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denzel for ever
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lunedì 24 ottobre 2011
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bello
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mi è piaciuto di piu.."quei bravi ragazzi"...forse perche il film nn decolla molto...anche se cmq è un gran bel flm...otttime le interpetazioni....di Depp...e Al pacino..(vabbe ma di lui che ve lo dico a fare)....Depp ...che è un attore ch nn mi piace..in qst film è stato davvero bravo....forse dovrebbe fare piu film cosi
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nicolas bilchi
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martedì 6 settembre 2011
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donnie brasco.
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Mike Newell schiera in campo una triade di grandi attori quali Al Pacino, Johnny Depp e Michael Madsen (che, seppur meno "star", non è affatto inferiore agli altri due) per dare lustro ad un thriller dallo stampo abbastanza classico per trama e struttura, ma estremamente interessante e sofisticato sul piano psicologico. La storia narra la vicenda dell'agente dell'FBI Joseph Pistone, infiltrato nell'ambiente malavitoso di Little Italy a New York, e dell'amicizia virile che egli finirà per instaurare con "Lefty" Ruggiero (Pacino), vecchio criminale insoddisfatto della sua posizione e pieno di rimpianti, che ha accettato a malincuore la scala gerarchica di potere che si instaura all'interno del sistema mafioso.
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Mike Newell schiera in campo una triade di grandi attori quali Al Pacino, Johnny Depp e Michael Madsen (che, seppur meno "star", non è affatto inferiore agli altri due) per dare lustro ad un thriller dallo stampo abbastanza classico per trama e struttura, ma estremamente interessante e sofisticato sul piano psicologico. La storia narra la vicenda dell'agente dell'FBI Joseph Pistone, infiltrato nell'ambiente malavitoso di Little Italy a New York, e dell'amicizia virile che egli finirà per instaurare con "Lefty" Ruggiero (Pacino), vecchio criminale insoddisfatto della sua posizione e pieno di rimpianti, che ha accettato a malincuore la scala gerarchica di potere che si instaura all'interno del sistema mafioso. Chiave di volta del film è l'evoluzione psicologica del personaggio di Pistone, che da doppiogiochista dei federali con il nome falso di Donnie Brasco diventa sincero confidente di Lefty nel momento in cui questi dedice di "garantire" per lui, cioè gli permette di farlo entrare nel giro che conta assumendosi ogni responsabilità sulla sua condotta. Lefty considera Donnie una sorta di figlio che non ha mai avuto (il suo è un drogato che non lo rispetta e che finirà per andare in overdose) e al contempo vede nel ragazzo quella energia che potrebbe permettergli di diventare un grando capo di Cosa nostra, e che a lui è mancata. Da parte sua, Donnie percepisce la genuinità dei sentimenti di Lefty e forse, nel vedere lo squallore e la tristezza della sua vita, al di là dell'idea immediata e pregiudiziale che si ha osservando il mondo della mala solo dalla superficie e non dall'interno, prova per lui un senso di compassione autentica... la crisi si ha dal momento in cui Donnie subisce una scissione interiore: il suo dovere morale è quello di portare a termine il proprio lavoro facendo arrestare i malviventi, ma al contempo reputa immorale (lui, che in una scena dice di aver sempre cercato di essere un esempio di moralità...) anche tradire la fiducia di Lefty nei suoi confronti. Brasco non ha alternative, può solo scegliere quale delle due vie seguire, ponendosi in contrasto, necessariamente, con l'una o con l'altra; di fronte a questo ingiusto bivio emerge tutta la debolezza (e quindi la straordinaria caratterizzazione) di Pistone, che non riesce però ad agire: rimane passivo, continua a partecipare ai crimini della banda e così si immerge sempre più profondamente nella loro realtà, venendone corrotto, un po' come il "tocco del male" colpiva il detective Quinlan di Orson Welles. Il matrimonio rischia di andare a monte, i suoi atteggiamenti si fanno sempre più violenti ed istintivi, fino a che, nella sequenza in cui Lefty organizza l'omicidio del figlio del boss, si giunge ad un inevitabile punto di rottura: nel momento in cui è Donnie a dover sparare il colpo, la sua scelta è tra perdersi completamente nel Male o fare il "Bene", che poi in realtà non è tale perchè comporta il ferire un amico. E l'intervento inaspettato dell'FBI, che per alcuni può essere una nota stonata che risolve "senza risolvere" il gioco di incastri che era venuto a crearsi, è in realtà l'unica soluzione possibile per preservare l'integerrimità di Pistone, che pur non venendo meno in modo diretto alla sua scelta, non può essere considerato responsabile di nulla; anche a livello artistico è una trovata straordinaria, che lascia molti dubbi: Donnie avrebbe sparato o no? Si sarebbe immerso nella spirale della perdizione o avrebbe seguito la Morale in senso assoluto?
