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DellaMorte DellAmore
Un film di Michele Soavi.
Con Rupert Everett, Anna Falchi, François Hadji Lazaro, Barbara Cupisti, Stefano Masciarelli.
continua»
Horror,
durata 103 min.
- Francia 1994.
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premi nomination |
David di Donatello 1 0 |
Ottima regia..la storia è molto onfusa
lunedì 9 marzo 2009
di Frank
si legge di tutto su questo film..c'è chi lo considera un piccolo cult e chi invece lo reputa una schifezza...a mio parere la verità sta nel mezzo..non è un capolavoro ma presenta molti spunti interessanti..innanzitutto ha una regia curatissima e un ambientazione molto suggestiva; anche la colonna sonora ben si adatta alla lugubre atmosfera, gli effetti speciali sono un po' "old style" ma non li reputo scadenti...tra gli altri pregi, la presenza di Rupert Everett, un attore capace e adatto al ruolo; continua » |
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| Dellamorte, dopo aver sparato alla "fidanzata" di Gnaghi | |
| Scusami Gnaghi, ma ormai cominciava a fare troppo di testa sua. | |
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| Rupert Everett, becchino ogni notte alle prese con gli zombi | |
| Tra morti viventi e vivi morenti, siamo tutti uguali. | |
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| Della Morte | |
| Il primo amore non conta niente, quello che conta è l'ultimo. | |
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Altre frasi celebri del film DellaMorte DellAmore
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Profumo di zombi
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Si scopron le tombe, si levano i morti nel cimitero di Buffalora, pacifico borgo lombardo finora assurto alla gloria delle patrie lettere solo per l’amena commediola, tratta da Labiche, El barchet de Boffalora (1870), dello scapigliato Cletto Arrighi. Nel perimetro del locale camposanto succede che i trapassati, entro sette giorni dalle esequie, risorgono animati da istinti di cannibalismo; e bisogna quindi provvedere a eliminarli, spaccando loro il cranio con un bastone o a rivoltellate. Ignorato dalla cittadinanza, il fenomeno è fronteggiato da una specie di sceriffo-killer che vigila sui confini tra vita e non-vita: Francesco Dellamorte (Dellamore era il cognome della madre), un ex studente svogliato che ora fa il custode del cimitero, e lira a campare. » |
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