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loris760
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sabato 11 febbraio 2012
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bello
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Bel film d'animazione, uno dei migliori degli ultimi anni. 3 stelle e mezzo.
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dragonia
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martedì 24 gennaio 2012
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film pallido che affoga in un mare di mediocrità
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Certe volte i gusti di pubblico e critica sono davvero strani...altrimenti, non si spiega come possano definire Rapunzel migliore della Principessa e il Ranocchio e accettabile in generale. Cominciamo dalla trama, che volutamente si stacca dalla fiaba originale in uno sviluppo che in mani migliori (non sono difficili da trovare) avrebbe potuto trasformare questo progetto in un vero capolavoro; invece, tutti i personaggi risultano poco incisivi, a parte, in certe sequenze, quelli animali, che sono tuttavia poco sfruttati. Oltre a questo, il compositore Alan Menken deve trovarsi in una terribile crisi creativa, dato che da un paio di anni non ne azzecca più una (già ci aveva terrorizzati in Come d'incanto): infatti, le canzoni sono dimenticabili e a tratti fastidiose, e il resto della colonna sonora lo è altrettanto.
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Certe volte i gusti di pubblico e critica sono davvero strani...altrimenti, non si spiega come possano definire Rapunzel migliore della Principessa e il Ranocchio e accettabile in generale. Cominciamo dalla trama, che volutamente si stacca dalla fiaba originale in uno sviluppo che in mani migliori (non sono difficili da trovare) avrebbe potuto trasformare questo progetto in un vero capolavoro; invece, tutti i personaggi risultano poco incisivi, a parte, in certe sequenze, quelli animali, che sono tuttavia poco sfruttati. Oltre a questo, il compositore Alan Menken deve trovarsi in una terribile crisi creativa, dato che da un paio di anni non ne azzecca più una (già ci aveva terrorizzati in Come d'incanto): infatti, le canzoni sono dimenticabili e a tratti fastidiose, e il resto della colonna sonora lo è altrettanto. E come se tutto ciò non bastasse, il film dimostra un'imbarazzante carenza di inventiva, ad esempio ricordando sotto troppi aspetti il certamente migliore Gobbo di Notre Dame, anche- SPOILER -nella morte della cattiva. Il(o meglio, la) villain rappresenta un punto dolente: infatti, si tratta forse di una delle più sciape mai create finora, anch'essa troppo scopiazzata. E la grafica non fa altro che peggiorare la situazione, creando qualcosa che, nel tentativo di voler essere un classico d'animazione in stile Pixar, è un ibrido senza appartenenza a nessuno dei due generi. Mi spiace dirlo, ma questo film è di una mediocrità sconcertante, baciato da un successo che invece La principessa e il ranocchio avrebbe dovuto meritare, e rappresenta uno dei più imbarazzanti "classici" mai fatti finora. Da dimenticare assolutamente.
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moviesnake
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venerdì 2 dicembre 2011
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classico e nuovo
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Piacevole nuova fiaba targata Disney, Rapunzel riesce ad unire la ormai quasi secolare tradizione del leggendario studio americano con la modernità dell'animazione in CGI come forse solo Shrek era riuscito a fare in precedenza.
Una trama lineare ma mai banale e personaggi molto ben delineati donano vita ed unicità a questa pellicola che sicuramente può essere annoverata fra le migliori Disneiniane.
Unica critica che può essere mossa sta nella creazione chiaramente ricercata di personaggi di facile immedesimazione per il pubblico, come la principessa dai capelli d'oro perfetta per bambine e ragazzine sognatrici, il ladro superfigo perfetto per i maschietti in genere, il cavallo esagerata maschera comica, perfetto per bambini e bambine (e per zanca.
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Piacevole nuova fiaba targata Disney, Rapunzel riesce ad unire la ormai quasi secolare tradizione del leggendario studio americano con la modernità dell'animazione in CGI come forse solo Shrek era riuscito a fare in precedenza.
Una trama lineare ma mai banale e personaggi molto ben delineati donano vita ed unicità a questa pellicola che sicuramente può essere annoverata fra le migliori Disneiniane.
Unica critica che può essere mossa sta nella creazione chiaramente ricercata di personaggi di facile immedesimazione per il pubblico, come la principessa dai capelli d'oro perfetta per bambine e ragazzine sognatrici, il ladro superfigo perfetto per i maschietti in genere, il cavallo esagerata maschera comica, perfetto per bambini e bambine (e per zanca...), la madre-aguzzina che teme la mezza età e non vorrebbe mai invecchiare, perfetta per tutte le mamme (e i papà) che accompagnano al cinema i loro bambini.
