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nevermore
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giovedì 19 maggio 2011
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il capitano è johnny depp
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Secondo la teoria Borisiana non si dovrebbe mai andare oltre la terza serie , ma probabilmente questo vale per la televisione . E soprattutto non vale per attori capaci di assicurare personaggi immutabili che hanno stupito per loro originalità.
Le goliardate piratesche del capitano Sparrow non sono cambiate , così come le sue pianificatissime vie di fuga e la sua capacità di improvvisare , generatrici quasi sempre delle scene più movimentate del film .
Non sono cambiati gli scenari tropicali , avvolti da un aura fantastica che culmina nel paesaggio edenico della Fonte della Giovinezza , non è cambiata la bravura degli attori che non fanno da spalla all ottimo Depp , ma contribuiscono coralmente alla riuscita di un quarto capitolo che a dispetto di tutto non stanca ed appassiona ancora.
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Secondo la teoria Borisiana non si dovrebbe mai andare oltre la terza serie , ma probabilmente questo vale per la televisione . E soprattutto non vale per attori capaci di assicurare personaggi immutabili che hanno stupito per loro originalità.
Le goliardate piratesche del capitano Sparrow non sono cambiate , così come le sue pianificatissime vie di fuga e la sua capacità di improvvisare , generatrici quasi sempre delle scene più movimentate del film .
Non sono cambiati gli scenari tropicali , avvolti da un aura fantastica che culmina nel paesaggio edenico della Fonte della Giovinezza , non è cambiata la bravura degli attori che non fanno da spalla all ottimo Depp , ma contribuiscono coralmente alla riuscita di un quarto capitolo che a dispetto di tutto non stanca ed appassiona ancora.
Ad essere cambiato , e tanto , è il cast .
La prova da piratessa di Penelope Cruz è superba e Ian Mc Shane è stato sicuramente Barbanera in un altra vita.
Il pericolo del rimpianto potrebbe esserci , ma non c è .
Sebbene la mancanza di Elizabeth Swann e Will Turner possa segnare un netto distacco col passato , ciò viene sconfessato dalla regia di Marshall, abile a garantire continuità nella complessiva riuscita della pellicola e dalla maestria di Johnny Depp e Geoffrey Rush , pilastri inossidabili.
A zoppicare in alcuni punti , anche fondamentali , è la sceneggiatura , ma è uno sbaglio che si concede volentieri se i risultati sono amabili.
Il capitano Sparrow c è e continua a signoreggiare splendidamente .
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nemomnis
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giovedì 19 maggio 2011
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un buon film, il migliore dopo il primo
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Finalmente qualcuno ha capito che realizzare sequel su sequel con una trama diluita e stentata non poteva che portare a film soporiferi e così intricati da risultare indigesti agli spettatori.
Ora, con il quarto episodio della saga, tutto sembra ritornare fresco come nel primo film: nuovi personaggi, nuovi obiettivi, nuove missioni, così come una nuova regia e sceneggiatura. Una storia vera che inizia e si conclude in uno ed un solo film, con un buon ritmo e una sceneggiatura decente. Decisamente promosso.
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manu-ghi
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venerdì 20 maggio 2011
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i pirati non stancano. non ancora
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Come tutte le saghe cinematografiche di grande fortuna, anche Pirati dei Caraibi non poteva mancare di un seguito. E se film come Prince of Persia o L'Apprendista Stregone non sono stati in grado di innescare nuovamente la macchina produttiva disneyana, di certo il buon vecchio Johnny aveva tutte le qualità.
Ad ogni modo, come tutti i seguiti, anche questo susciterà reazioni opposte: da una parte coloro che lo apprezzeranno, dall'altra quelli che rimpiangeranno la vecchia trilogia. Molte cose sono cambiate, a cominciare dalla regia, per passare poi agli attori, principali e non. Ma è anche vero che molte cose sono rimaste le stesse. La produzione è ancora affidata a Jerry Bruckheimer, e la sceneggiatura è sempre di Ted Elliot e Terry Rossio.
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Come tutte le saghe cinematografiche di grande fortuna, anche Pirati dei Caraibi non poteva mancare di un seguito. E se film come Prince of Persia o L'Apprendista Stregone non sono stati in grado di innescare nuovamente la macchina produttiva disneyana, di certo il buon vecchio Johnny aveva tutte le qualità.
