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bastogne74
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mercoledì 23 febbraio 2011
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quando un film ti chiama a sè
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Ci sono dei film che ti chiamano a sè, che non puoi astenerti dal vedere, perchè forse sono già dentro di te senza che neppure tu lo sappia... Ieri prima di cena stavo sonnolento davanti alla tv a godermi il feticismo in pellicola di "Jukebox", la rubrica di trailer di Coming Soon Tv e per caso mi sono imbattuto in immagini folgoranti, abbacinanti, liricamente poetiche e in grado di stuzzicare come una frustata la mia intorpidita sensibilità del dopo lavoro. Un bimbo che rincorre un treno, fiori rossi, cielo, mare, due volti che si scrutano sotto un lenzuolo... Che film sarà, mi sono chiesto, non ne ho mai sentito parlare, probabilmente non sarà ancora uscito. Ed invece, scartabellando in giro, ho scoperto che questo Mr.
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Ci sono dei film che ti chiamano a sè, che non puoi astenerti dal vedere, perchè forse sono già dentro di te senza che neppure tu lo sappia... Ieri prima di cena stavo sonnolento davanti alla tv a godermi il feticismo in pellicola di "Jukebox", la rubrica di trailer di Coming Soon Tv e per caso mi sono imbattuto in immagini folgoranti, abbacinanti, liricamente poetiche e in grado di stuzzicare come una frustata la mia intorpidita sensibilità del dopo lavoro. Un bimbo che rincorre un treno, fiori rossi, cielo, mare, due volti che si scrutano sotto un lenzuolo... Che film sarà, mi sono chiesto, non ne ho mai sentito parlare, probabilmente non sarà ancora uscito. Ed invece, scartabellando in giro, ho scoperto che questo Mr. Nobody è un film "vecchio" di quasi due anni, presentato a Venezia, snobbato dal pubblico e mai uscito (ovviamente) in Italia: troppo complesso per l'anestetizzato pubblico di casa nostra. Ma io dovevo vederlo a tutti i costi e, una volta recuperatolo, ho abbandonato le ciance patetiche della nostra politica spettacolo per staccarmi dal mondo reale e lasciarmi travolgere da un sogno in immagini, da vite che si incrociano e si diramano ad ogni più piccola scelta. Volti e corpi indagati come psicologie tangibili, viaggi dell'essenza e della sostanza, scienza e filosofia, scelte e rinunce, percorsi e staticità. Tutto ho trovato negli occhi di Jared Leto, gli stessi, profondi come l'impatto tra cielo e mare, che ritroviamo sempre in lui, a più di cento anni, che nascondono in se stessi una vita intera, leggibile in mille modi ma capace di raccontarsi in ogni rivolo creato da ciascuna singola scelta che costella la nostra vita. E così si va in viaggio, dagli anni ottanta che sembrano i sessanta in cui crebbe il regista, fino a un futuro, su marte silenzioso e imprescrutabile o sulla stessa terra, ridotta fantasmagorico a simulacro di sè. Quale sarà il nostro domani, quello di ogni singolo essere umano e quello dell'umanità nel suo complesso? Impossibile dirlo, dipende dalla scelta di ciascuno, ma allora forse tutto è solo ipotetico, destinato, a causa delle nostre decisioni dipendenti da altri, a ripetersi ogni volta con sfumature sempre diverse. O magari si tornerà sempre indietro fino a una (ri)nascita che sfugge alla comprensione e alla logica. O forse c'è una terza via, prima invisibile tra ciò che si ha davanti agli occhi, la mano della propria madre, e dietro, la voce del proprio padre. E' qualcosa di simbolicamente perpendicolare che improvvisamente diventa la scelta più evidente e ovvia. E allora via, di corsa, verso la propria indipendenza e maturità. Stanotte ho sognato. Come non mi capitava da anni.
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[+] già ti chiamano a sé
(di lizy)
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peer gynt
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mercoledì 16 settembre 2009
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l'oceano dei fiumi di racconti
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C’e’ una categoria di film che non necessariamente sono belli, bellissimi
o capolavori. Eppure presentano un fascino coinvolgente e chiedono
insistentemente di essere rivisti. Un esempio recente e’ “Donnie Darko”,
il film di Richard Kelly del 2001. Questo di van Dormael ne e’ un altro
significativo esempio.
