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ennio
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venerdì 22 marzo 2019
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più crudele dello stesso romanzo
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Raramente un film tratto da un romanzo riesce a colpire con maggior forza di quanto non faccia la narrazione scritta. In 2 ore di film generalmente si edulcora, si banalizza, si rappresenta una realtà più "orecchiabile" al grande pubblico. Non è questo il caso di "non lasciarmi", che se non fosse una vicenda di pura fantascienza (perchè tale è l'ucronìa), sarebbe una delle storie più angoscianti e crudeli che mai abbia letto o visto.
L'ipotesi di esseri umani clonati e destinati ad essere a loro volta utilizzati come pezzi di ricambio è troppo triste per essere accettata anche da chi la osserva. I protagonisti capiscono solo gradatamente, crescendo in una realtà ovattata e rimpiangendola fino all'ultimo, che non potranno mai vivere oltre la loro gioventù.
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Raramente un film tratto da un romanzo riesce a colpire con maggior forza di quanto non faccia la narrazione scritta. In 2 ore di film generalmente si edulcora, si banalizza, si rappresenta una realtà più "orecchiabile" al grande pubblico. Non è questo il caso di "non lasciarmi", che se non fosse una vicenda di pura fantascienza (perchè tale è l'ucronìa), sarebbe una delle storie più angoscianti e crudeli che mai abbia letto o visto.
L'ipotesi di esseri umani clonati e destinati ad essere a loro volta utilizzati come pezzi di ricambio è troppo triste per essere accettata anche da chi la osserva. I protagonisti capiscono solo gradatamente, crescendo in una realtà ovattata e rimpiangendola fino all'ultimo, che non potranno mai vivere oltre la loro gioventù. Per questo le immagini delle reali sofferenze fisiche, della chirurgia, delle mutilazioni, su cui l'autore del romanzo ha delicatamente glissato nella sua opera,colpiscono con angoscia lo spettatore.
Il film è ben diretto, ed a parte alcuni dettagli è molto fedele al romanzo, anche grazie alla produzione cinematografica curata dallo stesso Ishiguro.
Carey Mulligan si conferma una delle migliori attrici inglesi recenti, assieme alla "vecchia" Charlotte Rampling e a una Keira Knightley sempre brava ma mai così brutta con quella orribile frangetta che vorrebbe farla sembrare una 20enne.
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domiu.u
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martedì 22 settembre 2015
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consiglio: leggete il libro.
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Un film che è stato una delusione (se non un tradimento, ma questa è una questione personale) e che si descrive con una sola parola: superficiale.
Tutto il contrario di un romanzo che non fa che scavare a fondo, tra i pensieri e i sentimenti della sua protagonista.
Non voglio essere fraintesa, sono consapevole delle differenze che inevitabilmente intercorrono tra un'opera letteraria e la sua versione cinematografica, qui però non si tratta di questo: il film manca di sostanza.
Il rapporto tra i tre ragazzi è descritto in modo così superficiale che ci si chiede come sia possibile che si sentano tanto legati. Lo stesso vale per il personaggio di Ruth e per tutto il resto, in realtà.
Senza contare una serie di variazioni, sempre rispetto al romanzo, del tutto superflue (che non starò ad elencare, ma che danno l'idea che qualcosa, qualcosa di estremamente importante per la verità, non sia stato davvero compreso e/o sentito dallo sceneggiatore).
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Un film che è stato una delusione (se non un tradimento, ma questa è una questione personale) e che si descrive con una sola parola: superficiale.
Tutto il contrario di un romanzo che non fa che scavare a fondo, tra i pensieri e i sentimenti della sua protagonista.
Non voglio essere fraintesa, sono consapevole delle differenze che inevitabilmente intercorrono tra un'opera letteraria e la sua versione cinematografica, qui però non si tratta di questo: il film manca di sostanza.
Il rapporto tra i tre ragazzi è descritto in modo così superficiale che ci si chiede come sia possibile che si sentano tanto legati. Lo stesso vale per il personaggio di Ruth e per tutto il resto, in realtà.
