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fabrizio friuli
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lunedì 10 gennaio 2022
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buon film , ma con delle pecche
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Nella vasta giungla dell' India , un cucciolo d'uomo chiamato Mowgli tenta di essere un valido lupo come i membri del branco di Akela , tuttavia, egli dev'essere portato nel villaggio degli uomini per poter stare con quelli della sua specie e soprattutto, per impedire alla spietata tigre Shere Khan di ucciderlo, quindi , la pantera Bagheera decide di accompagnarlo nel luogo promesso, venendo ostacolato dalla tigre. Nel corso della vicenda Mowgli inconterà nemici insidiosi, perché nella giungla non bisogna solo preoccuparsi della tigre, ma fortunatamente Mowgli riesce ad incontrare un orso chiamato Baloo , che diventa un secondo mentore per lui.
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Nella vasta giungla dell' India , un cucciolo d'uomo chiamato Mowgli tenta di essere un valido lupo come i membri del branco di Akela , tuttavia, egli dev'essere portato nel villaggio degli uomini per poter stare con quelli della sua specie e soprattutto, per impedire alla spietata tigre Shere Khan di ucciderlo, quindi , la pantera Bagheera decide di accompagnarlo nel luogo promesso, venendo ostacolato dalla tigre. Nel corso della vicenda Mowgli inconterà nemici insidiosi, perché nella giungla non bisogna solo preoccuparsi della tigre, ma fortunatamente Mowgli riesce ad incontrare un orso chiamato Baloo , che diventa un secondo mentore per lui. Tuttavia, Mowgli decide di rimanere nella giungla per affrontare il suo abietto nemico che brama il suo sangue inesorabilmente.
Il remake live action del lungometraggio animato dell'anno 1967 , pur essendo basato su un 'emblematica opera letteraria, è certamente inferiore al film animato della Disney , perché questo live action presenta delle pecche notevoli : alcuni animali sono eccessivamente grandi , come Baloo , che viene rappresentato come un orso bruno , in realtà lui è un orso labiato, una specie di orso presente in India , ed anche il personaggio di Kaa è delle dimensioni di un drago , e in questo film il personaggio è di sesso femminile, perché nel film ci sono troppi maschi , ma , il personaggio in questione appare in una sola scena mentre nel film animato appare con più frequenza ed è stato reso un antagonista secondario, invece qui , oltre ad apparire in una singola scena , è una femmina , e probabilmente, cambiare sesso a questo personaggio non è stata una mossa intelligente, perché viene rappresentata come una seduttrice diabolica, legata al peccato . Esclusi questi due personaggi, gli altri sono ben realizzati, specialmente la tigre Shere Khan, che pur apparendo diverso dalla versione disney, non fa rimpiangere il personaggio animato che appare nel film d'animazione. Il doppiaggio può andare, grazie alla bravura di Magalli Giancarlo, che ha doppiato egregiamente il leader delle scimmie, Re Loui, reso più minaccioso , ed anche a quella di Neri Marcore ' , doppiatore di Baloo , non si può dire lo stesso del doppiaggio di Toni Servillo , che ha doppiato Bagheera mediocremente, gli altri talent sono stati soddisfacenti , Violante Placido ( la lupa Raksha ) e Giovanna Mezzogiorno ( Kaa il pitone indiano ). Naturalmente, il film del regista John Favreau , può essere apprezzato, ma non si tratta di una pellicola da esaltare in modo eccessivo, soprattutto per il cambiamento di Kaa , perché, mettere personaggi femminili è accettabile, ma questo personaggio è stato reso scarsamente utile , e probabilmente, la recitazione del bambino che interpreta Mowgli non riesce a convincere chiunque guardi il film , partendo dal principio , fino ad arrivare alla sua conclusione.
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alessandro
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domenica 28 novembre 2021
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un pò sopravvalutato...ma che immagini!
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Mi aspettavo qualcosa in più da questo live action della Walt Disney. A mio parere, decisamente molto meglio il cartone animato, dalla trama più lineare e dalle scene più coinvolgenti e scansonate. Nulla da dire sulla verosimiglianza degli animali e quindi sulle tecniche grafiche utilizzate... chapeau!