Un film "per tutte le stagioni" insomma che non vergogna di ostentarlo a scapito forse di una maggiore spontaneità e a favore dell'apprezzamento di una più ampia tipologia di pubblico.
E ovviamente, come tutti i film animati Disney, è un musical. Un consiglio... vedetelo in lingua originale.
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archipic
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venerdì 2 dicembre 2011
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un classico... moderno
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La fusione Disney/Pixar credo che abbia fatto bene ad entrambe le majors; la prima mette quel tocco magico favolistico, necessario in film come questi e la seconda fornisce quella sapienza tecnica nella realizzazione che l'ha resa famosa.
Il risultato è un ottimo film di animazione che si inserisce a pieno titolo tra i classici Disney ma che ci regala il risultato dell'eveluzione dei tempi e della tecnica.
A livello tecnico sbalordiscono la perfezione della resa delle espressioni facciali dei personaggi e dell'uso della luce... davvero superlativo.
La sceneggiatura contiene diversi spunti interessanti, soprattutto nelle dinamiche relazionali tra i personaggi che ne arricchiscono la godibilità.
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La fusione Disney/Pixar credo che abbia fatto bene ad entrambe le majors; la prima mette quel tocco magico favolistico, necessario in film come questi e la seconda fornisce quella sapienza tecnica nella realizzazione che l'ha resa famosa.
Il risultato è un ottimo film di animazione che si inserisce a pieno titolo tra i classici Disney ma che ci regala il risultato dell'eveluzione dei tempi e della tecnica.
A livello tecnico sbalordiscono la perfezione della resa delle espressioni facciali dei personaggi e dell'uso della luce... davvero superlativo.
La sceneggiatura contiene diversi spunti interessanti, soprattutto nelle dinamiche relazionali tra i personaggi che ne arricchiscono la godibilità. Ed è costruita molto bene, così attenta a calibrare con sapienza momenti spassosi a momenti commoventi.
Sempre belle le musiche di Alan Menken... contorno indispensabile ed importantissimo.
Insomma, è un gran bel film che merita una visione, accurata da parte degli adulti e incantata da parte dei più piccoli.
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andre89lost
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domenica 6 novembre 2011
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adatto per passare una bella serata
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Bel film disney adatto per tutti, grandi e piccoli. Simpatico in più tratti e fatto molto bene.
Da vedere per passare una serata a cuor sereno.
voto: 8
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andrea levorato
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venerdì 28 ottobre 2011
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un film disney come non si vedeva da 60anni
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Rapunzel – L’intreccio della torre ***1/2
Produzione: USA 2010
Genere: Animazione, Fantastico
Regia: Byron Howard e Nathan Greno
Trama:
La principessa Rapunzel fu rapita da bambina da una strega che la rinchiuse in una torre con l’intenzione di tenerla li a vita. Arrivati i diciotto anni decide di scappare.
Mini recensione:
Il miglior classico Disney dai tempi di “Alice nel paese delle meraviglie”. Una dolce favola per tutti (nonostante sia indirizzata un po’ più ai bambini), di formazione e uno scoppio di vitalità e colori.
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Rapunzel – L’intreccio della torre ***1/2
Produzione: USA 2010
Genere: Animazione, Fantastico
Regia: Byron Howard e Nathan Greno
Trama:
La principessa Rapunzel fu rapita da bambina da una strega che la rinchiuse in una torre con l’intenzione di tenerla li a vita. Arrivati i diciotto anni decide di scappare.
Mini recensione:
Il miglior classico Disney dai tempi di “Alice nel paese delle meraviglie”. Una dolce favola per tutti (nonostante sia indirizzata un po’ più ai bambini), di formazione e uno scoppio di vitalità e colori. Un difetto piccolo piccolo sono le canzoni (meglio in originale). Per quanto riguarda i disegni: superano le vette raggiunte dalla Pixar e la protagonista è incredibilmente simpatica e tenera, ma il personaggio più riuscito è molto probabilmente il cavallo-cane. Tanto zucchero da diabete fulminante. Comunque tutto bilanciato da una buona dose di ironia.
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tiamaster
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lunedì 24 ottobre 2011
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un animazione bella e divertente!!!