Senza contare una serie di variazioni, sempre rispetto al romanzo, del tutto superflue (che non starò ad elencare, ma che danno l'idea che qualcosa, qualcosa di estremamente importante per la verità, non sia stato davvero compreso e/o sentito dallo sceneggiatore).
Le 2 stelline sono dovute alla fotografia e all'interpretazione di C. Mulligan.
Peccato per l'ottima occasione del tutto sprecata.
Concludo: consiglio il romanzo, che io ho amato moltissimo, per farsi un'idea migliore di quello che sono la storia e i sentimenti dei protagonisti.
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eleonora panzeri
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mercoledì 8 ottobre 2014
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tristemente poetico
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Ho visto questo film un pò di tempo fa, dopo aver letto il libro. Sono sincera, mi aspettavo un pò di più, maggior introspezione ma probabilmente il libro ha più spazio, il film deve racchiudere il suo messaggio nel tempo che gli è concesso.
Trovo stupendo aver fatto una trasposizione cinematografica di questo capolavoro, una storia triste e romantica, capace di toccare il cuore di chi riesce a capire l'atrocità dietro la facciata; tutt'altro che irrealistico dato che il mercato di organi esiste veramente solo che non si aspetta neanche di creare i cloni ... si usano bimbi e bimbe poveri che non hanno nessuno che li protegga! Un semplice commento doveroso, per un film unico nel suo genere!
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claudiofedele93
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lunedì 24 febbraio 2014
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kiss me and never let me go!
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Dopo l’acclamato successo di “Quel che Resta del Giorno” un nuovo romanzo di Ishiguro torna ad essere trasposto sul grande schermo; stavolta tocca a Non Lasciarmi, libro dato alle stampe nel 2005 e che grazie a Mark Romanek, per la sceneggiatura di Alex Garland, con un cast che comprende l’allora (semi) emergente Andrew Garfield, Carey Mulligane Keira Knightley è riuscito ad essere proposto nelle sale di tutto in mondo nel 2010.
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Dopo l’acclamato successo di “Quel che Resta del Giorno” un nuovo romanzo di Ishiguro torna ad essere trasposto sul grande schermo; stavolta tocca a Non Lasciarmi, libro dato alle stampe nel 2005 e che grazie a Mark Romanek, per la sceneggiatura di Alex Garland, con un cast che comprende l’allora (semi) emergente Andrew Garfield, Carey Mulligane Keira Knightley è riuscito ad essere proposto nelle sale di tutto in mondo nel 2010.
Tre amici trascorrono l’infanzia nel collegio inglese di Hailsham, un luogo apparentemente idilliaco, dove scoprono un segreto oscuro e angoscioso riguardante il loro futuro. Quando si lasciano alle spalle il rifugio del collegio e si avviano inesorabilmente al destino sconvolgente che li attende da adulti, essi devono anche confrontarsi con i propri sentimenti di amore, gelosia e tradimento che rischiano di dilaniarli.
