| Titolo originale | Tulpan |
| Anno | 2006 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Germania |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Sergei Dvortsevoy |
| Attori | Ondas Besikbasov, Samal Yeslyamova, Askhat Kuchencherekov, Tolepbergen Baisakalov, Bereke Turganbayev Nurzhigit Zhapabayev, Mahabbat Turganbayeva. |
| Uscita | venerdì 24 aprile 2009 |
| Tag | Da vedere 2006 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 3,20 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 7 maggio 2009
Bulat si renderà conto, nel giorno del suo matrimonio, che avere delle grandi orecchie può causare dei grossi problemi. In Italia al Box Office Tulpan - La ragazza che non c'era ha incassato 85,7 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Dopo aver terminato di prestare servizio come marinaio il giovane Asa torna a casa nella steppa del Kazakistan dove la sorella e il cognato, pastori, conducono una vita nomade. Prima di rientrare nella vita lavorativa e diventare a sua volta pastore Asa deve sposarsi. La sua unica speranza risiede in Tulpan, figlia anche lei di un pastore. La fanciulla è determinata nel rifiutare la proposta: Asa ha le orecchie troppo grandi e poi lei vuole andare a vivere in città, ad Alma Ata. Il ragazzo, parzialmente consolato dal fatto che anche il principe Carlo d'Inghilterra è ben fornito di padiglioni auricolari, non si arrende.
Il cinema kazako offre spesso delle interessanti e poetiche sorprese quando fa la sua comparsa sugli schermi dei festival internazionali. È quanto accade anche con il film di Sergei Dvortsevoy, che riesce a trasmetterci l'innocenza di un mondo in cui il nomadismo legato alla pastorizia permea di valori e tradizioni antiche la vita di tutti i giorni. Il regista però non cerca il comodo rifugio della descrizione di un mondo incantato e immobile nel tempo. Ci descrive anche, attraverso i desideri di Tulpan, le sirene della modernità che invitano a un'urbanizzazione che può rappresentare una meta non sempre corrispondente all'immagine che se ne forma chi ne vive lontano. Ne consegue un film in bilico tra due mondo su cui si posa uno sguardo desideroso di fissare sullo schermo la memoria di una civiltà progressivamente destinata a scomparire.
Prima osservazione: non fidarsi del trailer. Il film ha poco o nulla della divertente storia d'amore che i due minuti di anteprima suggeriscono. Al contario, è una storia fatta di grandi orizzonti, di distese aride e polverose, di lunghi silenzi. E' un film che parla di un mondo altro dal nostro, in cui sposarsi con l'unica ragazza della steppa vuol dire poter avere un gregge, e avere un gregge significa [...] Vai alla recensione »
Piccola premessa a uso dei diffidenti. Se al cinema cercate la meraviglia, se credete che lo spaesamento sia un dono prezioso, se avete il sospetto che per sentirsi altrove non si debba per forza viaggiare nel cosmo, allora non perdetevi Tulpan, cioè tulipano. Purché vi piacciano gli animali e siate disposti a farvi trasportare nell'immenso e remoto Kazakistan, paese ricco di uranio e petrolio, ma [...] Vai alla recensione »