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girapastarito
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giovedì 19 agosto 2010
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eddai!
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Una delle caratteristiche dell'attitudine critica italiana è quella di non sapersi limitare nel manicheismo dei giudizi. Se prendiamo poi vecchie scuole sessantottesche come quella del Morandini il caso sarà ancor più lampante, e in più notevolmente infarcito da preconcetti insignificanti quali la solita, stupita, insensata storia della "misoginia". Come se anche quella non potesse essere - a ragione o a torto - una plausibile modalità di visione o un'allettante tematica. | Non posso affrontare BASIC INSTINCT sotto un profilo antropologico perché non ne ho le competenze e la cosa porterebbe soltanto a definire l'opera "interessante". | Bene allora! Giudichiamo questa pellicola con criteri più o meno cinematografici.
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Una delle caratteristiche dell'attitudine critica italiana è quella di non sapersi limitare nel manicheismo dei giudizi. Se prendiamo poi vecchie scuole sessantottesche come quella del Morandini il caso sarà ancor più lampante, e in più notevolmente infarcito da preconcetti insignificanti quali la solita, stupita, insensata storia della "misoginia". Come se anche quella non potesse essere - a ragione o a torto - una plausibile modalità di visione o un'allettante tematica. | Non posso affrontare BASIC INSTINCT sotto un profilo antropologico perché non ne ho le competenze e la cosa porterebbe soltanto a definire l'opera "interessante". | Bene allora! Giudichiamo questa pellicola con criteri più o meno cinematografici.
Il film è una scemenza. Dico sul serio! Una vera scemenza, un turgido polpettone pieno di rinnovate allusioni sensuali che qua - in questo revival noir - si fanno definitivamente esplicite. Esplicite nel video, esplicite nella parola: fino all'autoparodia. | Non interessa chi sia l'assassino, e neanche l'intreccio implausibile fatto di accavallamenti di gambe, di repentini movimenti radical chic, di parrucche bionde posticce e voyeurismo pre you-porn. | Ma a mio avviso (un avviso che non conta un cavolo) il cinema è un grande inganno, un magico artigianato vibrante fatto di disonestà e dittatorialità registica, fotografica e non solo quello, certo). | Il fatto che il film sia giunto in cima alle classifiche, che ci sia ancora chi lo rivede pur considerandolo una puttanata senza confini (me in primis), è indizio di un certo fascino collegato al talento registico di un Veroheven qui sempre più designer edonista, ma comunque non lontano dagli esiti visivi del fanta-grandguignolesco ATTO DI FORZA. Dunque cos'è che ci spacca tanto il fegato? Il fatto che qua si parli di una stronza ninfomane che uccide i maschi come una mantide o un'amazzone? Sì, forse ci sarebbero tutte le ragioni e io stesso sghignazzo nel vedere certe convintissime scenette pseudo-erotiche. Eppure non posso sottrarmi al fascino della fotografia del De Bont e la regia del caro vecchio Paul è violenta, azzardata, ancora una volta eccessiva. Pronta a ottimizzare un soggetto inutile come questo e a renderlo "piatto ricco mi ci ficco" per gli occhi. Questo film è disonesto, sì. Ma pericoloso solo per chi non riesca a usare il cervello distaccandosi, dopo la visione, dalla condizione naturale condizione di voyeur-spettatore. Belli certi movimenti di macchina. E su!
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nicolòmatta
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mercoledì 28 aprile 2010
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basic instinct
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Campione di incassi della stagione 1992-93, accompagnato da numerose polemiche di associazioni omosessuali americane, Basic Instinct è come lo avrebbe definito Shakespeare "Molto rumore per nulla". È un film la cui fama lo precede più per l'elemento scabroso e Sharon Stone senza slip che per le sue qualità di thriller, peraltro assai scopiazzate qua e là con qualche reminescenza hitchcockiana da far rivoltare Sir Alfred nella tomba. A S. Francisco c'è un delicato caso di omicidio da risolvere - l'assassinio di Johnny Boz, star del rock in pensione e cocainomane, ucciso durante un amplesso con un rompighiaccio - e il detective incaricato delle indagini non si tratta di anima pia, ma di un ex tossicodipendente e alcolista con qualche scheletro nell'armadio, Nick Curran (Michael Douglas).