E’ una storia crudele, quella che sceglie di raccontare Romanek che da molti critici è stato definita più volte come thriller dispotico, ma che a voler essere pignoli il tutto assume più una sfumatura di dramma etico esistenziale con risvolti psicologici e scientifici. Troppe parole per catalogare Never Let Me Go (il titolo il film lo eredita da una canzone presente nella pellicola ma che di fatto non esiste) un’opera che spiazza per la semplice e dolorosa verità a cui noi spettatori siamo messi di fronte senza lasciarsi andare a sentimentalismi eccessivi o fasi colorate da una eccessiva retorica; la seconda opera del regista Statunitense è un pugno nello stomaco che non fa sconti a nessuno e non ammette obiezioni. Partiamo da uno degli aspetti più cari dell’opera, ovvero il tempo e la sua concezione, perché è proprio questo fattore ad essere, per certi aspetti, determinante e ad assumere nel complesso un ruolo chiave. Senza voler procrastinare temporalmente il lavoro in un futuro imprecisato e di conseguenza magari ancora poco tangibile se non completamente astratto estraniando noi tutti dai fatti che accadono davanti ai nostri occhi, ma adattando la storia alla fine del 1900 dandole così una concretezza agghiacciante Non Lasciarmi propone uno dei più classici elementi fantascientifici (i cloni e la concezione che l’umanità ha di essi) aggiungendo al tutto una visione umana ed etica. L’uomo, se nel passato o nel presente scoprisse un modo per curare le malattie, per vivere più a lungo ed evitare sofferenze di vario genere compierebbe tutta una serie di atrocità del tutto aliene da una morale. Così sono vane le speranze, i desideri e l’ambizioni dei tre protagonisti che prima o poi, nel poco tempo a loro dato a disposizione prima delle donazioni, dovranno fare i conti con la realtà. Perché se nella società odierna ci si interroga talvolta su come l’uomo possa uccidere in massa animali e far esperimenti su di essi, per Ishiguro/Romanek l’animale uomo è già pronto non solo a mutilare forme di vita “inferiori” ad esso ma a sacrificare se stesso pur di allontanarsi il più possibile dalla morte e non completare, di conseguenza un ciclo naturale, forzandone la natura in modo cinico e freddo.
Una visione dell’esistenza, quella che vuole proporci questo lungometraggio, pessimista (ma al contempo piena di vita con una grande potenza narrativa e visiva) non solo dei comportamenti ma anche delle scelte, sebbene parallelamente si sviluppi una corrente di pensiero, nel mondo ipotizzato dal regista, che cerchi comunque di dimostrare come “i cloni” abbiano un anima. Ma alla fine dei conti, chi mai vorrebbe tornare indietro? Chi oserebbe perdere un qualcosa di essenziale che gli permette di vivere più a lungo e senza rimorsi? Un tema assai caro alla fantascienza, qui magistralmente narrato che forse nella sua “non” originalità ha la sua grande pecca, ma che grazie a quella componente drammatica ed umana riesce a meravigliare e convincere con dolore e amarezza. Un aspetto che prima o poi tutti noi, se in un futuro sarà possibile, dovremmo affrontare. La storia si avvale di due interpretazioni intense e riuscite come quella di Carey Mulligan e Keira Knigthley che mettono la parola fine ad una pellicola curata da una attenta regia, ottima fotografia e malinconica colonna sonora. Concludiamo nel dire che se qualora Non Lasciarmi non dovesse piacervi, almeno siate sinceri ed ammettiate che quest’ultimo avrà comunque il merito di farvi riflettere.
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iankenobi
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martedì 22 ottobre 2013
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quando i cloni parlano di noi
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Tratto da un romanzo di ishiguro il film inzia in una scuola inglese apparentemente normale.Cominciamo a capire che qualcosa di diverso c'e,' gia' da quelli esami medici approfonditi,e quei braccialetti,poi a meta' film la bomba: questi ragazzi non faranno mai niente,ricorda loro un insegnante scrupolosa,perche' il loro futuro sara' solo quello di fare da donatori di organi, a ricchi benestanti.
Da qui tutta la visione del film cambia perche' cominciamo ad affezionarci a questi 3 personaggi,kathy,una sempre piu' convincente carey mulligan,ruth,keira knightley e tommy,un andrew garfield, gia' convincente in a boy.
Il film viene narrato in prima persona da kathy,la quale deve assistere suo malgrado,al nascere di una relazione tra ruth e tommy la quale cambiera' in qualche modo il procedere delle loro esistenze.
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Tratto da un romanzo di ishiguro il film inzia in una scuola inglese apparentemente normale.Cominciamo a capire che qualcosa di diverso c'e,' gia' da quelli esami medici approfonditi,e quei braccialetti,poi a meta' film la bomba: questi ragazzi non faranno mai niente,ricorda loro un insegnante scrupolosa,perche' il loro futuro sara' solo quello di fare da donatori di organi, a ricchi benestanti.