L’ultimo film di questo regista belga, autore del famoso “L’ottavo giorno”
(1996), racconta contemporaneamente 4 storie: la storia dell’uomo piu’
vecchio del mondo, Nemo Nobody, che, nel 2092, sta per morire a 118 anni;
la storia di un viaggio su Marte; la storia dei ricordi di Mr. Nobody, la
sua giovinezza e le sue donne; la storia di un ragazzino, ancora Nemo da
piccolo, che di fronte alla separazione dei suoi genitori deve decidere
con chi stare e non sa decidersi.
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C’e’ una categoria di film che non necessariamente sono belli, bellissimi
o capolavori. Eppure presentano un fascino coinvolgente e chiedono
insistentemente di essere rivisti. Un esempio recente e’ “Donnie Darko”,
il film di Richard Kelly del 2001. Questo di van Dormael ne e’ un altro
significativo esempio.
L’ultimo film di questo regista belga, autore del famoso “L’ottavo giorno”
(1996), racconta contemporaneamente 4 storie: la storia dell’uomo piu’
vecchio del mondo, Nemo Nobody, che, nel 2092, sta per morire a 118 anni;
la storia di un viaggio su Marte; la storia dei ricordi di Mr. Nobody, la
sua giovinezza e le sue donne; la storia di un ragazzino, ancora Nemo da
piccolo, che di fronte alla separazione dei suoi genitori deve decidere
con chi stare e non sa decidersi.
In questo vero e proprio “oceano dei fiumi di racconti” il regista, con un
montaggio eccellente di storie che si incastrano, si ripetono, scorrono in
avanti e all’indietro piu’ volte, ci immerge per 148 minuti che non si
fanno sentire. Film eccezionale? Sicuramente. Capolavoro? Forse no,
comunque film che racconta la storia di un ragazzo e delle sue storie
possibili (con la castana Anne, oppure con la bionda Elise, o infine con
la mora orientale Jeanne) quasi fosse la storia della nascita
dell’universo che esplode, in attesa poi di implodere su se stesso. Che
poi non e’ nient’altro che la storia del nastro di celluloide che scorre
per poi riavvolgersi, oppure del cinema che e’ l’arte che piu’ di ogni
altra ama la rilettura, la re-visione, il remake, lo sguardo che non puo’
fare a meno di riguardarsi in continuazione.
Coinvolgente. Da non perdere.
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cinejake
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sabato 22 gennaio 2011
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possibilità infinite in un universo di sentimenti.
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Attraverso scelte non prese e possibilità che prendono il loro corso si delinea lo snodarsi di un film appassionante e ricco di sentimenti. Le storie tra il passato, il futuro ed un possibile, ma mai concreto, presente si mescolano intensamente attraverso varie soluzioni vissute fino alla morte. Mr Nobody è l'ultimo uomo mortale in una civiltà futuristica (2092) che ha raggiunto l'immortalità ma ha perso i valori più semplici. Non si hanno notizie di quest ' uomo misterioso il cui passato si ramifica in possibili vite da lui intraprese. Il racconto della sua vita da bambino si svolge linearmente fino ad una scelta per molti versi impossibile, il divorzio dei genitori e la decisione con quale dei due stare.
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Attraverso scelte non prese e possibilità che prendono il loro corso si delinea lo snodarsi di un film appassionante e ricco di sentimenti. Le storie tra il passato, il futuro ed un possibile, ma mai concreto, presente si mescolano intensamente attraverso varie soluzioni vissute fino alla morte. Mr Nobody è l'ultimo uomo mortale in una civiltà futuristica (2092) che ha raggiunto l'immortalità ma ha perso i valori più semplici. Non si hanno notizie di quest ' uomo misterioso il cui passato si ramifica in possibili vite da lui intraprese. Il racconto della sua vita da bambino si svolge linearmente fino ad una scelta per molti versi impossibile, il divorzio dei genitori e la decisione con quale dei due stare. Le tre possibilità si incarnano nei volti di tre ragazze conosciute in tenera età. Direi un grandissimo montaggio che amalgama in maniera ottima tutti i racconti narrati, per non parlare di ottime riprese davvero interessanti. Molto bello e non cosi' banale il contrapporsi del futuro atrofizzato nei suoi più puri istinti e l'amore che si sprigiona nelle sue possibili vite trattato con una semplicità che rende tutto così umano. Forse non tutti saranno d'accordo con me che questo film rappresenti il concetto di vero capolavoro ma sicuramente acconsentirete al dire che è un film assolutamente da vedere.