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Campione di incassi della stagione 1992-93, accompagnato da numerose polemiche di associazioni omosessuali americane, Basic Instinct è come lo avrebbe definito Shakespeare "Molto rumore per nulla". È un film la cui fama lo precede più per l'elemento scabroso e Sharon Stone senza slip che per le sue qualità di thriller, peraltro assai scopiazzate qua e là con qualche reminescenza hitchcockiana da far rivoltare Sir Alfred nella tomba. A S. Francisco c'è un delicato caso di omicidio da risolvere - l'assassinio di Johnny Boz, star del rock in pensione e cocainomane, ucciso durante un amplesso con un rompighiaccio - e il detective incaricato delle indagini non si tratta di anima pia, ma di un ex tossicodipendente e alcolista con qualche scheletro nell'armadio, Nick Curran (Michael Douglas). Prima indiziata è la femme fatale Catherine Tramell (Sharon Stone), fidanzata dell'ucciso, per aver scritto un libro dove viene descritto un omicidio identico a quello di Boz. La ragazza non ha paura della polizia e non esita a mostrare le grazie, senza slip, davanti a Nick e gli sbalorditi colleghi in un interrogatorio. Finisce che il gatto Catherine gioca col topo Nick e quest'ultimo cade nella trappola, instaurando un'eccitante relazione e troncando quella con la psicologa che l'aveva in cura. Ma mentre il film avanza fra un amplesso e l'altro, lo spettatore sa già chi è l'assassino e quindi la morale è semplice: può un film senza suspense, dove tutto è così ovvio e déjà vu, spacciarsi per thriller? Eppure il regista Verhoeven (di cui avevamo invece apprezzato il fantascientifico Atto di forza) e lo strapagato sceneggiatore Joe Eszterhas (3 milioni di dollari!) chiamano a sè i voyeur della platea per bussare a quattrini, imbrogliandoli con la più grande beffa pseudoerotica della storia del cinema. Mentre Michael Douglas si adegua al livello del film ed è lontano anni luce dall'Oscar per Wall Street, tutti i meriti vanno a Sharon Stone, l'affascinante ragion d'essere di un così brutto thriller.
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nicksesta
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sabato 4 settembre 2010
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ottimo
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Non so come mai la maggior parte delle persone qui abbia stroncato questo film: secondo me è un capolavoro.
Ha tutto quello che serve in un thriller: suspance, adrenalina, colpi di scena (mascherati da banalità o fatti apparentemente ovvi...la mia tecnica preferita), personaggi disturbati, e, fatto abbastanza innovativo, una carica erotica notevole, anche una certa dose di humor. La recitazione, specialmente di sharon stone e di michael duglas, l'ho trovata stupenda. i due attori sono talmente credibili che mi vien quasi da sospettare che lei sia davvero una maniaca omicida e lui un tossico alcolizzato con scatti di rabbia (ai posteri l'ardua sentenza). come molti avranno già detto, la mia scena preferita è quella in cui catherine è in sala interrogatori e accavalla la gamba.
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Non so come mai la maggior parte delle persone qui abbia stroncato questo film: secondo me è un capolavoro.
Ha tutto quello che serve in un thriller: suspance, adrenalina, colpi di scena (mascherati da banalità o fatti apparentemente ovvi...la mia tecnica preferita), personaggi disturbati, e, fatto abbastanza innovativo, una carica erotica notevole, anche una certa dose di humor. La recitazione, specialmente di sharon stone e di michael duglas, l'ho trovata stupenda. i due attori sono talmente credibili che mi vien quasi da sospettare che lei sia davvero una maniaca omicida e lui un tossico alcolizzato con scatti di rabbia (ai posteri l'ardua sentenza). come molti avranno già detto, la mia scena preferita è quella in cui catherine è in sala interrogatori e accavalla la gamba. ma non tanto per la cosa in sè (lei ha due gambe da urlo e su questo non si discute. ma non è che non si siano mai viste scene simili), quanto per il viceprocuratore che suda come un porco! mi fa sganasciare dalle risate!