Da qui tutta la visione del film cambia perche' cominciamo ad affezionarci a questi 3 personaggi,kathy,una sempre piu' convincente carey mulligan,ruth,keira knightley e tommy,un andrew garfield, gia' convincente in a boy.
Il film viene narrato in prima persona da kathy,la quale deve assistere suo malgrado,al nascere di una relazione tra ruth e tommy la quale cambiera' in qualche modo il procedere delle loro esistenze.
I ragazzi crescono e si perdono di vista,se avessi saputo che non ci saremmo incontrati per molto tempo,dice kathy,avrei cercato di fermare quei momenti,invece ognuno prosegue,fuori campo,in direzioni diverse.
Li ritroviamo, qualche anno dopo, ormai completamente inseriti nella realta' delle donazioni e da qui in poi il film appare in tutta la sua ineluttabilita'.
La cosa che piu' mi ha colpito,oltre alle recitazioni,e quell'atmosfera, grigia, incombente quell'assistere inermi al compimento di qualcosa che puo' ricordare molto la vita e la morte di tutti noi,non solo dei cloni.
Quella metafora della barca spiaggiata,simbolo di una vita che non puo' andare da nessuna parte e quell'urlo straziante di tommy,preparano il film al suo finale inevitabile.
Un film che non dimentichero' facilmente,un film forse non per tutti nella sua esagerata tristezza e melanconia,ma per chi vorra' vederlo un film che parla di noi e che rimane nel cuore.
In fondo se avremmo la pazienza di aspettare forse in un piccolo terreno di campagna,vedremo tommy salutarci..................
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aldolg
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mercoledì 11 settembre 2013
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da vedere
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Basato sull'omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro del 2005 è un film bellissimo, la prima parte con i bambini è un piccolo capolavoro. Il tema è senza dubbio scioccante, allevare essere umani come pezzi di ricambio destinati a facoltosi riceventi, ma l'ambientazione quasi - contemporanea riesce ad alleggerire il tutto.
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matteo manganelli
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lunedì 13 maggio 2013
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il tempo non basta mai
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Mi dispiace sempre quando i film belli non vengono minimamente cagati nel mio paese. Il problema sta tutto nella scarsa pubblicità che viene concessa ad una determinata pellicola e nella mentalità di quelli che, volendo andare a vedere una storia d'amore, scelgono titoli come Twilight o Notte prima di stocazzo. E' vero, a volte è rischioso spendere 7 euro per un film del genere; potresti trovarti di fronte a una boiata pazzesca (vero Upside down!?), ma non è questo il caso. Tommy e Ruth vivono in un mondo e in un tempo che ci sembrano familiari, ma che in realtà non sono vicini a nulla che conosciamo.
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Mi dispiace sempre quando i film belli non vengono minimamente cagati nel mio paese. Il problema sta tutto nella scarsa pubblicità che viene concessa ad una determinata pellicola e nella mentalità di quelli che, volendo andare a vedere una storia d'amore, scelgono titoli come Twilight o Notte prima di stocazzo. E' vero, a volte è rischioso spendere 7 euro per un film del genere; potresti trovarti di fronte a una boiata pazzesca (vero Upside down!?), ma non è questo il caso. Tommy e Ruth vivono in un mondo e in un tempo che ci sembrano familiari, ma che in realtà non sono vicini a nulla che conosciamo. Trascorrono la loro infanzia ad Hailsham, un apparente idilliaco collegio inglese. Quando lasciano il rifugio della scuola e una terribile verità del loro destino si rivela a loro, devono anche confrontarsi con i profondi sentimenti di amore, gelosia e tradimento che minacciano di separarli. Non voglio dire altro, se non il genere a cui appartiene Never let me go: fantascienza. Tecnicamente perfetto, con movimenti di macchina variabili, una fotografia degna di questo nome e una regia che purtroppo si divora le interpretazioni dei 3 protagonisti. Una storia d'amore bellissima, struggente e sincera. Ha il difetto di scorrere molto lentamente, ma non poteva fare altrimenti. Consigliato.