Ad ogni modo, come tutti i seguiti, anche questo susciterà reazioni opposte: da una parte coloro che lo apprezzeranno, dall'altra quelli che rimpiangeranno la vecchia trilogia. Molte cose sono cambiate, a cominciare dalla regia, per passare poi agli attori, principali e non. Ma è anche vero che molte cose sono rimaste le stesse. La produzione è ancora affidata a Jerry Bruckheimer, e la sceneggiatura è sempre di Ted Elliot e Terry Rossio. E poi c'è il jolly-Johnny.
Indubbio è che il film non supera la grandezza del primo Pirati dei Caraibi. Né il successo de Ai confini del mondo. Ma la domanda da porsi è: era davvero questa l'intenzione?
Da come il film viene presentato parrebbe di no. E forse anche a ben ragione: Oltre i confini del mare (anche qui la traduzione italiana è quanto mai libera e altisonante, come lo fu già per il poetico, ma privo di senso, La maledizione della prima luna), dalla sua, non aveva l'obbligo di costruirsi un mito, poiché il mito già c'era. E questo lo si evince fin dalle prime scene, anzi, fin dall'entrata - teatrale, appunto - di Jack Sparrow. Al pari dei più grandi eroi del cinema, il suo ingresso è atteso, ricco di suspense, e basta vedere l'entrata in scena di Indiana Jones nel suo quarto capitolo, per fare un parallelismo e rendersi conto della somiglianza. Il mito già c'è, non serve ricrearlo. D'altro canto questo Pirati non aveva neanche l'ambizione di superare Ai confini del mondo: sfida troppo ardua con un kolossal di tale portata, e di certo impensabile per un seguito la cui continuazione dipenderà, appunto, dal suo esito.
Tali premesse si vedono lungo tutto l'arco del film. Gli elementi ci sono tutti: intrighi, una storia appassionante, anche qui non scevra delle macchinose complessità ormai tipiche di questa saga, le mire personali dei vari personaggi e così via. Ma tutto si mantiene sempre sulla stessa lunghezza d'onda. Non si tenta di fare salti epici, ma proprio perché non si vuole farlo. Ian McShane-Barbanera non potrà mai sperare di superare Davy Jones, così come Penélope Cruz (bravissima, indubbiamente) non ha la fortuna di Keira Knightley. Una cosa che forse fa rimpiangere è il ruolo di Geoffrey Rush, menomato e pertanto privo di quella forza che lo aveva reso un personaggio di tutto rispetto nella prima trilogia. E Gibbs, da solo (anche con l'aiuto di qualche new entry) non riesce a compensare la mancanza di Pintel e Ragetti e del resto della vecchia ciurma.
Consci di tutto ciò, si è comunque tentato di fare un film godibile (Johnny rimane lo Sparrow di sempre, e vederlo in azione è un piacere), ma che non brillasse di nessuna luce particolare. E il prodotto che ne è uscito conferma le aspettative. In una scala da uno a cinque si mantiene nella norma: impensabile dargli due stelle, poiché non le merita, ma nemmeno quattro, poiché risulterebbe eccessivo.
L'intento della Disney è dunque raggiunto: i pirati non stancano. Non ancora, perlomeno. E se il pubblico lo vorrà, lei gli darà ciò che ha sempre voluto: panem et circensem.
L'unica vera pecca è il 3d: c'è, indubbiamente. Ma 10 euro o più (poiché quello è il prezzo, grossomodo) per un seguito, sono forse un po' troppi.
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mikemaister
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domenica 22 maggio 2011
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pirati dei caribi: il prequel del sequel
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Jack Sparrow può stare muto davanti ad uno schermo per due ore e la gente andrebbe comunque a vederlo, perchè il carisma non è una finzione scenica. Oltre i Confini del Mare è un discreto film, diverso dai primi tre, ma com tale la diversità non sempre è ben accetta. Si è voluto catalizzare il personaggio di Johnny Depp più che mai, su 141 minuti di film 130 sono dedicati a Capitan Jack... Ma c'era veramente bisogno?! Le sub-trame del film sono limate a tal punto che brillano di luce riflessa dal vero architetto dello sceneggiato, Jack Sparrow appunto, e l'intreccio che ne fuoriesce è non "complesso" come si sperava.
