accadere, di promesse non mantenute, di un futuro possibile. Ma Yari, Jessica, Lorenzo, Gianluca, Corinna, Alessio – questi i nomi di alcuni di loro – una direzione comunque l’hanno presa e, curiosamente, per molti di loro ha anche fare con la cura dell’altro che può essere l’assistenza agli anziani, il gioco con i bambini, la cura degli alberi cittadini, una pensione per cani. E qui in qualche modo torna la poesia di Emily Dickinson in esergo.

Presentato in concorso al festival svizzero Visions du Réel e premiato come Miglior Film dalla giuria giovani a Visioni dal Mondo, L’acqua, l’insegna la sete - Storia di classe, scritto da Valerio Jalongo con Linda Ferri e in collaborazione con Gianclaudio Lopez non vuole far assumere alle vicende di quella 1ª E dell’Istituto Rossellini un carattere universale, magari statistico, rispetto al variegato mondo della scuola. È questo un pericolo da cui bisogna cercare sempre di scampare come fa Vanessa Roghi nel recente e importante volume per Einaudi "Voi siete il fuoco. Storia e storie della scuola". Perché è fondamentale raccontare il più possibile le storie della scuola anche per individuare le vere problematiche di cui invece si cerca di non parlare, perché danno fastidio al manovratore, come quella della dispersione scolastica che in Italia, fanalino di coda in Europa, è al 13,1%: un ragazzo su sette non finisce le scuole superiori secondo l’ultimo rilevamento del 2020.

Una delle risposte possibili è sicuramente nello svogliato consiglio di classe in cui si vede la scarsa fiducia che alcuni docenti ripongono negli studenti. Alla fine la macchina da presa scorre dall’alto sui banchi vuoti, tutti scarabocchiati, come le pareti su cui il prof. Lopez ha spinto i ragazzi a scrivere prima dei lavori di imbiancatura.

«Scuola di merda» e «Moriremo tutti», le due scritte paradigmatiche che raccontano esattamente come l’acqua, l’insegna la sete.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 25 aprile 2020
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

Un cinema per raccontare, per immergersi nel reale. Esistenze che si intrecciano in giorni all'apparenza uguali. Lo sguardo del regista Valerio Jalongo non è mai stato così penetrante. È come se tutti i suoi lavori precedenti fossero stati un percorso di avvicinamento a L'acqua, l'insegna la sete - Storia di classe. Il rapporto tra tecnologia e spiritualità (Il senso della bellezza), l'indagine sociale [...] Vai alla recensione »

martedì 16 novembre 2021
Roberto Silvestri
Film TV

«L'emozione l'insegna il cinema», parafrasando Emily Dickinson da cui è tratto il titolo di quest'opera prodotta dal fuori schema Enzo Porcelli e diretta dal sessantenne Valerio Jalongo, scuola Gaumont, al nono film. 15 anni dopo aver girato un videodiario con sei studenti inquieti dell'Istituto Cine Tv Rossellini di Roma, il loro adorato professore di lettere e scrittura "creativa" Gianclaudio Lopez, [...] Vai alla recensione »

martedì 28 aprile 2020
Camillo De Marco
Cineuropa

Mai come in questo periodo di difficoltà per il lockdown da virus si sta riflettendo sul ruolo della scuola e dell'insegnamento e con esemplare tempismo il nuovo film documentario di Valerio Jalongo in Concorso nazionale al festival di Nyon Visions du Réel, L'acqua l'insegna la sete - Storia di classe, ne ripropone l'urgenza. Dall'infinitamente piccolo delle particelle studiate al CERN di Ginevra, [...] Vai alla recensione »

NEWS
GUARDA L'INIZIO
mercoledì 17 novembre 2021
 

Su MYmovies i primi minuti del nuovo film di Valerio Jalongo. Il 22, 23 e 24 novembre al cinema. Guarda l'inizio »

TRAILER
mercoledì 3 novembre 2021
 

Un ritratto intimo sul destino di ognuno, e la storia di una classe fra tante. Il 22-23-24 novembre al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
venerdì 29 ottobre 2021
 

15 anni dopo aver realizzato un video diario insieme ai ragazzi della 1E, un vecchio professore, ormai in pensione, va alla ricerca dei suoi ex studenti. Quello che scoprirà su di loro diventa un emozionante racconto. Vai all'articolo »

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