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rmarci 05
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venerdì 12 luglio 2019
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un remake più "adulto" e veramente notevole
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Jon Favreau riesuma il classico Disney del 1967 proponendone una versione più "adulta" sia nel linguaggio che nella forma ma comunque vicina all'opera di formazione, che si avvale, inoltre, di un'affascinante riflessione sul rapporto tra uomo e natura. Ciò che suggestiona di più , comunque, è lo straordinario realismo figurativo delle immagini, accentuato dal 3D eccellente, che raggiunge il suo apice nelle magistrali scene d'azione. Intrattenendo e coinvolgendo emotivamente lo spettatore, il regista realizza uno dei pochi remake Disney veramente riusciti e degni di nota, che prende come punto di riferimento il film originale, ma senza copiarlo, sostituirsi a lui o rovinarne l'essenza.
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Jon Favreau riesuma il classico Disney del 1967 proponendone una versione più "adulta" sia nel linguaggio che nella forma ma comunque vicina all'opera di formazione, che si avvale, inoltre, di un'affascinante riflessione sul rapporto tra uomo e natura. Ciò che suggestiona di più , comunque, è lo straordinario realismo figurativo delle immagini, accentuato dal 3D eccellente, che raggiunge il suo apice nelle magistrali scene d'azione. Intrattenendo e coinvolgendo emotivamente lo spettatore, il regista realizza uno dei pochi remake Disney veramente riusciti e degni di nota, che prende come punto di riferimento il film originale, ma senza copiarlo, sostituirsi a lui o rovinarne l'essenza. 3,5 stelle su 5.
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felicity
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mercoledì 13 febbraio 2019
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una storia senza tempo diretta magistralmente
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Il vero gioiello del film è l’impeccabile lavoro sulla computer grafica.
La tecnica è straordinaria, tuttavia a conquistare è l’idea che sta dietro di essa.
Qui viene rimessa al centro l’animazione degli animali con un realismo che non nega l’espressività.
Gli animali non somigliano agli uomini, ma somigliano a se stessi, con una ricerca di dettaglio determinante, eppure i loro atteggiamenti umanizzati riescono ugualmente a restituire una serie di espressioni implausibili per una bestia che fanno da ponte tra le due razze.
Veri e falsi al tempo stesso con diverse sottigliezze, gli animali sono la materializzazione del fantastico in una storia che non ne avrebbe e che, anche negli sfondi e nella giungla, cerca e trova un’unione bellissima tra reale e fantastico.
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Il vero gioiello del film è l’impeccabile lavoro sulla computer grafica.
La tecnica è straordinaria, tuttavia a conquistare è l’idea che sta dietro di essa.
Qui viene rimessa al centro l’animazione degli animali con un realismo che non nega l’espressività.
Gli animali non somigliano agli uomini, ma somigliano a se stessi, con una ricerca di dettaglio determinante, eppure i loro atteggiamenti umanizzati riescono ugualmente a restituire una serie di espressioni implausibili per una bestia che fanno da ponte tra le due razze.
Veri e falsi al tempo stesso con diverse sottigliezze, gli animali sono la materializzazione del fantastico in una storia che non ne avrebbe e che, anche negli sfondi e nella giungla, cerca e trova un’unione bellissima tra reale e fantastico.
Il libro della giungla è dunque un film sbalorditivo per gli effetti speciali e digitali che ricostruiscono l’ambientazione di una giungla remota e affascinante.
E nonostante il grande lavoro tecnico e di post produzione, è la storia stessa di Mowgli il fattore principale della grandezza di questo imperdibile film.
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lunedì 10 settembre 2018
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bel film
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Film che riproduce la storia del cartone omonimo. Fatto bene, con i veri animali che parlano..simpatico
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fernandomartella
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sabato 30 giugno 2018
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grazie.
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è stupendo! ha segnato il passaggio di mio figlio (6anni) dacartonito alla vita .
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dandy
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martedì 10 ottobre 2017
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bella nuova versione.
