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lalli
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sabato 4 febbraio 2012
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"gli uomini son tutti uguali"
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" Se un proiettile dovesse entrarmi nel cervello, lasciate che distrugga tutte le porte chiuse " x non dimenticare questo uomo coraggioso e tutte quelle persone che si battono x i diritti di chi,nel 2012, è ancora considerato diverso o peggio malato (!!!)...assurdo tutto ciò ...vergogna!!! e l'Italia è la prima a doversi vergognare!!! DIRITTI UGUALI X TUTTI!!!
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juliennejuju
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giovedì 10 novembre 2011
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fantastique!
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questo film mi è stato consigliato dal mio migliore amico,avevo delle aspettative,e non mi ha affatto deluso,anzi è di gran lunga migliore delle aspettative che mi ero fatta!Lungo si,ma mai lento,appassionante,attori bravissimi,bella sceneggiatura....ottimi Sean Penn e James Franco...veramente un film stupendo,lo consiglio a tutti!!!
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greg2
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lunedì 4 aprile 2011
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bellissimo
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Recitato in maniera magistrale da Sean Penn e tratto da una storia vera, Milk è un film profondo e toccante. Ne consiglio davvero la visione a tutti
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valentinamì
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sabato 12 febbraio 2011
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più milk per tutti
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Van Sant ci regala questo ottimo film interpretato magnificamente.
Sean Penn veste con nonchalance un ruolo invece storicamente difficile.
Harvey Milk è storia.
Rimpiangiamo uomini riusciti a cambiare secoli di umiliazioni e ingiustizie nei confronti dell'essere umano in quanto tale.
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lady libro
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lunedì 20 dicembre 2010
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una vera delusione
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Questo film mi ha sinceramente delusa... Io mi aspettavo molto di più, ed invece è stato una noia mortale, prolisso, ripetitivo e non mi ha suscitato nulla.... Il 90 per cento del film è praticamente costituito da scene di sesso e di smancerie.... In compenso, però, ho ammirato moltissimo il modo in cui Sean Penn ha recitato, e lo considero un bravissimo attore. L'Oscar lo ha meritato tutto. Però si salva solo lui, poichè il film mi ha lasciato l'amaro in bocca. Una vera e propria delusione. Si poteva fare molto di meglio.
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suode
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martedì 14 dicembre 2010
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bello, ma che noia..
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Forse gli attori nn sono proprio così inespressivi....solo che il film è vuoto, lento e lento....e parla solo di politica....
Il mondo gay viene preso in considerazione solo per quanto riguarda la controparte Cristiana.... (cambiamo gay-cristiani con neri-razzisti ed avremo lo stesso risultato...
Rimane cmq un buon film...poteva andare meglio xò..
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luca scialò
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domenica 25 luglio 2010
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speranze e lotte di un uomo lungimirante
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Harvey Milk è un omosessuale, laureato in matematica e agente presso una Società di investimenti di Wall Street. Convive con Scott, e insieme sognano di vivere senza doversi nascondere, in una società che li apprezzi e li riconosca per quelli che sono realmente. Così si trasferiscono a San Francisco, dove mettono su un negozio di fotografia a cui danno il nome del quartiere in cui abitano "Castro"; tale luogo non è solo una semplice bottega, ma diventa un luogo di ritrovo per gay che hanno il loro stesso spirito combattivo, e ben presto, diventerà la base di un vero movimento per i diritti degli omosessuali. Spinto da un crescente entusiasmo, Milk decide di darsi alla politica; un'attività che gli porterà certo soddisfazioni, ma anche diversi problemi, tanto in amore, quanto tra i suoi stessi colleghi, spinti da idee ideologicamente opposte alle sue o da gelosie per il suo crescente successo.
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Harvey Milk è un omosessuale, laureato in matematica e agente presso una Società di investimenti di Wall Street. Convive con Scott, e insieme sognano di vivere senza doversi nascondere, in una società che li apprezzi e li riconosca per quelli che sono realmente. Così si trasferiscono a San Francisco, dove mettono su un negozio di fotografia a cui danno il nome del quartiere in cui abitano "Castro"; tale luogo non è solo una semplice bottega, ma diventa un luogo di ritrovo per gay che hanno il loro stesso spirito combattivo, e ben presto, diventerà la base di un vero movimento per i diritti degli omosessuali. Spinto da un crescente entusiasmo, Milk decide di darsi alla politica; un'attività che gli porterà certo soddisfazioni, ma anche diversi problemi, tanto in amore, quanto tra i suoi stessi colleghi, spinti da idee ideologicamente opposte alle sue o da gelosie per il suo crescente successo...
