L'acqua, l'insegna la sete - Storia di classe

Film 2020 | Documentario 76 min.

Regia di Valerio Jalongo. Un film Da vedere 2020 Genere Documentario - Italia, Svizzera, 2020, durata 76 minuti.

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15 anni dopo aver realizzato un video diario insieme ai ragazzi della 1E, un vecchio professore, ormai in pensione, va alla ricerca dei suoi ex studenti. Quello che scoprirà su di loro diventa un emozionante racconto.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
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CONSIGLIATO SÌ
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Lo smarrimento del sistema Scuola nei percorsi di vita di un ex docente e dei suoi alunni.
Recensione di Paola Casella
domenica 26 aprile 2020
Recensione di Paola Casella
domenica 26 aprile 2020

Nel 2004 Gianclaudio Lopez era insegnante presso l'Istituto Roberto Rossellini di Roma. Quell'anno la sua classe ha aderito ad un progetto consono ad un istituto di formazione tecnica per l'audiovisivo: la creazione di un video-diario che, per tre anni, avrebbe consentito agli studenti di raccontarsi attraverso l'uso di una telecamerina. Il regista Valerio Jalongo e alcuni dei docenti hanno accompagnato il progetto effettuando riprese aggiuntive, coadiuvati da una piccola troupe di ragazzi della classe. 15 anni dopo Jalongo è tornato a trovare il Professor Lopez e alcuni suoi ex studenti, insieme al direttore della fotografia Massimo Franchi che era professore di ripresa durante gli anni del video-diario, e da una troupe di studenti attuali o diplomati al Rossellini.

L'acqua, l'insegna la sete è il percorso di un docente ora in pensione e dei suoi ex alunni, ma anche lo smarrimento di un'istituzione scolastica, e di un Paese, che si vedono sfuggire di mano molte vite giovani.

Per ognuno degli ex alunni al centro della storia la vita ha riservato sorprese e delusioni, e il percorso lavorativo non è stato conseguente alla preparazione scolastica: Lorenzo è diventato un prestigiatore e animatore; Jessica assiste gli anziani in una casa di cura "pretombale"; Gianluca pota gli alberi della Capitale; Corinna tiene a pensione un gruppetto di cani; Yari fa il cuoco in una tavola calda; Alessio, che sognava di diventare calciatore, sbarca il lunario come magazziniere e ha scoperto un talento per il poker.

Jalongo segue il loro percorso accostando le riprese degli anni 2004-2007 a quelle del presente, leggendo insieme al loro professore i temi in classe con cui i ragazzi confessavano paure e fragilità, alcuni già bocciati e destinati ad ulteriori bocciature, alcuni abbandonati da genitori che non hanno saputo prendersene cura. C'è anche una ragazza che non ce l'ha fatta e resterà per sempre in quel passato scolastico, mentre la madre accompagna oggi il Professor Lopez davanti alla sua tomba.

Ma non c'è solo disappunto in questa storia di classe (intesa in tutti i sensi: scolastica, anagrafica, economica e sociale). C'è anche la scelta di molti degli ex alunni di relazionarsi non con un sistema Paese collassato e con quella che Corinna definisce la cattiveria degli esseri umani adulti, ma con i bambini, gli animali, gli anziani, gli alberi - tutto ciò che, come loro, resta a margine e cui la quotidiana corsa all'accaparramento non lascia spazio. Ognuno di loro in qualche modo trova una sua dimensione, un suo "gancio in mezzo al cielo", lontano da una preparazione scolastica spesso non portata a termine ma vicino alle proprie sensibilità individuali.

La vicenda più commovente è quella di Yari, il ragazzo "senza pelle" che viene da una storia famigliare complicata e trova la sua redenzione in una figlia di cui si prende cura come nessuno si è preso cura di lui. Jalongo non indugia mai sulle sue lacrime, né su quelle della timidissima Corinna o della tenera Jessica, occhi pieni di cielo nonostante le delusioni subìte; né censura i dettagli meno lusinghieri della loro vita scolastica: le svastiche sui banchi, i graffiti sui muri, le botte nei corridoi, le droghe, la frustrazione che aleggia nei consigli docenti e nelle riunioni con i genitori.

Il suo non è mai compiacimento della desolazione, o ritratto sociologico da intellettuale. È un'aderenza narrativa ed empatica nei confronti di un gruppetto di esseri umani che hanno provato e ancora provano a trovare il proprio posto nel mondo, e a quel Professor Lopez che non molla mai, che tiene da parte i temi dei suoi ex alunni, che allunga la mano a toccare una spalla nei momenti di sconforto: il docente che ogni alunno (e ogni genitore) vorrebbe accanto.

"La rabbia c'è", come dice Alessio, e c'è una misura di denuncia sociale. Ma c'è anche tanta tenerezza, ci sono le risate dei ragazzi, gli scherzi ai professori, l'afflato poetico (il titolo del documentario viene da una poesia di Emily Dickinson), l'accompagnamento musicale di Mario Tronco che, come il regista, sottolinea ma non invade, con quel pudore che era l'unica chiave di lettura possibile per raccontare questa storia proteggendo la dignità dei suoi protagonisti. Il film di Jalongo è una pièce in due atti che attende (e ci fa attendere) il terzo. E il rapporto d'affetto che lega il professore alla sua classe è lo stesso che lega il regista ai suoi soggetti, e noi spettatori a loro.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 19 settembre 2020
Eleonora Iori

Ragazzi che compongono una classe, i quali, rassicurati dalla fiducia verso l'insegnante Gianclaudio Lopez, si dichiarano attraverso i loro temi e durante le riprese. Tornare sui "luogo del delitto" dopo alcuni anni, è stato un impegno coraggioso e generoso. Un lavoro che sollecita emotivià e per certi versi stupore. Un film che lascia la bocca amara con il pregio di [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 25 aprile 2020
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

Un cinema per raccontare, per immergersi nel reale. Esistenze che si intrecciano in giorni all'apparenza uguali. Lo sguardo del regista Valerio Jalongo non è mai stato così penetrante. È come se tutti i suoi lavori precedenti fossero stati un percorso di avvicinamento a L'acqua, l'insegna la sete - Storia di classe. Il rapporto tra tecnologia e spiritualità (Il senso della bellezza), l'indagine sociale [...] Vai alla recensione »

martedì 28 aprile 2020
Camillo De Marco
Cineuropa

Mai come in questo periodo di difficoltà per il lockdown da virus si sta riflettendo sul ruolo della scuola e dell'insegnamento e con esemplare tempismo il nuovo film documentario di Valerio Jalongo in Concorso nazionale al festival di Nyon Visions du Réel, L'acqua l'insegna la sete - Storia di classe, ne ripropone l'urgenza. Dall'infinitamente piccolo delle particelle studiate al CERN di Ginevra, [...] Vai alla recensione »

NEWS
[LINK] FESTIVAL
domenica 26 aprile 2020
 

Il film di Valerio Jalongo è in programma al festival Visions du Réel. Vai all'articolo »

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