Amarcord

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Un film di Federico Fellini. Con Bruno Zanin, Pupella Maggio, Armando Brancia, Giuseppe Ianigro, Gianfilippo Carcano.
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Commedia, Ratings: Kids+16, durata 127 min. - Italia 1973. - Cineteca di Bologna uscita lunedì 14 settembre 2015. MYMONETRO Amarcord * * * * 1/2 valutazione media: 4,74 su 54 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Acquista »
   
   
   
catullo martedì 2 novembre 2010
fellini fra i grandi del rinascimento Valutazione 5 stelle su cinque
83%
No
17%

Amarcord è un capolavoro assoluto nel senso che come “La strada” e “la dolce vita” è entrato nel sentire comune della gente travalicando gli steccati culturali che dividono i popoli diventando universale (ottoemezzo è più per specialisti)  Non ha importanza se la cultura da dove nasce questa storia è radicata in un particolare contesto geografico…in questo caso riguarda la romagna e la caratteristica ironia fatalista e gioiosa della gente di questa regione …ma il linguaggio con cui Fellini racconta la storia è quello onirico e popolare…cioè un linguaggio appunto universale e quindi condiviso. [+]

[+] a m’arcòrd. i ricordi dei sogni degli italiani (di antonio montefalcone)
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paolo schipani sabato 7 novembre 2009
sogno, disperazione, follia e comicità Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

«Voglio una doooooooooonnaaaaaaaaaaaaaa», grida lo zio Teo (Ciccio Ingrassia) dalla cima di un albero. Sogno e disperazione, follia e comicità. Amarcord (Italia, 1973, 127'), in dialetto romagnolo «mi ricordo»: un viaggio surreale che ripropone la carrellata di ricordi di Fellini e della sua adolescenza nel Borgo (Rimini) negli anni ‘30, attraverso gli occhi del giovane Titta (Bruno Zanin). Un’adolescenza di desideri di evasione, ricerca della novità, sogni sessuali e voglia di “provare”. La vita della provincia soffoca e fa sognare contemporaneamente: si vorrebbe scappare, ma l’attaccamento è tanto. Proprio in questa comunità provinciale ognuno può ritrovare se stesso, può spolverare qualche ricordo del suo piccolo mondo: la Gradisca (Magali Noël, la bella del paese), la prosperosa tabaccaia (Maria Antonietta Beluzzi), la “volpina”(Josiane Tanzilli) senza freni inibitori, il cieco di Cantarel (Domenico Pertica), i litigiosi genitori di Titta, il nonno (Giuseppe Lanigro) che non smette di mostrare la sua virilità, le burle scolastiche con i compagni, le ricorrenze paesane… E’ impossibile, chiudendo gli occhi, non condividere nemmeno un’immagine di queste mostrate da Fellini. [+]

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walterino
frutto dell'immaginazione Valutazione 5 stelle su cinque
83%
No
17%

Ho uno splendido ricordo di questo film, in particolare per l'atmosfera onirica, visionaria, che trasmette allo spettatore ricordi ancestrali, le immagini di un'Italia di altri tempi alla quale non si può non guardare con un po' di nostalgia. Tutto in Amarcord è evanescente, accennato, gli episodi sono rarefatti e, sovrapponendosi, danno l'idea del fluire del tempo, della vita che scorre e cambia, e con lei i posti in cui viviamo e le abitudini che abbiamo. L'ho trovato divertente e commovente, bravi e popolari gli interpreti, da pelle d'oca la scenografia.

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mondolariano venerdì 10 giugno 2011
geniale Valutazione 4 stelle su cinque
75%
No
25%

Esattamente vent'anni dopo “I vitelloni”, Fellini dipinge un altro affresco dell’Italia provinciale del ‘900. Più geniale ma anche più imperfetto, meno compatto all’interno di una trama volutamente oziosa, formata da un mosaico di situazioni che illustrano i ricordi personali di Fellini. Il collante è assicurato dalla forte connotazione poetica e dalle cadenze ridanciane della farsa, una curiosa miscela di “allegra mestizia” dove anche il Fascismo è visto con ironia attraverso gli occhi dei ragazzi. Il pezzo forte è l’apparizione onirica del “Rex”, voluta - a detta di Fellini - per ricordare una gloria italiana altrimenti dimenticata. Va da sé la celebre scena dell’albero e la splendida atmosfera della campagna romagnola lungo il mare. [+]

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paolo 67 venerdì 25 novembre 2011
ritorno al borgo Valutazione 5 stelle su cinque
80%
No
20%

Il film che riportò Fellini al centro del dibattito internazionale e gli conquistò il quarto Oscar, girato nel più assoluto segreto in una Rimini tutta ricostruita a Cinecittà, è un viaggio nel paese dell'infanzia e dell'adolescenza di Federico, ambientato in un'Italia provinciale durante il fascismo, che il maestro riminese vedeva come il simbolo di una adolescenza protratta. Nato dall'esigenza di ricordare per uscire dai condizionamenti ancora presenti nell'anima italiana delle illusioni del passato, di una certa educazione, esprime sentimenti contrastanti, tra l'evidenza, sottolineata dalle situazioni cialtronesche e buffe, di una condizione ignorante e un po' folle e la nostalgia complice per un piccolo mondo antico perduto, in cui può essere dolce ritrovarsi e ritemprarsi. [+]

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las181 martedì 14 agosto 2007
ho uno splendido ricordo di questo film Valutazione 5 stelle su cinque
71%
No
29%

Ho uno splendido ricordo di questo film, in particolare per l'atmosfera onirica, visionaria, che trasmette allo spettatore ricordi ancestrali, le immagini di un'Italia di altri tempi alla quale non si può non guardare con un po' di nostalgia. Tutto in Amarcord è evanescente, accennato, gli episodi sono rarefatti e, sovrapponendosi, danno l'idea del fluire del tempo, della vita che scorre e cambia, e con lei i posti in cui viviamo e le abitudini che abbiamo. L'ho trovato divertente e commovente, bravi e popolari gli interpreti, da pelle d'oca la scenografia.