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corazzatakotiomkin
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venerdì 26 aprile 2013
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non lasciarmi . . .
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Una fantascienza nuova, non fine a se stessa, ma ottimo mezzo per raccontare una storia originale, intensa e coinvolgente.
Buona prova dei protagonisti, capaci alla perfezone di trasmettere sofferenza sia fisica che psicologica.
Brillante trovata per un bel film.
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ultimoboyscout
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mercoledì 30 gennaio 2013
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anche i cloni hanno un cuore.
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E' la trattazione del tema della clonazione: alcuni ragazzi sono "predestinati" alla loro funzione che li costringe a confrontarsi con se stessi e con i bisogni dell'umanità. Hanno relazione a termine e il pensiero che pervade lo spettatore riguarda principalmente lo scopo che ognuno di noi ha nella propria esistenza, con la consapevolezza di essere soli con noi stessi. Esseri umani rassegnati ad essee ricambi per essere umani con un triangolo formato dalla "navigata" Keira Knightlet e dagli allora emergenti Garfield e Mulligan che fatica a definirsi e a chiudersi. Tratto dal romanzo best seller di Kazuo Ishiguro è un film non semplice ne diretto in cui l'arte e le passioni acquistano nuovi significati e le atmosfere sono quelle algide e asettiche che Romanek ha già sperimentato in "One our photo" e come in quel caso prepara man mano la strada a tragedia e commozione e come in quel caso, anche con "Non lasciarmi", il regista incespica, inciampa e cade nelal retorica perdendosi in stucchevoli quanto inutili alberi solitari, cancelli vecchi, dolorose piogge e una voce fuoricampo più che superflua.
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E' la trattazione del tema della clonazione: alcuni ragazzi sono "predestinati" alla loro funzione che li costringe a confrontarsi con se stessi e con i bisogni dell'umanità. Hanno relazione a termine e il pensiero che pervade lo spettatore riguarda principalmente lo scopo che ognuno di noi ha nella propria esistenza, con la consapevolezza di essere soli con noi stessi. Esseri umani rassegnati ad essee ricambi per essere umani con un triangolo formato dalla "navigata" Keira Knightlet e dagli allora emergenti Garfield e Mulligan che fatica a definirsi e a chiudersi. Tratto dal romanzo best seller di Kazuo Ishiguro è un film non semplice ne diretto in cui l'arte e le passioni acquistano nuovi significati e le atmosfere sono quelle algide e asettiche che Romanek ha già sperimentato in "One our photo" e come in quel caso prepara man mano la strada a tragedia e commozione e come in quel caso, anche con "Non lasciarmi", il regista incespica, inciampa e cade nelal retorica perdendosi in stucchevoli quanto inutili alberi solitari, cancelli vecchi, dolorose piogge e una voce fuoricampo più che superflua. E' un melo fantascientifico che coniuga evidenti rimandi alla cultura pop contemporanea, a un gusto fantaretro per un risultato che se non è fantascienza d'autore al quadrato poco ci manca. Sorprendenti i tre attori protagonisti, bravissimo Andrew Garfield nel suo ritratto di uomo clone talmente glaciale da risultare anonimo. Il romanzo vuole essere una lucida riflessione sul potere della scienza, sul senso dell'amore, dell'amicizia e dell'arte, Romanek è bravissimo nell'eliminare dettagli, tempi morti e conversazioni astratte: c'è chi è pronto a giurare che questo sia uno dei rarissimi casi in cui il film è meglio del libro.
