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filippo catani
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venerdì 26 agosto 2011
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una sconosciuta come (purtroppo) tante altre
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Una giovane donna ucraina cerca lavoro come domestica. Attraverso l'aiuto del portiere di un palazzo, riuscirà a muovere i primi passi all'interno di un piano ben stabilito per cercare di entrare nella casa della famiglia Adacher. La giovane ucraina conserva infatti dentro di se terribili e inconfessabili segreti.
Un film duro e coraggioso allo stesso tempo che prende di petto una questione scottante: la tratta delle donne specialmente dell'est Europa. Da quì si sviluppano tutti i rami del racconto: c'è il terribile padrone che avvia le donne alla strada e le controlla a suon di botte, la giovane ucraina arrivata con tanti sogni nel cassetto e vede spezzato l'unico vero amore, la famiglia perbene che nasconde al suo interno grandi e piccoli problemi.
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Una giovane donna ucraina cerca lavoro come domestica. Attraverso l'aiuto del portiere di un palazzo, riuscirà a muovere i primi passi all'interno di un piano ben stabilito per cercare di entrare nella casa della famiglia Adacher. La giovane ucraina conserva infatti dentro di se terribili e inconfessabili segreti.
Un film duro e coraggioso allo stesso tempo che prende di petto una questione scottante: la tratta delle donne specialmente dell'est Europa. Da quì si sviluppano tutti i rami del racconto: c'è il terribile padrone che avvia le donne alla strada e le controlla a suon di botte, la giovane ucraina arrivata con tanti sogni nel cassetto e vede spezzato l'unico vero amore, la famiglia perbene che nasconde al suo interno grandi e piccoli problemi. Un affresco a tratti desolante che serve però a farci mantenere alta la guardia verso questo terribile giro di sfruttamento. Splendida regia e meraviglioso il cast con un trio fantastico composto da Rappoport, Placido e Gerini.
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olghina
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domenica 30 gennaio 2011
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da pelle d'oca!
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Sarà per l'argomento crudo ed ahimè molto attuale(Le donne ridotte in una vera e propria schiavitù) , sarà per le musiche del nostro "vantotuttoitaliano" Morricone, sarà per la fotografia(gustata fotogramma dopo fotogramma).. sicuramente è per questo mix che per tutta la durata del film ho avuto la pelle d'oca! Secondo il mio parere in questa pellicola il regista, che si distacca (anche se non riesce a farne a meno del tutto) dalle sue sicule origini, ci rivela un Tornatore inedito e molto competente in questa veste. Un nota positiva va anche alla attrice, il suo sguardo mi ha veramente toccata...ed a Placido, che quando interpreta il cattivo lo sa fare veramente bene!Quattro stelle da parte mia.
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lady libro
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martedì 16 novembre 2010
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la meraviglia dell'oscurità
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Una donna dal passato oscuro e violento, alla ricerca di qualcosa di molto importante che è stato perduto, con il solo bagaglio di un amore scomparso...
Uno dei più bei film di Tornatore che dimostra la sua bravura in ogni pellicola. Ksenia Rappoport recita meravigliosamente con un realismo impressionante.
Film stupendo e assai consigliato.
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weach
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sabato 30 ottobre 2010
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voglia di interrompere un karma negativo
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La sorpresa stupenda è una grande attrice che si affaccia sul proscenio internazionale ,Ksenia Rappoport , russa, bella , espressiva dalle grandi doti artistiche ;
La conferma è Tornatore , potente incisivo ,scenografico, profondo,drammatico, articolato.
Sullo sfondo di una Trieste prevalentemente lugubre e notturna , si consuma la storia di un dramma di una “ sconosciuta ,” che fugge dal suo passato senza speranza.
E’ il tentativo di rincorrere un attimo di serenità , uno spazio di essere , ma tutto sembra impossibile perché eventi di risonanze negative si riaffacciano anche nel progetto di costruire un presente .