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lisadp
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giovedì 12 luglio 2012
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geniale, assurdo, vero
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Come si può rappresentare la mente umana se nemmeno noi siamo in grado di dare un'immagine del nostro io interiore?
Jaco Van Dormael ci è riuscito. Grazie ad un viaggio incredibile e ad un Jared Leto impressionante e meraviglioso in questo film ci si trova nel caos più totale dovuto ad una scelta impossibile e all'infinità di possibilità che essa può portare nel nostro futuro ed ai castelli d'aria che continuiamo a crearci nella nostra testa per arrivare a prendere una decisione, per giungere ad una conclusione ed ad una certezza.
incredibili sono le scene, le circostanze che si vengono a creare, il modo in cui con una maglietta uguale alla carta da parati e la conseguente mimetizzazione del protagonista con la sua casa si viene a rappresentare la monotonia, la noia del quotidiano; il modo in cui degli elicotteri "smontano" il mare raccontando del crollo di una mente umana, sono metafore a dir poco geniali, totalmente irreali nella vita ma vere e concrete in una mente così come le percepiamo.
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gigieppetto
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domenica 3 luglio 2011
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entropia
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ogni singolo istante può essere espanso in infiniti luoghi e infinite verità o non è altro infiniti mondi immaginari? la vita e il tempo sono stati scelti o si devono scegliere? La risposta del film è: la vita è una scelta impossibile. Io l'ho trovato bellissimo il tema e decisamente suggestivo il modo con cui si passa attraverso il tempo. e non solo. si è accompagnati dal tempo durante tutto il film. io dico solo una parola: finalmente
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sylya
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lunedì 28 gennaio 2013
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la rappresentazione di un istante
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Due ore e mezza di un film non riassumibile, con una trama che sono tante trame, eppure comprensibile almeno in parte e non difficile da seguire, così da rendere il film non confusionario ma comprensibilmente interpretabile, seppur non del tutto spiegabile persino dopo il finale.
L'interpretazione di Jared Leto mi è piaciuta molto, i dialoghi sono adeguati, il film nonostante sia lungo, scorre abbastanza, anche se chiaramente è un film lento perchè in qualche modo biografico, e tutto, nel complesso, mi è sembrato ben fatto.
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Due ore e mezza di un film non riassumibile, con una trama che sono tante trame, eppure comprensibile almeno in parte e non difficile da seguire, così da rendere il film non confusionario ma comprensibilmente interpretabile, seppur non del tutto spiegabile persino dopo il finale.
L'interpretazione di Jared Leto mi è piaciuta molto, i dialoghi sono adeguati, il film nonostante sia lungo, scorre abbastanza, anche se chiaramente è un film lento perchè in qualche modo biografico, e tutto, nel complesso, mi è sembrato ben fatto.
Purtroppo per la mia ricerca di spiegazioni razionali, il film non dà una soluzione chiarissima di quello che mostra, ma mette comunque bene in luce degli aspetti della vita umana che trovo affascinanti. La mia interpretazione (da qui segue un po' di Spoiler) è che Mr.Nobody, da anziano, rappresenti simbolicamente l'istante in cui Nemo, da bambino, tiene la mano verso la madre, correndo verso il treno, e viene chiamato dal padre, dunque rappresenta l'istante "pre-scelta" in cui ogni scelta è ancora possibile: Mr.Nobody è l'infinità gamma di vite possibili di chi non ha ancora compiuto una scelta. Poi ci sono diversi elementi su cui mi interrogo ancora -la questione dell'entropia ad esempio- ma comunque questa è l'interpretazione migliore che sono riuscita a dare, anche leggendo qualche recensione. Più che altro è quella che preferisco. Fine Spoiler.