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Jack Sparrow può stare muto davanti ad uno schermo per due ore e la gente andrebbe comunque a vederlo, perchè il carisma non è una finzione scenica. Oltre i Confini del Mare è un discreto film, diverso dai primi tre, ma com tale la diversità non sempre è ben accetta. Si è voluto catalizzare il personaggio di Johnny Depp più che mai, su 141 minuti di film 130 sono dedicati a Capitan Jack... Ma c'era veramente bisogno?! Le sub-trame del film sono limate a tal punto che brillano di luce riflessa dal vero architetto dello sceneggiato, Jack Sparrow appunto, e l'intreccio che ne fuoriesce è non "complesso" come si sperava. Non c'è nel film la tanta apprezzata difficoltà per la buona riuscita del tutto, cosa che invece era onnipresente nei tre film antecedenti. Come risultato si può apprezzare Johnny Depp nei panni di ciò che c'è più vicino al superomismo: Jonnhy Depp è Jack Sparrow, e il tanto tempo dedicatogli ci mostra finalmente che le sue fughe roccambolesche, i sui piani al limite dell'impossibile non sono sempre frutto di una portata a base di improvvisazione e fortuna.. Jack fa ciò che Jack fa, e se fa quanto cogitato, la buona riuscita può essere ipotecata. Fantastica e curatissima anche la dialettica del protagonista, coinvolgente ed intrigante al tempo stesso. Penelope Cruz nei panni di Angelica è il personaggio che ricopriva il ruolo più difficile nel film, perchè doveva supplire senza far rimpiangere non una, ma ben DUE presenze di grandissimo spessore: Keira Knightley e Orlando Bloom. Inoltre è lei che che svela al mondo il lato "moralizzato" di Jack Sparrow, in quanto è lei l'unica donna che lui abbia mai amato; quindi una convincente Penelope Cruz, inserita perfettamente in una potente macchina in corsa. Una volta detto l'ovvio, ossia che i protagonisti hanno saputo tenere lo schermo egregiamente, non resta che definire il film in toto. Ebbene, è un film sui pirati ma ci sono delle cose che non convincono assolutamente: mancano i cannoni, mancano gli arrembaggi, mancano le volgarità e, soprattutto, manca il mare. Come può allora essere un bel film se mancano dei tasselli importanti come lo stesso mare? Può esserlo tranquillamente riallacciandoci a quanto dicevamo prima sulla trama centrale del film, l'onnipresenza di Jack Sparrow nel grande schermo. Inoltre c'è un finale che sa tanto di serie televisiva, con la classica battuta finale che lascia il tutto in una fitta nebbia dove si intravede la chiara possibilità di un sequel. Ed è proprio il fatto che ci sarà un sequel a delineare lo stile del film: nuovi personaggi, nuove trame, nuovi inghippi, il tutto come aperitivo, e si sa che l'aperitivo stimoli la fame, e in tanti sospettano che il primo piatto sarà il sequel, il vero Pirati dei Caraibi 4. Allora perchè 5 stelle? Perchè bisogna trascendere la mediocrità di questa portata per valutare la complessità di tutto il ricevimento, un ricevimento che dire ottimo suonerebbe riduttivo..
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manu-ghi
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venerdì 20 maggio 2011
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i pirati non stancano. non ancora.
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Come tutte le saghe cinematografiche di grande fortuna, anche Pirati dei Caraibi non poteva mancare di un seguito. E se film come Prince of Persia o L'Apprendista Stregone non sono stati in grado di innescare nuovamente la macchina produttiva disneyana, di certo il buon vecchio Johnny aveva tutte le qualità.
Ad ogni modo, come tutti i seguiti, anche questo susciterà reazioni opposte: da una parte coloro che lo apprezzeranno, dall’altra quelli che rimpiangeranno la vecchia trilogia. Molte cose sono cambiate, a cominciare dalla regia, per passare poi agli attori, principali e non. Ma è anche vero che molte cose sono rimaste le stesse. La produzione è ancora affidata a Jerry Bruckheimer, e la sceneggiatura è sempre di Ted Elliot e Terry Rossio.
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Come tutte le saghe cinematografiche di grande fortuna, anche Pirati dei Caraibi non poteva mancare di un seguito. E se film come Prince of Persia o L'Apprendista Stregone non sono stati in grado di innescare nuovamente la macchina produttiva disneyana, di certo il buon vecchio Johnny aveva tutte le qualità.
Ad ogni modo, come tutti i seguiti, anche questo susciterà reazioni opposte: da una parte coloro che lo apprezzeranno, dall’altra quelli che rimpiangeranno la vecchia trilogia. Molte cose sono cambiate, a cominciare dalla regia, per passare poi agli attori, principali e non. Ma è anche vero che molte cose sono rimaste le stesse. La produzione è ancora affidata a Jerry Bruckheimer, e la sceneggiatura è sempre di Ted Elliot e Terry Rossio. E poi c'è il jolly-Johnny.