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solo un'opinione
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giovedì 20 settembre 2012
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film che ritornerà alla mente
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Ci sono film che li puoi guardare con attenzione, con gli occhi e con la mente, ci sono film che ti trascinano per qualche minuto per qualche ora o per qualche giorno, ci sono film che ti emozionano che ti regalano sorrisi o lacrime dolci o amare che siano e poi ci sono film che ti segnano... Ci sono film che li guardi e ti sembrano estranei alla vita e al tempo, sono film che probabilmente torneranno nel corso della tua vita, sono film che non puoi capire subito o che in qualche modo mutano il loro significato con il trascorrere della tua vita e con il pensiero che si trasforma in corsa e che a volte per un motivo banale, per una casualita' o per qualcosa di piu magico ti riporteranno a pensare a quel film che magari fino a quel momento non ricordavi nemmeno di aver visto ma che pero' rimane li, dentro di te.
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Ci sono film che li puoi guardare con attenzione, con gli occhi e con la mente, ci sono film che ti trascinano per qualche minuto per qualche ora o per qualche giorno, ci sono film che ti emozionano che ti regalano sorrisi o lacrime dolci o amare che siano e poi ci sono film che ti segnano... Ci sono film che li guardi e ti sembrano estranei alla vita e al tempo, sono film che probabilmente torneranno nel corso della tua vita, sono film che non puoi capire subito o che in qualche modo mutano il loro significato con il trascorrere della tua vita e con il pensiero che si trasforma in corsa e che a volte per un motivo banale, per una casualita' o per qualcosa di piu magico ti riporteranno a pensare a quel film che magari fino a quel momento non ricordavi nemmeno di aver visto ma che pero' rimane li, dentro di te.
Credo che questo sia uno di quei film.
Credo anche che sia un film che richiede preparazione... Non tanto tecnica o storica quanto di percorso di vita, per pensare di poterlo capire credo sia neccessario esser pronti a volerlo capire.
Credo che se ti appresti a guardare questo film solo con gli occhi, se ascolti i dialoghi solo con le orecchie, se osservi solo quello che vedi... Credo che potresti pentirti molto presto di avere iniziato a vederlo.
Le due cose che mi sono rimaste impresse di piu' immediatamente dopo la sua visione sono due pensieri, due concetti che nella mia filosofia di vita mi sono molto cari.
Il primo e' che qualsiasi cosa accada non e' mai troppo tardi per rimediare e spesso pensare che lo sia e' solo una scusa per convincerci o peggio ancora autoconvincerci che lo sia. La cosa piu' importante non e' non arrendersi ma non smettere di guardare, pensare e cercare anche oltre a quello che normalmente ci appare sotto gli occhi... Un po' come si fa per capire fino in fondo questo film.
Il secondo pensiero e' quello che l'arte sia essa pittura, scultura, musica, canto o scritto e' l'unico vero mezzo di comunicazione libero dell'essere umano. Non e' l'unico mezzo di comunicazione, badiamo bene, ma e' l'unico veramente libero per quanto l'essere umano cerchi da sempre di rinchiuderlo in nomi, regole, dettami probabilmente proprio perche' la sua potenza e la sua liberta' fa' paura. E' interpretabile e allo stesso tempo non lo e'.... Spesso e' l'unico modo con cui due persone possono scambiarsi emozioni, sentimenti e stati d'animo, senza che nessun altro possa percepirli allo stesso modo. Spesso e' un diffonditore delle piu svariate sensazioni delle anime umane che una forma d'arte scaturisce anche assolutamente senza volerlo fare. E' proprio questa anarchia e impossibilita' di spiegazione logico scientifica che fa si che la storia dell'umanita' cerchi da sempre con arroganza di inculcare nelle menti modi per spiegare l'arte per impedirne appunto la liberta' e il conseguente impossibile dominio.
Credo che tutti gli altri pensieri sorti durante la visione richiedano un ragionamento e una riflessione piu ampia che neccessita anche di maggior tempo per l'incubazione.
e poi, una domanda relativa al film, non è forse da sempre che la storia dell'umanità divide vite di serie A e vite di serie B, senza porsi il problema di quanto questa scelta sia illogica e assurda??
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