E mi piacciono i film che si adattano a molte soluzioni. Dunque, bello.
Ottima fotografia, ottimi effetti, ottime idee e soprattutto un carico emotivo notevole sia nelle parti comprensibili, sia in quelle più complesse.
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frangitore
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venerdì 24 agosto 2018
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masturbazione artistica
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Un film che è l'esaltazione di se stesso. Inquadrature ricercate, ritmo assurdamente lento, dialoghi ricercati, tutto inutilmente complicato per dimostrare a chi guarda non si capisce bene cosa. Il risultato è che dopo un'ora di film vi sembrerà ne siano passate 2. Sarà davvero complicato arrivare alla fine. Il film ha ricevuto tantissime recensioni positive poichè pare che Leto sia entrato da poco nel gruppo di attori i cui film per partito preso debbano per forza essere dei capolavori. Sì salva la fotografia e l'interpretazione di parecchi attori (tra cui lo stesso Leto).
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ennio
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mercoledì 16 febbraio 2022
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film didascalico e troppo caotico
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Un film va valutato per ciò che rappresenta in sé e per ciò che rappresenta all'interno di un filone cinematografico. E “Mr.Nobody” fa certamente parte di un preciso filone cinematografico, quello della fantascienza distopica, in particolare la tematica distorsioni spazio-temporali e realtà parallele. Se devo valutare questo film come esponente di genere, il giudizio è piuttosto deludente.
“Mr.Nobody” manca di un'anima riconoscibile, di un progetto concreto. Troppe sono le ramificazioni della vita del protagonista per poter essere credibili anche come progetto di fantasia, e poter essere seguite con soddisfazione dallo spettatore.
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Un film va valutato per ciò che rappresenta in sé e per ciò che rappresenta all'interno di un filone cinematografico. E “Mr.Nobody” fa certamente parte di un preciso filone cinematografico, quello della fantascienza distopica, in particolare la tematica distorsioni spazio-temporali e realtà parallele. Se devo valutare questo film come esponente di genere, il giudizio è piuttosto deludente.
“Mr.Nobody” manca di un'anima riconoscibile, di un progetto concreto. Troppe sono le ramificazioni della vita del protagonista per poter essere credibili anche come progetto di fantasia, e poter essere seguite con soddisfazione dallo spettatore. Ne viene fuori un eccesso di volontà immaginativa. Se il paragone sono film che l'hanno preceduto come “Existenz”, “strange days”, “Lola corre”, non è un film all'altezza delle aspettative. Ancora meno se lo si paragona (inevitabilmente) a progetti impegnativi ed imponenti come “Twin peaks” o“Lost”. Le tematiche trattate da “Mr.Nobody” sono le stesse, ma sono poco originali ed esposte troppo caoticamente. Per dire, “Benjamin Button” risulta un film molto più originale e gradevole alla visione.
Di buono in “Mr.Nobody” ci sono certamente la scenografia, le musiche e i cromatismi, che sono poi i motivi per renders in qualche modo piacevole la visione di questo film.
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claudio92s
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mercoledì 6 maggio 2015
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quando l'immaginazione supera qualunque realtà...
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Il titolo della mia recensione muove i presupposti dalla totale fantascienza di questo film, così lontano dalla realtà eppure talvolta così vicino. Un film frutto dell'immaginazione del regista, una storia frutto a sua volta dell'immaginazione di un bambino di 8 anni. Solitamente nelle mie recensioni - 4 ad oggi quindi non tante - scrivo più o meno la trama cercando passo passo di segnalare quello che più mi ha colpito; nel film qui in oggetto ciò mi risulta molto difficile proprio per la complessità della trama, per la sua non linearità, come è logico che sia in tutti i film in cui vi sono salti temporali e mondi paralleli.