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Uno dei migliori film d'animazione del anno,la storia non è troppo fantasiosa,ma gradevole e scorrevole grazie al contributo di un ottima animazione e di personaggi divertentissimi.Molto bello anche il 3D (miracolo!!),il doppiaggio e abbastanza buono,alcune scene sono spettacolari,sopratutto in 3D.Dai trailer (che ci hanno fatto sorbire per oltre 4 mesi) l'avevo sottovalutato ma invece non c'e male,un ottimo film d'animazione per la famiglia,divertente ed entusiasmante,molto gradevole e graficamente incredibile!!!
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ultimoboyscout
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venerdì 3 giugno 2011
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ciao biondina!
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Sottotono. La reginetta Disney stavolta non convince (non per demeriti suoi a dire il vero), il cartone è noioso, piatto e appare tanto scontato. Anzi mi è sembrato un collage di altre storie messo insieme tipo puzzle nemmeno troppo azzeccato. Belle, bellissime grafica e animazione, la mimica dei personaggi è sopra la media e finalmente il doppiaggio italiano è fantastico: piace Morelli, nella doppia veste di narratore e di Flynn, più spalla che eroe ma a sorprendere è Laura Chiatti che da voce all'eroina Raperonzolo e che si cimenta con profitto anche come cantante, supportata pure da Mario Biondi che simpaticamente presta il suo vocione ad uno dei personaggi.
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Sottotono. La reginetta Disney stavolta non convince (non per demeriti suoi a dire il vero), il cartone è noioso, piatto e appare tanto scontato. Anzi mi è sembrato un collage di altre storie messo insieme tipo puzzle nemmeno troppo azzeccato. Belle, bellissime grafica e animazione, la mimica dei personaggi è sopra la media e finalmente il doppiaggio italiano è fantastico: piace Morelli, nella doppia veste di narratore e di Flynn, più spalla che eroe ma a sorprendere è Laura Chiatti che da voce all'eroina Raperonzolo e che si cimenta con profitto anche come cantante, supportata pure da Mario Biondi che simpaticamente presta il suo vocione ad uno dei personaggi. Il cartone gioca molto sul'intreccio (stavolta si, nel titolo che c'entra?) azione-sentimenti, soprattutto sentimento (finto) madre-figlia apparentemente forte ma così inesistente perchè mai dimostrato e perchè di convenienza. I personaggi ancora una volta sono bellissimi, simpatici, allegri, si esagera con canti e balli nella prima parte che vengono successivamente sostiuti da una più briosa azione. Evidente il lavoro di Lasseter, vero mago dell'animazione, che ha messo le mani con successo in quasi tutti i lavori Disney/Pixar degli ultimi anni.
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miss rivers
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domenica 15 maggio 2011
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un cartoon in pieno disney style
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un piccolo capolavoro disney pieno della classica comicità adatta per i più piccoli e per i più grandi. Semplicemnete incantevole.
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luca.terrinoni
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martedì 26 aprile 2011
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un bellissimo divertimento, un aiuto a crescere
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Nel suo genere, quasi un capolavoro: un tocco di poesia in più e meno ammiccamenti televisivi, e lo sarebbe stato.
Ai bambini piace moltissimo, si divertono, se lo rivedono con gusto, e rimangono come sempre omertosi su quelle cosette tutt'altro che facili che, nel vortice dello spettacolo, anche questo film della Disney trasmette.
E di queste vorrei parlare.
La favola dei Grimm è bellamente disattesa (tanto per cominciare non si spiega perché Rapunzel-Raperonzolo ha questo nome), ma da "Biancaneve" in poi è sempre stato così, e ciò non ha impedito di creare dei film stupefacenti anche sotto l'aspetto formativo.
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Nel suo genere, quasi un capolavoro: un tocco di poesia in più e meno ammiccamenti televisivi, e lo sarebbe stato.
Ai bambini piace moltissimo, si divertono, se lo rivedono con gusto, e rimangono come sempre omertosi su quelle cosette tutt'altro che facili che, nel vortice dello spettacolo, anche questo film della Disney trasmette.
E di queste vorrei parlare.
La favola dei Grimm è bellamente disattesa (tanto per cominciare non si spiega perché Rapunzel-Raperonzolo ha questo nome), ma da "Biancaneve" in poi è sempre stato così, e ciò non ha impedito di creare dei film stupefacenti anche sotto l'aspetto formativo. Ma - con buona pace di Eisenstein che già negli anni '30 coglieva il sottotesto subdolo nella produzione disneyana - se allora la cattiveria era scoperta, i messaggi si sono fatti in 70 anni via via sempre più inquietanti perché sempre più attuali.