Passiamo ai dubbi che ho avuto su questo film:
-l'assassina uccide, essenzialmente, le persone a cui si affeziona. ma ci sono diverse eccezioni: la sua prima vittima (per prima intendo prima nell'intreccio anche se dalla fabula ne emergono di precedenti). era un tizio con cui faceva sesso da un anno e mezzo. dopo tutto quel tempo ci sta anche affezionarsi un po', ma lei non appare minimamente turbata da quello che ha fatto, mentre in seguito, quando nick rischia di essere ucciso, si metterà addirittura a piangere (fatto che mi ha lasciato molto sorpreso). non si capisce come mai abbia ucciso il suo professore e il marito di beth. si può supporre che col primo abbia avuto una relazione e viene detto anche che lei era ossessionata da beth, ma non era molto nel suo stile uccidere i rivali. fra l'altro non uccide nè beth, nè roxy (con le quali ha avuto una relazione), ma, e non penso sia casuale, sarà nick a ucciderle.
-perchè roxy cerca di uccidere nick? io questo non l'ho mai capito. era innamorata di catherine e le piaceva guardarla mentre faceva sesso con gli uomini. allora perchè prende in odio nick al punto da tentare di ucciderlo? faccio un'ipotesi: forse fino a quel momento nessuno degli uomini con cui cath era stata si era innamorato di lei e roxy, quindi, non era mai stata gelosa.
- ancora non ho capito di quale tipo di disturbo soffrisse cath. era schizzofrenica? era consapevole degli omicidi che commetteva? la sua capacità di mentire alla macchina della verità lo lascerebbe supporre: mente a sè stessa, perciò non è consapevole di mentire agl'altri, un classico. ma certe sue mosse hanno una pianificazione tale da far pensare che lei sia consapevole di quello che fa. mistero...
-un'altra cosa stupefacente è il finale. io me ne aspettavo due possibili: lei lo uccide e si scopre, quindi, che l'assassina è lei oppure per tutto il tempo il regista fa credere che l'assassina sia lei e invece poi si scopre che non è vero. inutile dire che non ci ho preso, ma quasi, perchè il finale è una fusione delle due ipotesi che ho elaborato mentre guardavo il film: mentre loro due fannno sesso lei sembra prendere qualcosa per ucciderlo, allunga la mano ma non ha nulla, poi la telecamera si sposta sotto il letto facendo vedere il rompighiaccio. spettacolare! quello che non ho capito è come mai lei, nonostante avesse chiaramente intenzione di ucciderlo, cambi idea. cioè lei aveva messo la mano sotto al letto per prendere il rompighiaccio, poi cambia idea...
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ultimoboyscout
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sabato 19 febbraio 2011
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cosa non si fa per vendere...
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Film che tutti conoscono, per cui le mie 4 parole risulteranno superflue. Un gran vociare attorno a questo film alla sua uscita, un gran clamore ma niente di speciale il risultato: Douglas è la caricatura di se stesso, la storia non è mai troppo interessante ne avvincente, la disperata ricerca del colpo ad effetto trasforma il tutto in un mero fenomeno da baraccone. La Stone era senz'altro all'apice della sua sensualità e bellezza: si è giocato su questo e l'unica scena che si ricorda è l'accavallo senza slip...Poca roba veramente rispetto al cinema vero!
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tony montana
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lunedì 18 ottobre 2010
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letale mix di eros e giallo
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Due nomine agli Oscar per il film che ha consacrato la Stone nel ruolo di femme fatale enigmatica e magnetica e nessuna statuetta. Una rockstar e un’affascinante donna bionda stanno facendo l’amore in un letto matrimoniale. Ad un tratto la bionda lega il suo partner al letto con una sciarpa di seta bianca e lo pugnala con mostruosa freddezza con un rompighiaccio. È un incipit violento, crudo, inaspettato, persino tarantiniano, ma è l’incipit perfetto vista la storia macchinosa che verrà raccontata poi, la storia di Basic Instinct, il film-scandalo del 92 per le scene ad alto contenuto erotico come quella dove la Stone accavalla le gambe dopo aver mostrato agli agenti di polizia che indagano su di lei di non avere gli slip.