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Il titolo della mia recensione muove i presupposti dalla totale fantascienza di questo film, così lontano dalla realtà eppure talvolta così vicino. Un film frutto dell'immaginazione del regista, una storia frutto a sua volta dell'immaginazione di un bambino di 8 anni. Solitamente nelle mie recensioni - 4 ad oggi quindi non tante - scrivo più o meno la trama cercando passo passo di segnalare quello che più mi ha colpito; nel film qui in oggetto ciò mi risulta molto difficile proprio per la complessità della trama, per la sua non linearità, come è logico che sia in tutti i film in cui vi sono salti temporali e mondi paralleli. Al pubblico, o almeno a me, risultava chiaro sin da subito che ci stessimo trovando di fronte a un film in cui non esiste una vera e propria realtà ma tutte quelle contraddizioni erano proprio la conseguenza di scelte e opzioni fatte e considerate. La recenzione principale qui su Mymovie fa un paragone con sliding doors e sinceramente non mi trova molto d'accordo. Anzi per nulla. I due film sono a mio parere molto distanti, totalmente distanti. Abbiamo infatti un differente epilogo. giacchè in "Mr. Nobody" viene data una conclusione "certa" o quanto meno possiamo scartarne alcune, mentre in "Sliding Doors" mai sapremo la verità dei fatti, totalmente differente a mio parere è anche lo scopo del regista/film: se "Sliding Doors" vuole farci riflettere su come a volte il destino (piuttosto che le nostre scelte visto che era la porta della metro a chiudersi in tempo o meno) ci porti a dei cambiamenti radicali, in questo film a mio parere sono più le scelte individuali, ma soprattutto si punta molto sull'immaginazione, su un tema simile, per la questione dei mondi paralleli, ma analizzato con strumenti diversi.
In "Mr.Nobody" sei quasi di fronte ad un "giallo", ad un mistero che devi risolvere! Chi è Nemo? Qual è il vero Nemo?
Ciò detto, una critica la devo fare: il film è molto lungo, circa 2 ore 40 e ad un certo punto ero anche un po' stanco visto che non puoi seguire una trama e quindi pensi che se perdi qualche scena o qualche dialogo alla fine non succede nulla di chè.
Per il resto Jared Leto ancora una volta si è confermato, a mio parere, un grande attore, altra interpretazione che mi ha convinto.
Altra critica alla nostra Italia che non doppia questo film però al cinema manda le commedie scadenti e spicciole. Un vero peccato, non per me che guardo i film in lingua originale ma per tantissime persone che magari apprezzerebbero un film del genere ma che di sottotitoli non ne vogliono proprio "sentire".
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fede 305
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lunedì 19 settembre 2016
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buon film,non un capolavoro!
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L'unica vera scelta di Mr.Nobody sembra rispecchiare in maniera importante il pensiero del regista:essere "immortale" tramite uno straordinario esercizio di stile. La tecnica cinematografica ammalia lo spettatore,fino a stordirlo,permettendo di far passare in secondo piani problemi di trama e soprattutto di contenuti.I concetti psicologici-filosofici,ma anche quelli più scientifici, sono portati ad un estremo parassostico,col fine(almeno credo)di impressioanare lo spettatore riguardo la profondità della pellicola e dei temi trattati.
La fotografia è ottima,con un uso sapiente e continuato di una prospettiva centrale,che permette,anche,di apprezzare l'espressività e la bellezza degli attori,i quali si sono rivelati(per lo più)buoni interpreti della pellicola.
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L'unica vera scelta di Mr.Nobody sembra rispecchiare in maniera importante il pensiero del regista:essere "immortale" tramite uno straordinario esercizio di stile. La tecnica cinematografica ammalia lo spettatore,fino a stordirlo,permettendo di far passare in secondo piani problemi di trama e soprattutto di contenuti.I concetti psicologici-filosofici,ma anche quelli più scientifici, sono portati ad un estremo parassostico,col fine(almeno credo)di impressioanare lo spettatore riguardo la profondità della pellicola e dei temi trattati.
La fotografia è ottima,con un uso sapiente e continuato di una prospettiva centrale,che permette,anche,di apprezzare l'espressività e la bellezza degli attori,i quali si sono rivelati(per lo più)buoni interpreti della pellicola.
La colonna sonora sembra essere creata per accompagnare il film in quella dimesione surreale,un motivo centrale del film.
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