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luigi chierico mercoledì 16 ottobre 2013
fermati e guarda indietro Valutazione 5 stelle su cinque
75%
No
25%

Un tempo, non molto lontano da oggi ma lontanissimo da noi, da queste generazioni, capitava in molte case di aprire delle scatole di cartone, talora di quelle scatole colorate per per savoiardi, piene di fotografie a ricordare il passato. Attorno alla zia o alla nonna uno stuolo di nipoti d’ogni età. Si sentiva chiedere “ tu quale sei? ”, si apriva una gara, le foto passavano di mano in mano e trascorrevano le ore in letizia. Federico Fellini doveva essere uno di quei fanciulli e ha voluto portare sul grande schermo, a disposizione del pubblico di ogni luogo,i ricordi dell’infanzia,di un’epoca travolta da tutte le scoperte del dopoguerra. Invece della scatola di cartone si apre la scatola del televisore o del cellulare,per mostrare una foto alla volta che non si può toccare e portar via. [+]

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great steven venerdì 13 febbraio 2015
fellini ci porta nel profondo del sogno popolare. Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

AMARCORD (IT, 1973) diretto da FEDERICO FELLINI. Interpretato da BRUNO ZANIN, MAGALI NOEL, ARMANDO BRANCIA, PUPELLA MAGGIO, CICCO INGRASSIA, ALVARO VITALI, MARIA ANTONIETTA BELUZZI, LUIGI ROSSI, GIUSEPPE IANIGRO, GIANFILIPPO CARCANO, ARISTIDE CAPORALE, JOSIANE TANZILI, MARIO LIBERATE, NANDO ORFEI, ANTONINO FAA DI BRUNO
Amarcord è un intercalare del dialetto romagnolo (la lingua madre di Fellini) che significa, come è noto, “mi ricordo”, e non a caso il regista rievoca gli anni della sua infanzia, gli anni Trenta, in un paese che si affaccia sulla riviera romagnola. Un excursus fantastico, formidabile e completo dei miti, dei valori e del quotidiano che si respiravano a quel tempo: le parate fasciste che celebravano le ricorrenze della fondazione dell’Impero Romano, la scuola dove insegnava la maestra prosperosa che stuzzicava i primi pensieri sessuali, la prostituta sentimentale che si concedeva a tutti i clienti indistintamente, la visita dell’emiro arabo dalle cento mogli, lo zio matto ricoverato in manicomio che monta su un albero per gridare al mondo il suo bisogno d’affetto, le competizioni automobilistiche della Mille Miglia con le macchine colorate dalla carrozzeria aerodinamica, la tabaccaia dalle forme giunoniche, il capofamiglia antifascista che si fa riempire d’olio di ricino pur di non prendere la tessera del Fascio, tutti gli abitanti del paesello che di notte, in mare aperto, salutano il passaggio del transatlantico Rex. [+]

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tomdoniphon lunedì 30 giugno 2014
quando il patetico diventa poesia Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

L'adolescenza di Titta nella Rimini degli anni '30 (tutta ricostruita in studio): le Mille Miglia, il piroscafo Rex, l'olio di ricino e i gerarchi, lo zio matto, la tabaccaia più che maggiorata, la fatale Gradisca che finirà per sposare un carabiniere. Nel 1974 (data di uscita del film) Fellini era ormai una leggenda vivente; ed è in questo periodo che decide di tornare alle proprie origini. Se ne "I vitelloni" (realizzato vent'anni prima) era ancora evidente l'impronta del neorealismo, il Fellini di Amarcord è ormai autore in senso pieno, il cui cinema assume sempre di più la dimensione della memoria e dove la dimensione onirica ha preso definitivamente il sopravvento. [+]

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gordo95 giovedì 3 novembre 2016
"io mi ricordo" Valutazione 5 stelle su cinque
0%
No
0%

Amarcord si presenta come il film "più autobiografico" del maestro Fellini seppur non sia certo una novità il portare sè stesso sullo schermo. Il titolo difatti ci aiuta a comprendere quanto Fellini ci sia in questa pellicola (Amarcord è la univerbazione di "Io mi ricordo"). Fellini ci presenta la sua Rimini adolescenziale tramite le avventure degli abitanti del capoluogo: una formosa tabbaccaia, una ninfomane, "Gradisca" (una donna in cerca di un marito), un cantante cieco, i fascisti che presiedevano la zona e soprattutto la famiglia di Titta (alter-ego onirico di un adolescente Fellini). Il regista emiliano riesce a tenerci incollati allo schermo per due ore dipingendoci un passato ormai perduto dove anche le cose più semplici riuscivano a stupire (memorabile in questo senso la scena in cui tutti escono dal cinema per giocare con la neve e rimangono esterrefatti alla vista di un pavone). [+]

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