Infine sul piano tecnico va però notata una falla strumentale molto grave, che va a danneggiare il giudizio finale sulla pellicola: Newell compie l'errore (grave, ma prevedibile) di affidare quasi tutto il film all'esprienza dello straordinario Al Pacino, per garantirsi un ampio margine di sicurezza a livello qualitativo. Ma da ciò ne risulta una rappresentazione un po' triste del personaggio di Lefty, con Pacino che si diverte nel ruolo di un Tony Montana troppo cresciuto ed ormai obsoleto, tentando di imitare lo stile e la grinta di Scarface, senza però riuscirci. Al Pacino (57 anni all'uscita della pellicola) non è più credibile in quel ruolo e la logica soluzione avrebbe dovuto essere quella di "relegarlo" in una posizione di secondo piano, passando il testimone ad un ipotetico "nuovo" Tony Montana, cioè il rampante Depp - tra l'altro assolutamente impeccabile la sua prestazione - (che invece riesce veramente a prendersi le luci della ribalta soltanto nella mezz'ora finale) così come aveva avuto l'accortezza di fare Scorsese con De Niro e Ray Liotta in Goodfellas. Ma d'altronde, con tutto il rispetto, uno è Scorsese, l'altro è Newell.
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luca scialò
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martedì 24 maggio 2011
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la mission impossible dell'agente pistone
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Pistone è un agente dell'FBI scelto per infiltrarsi in un'organizzazione mafiosa di Little Italy, sotto il falso nome di Donnie Brasco, ricettatore di gioielli. Brasco riesce a conquista la fiducia di Lefty, un anziano mafioso logorato dalla scarsa stima che i capi hanno di lui. I due finiscono per diventare amici, al punto che Pistone comincia a provare rimorsi per il tradimento che sarà obbligato, per ragioni professionali, a infliggergli. Sullo sfondo, la vita dei mafiosi italo-americani cui Lefty introduce Pistone, e il difficile rapporto tra quest'ultimo e la sua famiglia, che non comprende gli sforzi cui è chiamato nel suo lavoro.
Il regista neozelandese M.
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Pistone è un agente dell'FBI scelto per infiltrarsi in un'organizzazione mafiosa di Little Italy, sotto il falso nome di Donnie Brasco, ricettatore di gioielli. Brasco riesce a conquista la fiducia di Lefty, un anziano mafioso logorato dalla scarsa stima che i capi hanno di lui. I due finiscono per diventare amici, al punto che Pistone comincia a provare rimorsi per il tradimento che sarà obbligato, per ragioni professionali, a infliggergli. Sullo sfondo, la vita dei mafiosi italo-americani cui Lefty introduce Pistone, e il difficile rapporto tra quest'ultimo e la sua famiglia, che non comprende gli sforzi cui è chiamato nel suo lavoro.
Il regista neozelandese M. Newell traspone in modo eccellente il libro auto-biografico dell'agente Pistone, My undercover life in the Mafia. Ad aiutarlo nel compito i due grandi attori protagonisti: Al Pacino, ormai forgiato nel ruolo di mafioso italo-americano dopo la saga de Il Padrino, e Johnny Depp, attore maturo e in piena ascesa. Oltre a Michael Madsen, che veste bene i panni del giovane capo duro e grosso. Struggente il finale, che trasforma anche il più efferato assassino in un essere umano da compatire.
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alex_23
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mercoledì 16 marzo 2011
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ai limiti del capolavoro
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Un film veramente stupendo e sottovalutato. Le interpretazioni dei protagonisti sono da oscar. Non mi meraviglio di Pacino, il migliore soprattutto in questi ruoli, ma mi ha sbalordito la parte di Johnny Depp. Davvero strepitoso!
