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Le vite degli altri |
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Un film di Florian Henckel von Donnersmarck.
Con Martina Gedeck, Ulrich Mühe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur, Thomas Thieme.
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Titolo originale Das Leben der Anderen.
Drammatico,
durata 137 min.
- Germania 2006.
- 01 Distribution
uscita venerdì 6 aprile 2007.
MYMONETRO
Le vite degli altri
valutazione media:
4,15
su
227
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Spaccato della DDR in pieno socialismo reale
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| giovedì 19 aprile 2007 | ||||||||||
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Premio Oscar miglior film straniero, “Le vite degli altri” è un’opera prima che sorprende per la maturità cinematografica. Florian Henckel Von Donnersmack, al suo esordio dietro la macchina da presa, ci regala uno spaccato della DDR in pieno socialismo reale facendo i conti con un passato troppo presto dimenticato. Siamo in Germania, prima della caduta del muro. Attori di teatro, filosofi, e gente comune vivono costantemente nel terrore perché la polizia segreta vigila sulla condotta morale dei cittadini. Uno scrittore è tenuto sotto osservazione da un inflessibile agente della Stasi, la sua vita è monitorata da spie e microfoni sparpagliati per casa mentre alcune telecamere registrano gli spostamenti dei sospettati. Il regista tedesco è abilissimo nel fotografare la realtà di un periodo che non ha vissuto se non attraverso i racconti dei suoi familiari, l’occhio voyeur s’infila ovunque scaraventandoci nell’intimità di una coppia borghese che oscilla tra censura e libero pensiero. Georg Dreyman perde alcuni collaboratori perché contrari al regime, diventa servo del potere fino a quando il suicidio di un amico non gli fa aprire gli occhi; decide di scrivere in gran segreto un articolo per il giornale “Der Spiegel”, ma la compagna lo tradisce per avere salva la pelle. Finale asciutto e toccante con il ravvedimento di un agente di polizia caduto in disgrazia dopo essere passato dalla parte dei buoni ed il tributo di un uomo scampato alla prigione che ritrova finalmente l’ispirazione: vacillano le convinzioni politiche, crollano gli ideali, si spalancano le porte del dubbio anche per i sostenitori del regime. Pentimento e redenzione di un governo di orwelliana memoria, Von Donnersmack rappresenta la coscienza di milioni di tedeschi che riportano alla memoria i suicidi occultati dalla ragion di Stato. Scenografia povera e fotografia livida, “Le vite degli altri” ha ricevuto il riconoscimento all’Academy Award pur essendo un film da Festival. Oscar politico ed Oscar cinematografico riuniti magicamente in un dramma che non presenta le ingenuità delle opere prime, perché il giovane regista di origini nobiliari dirige in maniera impeccabile due attori in stato di grazia: Sebastian Koch nella parte dello scrittore piegato da un sistema che non tollera ribellioni di sorta e Uriche Muhe nella parte del servitore di partito che vuole soffocare ogni forma sovversiva. Ritratto palpitante quello di Von Donnersmack, ma anche viaggio claustrofobico illuminato da alcune anime pie che si riscattano con le buone azioni: la dedica finale arriva come un messaggio di speranza nella Germania che si prepara a voltare pagina dopo guerre e crimini politici. Antonello Villani (Salerno)
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