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Due nomine agli Oscar per il film che ha consacrato la Stone nel ruolo di femme fatale enigmatica e magnetica e nessuna statuetta. Una rockstar e un’affascinante donna bionda stanno facendo l’amore in un letto matrimoniale. Ad un tratto la bionda lega il suo partner al letto con una sciarpa di seta bianca e lo pugnala con mostruosa freddezza con un rompighiaccio. È un incipit violento, crudo, inaspettato, persino tarantiniano, ma è l’incipit perfetto vista la storia macchinosa che verrà raccontata poi, la storia di Basic Instinct, il film-scandalo del 92 per le scene ad alto contenuto erotico come quella dove la Stone accavalla le gambe dopo aver mostrato agli agenti di polizia che indagano su di lei di non avere gli slip. Sicuramente, Basic Instinct è nato come thriller per tutti coloro che avevano il terrore di affittare un film porno, però è certo che questo film sia stato uno dei più rivoluzionari thriller degli anni 90. La sceneggiatura strapagata di Joe Eszterhas ( tre milioni di dollari! ) riesce a fondere egregiamente genere giallo con puro ma spietato eros. Nonostante la violenza degli spinti rapporti sessuali presenti nel film, invece di eccitare le platee riesce a creare uno stato di tensione senza pari. Un film di buona originalità e la storia un po’ macchinosa non pesa, anzi invita gli spettatori a ricercare la verità. L’incipit sanguinario che sembra sgusciato fuori da un film di Quentin Tarantino è perfetto grazie al montaggio e alla musica che crea un’ottima suspance. Mediocre Michael Douglas che nelle due ore di pellicola recita più con le braghe abbassate che con i dialoghi. Perfetta per il ruolo la Stone che fa innamorare gli adolescenti con il testosterone in ebollizione fin dalla prima sequenza. Il requiem in cui si vede il rompighiaccio sotto il letto, invece di rilassare lo spettatore lo inquieta ancora di più. Le musiche, giustamente candidate all’oscar erano da oscar. Se non fosse per qualche sequenza inutile o addirittura per gli sguardi minacciosi della Stone nelle scene finali degne delle più scadenti fiction gotiche, Basic Instinct sarebbe un capolavoro.
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luisfigo87
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lunedì 18 febbraio 2008
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un thriller..poco thriller
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Basic Instinct è stato uno dei pochi film ad essere riuscito a unire due generi completamente contrastanti tra di loro,l'erotismo e il thriller,in modo abbastanza efficace:la trama
,sviluppata sul facino e la bellezza della Stone,segue un filo logico e gli attori la loro parte la fanno nei migliori dei modi(e ci mancherebbe altro..).Il film sembrerebbe avere le carte in regola per entare a far parte di quella schiera che viene etichettata sotto il nome di "immortali".Peccato che la stessa custodia del dvd(per non parlare della storia..)ci faccia capire fin da subito(almeno lo è stato per me..)chi è il killer..e,di conseguenza,si abbassa il livello adrenalina nel sangue e la suspence ne risente in modo evidente.
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Basic Instinct è stato uno dei pochi film ad essere riuscito a unire due generi completamente contrastanti tra di loro,l'erotismo e il thriller,in modo abbastanza efficace:la trama
,sviluppata sul facino e la bellezza della Stone,segue un filo logico e gli attori la loro parte la fanno nei migliori dei modi(e ci mancherebbe altro..).Il film sembrerebbe avere le carte in regola per entare a far parte di quella schiera che viene etichettata sotto il nome di "immortali".Peccato che la stessa custodia del dvd(per non parlare della storia..)ci faccia capire fin da subito(almeno lo è stato per me..)chi è il killer..e,di conseguenza,si abbassa il livello adrenalina nel sangue e la suspence ne risente in modo evidente..e in un thriller il livello di adrenalina non si deve abbassare..neanche se si tratta delle gambe della Stone.Comunque si rimane su buoni livelli senza cadere nella volgarità..
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