Indubbio è che il film non supera la grandezza del primo Pirati dei Caraibi. Né il successo de Ai confini del mondo. Ma la domanda da porsi è: era davvero questa l’intenzione?
Da come il film viene presentato parrebbe di no. E forse anche a ben ragione: Oltre i confini del mare (anche qui la traduzione italiana è quanto mai libera e altisonante, come lo fu già per il poetico, ma privo di senso, La maledizione della prima luna), dalla sua, non aveva l’obbligo di costruirsi un mito, poiché il mito già c’era. E questo lo si evince fin dalle prime scene, anzi, fin dall’entrata - teatrale, appunto - di Jack Sparrow. Al pari dei più grandi eroi del cinema, il suo ingresso è atteso, ricco di suspense, e basta vedere l’entrata in scena di Indiana Jones nel suo quarto capitolo, per fare un parallelismo e rendersi conto della somiglianza. Il mito già c'è, non serve ricrearlo. D’altro canto questo Pirati non aveva neanche l’ambizione di superare Ai confini del mondo: sfida troppo ardua con un kolossal di tale portata, e di certo impensabile per un seguito la cui continuazione dipenderà, appunto, dal suo esito.
Tali premesse si vedono lungo tutto l’arco del film. Gli elementi ci sono tutti: intrighi, una storia appassionante, anche qui non scevra delle macchinose complessità ormai tipiche di questa saga, le mire personali dei vari personaggi e così via. Ma tutto si mantiene sempre sulla stessa lunghezza d’onda. Non si tenta di fare salti epici, ma proprio perché non si vuole farlo. Ian McShane-Barbanera non potrà mai sperare di superare Davy Jones, così come Penélope Cruz (bravissima, indubbiamente) non ha la fortuna di Keira Knightley. Una cosa che forse fa rimpiangere è il ruolo di Geoffrey Rush, menomato e pertanto privo di quella forza che lo aveva reso un personaggio di tutto rispetto nella prima trilogia. E Gibbs, da solo (anche con l’aiuto di qualche new entry) non riesce a compensare la mancanza di Pintel e Ragetti e del resto della vecchia ciurma.
Consci di tutto ciò, si è comunque tentato di fare un film godibile (Johnny rimane lo Sparrow di sempre, e vederlo in azione è un piacere), ma che non brillasse di nessuna luce particolare. E il prodotto che ne è uscito conferma le aspettative. In una scala da uno a cinque si mantiene nella norma: impensabile dargli due stelle, poiché non le merita, ma nemmeno quattro, poiché risulterebbe eccessivo.
L’intento della Disney è dunque raggiunto: i pirati non stancano. Non ancora, perlomeno. E se il pubblico lo vorrà, lei gli darà ciò che ha sempre voluto: panem et circensem.
L'unica vera pecca è il 3d: c'è, indubbiamente. Ma 10 euro o più (poiché quello è il prezzo, grossomodo) per un seguito, sono forse un po’ troppi.
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giacomogabrielli
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lunedì 23 maggio 2011
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...oltre il terzo! ***
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Rob Marshall dirige il quarto, ma non ultimo, episodio della saga multimiliardaria con Johnny Depp, qui indiscusso protagonista. Stavolta, per fortuna, tutto è più contenuto rispetto al terzo capitolo, cominciando dalla durata. Anche la regia è sobria, con movimenti di macchina non esagerati, accompagnati da effetti speciali dosati al punto giusto. Il cast è abbastanza ridotto; non c'è per esempio Orlando Bloom, uscito di scena nel pesantissimo AI CONFINI DEL MONDO. Penelope Cruz è decisa e brava. Geoffrey Rush è sempre camaleontico ed inimitabile. Il film ricrea atmosfere e situazioni quasi tipiche spielberghiane, definendo così la bravura di Marshall nel dirigere anche un pop-corn movie d'avventura di puro intrattenimento, oltre che dei bei musical.