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Dopo il deludente "Alice in Wonderland" e il notevole "Cenerentola" di Branagh,la Disney affida a Favreau il compito di realizzare il live action dell'omonimo film d'animazione del'67.Più fedele al libro di Kipling,privilegia il lato cupo a dispetto di quello scanzonato e conserva i temi del rispetto della gerarchia,della solidarietà tra specie diverse e l'importanza della famiglia e dell'amicizia.Inoltre sceglie di discostarsi parecchio dall'adattamento animato,rinunciando ad antropomorfizzare i personaggi e ridimensionandone i ruoli.O il sesso,nel caso di Kaa,qui femmina e in scena per poco tempo.L'idea si rivela vincente da un lato,poichè alcuni animali acquistano uno spessore maggiore,come Bagheera e Shere Khan,o gli elefanti che vengono mostrati alla stregua di semidei creatori e regolatori dell'equilibrio nella giungla.
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Dopo il deludente "Alice in Wonderland" e il notevole "Cenerentola" di Branagh,la Disney affida a Favreau il compito di realizzare il live action dell'omonimo film d'animazione del'67.Più fedele al libro di Kipling,privilegia il lato cupo a dispetto di quello scanzonato e conserva i temi del rispetto della gerarchia,della solidarietà tra specie diverse e l'importanza della famiglia e dell'amicizia.Inoltre sceglie di discostarsi parecchio dall'adattamento animato,rinunciando ad antropomorfizzare i personaggi e ridimensionandone i ruoli.O il sesso,nel caso di Kaa,qui femmina e in scena per poco tempo.L'idea si rivela vincente da un lato,poichè alcuni animali acquistano uno spessore maggiore,come Bagheera e Shere Khan,o gli elefanti che vengono mostrati alla stregua di semidei creatori e regolatori dell'equilibrio nella giungla.Dall'altro purtroppo,Baloo e Louie finiscono per risultare più deboli e meno simpatici rispetto al cartone.Interessante come il primate venga descritto come una sorta di Kurtz di "Apocalypse Now",a cominciare dalla sua apparizione nell'ombra.Nessuna traccia degli avvoltoi altruisti purtroppo.E il fatto che Mowgli alla fine non vada al villaggio degli uomini è dovuto alla necessità di realizzare l'immancabile sequel,e questo è un colpo basso.Sul piano visivo è una meraviglia.L'animazione digitale per riprodurre gli animali e praticamente tutta la giungla in uno studio(con motion capture limitata alle labiali degli attori per il doppiaggio)è eccezionale.E il piccolo Sethi veramente perfetto.Speriamo che il sequel non rovini tutto...Enorme successo al botteghino.Nell'edizione nostrana Bagheera è doppiato da Toni Servillo(in originale Ben Kingsley);Baloo da Neri Marcorè(Bill Murray);Shere Kahn da Alessandro Rossi(Idris Elba);Kaa da Giovanna Mezzogiorno(Scarlett Johansson);Re Louie da Giancarlo Magalli(Christopher Walken);Raksha da Violante Placido(Lupita Nyong'o) e Akela da Luca Biagini(Giancarlo Esposito).Vengno riproposte le due mitiche canzoni del film d'animazione,"Lo stretto indispensabile" e "Voglio esser come te".Quest'ultima purtroppo si sente intera solo sui (simpatici)titoli di coda,e la parte nel film non è tradotta molto bene.
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laurence316
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mercoledì 1 febbraio 2017
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film per ragazzi discreto ma fin troppo acclamato
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Ben 48 anni dopo l’omonimo film d’animazione, grandissimo successo degli anni ‘60 e ultimo film realizzato sotto la supervisione di Walt Disney, la casa di produzione californiana prosegue nel suo progetto di trasposizione in formato live-action dei suoi più celebri cartoon, a seguito dei grandi successi di Alice in Wonderland di Burton e Cenerentola di Branagh.
Su sceneggiatura di J. Marks (molto più fedele al testo originario), Favreau dirige un film quasi interamente realizzato in CGI (è Sheeti, straordinario per naturalezza, l’unico personaggio “in carne ed ossa”), con tutti gli animali realizzati in animazione digitale (non realmente antropomorfizzati, ma creati prendendo spunto, oltre che dalle movenze di animali reali, dalla performance capture degli attori-doppiatori) e ricreando gli scenari naturali sulla base di oltre 1000 fotografie di remote località indiane, offrendo al pubblico uno spettacolo di grandissima ricchezza visiva.