La pellicola come detto è ottima. Fa uso di violenza come è ovvio che sia in una storia di mafia ma la crudezza è presente col conta gocce, non ne viene fatto un uso eccessivo. Poi è bello il motivo del film, la base sulla quale si sviluppa: il rapporto che si crea tra Lefty e Donnie, soprattutto visto dalla parte dell'agente sottocopertura. Addirittura, verso la fine, a Donnie bazzica nella mente l'idea di mollare tutto e fuggire con l'amico.
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Un film veramente stupendo e sottovalutato. Le interpretazioni dei protagonisti sono da oscar. Non mi meraviglio di Pacino, il migliore soprattutto in questi ruoli, ma mi ha sbalordito la parte di Johnny Depp. Davvero strepitoso!
La pellicola come detto è ottima. Fa uso di violenza come è ovvio che sia in una storia di mafia ma la crudezza è presente col conta gocce, non ne viene fatto un uso eccessivo. Poi è bello il motivo del film, la base sulla quale si sviluppa: il rapporto che si crea tra Lefty e Donnie, soprattutto visto dalla parte dell'agente sottocopertura. Addirittura, verso la fine, a Donnie bazzica nella mente l'idea di mollare tutto e fuggire con l'amico.
Bello bello e ancora bello.
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fra007
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martedì 15 marzo 2011
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a me non è piaciuto.
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capisco che quando ci sono due miti come Al Pacino e Johnny Depp date tante stelle e parlate di capolavoro.
io parlo del film e non mi è piaciuto! il 50% del film è estremamente noioso e ripetitivo. le storie del clan mafioso sono ingarbugliate e non si capiscono bene. brutto il finale.
Al Pacino e Johnny Depp salvano un po il tutto.. 2 stelle solo per loro.
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giordanofrezza
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lunedì 17 gennaio 2011
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un al pacino da oscar!
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che film signori! al pacino e jonny deep in uno dei film sulla mafia piu' bello di sempre!!! al pacino sei il mito dei miti..........
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francescol82
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domenica 31 ottobre 2010
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che te lo dico a fare!?
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Amo Al Pacino ma in questo film non l'ho visto al massimo delle sue potenzilità. Sarà una mia impressione ma ci ho visto un pò di richiami sia "Quei bravi ragazzi" che a "Point break" quest'ultimo relativamente al fatto che il poliziotto infiltrato alla fine si affeziona al malvivente. Comunque un grande film.
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paride86
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giovedì 28 ottobre 2010
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ottimo
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Johnny Depp e Al Pacino insieme nello stesso film è già una garanzia di qualità se aggiungiamo una storia vera, un intreccio interessante, una rappresentazione veritiera e a volte spietata sia della mafia che dello Stato che la combatte, avremo un ottimo film.
Coinvolgente senza essere truce o spettacolare, "Donnie Brasco" è un'efficace viaggio nella psicologia di un poliziotto che si finge criminale al punto da perdere lui stesso il confine dei propri principi; viceversa è anche il ritratto di un mafioso che viene sfruttato dall'organizzazione per cui lavora senza trarne particolare profitto. Un po' come accade al poliziotto con lo Stato.
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Johnny Depp e Al Pacino insieme nello stesso film è già una garanzia di qualità se aggiungiamo una storia vera, un intreccio interessante, una rappresentazione veritiera e a volte spietata sia della mafia che dello Stato che la combatte, avremo un ottimo film.
Coinvolgente senza essere truce o spettacolare, "Donnie Brasco" è un'efficace viaggio nella psicologia di un poliziotto che si finge criminale al punto da perdere lui stesso il confine dei propri principi; viceversa è anche il ritratto di un mafioso che viene sfruttato dall'organizzazione per cui lavora senza trarne particolare profitto. Un po' come accade al poliziotto con lo Stato.
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joker91
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domenica 8 novembre 2009
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che te lo dico a fare
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un capolavoro con una frase ormai entrata nella storia che è quella del mio titolo ed un al pacino sempre più grande e mitico,depp muove i primi passi dimostrandosi già un grande attore e poi con gli anni diventerà mitico.
newell al suo film migliore
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charlotte_alice
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martedì 25 agosto 2009
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colpo al cuore
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Un vero capolavoro! Mettere insieme Al Pacino e Johnny Depp (nonostante le loro differenze recitative, è stato un azzardo giusto. Molto vivido, attento ad ogni particolare, descrizioni accurate e scene crude con un risvolto drammatico molto umano ( non è il solito film a sfondo mafioso con sangue, dialetto e pallottole). Standing ovation.
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