Se era solo un incubo notturno che una madre/matrigna volesse la morte della figlia/figliastra per non competere con lei in bellezza; o che un altro campione di senso materno sfruttasse Cenerentola come una schiava per poi stracciarle il vestito che l'avrebbe portata alla realizzazione dei propri sogni; questa "Madre Gothel" disneyana è un mostro del tutto diurno. Riduce Raperonzolo ad un grumo di virginale idiozia, facendola crescere in una torre senza porte (anche i Grimm non è che scherzassero, quanto a simbologia...), imponendole una dipendenza assoluta attraverso la rappresentazione terrificante della realtà esterna e la memoria quotidiana della di lei inadeguatezza.
Vengono i brividi, per quanto questo modello materno è diffuso e attuale. "ma quella non è la VERA madre!", vi sento protestare; perché, lo sono forse coloro che usano i figli come orpelli al proprio status? Lo sono forse quelle che, finito il tempo del gingillino, cominciano a non sopportare i pargoli, e soprattutto le pargole, fino ad odiarle? (n.b. per capirci: quelle che non sopporto sono le false madri, non le Madri, che sono tante e magnifiche, anche perché quasi sempre devono compensare l'assenza di pessimi padri; ma questi li sistemiamo alla prossima utile occasione).
Qui la metafora non potrebbe essere più scoperta: Gothel, orrida vecchia, fa crescere i capelli della ragazzina a dismisura perché la lunghissima chioma ha, tra gli altri, il potere di farla ringiovanire (tanto che aspetto e movenze sono quelle di una seduttiva dark lady, seduttiva e manipolatrice). Oltretutto l'inverosimile capigliatura è tale da impedire a Rapunzel qualunque ipotesi di rapporto sociale: non a caso il giovane che la fa uscire dalla torre è sempre in lotta con quei capelli impossibili, e prima li fa imbrigliare in una treccia ornata di fiori dalle bambine del paese, poi glieli taglia, donandole allora, e solo allora, la libertà.
Alle bambine un messaggio non da poco: se volete essere delle sfolgoranti biondine e non curarvi di crescere, fate pure. Ma sarà quando avrete perso i capelli (e il colore: con il taglio diventano pure scuri!) che conquisterete la dignità e saprete capire il vostro e l'altrui amore.
Il film è godibilissimo (anche non in 3D, del quale possiamo francamente fare a meno). Le musica è sempre di buona qualità, fra le canzoni rileva "Resta con me", un motivo sincopato stile commedia hollywodiana in cui la orecchiabilità dissimula il tremendo esercizio di potere da parte di Gothel. La sequenza della danza nella piazza è stupenda, come pure quella del volo delle lanterne riflesso sul lago. In entrambi i casi l'applicazione dei "movimenti di macchina" al cartoon offre grandi opportunità (la sequenza del ballo si chiude con una bellissima vista dall'alto).
I personaggi, come al solito, tanti e spesso assai divertenti. Non brilla per personalità Flynn/Eugene, un bel guascone a cui riesce sempre tutto; ma alla fine il gesto decisivo lo fa lui, e lo fa con classe.
Impressionante la caratterizzazione di Rapunzel: stupidina quanto basta, con l'ossessione di avere tutto sotto controllo, forte di una sicurezza basata solo sul non saper nulla, talmente contagiosa da togliere l'iniziativa a più di un bruto. I movimenti delle mani (soprattutto delle dita) e la continua inclinazione delle spalle che accompagna ogni moina la dicono lunga di quanto gli animatori abbiano studiato la personalità border-line di tante ex-ragazzine; sempre in ordine, al telefono dicono "mammina", per loro il "piacere" è solo un infinito e graziosinamente si escludono dal gioco della vita, "perché sto bene così".
Se volete saperlo, il momento che mi ha commosso davvero è il più intimo, il più silenzioso, nel finale del film: un semplice soldato si presenta nella sala del re e della regina (la vera madre!) e, senza dire nulla, li guarda. Segnati dal dolore, i due sovrani capiscono senza chiedere nulla, tanto l'attesa della principessa perduta è presente in ogni istante nei loro cuori, e vanno incontro alla ragazza.
Mi piace che questo tipo di eleganza sia destinato ai bambini: sicuramente oggi apprezzano di più altre sequenze, ma un domani, in un mondo di chiassosa ostentazione, potranno ricordare che la felicità non ha bisogno di essere detta.
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