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Ben 48 anni dopo l’omonimo film d’animazione, grandissimo successo degli anni ‘60 e ultimo film realizzato sotto la supervisione di Walt Disney, la casa di produzione californiana prosegue nel suo progetto di trasposizione in formato live-action dei suoi più celebri cartoon, a seguito dei grandi successi di Alice in Wonderland di Burton e Cenerentola di Branagh.
Su sceneggiatura di J. Marks (molto più fedele al testo originario), Favreau dirige un film quasi interamente realizzato in CGI (è Sheeti, straordinario per naturalezza, l’unico personaggio “in carne ed ossa”), con tutti gli animali realizzati in animazione digitale (non realmente antropomorfizzati, ma creati prendendo spunto, oltre che dalle movenze di animali reali, dalla performance capture degli attori-doppiatori) e ricreando gli scenari naturali sulla base di oltre 1000 fotografie di remote località indiane, offrendo al pubblico uno spettacolo di grandissima ricchezza visiva.
Inoltre, cambiano alcuni aspetti, non trascurabili, rispetto all’adattamento animato del ‘67: viene, ad esempio, cambiato sesso al serpente Kaa e l’esilarante banda paramilitare del colonnello Hathi diventa “una sorta di comunità sciamanica dalla funzione riequilibratrice dell’intero ecosistema” (Mereghetti).
Ma, al di là dell’aspetto figurativo, rimane ben poco altro nel film, gli animali parlanti, per quanto non antropomorfizzati, risultano talvolta ridicoli (soprattutto nel contesto fotorealistico del film, lontano anni luce dalla spontaneità, immediatezza, semplicità e “surrealismo” delle animazioni del Classico animato Disney), alcuni personaggi non sono ben caratterizzati (vedi il caso di re Luigi, relegato ad una sorta di “ingombrante” citazione-parodia del colonnello Kurtz di Apocalypse Now) e la conclusione melensa e dolciastra, è anche vagamente manipolatoria e serve solo a lasciare le porte spalancate ad un (immancabile) sequel. E poi, le esecuzioni di vecchi successi canori del film animato, ovvero Lo stretto indispensabile (The Bare Necessities) e Voglio essere come te (I Wanna Be Like You) sono futili e servono solo da artificioso rimando al cartoon magari per quegli spettatori più grandi e nostalgici del vecchio film. Il libro della giungla rimane, comunque, un perfetto intrattenimento per tutta la famiglia (in pieno stile Disney) e, difatti, si rivela un inaspettato quanto fenomenale successo di pubblico, arrivando a sfiorare il miliardo al box-office.
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elgatoloco
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mercoledì 25 gennaio 2017
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kipling grande testo letterario, favreau notevole
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Quando il testo letterario di partenza è di Rudyard Kipling, pochi dubbi: se poi il regista che traspone il testo letterario in testo filmico è Jon Favreau, le cose vanno bene, come in questo caso. Trasposizione entusiasmante, è il caso di dirlo, per la capacità di regista e autori di presentificare la giungla e gli animali, dove si vedono sia la selva(giungla)sia gli alberi, ossia i singoli elmenti, per citare una famosa espressione. Benissimo tutto, la capacità di suscitare partecipazione ecologica, zoologica come botanica, reale entusiasmo, appunto, insieme alla sensibilità, sempre certamente raggiunta. Bella esperienza partecipata, da vedere possibilmente al cinema, onde evitare certa ristrettezza dello schermo TV(ma dipende, certo, dalla grandezza-ampiezza dello stesso).