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Rob Marshall dirige il quarto, ma non ultimo, episodio della saga multimiliardaria con Johnny Depp, qui indiscusso protagonista. Stavolta, per fortuna, tutto è più contenuto rispetto al terzo capitolo, cominciando dalla durata. Anche la regia è sobria, con movimenti di macchina non esagerati, accompagnati da effetti speciali dosati al punto giusto. Il cast è abbastanza ridotto; non c'è per esempio Orlando Bloom, uscito di scena nel pesantissimo AI CONFINI DEL MONDO. Penelope Cruz è decisa e brava. Geoffrey Rush è sempre camaleontico ed inimitabile. Il film ricrea atmosfere e situazioni quasi tipiche spielberghiane, definendo così la bravura di Marshall nel dirigere anche un pop-corn movie d'avventura di puro intrattenimento, oltre che dei bei musical. Come sempre travolgente la musica di Hans Zimmer. Perfette le scenografie. Consigliato anche a chi gli altri film precedenti non li ha visti. Visto in 2D. ...OLTRE IL TERZO! ***
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snape
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domenica 22 maggio 2011
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opaco
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Manca la brillantezza degli episodi precedenti, le idee sono un pò confuse, i nuovi personaggi che avrebbero dovuto andare a sostituire gli uscenti non colpiscono più di tanto. Questo, unito ad un 3D praticamente inesistente che rende scurissime le immagini e che irrita più che ammaliare rende questo film troppo lento e talvolta anche noiosetto. Un Jack Sparrow non in particolare stato di grazia non riesce a risollevare più di tanto la pellicola. In definitiva un film carino, sicuramente notevolmente al di sotto dei precedenti...tre stelline contro le cinque che ho dato agli altri tre capitoli della saga.
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c.ronaldo7
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mercoledì 8 giugno 2011
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bentornati ai caraibi!
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Preciso che sono un fan della Saga, non un sostenitore, un fan nel senso letterale! Dopo "Ai confini del mondo" (a mio avviso un film capolavoro!) aspettavo con ansia il ritorno di Jack Sparrow sul grande schermo! Sapevo già delle assenza del Bloom E Keira e dei simpaticissimi Pintel e Ragetti, dunque che sarebbe stato un film in buona parte del tutto nuovo. L'ultimo capitolo mi aveva lasciato, dopo uno scontro epico ed un finale a sorpresa, con il povero Jack (indiscusso protagonista della saga) da solo, ma carico: l'obiettivo è la Fonte! A dire il vero ho trovato un Jack meno Jack, forse cresciuto! (Solo per quanto riguarda la Fonte, cioè bere) Immaginavo avesse fatto carte false per bere l'aqua de vida, come del resto ci aveva abituato! Invece non è così, probabilmente perchè Angelica è un prezzo alto da pagare.
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Preciso che sono un fan della Saga, non un sostenitore, un fan nel senso letterale! Dopo "Ai confini del mondo" (a mio avviso un film capolavoro!) aspettavo con ansia il ritorno di Jack Sparrow sul grande schermo! Sapevo già delle assenza del Bloom E Keira e dei simpaticissimi Pintel e Ragetti, dunque che sarebbe stato un film in buona parte del tutto nuovo. L'ultimo capitolo mi aveva lasciato, dopo uno scontro epico ed un finale a sorpresa, con il povero Jack (indiscusso protagonista della saga) da solo, ma carico: l'obiettivo è la Fonte! A dire il vero ho trovato un Jack meno Jack, forse cresciuto! (Solo per quanto riguarda la Fonte, cioè bere) Immaginavo avesse fatto carte false per bere l'aqua de vida, come del resto ci aveva abituato! Invece non è così, probabilmente perchè Angelica è un prezzo alto da pagare. Jack senza ciurma e senza navi sembra un po' a servizio degli altri, è come se sa cosa vuole, ma non fino in fondo, perchè non riesce/vuole a truffare nessuno! Forse un po' scarna la sceneggiatura. Colonne sonore al solito avvolgenti, azzeccatissimi i continui richiami alla ormai classica armonia con un che di spagnoleggiante xD. La pellicola è esilarante, del resto non credo che la Disney avesse in mente di mettere su un capolavoro cinematografico, anche percè è difficile superare i giganti che lo precedono. Sta proprio nella genialità di Jack la naturalezza del film, le sue batture, fughe rocambolesche. Lasciatemelo dire: Johnny Depp è uno spettacolo! Al film manca un tocco di epico, qualche battaglia tra galeoni, anche se è già così un ottimo film. Davvero bello, l'ho visto un paio di volte e vi assicuro che se amate Jack Sparrow (e gli volete bene ^^) dovete vederlo perchè è sensazionale come al solito! Grazie Disney, grazie Depp!
Metto 5 stelle solo per far salire un po' la media che a mio avviso è un po' troppo bassa, ma oggettivamente sarebbe 4 stelle...