Il film ripercorre la vita di Harvey Milk, attivista omosessuale in quel di San Francisco. Colui che si è battuto e ha dato una speranza a coloro che per i propri gusti sessuali sono emarginati dalla società, ma che si batteva anche per i diritti dei diversamente abili, degli anziani, delle minoranze etniche. Il suo più grande successo è stata l'abolizione della "Proposta 6" che in sostanza espelleva dal loro lavoro e abrogava i più elementari diritti agli omosessuali in California; una vittoria per cui Milk ha sacrificato letteralmente la sua esistenza. Ottima, come sempre, l'interpretazione di Sean Penn, nei panni di un gay.
Molte sono le scene toccanti; il film incalza ed è coinvolgente. Non scade mai nella ruffianeria o nella ricerca ostinata della pietà e del dramma. Gli omosessuali sono proposti nella loro naturalità, nel loro orgoglio senza pudori, senza forzature, stereotipizzazioni, vittimismi.
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riccardo-87
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giovedì 20 maggio 2010
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una guerra contro l'immaginario comune
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“Milk” è uno di quei film che tenta – invano a quanto si può costatare quotidianamente – di parlare allo spettatore tramite il “bon sens”, ovvero di dissipare pregiudizi falsi e assurdi presenti nell’immaginario comune verso determinate “classi” di esseri viventi – il nazismo è stato l’emblema della morte del “bon sens” con le sue persecuzioni di ebrei, omosessuali e nomadi. Così questo film affronta il tema dell’omosessualità tramite la narrazione della vita e delle vicende di Harvey Milk (Sean Penn), omosessuale che si lancia nella politica con il fine di garantire agli emarginati come lui i diritti che, come lui stesso fa notare, sono definiti “inalienabili” tanto dalla Dichiarazione di indipendenza del 4 Luglio quanto nelle parole iscritte sulla statua della libertà; tra questi diritti quello fondamentale è “l’uguaglianza”, a cui seguono “la vita”, “la libertà” e “la ricerca della felicità”.
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“Milk” è uno di quei film che tenta – invano a quanto si può costatare quotidianamente – di parlare allo spettatore tramite il “bon sens”, ovvero di dissipare pregiudizi falsi e assurdi presenti nell’immaginario comune verso determinate “classi” di esseri viventi – il nazismo è stato l’emblema della morte del “bon sens” con le sue persecuzioni di ebrei, omosessuali e nomadi. Così questo film affronta il tema dell’omosessualità tramite la narrazione della vita e delle vicende di Harvey Milk (Sean Penn), omosessuale che si lancia nella politica con il fine di garantire agli emarginati come lui i diritti che, come lui stesso fa notare, sono definiti “inalienabili” tanto dalla Dichiarazione di indipendenza del 4 Luglio quanto nelle parole iscritte sulla statua della libertà; tra questi diritti quello fondamentale è “l’uguaglianza”, a cui seguono “la vita”, “la libertà” e “la ricerca della felicità”. La lotta che Milk instaura contro coloro che in maniera del tutto arbitraria si richiamano a Dio per giustificare l’emarginazione dei gay dalla società non è quindi altro che la lotta per affermare questi diritti appunto “inalienabili” dell’uomo in quanto uomo. Comunemente gli omosessuali vengono definiti in modo totalmente irragionevole “diversi”, “sbagliati” e perfino “malati”. Questi aggettivi sono supportati da una tesi che ha un fondamento di verità a mio avviso, cioè che essi sono “contronaturali” in quanto non possono procreare – “è vero” commenta Milk nel film “ma Dio solo sa quanto ci proviamo”-. In effetti la procreazione è la base della vita e della natura – o forse piuttosto non lo è l’istinto, che, ripensando alla frase di Milk citata poco fa, non manca affatto agli omosessuali- e tuttavia, se quindi non trovo del tutto sbagliato il definire i gay “contronaturali” ritengo del tutto errato l’associare questo termine – molto crudo per la verità – a quello di “malattia”: sono questi due termini distinti che vanno tenuti distinti, e il primo non va inteso come sinonimo del secondo. Milk si batte anche contro coloro che ritengono che gli omosessuali possano influenzare gli altri, facendo notare che egli è omosessuale pur essendo figlio di eterosessuali. Io trovo giusto, associandomi a Milk, dire che è assurdo l’impedire l’insegnamento agli omosessuali, e tuttavia non ritengo che le richieste di adozione da parte loro debbano essere accolte: non discuto che essi possano dare a un bambino tanto affetto quanto la coppia “classica”, ma ritengo altresì che i bambini per crescere abbiano bisogno di due figure distinte tra loro, un uomo e una donna. Definisco comunque “Milk” un film completo, toccante, che mostra la sensibilità di coloro che vengono definiti “diversi” e “malati”, che fa notare come il rifiuto dei diritti fondamentali agli omosessuali sia al pari tempo una condanna del “bon sens”. Grande prova della coppia Gus Van Sant ( di cui mi limito a citare “Will Hunting, genio ribelle “) – Sean Penn ( “Carlito’s way” e “mi chiamo Sam”), il film merita un posto di primo piano nella storia del cinema.