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La sorpresa stupenda è una grande attrice che si affaccia sul proscenio internazionale ,Ksenia Rappoport , russa, bella , espressiva dalle grandi doti artistiche ;
La conferma è Tornatore , potente incisivo ,scenografico, profondo,drammatico, articolato.
Sullo sfondo di una Trieste prevalentemente lugubre e notturna , si consuma la storia di un dramma di una “ sconosciuta ,” che fugge dal suo passato senza speranza.
E’ il tentativo di rincorrere un attimo di serenità , uno spazio di essere , ma tutto sembra impossibile perché eventi di risonanze negative si riaffacciano anche nel progetto di costruire un presente .
Gli occhi trasparenti della Ksenia Rappoport , la sconosciuta Irena, esprimono tutto il male che imprigiona il cuore e la voglia di espansione .
Un karma negativo sembra proprio sopraffare l’anima ma c’è voglia di riscatto che spinge verso la luce di una speranza .
Scorrendo le immagini drammatiche del film sempre più solida appare la capacità espressiva di Ksenia Rappoport, veramente “talentuosa” e speciale .
Sembra dire la storia:una vita non basta per bruciare tutto il mala che si è portato dentro.
Toni originali da thriller arricchiscono il film dal finale sorprendente.
Tutto è in trasformazione e niente resterà come appare .
weach illuminati
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taniamarina
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sabato 31 ottobre 2009
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film bellissimo e ossessivo, fin troppo
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Alcuni difetti in questo film vanno sottolineati, quali la musica fin troppo ossessiva di Morricone e un Placido orrendamente ridicolo. L'intreccio della trama è efficacissimo e l'attrice protagonista colpisce per la sua triste bellezza e bravura. Ma spesso gli attori si trovano fin troppo sopra le righe, quasi il regista abbia avuto il dubbio di non creare abbastanza tensione. La tensione c'è in modo eccessivamente ossessivo, anche se lo scorrere della storia fila veloce. E' un calvario che aumenta in dolore di fotogramma in fotgramma, e lo sfondo della città del diavolo è davvero incantevole e misterioso. Un film che è uno spaccato di vita reale estrema, spinta all'inverosimile, fino a raggiungere lo scopo prncipale della pellicola: quello di far piangere.
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Alcuni difetti in questo film vanno sottolineati, quali la musica fin troppo ossessiva di Morricone e un Placido orrendamente ridicolo. L'intreccio della trama è efficacissimo e l'attrice protagonista colpisce per la sua triste bellezza e bravura. Ma spesso gli attori si trovano fin troppo sopra le righe, quasi il regista abbia avuto il dubbio di non creare abbastanza tensione. La tensione c'è in modo eccessivamente ossessivo, anche se lo scorrere della storia fila veloce. E' un calvario che aumenta in dolore di fotogramma in fotgramma, e lo sfondo della città del diavolo è davvero incantevole e misterioso. Un film che è uno spaccato di vita reale estrema, spinta all'inverosimile, fino a raggiungere lo scopo prncipale della pellicola: quello di far piangere. E ci riesce benissimo. Clicca Taniamarina su google
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chiarialessandro
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martedì 23 giugno 2009
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talvolta la realtà riesce quasi a superare la fant
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C’è un genere di film che, comunemente, viene denominato “dell’orrore”; vi invito a controllare sul vocabolario la definizione di tale termine e poi a chiedervi se possa essere applicabile anche in questo caso. E’ comunque ovvio che la domanda sia retorica perché il pensiero di una donna che viene ingravidata al solo ed unico scopo di procreare una creatura messa al mondo per essere venduta al miglior offerente è veramente un pensiero orribile. Da questa base di partenza si snoda una storia che è veramente degna del famigerato bollino rosso televisivo perché trabocca di violenza anche se le immagini più dure sono quasi sotto forma di immagini subliminali perché i loro fotogrammi ci vengono mostrati ad una velocità tale da renderli abbastanza difficilmente decifrabili.