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Quando il testo letterario di partenza è di Rudyard Kipling, pochi dubbi: se poi il regista che traspone il testo letterario in testo filmico è Jon Favreau, le cose vanno bene, come in questo caso. Trasposizione entusiasmante, è il caso di dirlo, per la capacità di regista e autori di presentificare la giungla e gli animali, dove si vedono sia la selva(giungla)sia gli alberi, ossia i singoli elmenti, per citare una famosa espressione. Benissimo tutto, la capacità di suscitare partecipazione ecologica, zoologica come botanica, reale entusiasmo, appunto, insieme alla sensibilità, sempre certamente raggiunta. Bella esperienza partecipata, da vedere possibilmente al cinema, onde evitare certa ristrettezza dello schermo TV(ma dipende, certo, dalla grandezza-ampiezza dello stesso). "The Jungle Book"nasce da un grande scrittore britannico-"indiano"per nulla colonialista, imperialista o"razzista", ma certo, all'epoca, ancora conscio di essere cittadino del"British Empire"... nel quale la sensibilità per la natura(teologicamente si direbbe"il creato", cfr. la recente enciclica"Laudato Sì"di papa Francesco)era/è(oggi l'impero naturalmente è un ricordo, rimane il"Commonwalth"e il ricordo) molto accentuata. Il ragazzino , probabilmente indiano, che interpreta "mowgli"ha caratteristiche fisico-antropometriche molto felici, rientrando nel canone prassitelico e in genere nella concezione classica di bellezza, per cui è"omologato"in un certo discorso di armonia , felicemente orientato a favorire l'esperienza di entusiasmo ecologico etc., che ha comunque grande importanza e che il cinema(non da solo, ma quasi"in pole position")ha il compito di favorire al massimo. Le voci degli animali godono di un doppiaggio felice, pur se sarebbe comunque preferibile il ricorso alle voci originali... Da appuntare, quest'edizione 2016 di un classico Disney(è tale da anni)destinato a remakes quasi a scadenza periodica ravvicinata, dove la modernità(tecnologie)qui si sposa felicemente con la poesia, elemento determinante e scatenante, senza la quale l'opera kiglinghiana non si potrebbe capire, fra l'altro... Da capire con particolare attenzione anche ai dettagli, che comunque si impongono(passaggio di diversi animali non protagonisti, per esempio...): El Gato
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shingo tamai
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mercoledì 21 dicembre 2016
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il libro dei bambini
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Volendoci soffermare sulle fedeli trasposizioni,sia del romanzo che del vecchio cartone,troveremmo indubbiamente dei punti di discussione infiniti e proveremmo un pizzico di delusione.
Limitandoci al commento del prodotto odierno credo che il giudizio finale sia positivo.
Penso sia impossibile non proporre ,ai bambini di oggi,un film dalla grafica curata ed accattivante e molto "diretto"nei dialoghi,anche nei messaggi educativi.
Di fatto il concetti di famiglia e di rispetto reciproco vengoni esposti con cura,anche se probabilmente c'era bisogno di approfondire il valore della vita in branco e le "leggi della giungla".
Fortunatamente non si sprofonda mai nel banale,piuttosto nella semplicità assoluta che forse non catturerà l'attenzione degli spettatori più adulti,ma che potrà incantare,ancora una volta,i più piccoli,sopratutto grazie al "cucciolo d'uomo" che è davvero uno splendido protagonista.
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Volendoci soffermare sulle fedeli trasposizioni,sia del romanzo che del vecchio cartone,troveremmo indubbiamente dei punti di discussione infiniti e proveremmo un pizzico di delusione.
Limitandoci al commento del prodotto odierno credo che il giudizio finale sia positivo.
Penso sia impossibile non proporre ,ai bambini di oggi,un film dalla grafica curata ed accattivante e molto "diretto"nei dialoghi,anche nei messaggi educativi.
Di fatto il concetti di famiglia e di rispetto reciproco vengoni esposti con cura,anche se probabilmente c'era bisogno di approfondire il valore della vita in branco e le "leggi della giungla".
Fortunatamente non si sprofonda mai nel banale,piuttosto nella semplicità assoluta che forse non catturerà l'attenzione degli spettatori più adulti,ma che potrà incantare,ancora una volta,i più piccoli,sopratutto grazie al "cucciolo d'uomo" che è davvero uno splendido protagonista.
Visto che il Natale è alle porte,questo potrebbe essere il prodotto ideale da visionare in famiglia,per intenderci.
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