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egle1967
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domenica 21 febbraio 2010
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harvey milk indimenticabile1
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Film "hollywoodiano" diretto da Gus Van Sant (" The last days","Elephant", "Paranoid Park",..) biografia di Harvey Milk, attivista gay degli anni '70 a San Francisco.
Film emotivamente ricattatore: pone allo spettatore la questione che viene recepita come "Siete contro i gay, le minoranze?", facendo distrarre dalla costruzione e dalla efficacia del film lo spettatore. La risposta sarà "no, non ce l'ho con i gay" e quindi il film piace per forza.
Il ricorso ad una regia in stile classico, tecnicamente perfetta, pecca di freddezza e distacco emotivo. Nonostante ciò. il film merita attenzione, per la strepitosa interpretazione di tutti gli attori, ed in particolare, per quella di Sean Penn, per il suo incredibile mimetismo, e per la capacita' di aver reso Harvey Milk indimenticabile.
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fabrizio cirnigliaro
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mercoledì 3 febbraio 2010
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senza la speranza la vita non vale la pena di esse
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Il film è la cronaca di una morte annunciata, infatti si apre con le immagini di repertorio che testimonio la “persecuzione” della polizia nei confronti degli omosessuali, seguito da un servizio con cui una giornalista da la notizia della morte del consigliere di San Francisco. Grazie all’interpretazione di Harvey Mik, Sean Penn ha vinto il suo secondo Oscar, e con un Oscar è stata premiata anche la sceneggiatura di Dustin Lance Black. Straordinarie le interpretazioni di Emilie Hirsch, quasi irriconoscibile, e Josh Brolin. Il regista aveva già provato in passato a realizzare un film su quest’icona della politica americana. In molti a San Francisco hanno accettato di partecipare alle riprese del film senza percepire nessun compenso.
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Il film è la cronaca di una morte annunciata, infatti si apre con le immagini di repertorio che testimonio la “persecuzione” della polizia nei confronti degli omosessuali, seguito da un servizio con cui una giornalista da la notizia della morte del consigliere di San Francisco. Grazie all’interpretazione di Harvey Mik, Sean Penn ha vinto il suo secondo Oscar, e con un Oscar è stata premiata anche la sceneggiatura di Dustin Lance Black. Straordinarie le interpretazioni di Emilie Hirsch, quasi irriconoscibile, e Josh Brolin. Il regista aveva già provato in passato a realizzare un film su quest’icona della politica americana. In molti a San Francisco hanno accettato di partecipare alle riprese del film senza percepire nessun compenso. Milk infatti è un ancora oggi un modello per molti giovani e attivisti politici Il giorno della sua morte un corteo spontaneo attraversò la città con una fiaccolata, più di 3000 persone vi parteciparono. Il processo nei confronti di Dan White ha suscitato molte polemiche, soprattutto perché fu condannato a soli 7 anni di carcere per omicidio colposo, e non premeditato, con l’attenuante dell’ infermità mentale. Gli avvocati della difesa si appellarono ad una tesi psichiatrica per cui l’eccessivo consumo di “junk-food” (cibo spazzatura) dimostrava lo stato di depressione in cui si trovava l’imputato, dato che era una persona dedita al culto della forma fisica. Questa linea difensiva entrò nella storia con il nome di “Twinkie defense”. La lotta per i diritti Gay è continuata negli anni successivi, ma il clima nei confronti degli omosessuali non sembra migliorare. Purtroppo il tema dell’omosessualità è sempre attuale. I movimenti dei diritti gay hanno apertamente appoggiato la candidatura di Obama, il quale, fresco di Nobel per la pace, ha deciso di abolire la politica del “Don’t ask, don’t Tell” (non chiedere non dire nulla ). Una norma introdotta da Clinton, che permetteva agli omosessuali di arruolarsi nell’esercito, perché nessuno gli avrebbe chiesto l’orientamento sessuale. Allo stesso tempo il dichiarare la propria omosessualità avrebbe significato il congedo immediato. (Difficile immaginare il presidente del consiglio che esorti gli omosessuali dell’esercito a fare outing, al limite una barzelletta ….) A Roma invece si è registrato l’ennesimo caso di aggressione nei confronti di una coppia gay, al quale sono seguite le solite dichiarazione di sdegno da parte dei politici di entrambi gli schieramenti. Presto le telecamere si sposteranno per raccontarci un’altra emergenza, e quei ragazzi/e saranno indifesi come oggi. in Italia non c’è nessuno che rappresenti e difenda i diritti del “movimento” gay, e chi c’era si è prima smarrito/a in un’isola sperduta, per poi farsi ammaliare e conquistare definitivamente dai riflettori dello show business. Cosi come non c’è nessuno che rappresenti i movimenti dei precari e di coloro che immaginavano un modo diverso possibile. In passato c’è stato qualche candidato, ma il movimento non è mai stato candidato, c’è una differenza.
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