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C’è un genere di film che, comunemente, viene denominato “dell’orrore”; vi invito a controllare sul vocabolario la definizione di tale termine e poi a chiedervi se possa essere applicabile anche in questo caso. E’ comunque ovvio che la domanda sia retorica perché il pensiero di una donna che viene ingravidata al solo ed unico scopo di procreare una creatura messa al mondo per essere venduta al miglior offerente è veramente un pensiero orribile. Da questa base di partenza si snoda una storia che è veramente degna del famigerato bollino rosso televisivo perché trabocca di violenza anche se le immagini più dure sono quasi sotto forma di immagini subliminali perché i loro fotogrammi ci vengono mostrati ad una velocità tale da renderli abbastanza difficilmente decifrabili. Fulgido esempio di come la mente umana possa essere la rappresentazione delle vette più eccelse ma anche delle nefandezze peggiori, di come l’amore materno possa abbattere qualsiasi ostacolo provi a frapporsi tra madre e figlia. Finale rincuorante che ci mostra l’espiazione della giusta pena e la possibilità di un amore duraturo anche tra due donne, una delle quali aveva pensato (si era illusa, aveva voluto illudersi?) di essere la madre dell’altra. Caldamente consigliato, ma solo per chi ha un palato capace di apprezzare i gusti decisamente forti, direi quasi eccessivi. Cast stellare con una grande prova corale di attori che si supportano vicendevolmente, dando la netta sensazione di rimanere strettamente ligi ai desideri del regista.
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lalli
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martedì 23 giugno 2009
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da vedere
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un bel film con un ottima Rappoport
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dony64
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venerdì 3 aprile 2009
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film...interessante
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Film drammatico, concreto nella trama, recitazione ed espressione.Brava l'interprete principale per una storia di oggi che sembra vera.Complessivamente simpatico film drammatico.Voto 7
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napos
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domenica 28 dicembre 2008
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un amore lontano...
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Un film atrocemente bello.
Angoscia e commozione che si incontrano negli occhi gelidi e malinconici della (strepitosa) protagonista.
Tornatore insegna agli altri come fare cinema e come scegliere un cast di attori tutti in parte, a cominciare dal sempre bravo Favino, dalla bella e professionale Gerini e dalla bambina che ha, certamente, un ruolo non facile (e complimenti al regista che l'ha diretta); per non parlare di Piera Degli Espositi e di un odioso, ma bravissimo Placido, che ci fa vedere cosa vuol dire essere attori.
Uno spaccato di vita: dove la retorica non trova posto, dove imperano meschinità, paura, sofferenza, distacco. Dove l'amore è un peccato da espiare e il sesso è un gioco squallido che enuclea ogni tipo di tenerezze.
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Un film atrocemente bello.
Angoscia e commozione che si incontrano negli occhi gelidi e malinconici della (strepitosa) protagonista.
Tornatore insegna agli altri come fare cinema e come scegliere un cast di attori tutti in parte, a cominciare dal sempre bravo Favino, dalla bella e professionale Gerini e dalla bambina che ha, certamente, un ruolo non facile (e complimenti al regista che l'ha diretta); per non parlare di Piera Degli Espositi e di un odioso, ma bravissimo Placido, che ci fa vedere cosa vuol dire essere attori.
Uno spaccato di vita: dove la retorica non trova posto, dove imperano meschinità, paura, sofferenza, distacco. Dove l'amore è un peccato da espiare e il sesso è un gioco squallido che enuclea ogni tipo di tenerezze.
Un film da vedere, da gustare, da apprezzare appieno.
Musiche funzionali e strazianti del genio Morricone.
Un film bellissimo. In ogni senso.
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elanor
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mercoledì 30 aprile 2008
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un film degno del suo regista
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Era molto tempo ormai che non avevo il piacere di una tale visione. Certo un film molto crudo, diretto e crudele nella sua drammaticità ma che proprio per questo arriva diritto al cuore. Della suspense non parlo nemmeno: perfetta, ancora un pò e stavo male. Quanto al coinvolgimento e alla commozione non penso siano di gran lunga superabili. Un consiglio: non perdetelo ma non aspettatevi un cartone dei puffi, non è di certo adatto ai bambini.
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