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andrelibero
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lunedì 30 maggio 2011
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tutto sommato...
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Visionato ieri al cinema in 3D, si può dire subito che ovviamente i primi son sempre i migliori dei sequel successivi ma devo dire ch mi ha rifatto piacere vedere di nuovo Jack Sparrow in azione e a mio parere non è così sotto tono come ho letto in altre recensioni, l'ho trovato sempre carismatico e divertente come in precedenza. Il film in se stacca molto dai precedenti è una piccola rivoluzione di personaggi, la cruz prende il posto della knightley e si ambienta in un nuovo genere di film, abbastanza ben riuscita la new entri di Barbanera con una molto buona interpretazione del personaggio da parte dell'attore, un po' esagerata la storia della spada-telecomando e della nave-lanciafiamme ma d'altra parte si sa che il film oltre all'avventura si basa anche su elementi fantasy.
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Visionato ieri al cinema in 3D, si può dire subito che ovviamente i primi son sempre i migliori dei sequel successivi ma devo dire ch mi ha rifatto piacere vedere di nuovo Jack Sparrow in azione e a mio parere non è così sotto tono come ho letto in altre recensioni, l'ho trovato sempre carismatico e divertente come in precedenza. Il film in se stacca molto dai precedenti è una piccola rivoluzione di personaggi, la cruz prende il posto della knightley e si ambienta in un nuovo genere di film, abbastanza ben riuscita la new entri di Barbanera con una molto buona interpretazione del personaggio da parte dell'attore, un po' esagerata la storia della spada-telecomando e della nave-lanciafiamme ma d'altra parte si sa che il film oltre all'avventura si basa anche su elementi fantasy. Barbossa si riconferma come Jack una colonna del film con una solita ottima interpretazione del personaggio che ci appare inizialmente come corsaro del re. Mi è piaciuta anche la parte del missionario, dolce e dal cuore forte. Bellissime le sirene che possono incantare lo spettatore con la loro bellezza, da Tamara e Serena in primis. Ruolo un po' strano quello degli spagnoli, un po' poco approfondito e forse troppo strano agli occhi dello spettatore per il finale anche se può avere un senso logico, basti vedere anche nella realtà storica. Dispiace per la mancanza della famosa Perla Nera che appare solo in bottiglia (idea originale) e della sua ciurma. Mi è dispiaciuto notare un assenza dei duelli navali apparsi in precedenza negli altri tre film. 3D modesto che da solo profondità e effetti non eccezionali, consigliabile se non avete probblemi a pagare quei tre euro in più, da tenere presente comunque che il 3D toglie molto alla luminosità dei colori.
Tutto sommato un film piacevole da vedere che poteva essere approfondito in certi punti e migliorato in altri ma comunque avventuroso e divertente che consiglio di vedere.
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kamaglione
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domenica 22 maggio 2011
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l'inganno della sirena
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Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare è il nuovo film che segue la fortunata saga piratesca capitanata dall'infallibile Johnny Depp. E come al solito siamo catapultati in un'avventura senza bene capire i perché o i per come ma solo godendoci le immagini mozzafiato del filibustiere più famoso dell'ultimo decennio. Eppure qualche disappunto salta fuori, soprattutto nei nuovi personaggi. Il famigerato capitan Barbanera, per esempio, con la sua spada-telecomando wii e con la sua nave coi lanciafiamme, galeoni in bottiglia e marinai zombie... Ma a parte questo la pellicola fila abbastanza veloce seppur con dei cliché. Voglio in ultimo far notare il tema dell'immortalità che nel film è affrontato piuttosto bene in tutte le sue sfaccettature umane e religiose.
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Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare è il nuovo film che segue la fortunata saga piratesca capitanata dall'infallibile Johnny Depp. E come al solito siamo catapultati in un'avventura senza bene capire i perché o i per come ma solo godendoci le immagini mozzafiato del filibustiere più famoso dell'ultimo decennio. Eppure qualche disappunto salta fuori, soprattutto nei nuovi personaggi. Il famigerato capitan Barbanera, per esempio, con la sua spada-telecomando wii e con la sua nave coi lanciafiamme, galeoni in bottiglia e marinai zombie... Ma a parte questo la pellicola fila abbastanza veloce seppur con dei cliché. Voglio in ultimo far notare il tema dell'immortalità che nel film è affrontato piuttosto bene in tutte le sue sfaccettature umane e religiose. Consigliato a tutti quelli che hanno voglia di un’avventura senza troppe domande.
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